© OSA architettura e paesaggio . Published on January 26, 2012.
Il progetto concepisce l’auditorium non come oggetto isolato ma come parte di un ampio progetto di spazio pubblico, minerale e vegetale, che completa l’asse di servizi nei quali già compaiono la biblioteca e la chiesa, collegandolo alla futura stazione della metro e alla via del mare. Il progetto dell’auditorium diviene così un’occasione per dotare Acilia di un luogo pubblico di qualità utilizzabile in ogni momento. Per questo l’edificio è quasi completamente sollevato dal suolo, in modo da accogliere un’ampia cavea sotto di sé che possa funzionare come piazza, foyer e spazio per eventi, e in modo da non interrompere la continuità del sistema di spazio pubblico. La parte di volume che si appoggia a terra è quella che accoglie servizi, biglietteria, caffetteria, che sono quindi in continuità con la cavea e utilizzabili anche quando non ci sono spettacoli in corso. L’atrio si sviluppa in verticale servendo con una grande scalinata tutti i livelli di accesso alla sala; camerini e sale prova chiudono il vuoto dell’atrio filtrando la luce zenitale. La sala è concepita come un corpo leggero appeso e dipendente dall’involucro edilizio per ciò che riguarda accessi e impianti. Il palco è aperto sui due lati lunghi in modo da tenere più spettatori vicino alla rappresentazione e in modo da poter utilizzare la sala in tre diverse configurazioni a seconda degli spettacoli: con massimo 210 spettatori, 510 e fino a 700. L’acustica della sala è garantita dall’involucro interno di pannelli diffusori e fonoassorbenti che ne disegnano lo spazio interno.
© OSA architettura e paesaggio . Published on January 26, 2012.
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