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Venezia (VE), Italia

Nuovo Palazzo Del Cinema E Aree Limitrofe (2a Fase)

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la risoluzione di un’opera architettonica, l’occasione per riqualificare complessivamente lo spazio del Lido definendo, con la Piazza del Cinema, una nuova centralità urbana. La proposta si riferisce pertanto ad un contesto allargato che, oltrepassando la scala del singolo edificio, proietta l’intervento nella dimensione di un più generale rinnovamento ambientale in grado di collocare il Lido nella sua opportuna dimensione di frontiera e contemporaneamente di congiunzione tra Venezia e l’Adriatico. In questo scenario lo spazio del giardino adiacente l’edificio dell’ex-Casinò, antica ubicazione di un edificio incompiuto, partecipa con le proprie alberature e la propria identità a quel processo di rigenerazione urbana connesso con un intervento che segna, attraverso una ponderata intangibilità, non già una rinuncia, ma la conquista di un luogo e di uno spazio necessario al funzionamento e alla godibilità dell’intero complesso.

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Nella nuova configurazione il “vuoto” del giardino è l’inizio, e specularmente la conclusione, di una sequenza urbana di cui sono protagonisti oltre i manufatti tradizionalmente impegnati nella Mostra del Cinema, la nuova piazza e, naturalmente, l’hotel Excelsior, considerato come l’indispensabile completamento di un evento che proprio da quelle terrazze prese l’avvio. Tra queste polarità-giardino, Ex-Casinò, l’attuale Palazzo del Cinema ed Excelsior – si genera un’attrazione in grado di comprimere e mettere in vibrazione la lunga corda stradale che segna tangenzialmente l’intero frontemare realizzando un flesso che, nell’interrompere una conosciuta linearità, costitui¬sce uno spazio inatteso e spettacolare. La curva permette di disporre uno spazio utile allo sviluppo del programma previsto dal bando, senza distruggere gli alberi.

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E’ in questo luogo, generato dal prolungamento sinuoso di una passeggiata posta in continuità con il fianco dell’Excelsior, che l’eccessiva monumentalità dei manufatti preesistenti si destruttura in una visione asimmetrica che raggiunge il vertice nell’involucro della grande sala per 2400 persone proteso verso il mare. E’ in questo spazio che la piazza trova, anche attraverso la contrapposizione traslata degli edifici, nuovi e preesistenti, una dimensione decifrabile e compiuta, un margine costruito e misurabile che sovrapponendosi all’incommensurabile distanza dell’orizzonte propone la costruzione di una nuova e più ampia terrazza coperta orientata verso l’Adriatico e concepita come ampliamento e moltiplicazione degli spazi contemplativi esistenti.

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La corsia carrabile riducendosi nella sezione introduce una vibrazione in grado di configurarsi come una sequenza di curve che realizzano, oltre una rinnovata percezione dello spazio, un efficace accorgimento per limitare la velocità di transito dei pur limitati automezzi che circolano al Lido. Un ulteriore studio accurato della pavimentazione permetterebbe di vincolare la corsia carrabile alla superficie della piazza.

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Conseguentemente il nuovo edificio, ripercorrendone il perimetro, trasforma l’informe slargo originario in uno sfondo teatrale dove ogni elemento, compresi i precedenti fuoriscala, ritrovano una opportuna collocazione ai margini della scena.

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La premessa è la ricerca di un edificio dal carattere antimonumentale e antiretorico, eccentrico, in grado di esprimere, nelle forme, il carattere festivaliero, candido, mediterraneo, degli anni in cui il Festival stesso prese gloriosamente origine.

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L’andamento orizzontale del nuovo Palazzo del Cinema dispiega ogni spazio in una sequenza altimetrica che consente al piano terra la massima fruibilità collettiva dell’area mentre la copertura si configura come una dilatazione dei punti di osservazione mostrando, dall’alto, vedute contrapposte della laguna abitata, Venezia, e del mare aperto, l’Adriatico. Altrettanto la terrazza permetterebbe questa presenza della città di Venezia che non si dovrebbe perdere nel Lido.

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Per tali motivi la sommità dell’edificio, margine del complesso e contemporaneamente luogo dell’invenzione di un nuovo spazio urbano, si conclude in un’ulteriore spazio-gradinata che sovrapponendosi alla grande sala sottostante, diviene il luogo conclusivo e di celebrazione dell’Intero Festival.

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All’interno, partendo proprio dalla grande sala principale suddivisa in una platea ed in una sola galleria, l’accortezza degli apparati strumentali e tecnologici, insieme ad una acustica ed una visibilità attentamente calibrate, pongono l’edificio oltre la dimensione teatrale, nella configurazione di una arena classica efficacemente risolta con chiarezza ed immediatezza di intenti.

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Tali obiettivi sono sostenuti inoltre da un rigore formale ed un pragmatismo che tolgono allo spazio ogni carattere retorico, ogni ambiguità, ogni ostentazione gratuita. L’accessibilità al complesso è immediata e proietta gli spazi aperti della piazza all’interno del foyer concepito come una vera e propria dilatazione dello spazio urbano pubblico e dello spazio semipubblico delle grandi lobbies dell’Hotel Excelsior. La quota di calpestio non coincide tuttavia con la quota della piazza ribassata anti¬stante ma con quella leggermente rialzata e panoramica del belvedere esistente, vero e proprio frammento recuperato ad una nuova fruibilità collettiva animata da una sequenza di piccoli spazi commerciali, un bar ed un ristorante. Tra queste presenze, opportunamente studiate per non saturare lo spazio disponibile, si insinuano opportuni varchi panoramici che permettono dalla piazza coperta – piano terra del nuovo Palazzo del Cinema- un contatto diretto con il mare; viceversa lo spazio tra gli edifici, la piazza propriamente detta, risultando leggermente ribassata rispetto al nuovo livello fronte mare e agli ingressi del Palazzo del Cinema e dell’Ex Casinò, realizza una sorta di cavea naturale dove si svolge l’assemblamento della folla, degli spettatori, dei congressisti, una sorta di foyer dei foyer da cui è visibile attraverso una lunga striscia vetrata, l’eventuale percorso delle stars che taglia orizzontalmente al piano primo, l’intero perimetro sinuosoidale della fronte del nuovo edificio.

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Elementi funzionali e distributivi.

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Il nuovo Palazzo del Cinema si configura come un edificio stretto e allungato che si svolge, come una ideale pellicola, dall’Excelsior fino alla zona antistante il giardino adiacente all’attuale Ex-Casinò. Sul lato frontemare l’andamento rettilineo percorre il limite dell’area disponibile ad eccezione della zona della sala principale che arriva con il proprio basamento a lambire la spiaggia. Sul fronte urbano interno l’andamento curvilineo definisce lo spazio della nuova Piazza del Cinema concepita come un luogo prevalentemente pedonale se si esclude la carreggiata perimetrale di 7 metri di larghezza che ne segna il profilo.

Dal punto di vista altimetrico l’edificio comprende un piano interrato dove è ubicato un parcheggio per 100 posti auto localizzato sul margine destro dell’area verso l’Excelsior, magazzini, spazi connettivi e ampie superfici destinate al mercato del film poste in adiacenza con un grande spazio espositivo di oltre 2000 mq ricavato sotto la grande sala principale ed in diretta connessione visiva, attraverso un doppio volume, con l’ingresso al piano terra accessibile attraverso una rampa scenografica disposta diagonalmente rispetto all’involucro. Il piano terra, quasi interamente libero è caratterizzato e concepito come una grande piazza coperta rialzata di circa 1 ml. rispetto al piano strada in continuità spaziale con l’attuale belvedere inglobato nel sistema degli spazi pubblici aperti. In questa piazza coperta si trovano l’accesso al grande foyer che distribuisce contemporaneamente verso la sala principale posta al piano primo e l’accesso alla zona espositiva sottostante, oltre il volume della sala si dispiega una sequenza di piccoli spazi commerciali che animano la nuova piazza, un ristorante ed altri spazi accessori connessi con lo svolgimento della vita collettiva e delle funzioni urbane che devono essere garantite oltre il periodo di svolgimento della Mostra del Cinema, durante tutto l’arco dell’anno. Al piano primo si trovano gli ampissimi spazi comuni necessari per il mercato del film, i passi perduti e l’ingresso alla sala principale, oltre gli ingressi per le sale più piccole, una da 320 posti, due da 120 posti e sei da 50 posti, secondo le esigenze del bando ed uno schema progettuale flessibile in grado di consentire anche nuovi futuri adattamenti o ripensamenti senza che ciò costituisca un danno per il progetto e la qualità complessiva della proprosta architettonica. Tali spazi sono pensati in continuità con l’area espositiva e commerciale del mercato del film e soprattutto con le strutture di accoglienza e foresteria rappresentatate dall’hotel Excelsior.

Sempre al piano primo trovano posto opportune zone uffici a doppia altezza. Sulla copertura accessibile da un sistema di scale, ascensori e rampe, si trova una grande terrazza panoramica e l’arena all’aperto posta specularmente sul piano del tetto come riproposizione della grande arena originaria del Palagalileo successivamente coperta. Da tale livello si vede Venezia, i suoi straordinari campanili oltre la suggestiva vista sulla laguna.

Costruttivamente la sala principale può essere ipotizzata indipendentemente dal resto dell’edificio mentre la disposizione planimetrica stretta e allungata consente una realizzabilità per stralci funzionali. Si tratta di dettagli rispetto ai quali il progetto sente di rispondere in una fase successiva dopo aver valutato positivamente l’esito delle relazioni spaziali ed urbane dell’attuale progetto.

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