© Antonietta Del Villano architetto . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Storia archeologica, odierne geometrie urbane, funzioni complementari tra loro, unità delle parti: sono queste le parole chiave del progetto. Tutte, in eguale misura, contribuiscono alla costruzione delle tre architetture che connotano il progetto. Tre grandi contenitori di funzioni, per tre aree che chiedono spazi e forme per le attività culturali, archeologiche e teatrali della città. Come un refrain con le sue modulazioni e ondulazioni sonore, così tre corpi di fabbrica leggeri, luminosi, somiglianti, interrelati, sospesi a mezzaria tra scavi, edifici e verde, mettono una veste nuova alla città delle relazioni e dellospitalità.
© Antonietta Del Villano architetto . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Tre poli, tre funzioni in relazione reciproca, tre edifici trasparenti che rivelano ciò che contengono in tutta la loro contemporaneità, tre posizioni strategiche rispetto ad una geometria sommersa che ancora può ordinare parti della città contemporanea. Lo slogan è stato: lavorare su contenuti e contenitori come se tra loro non ci fossero le decine e decine di metri imposte dai luoghi e dalle posizioni sul territorio urbano. Occorreva che la somiglianza tra le forme riducesse la distanza fisica tra esse e quindi sperimentare la possibilità che una trama di strutture, trasparenze e colori, potesse essere teca e copertura protettiva quando ci fossero reperti da preservare e mostrare, edificio reattivo alla presenza di lacerti edificati allorquando occorresse assorbirne uno, edificio a carattere corrente allorquando motivatamente ne servisse uno. Dalla composizione dei tre oggetti, sulle tre aree, con le tre destinazioni indissolubilmente legate tra loro, è scaturita quella trama di forme estruse e compresse, aperte e chiuse che sintetizza lo spirito di questo progetto.
© Antonietta Del Villano architetto . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Due delle tre aree, Terme-Cardinal Pacca e Teatro, allineate secondo lantica giacitura di cardini e decumani, sono messe in relazione fisica e funzionale da due segni evidenti del progetto: Il primo, è il lungo scavo, trasversale allo sviluppo della città moderna, profondo quanto necessario per indagare archeologicamente in progressione (circa cinque metri) e largo circa 30 metri, che dallarea retrostante la scena del Teatro (e dal nuovo giardino a gradoni che lo trasforma in anfiteatro) giunge alle Terme sottostanti la zona Bagni ed attraverso largine fin sul Calore, innervandole come moderno cardine in una sequenza di funzioni, reperti e collegamenti variamente posizionati. Il secondo è invece rappresentato dalle due teche di acciaio e vetro che segnano i terminali dello scavo, contenenti luno i resti archeologici delle Terme e quanto altro un articolato sistemi di piani affacciati sui reperti possa ospitare di analogo (attività culturali, laboratori, sale per incontri, percorsi museali, servizi per il ristoro), laltro, che ingloba nelle sue trasparenze ciò che è recuperabile del vecchio edificio prospiciente via Porta Arsa, tutte le attività connesse al Teatro e che possano proiettarlo verso una dimensione nuova e più ricca di relazioni ed obiettivi (sale per la didattica, per la recitazione, per le prove, per la danza, per seminari, uffici di gestione, servizi per il pubblico, per il ristoro, ecc).
© Antonietta Del Villano architetto . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Labbattimento delle vecchie case su zona bagni e la richiesta di foresterie per attori, archeologi e locali di accoglienza per le compagnie teatrali, ci ha convinti dellopportunità di destinare la terza area, Calata Olivella, ad abitazioni di varie pezzature dove trasferire i residenti di zona Bagni ed alloggiare occasionalmente gli ospiti. Panoramico sugli scavi del Convento di San Modesto e sul verde che potrebbe avvolgerne ordinatamente le membrature, il terzo edificio, somigliante nelle sue particolarità formali e tecnologiche alle altre due nuove opere in elevazione, chiude la triade edificata che con i tre grandi segnali luminescenti si vuole con forza introdurre un concetto di moderna unità formale e concettuale tra parti interrelate.
© Antonietta Del Villano architetto . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
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