© Officina8A | studio di architettura . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Gli edifici storici sono simbolo della produttività del luogo. La volontà è di mantenere al loro interno le funzioni produttive, suddivise in modo da avere spazi proporzionati alle esigenze specifiche di ogni attività. Ovviamente le funzioni inserite sono quelle che contraddistinguono il territorio della città di Samugheo, quindi accanto al caseificio si è deciso di posizionare un laboratorio del miele, un salumificio, un panificio e una vineria. Al fine di rendere più regolare il blocco oggetto di intervento sono state eliminate le porzioni di edificio aggiunte negli anni recenti, in quanto non contraddistinte da elementi di pregio bensì semplicemente rispondenti alle necessità del momento. E’ stato questo il caso della manica aggiunta a chiusura della corte, che nel progetto si è proposto di eliminare.
© Officina8A | studio di architettura . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Una volta liberato il lotto dagli edifici considerati ingombranti si ottiene uno spazio chiuso solo verso nord dalla manica esistente. Al fine di focalizzare l’attenzione verso i vicini spazi verdi, si è deciso di inserire una manica parallela al confine ovest, occludendo la visuale verso i fabbricati situati nei lotti occidentali. Posta ad una distanza tale da permettere il passaggio di automezzi a servizio delle attività insediate, la manica si sviluppa su due piani per poter ospitare al suo interno tutte le funzioni richieste dal bando. Al piano terra si è deciso di posizionare l’area espositiva ed al piano superiore il teatro e la sala conferenze. L’edificio sarà maggiormente tamponato verso ovest, a sottolinearne la chiusura, mentre sarà aperto verso quella che si inizia a delineare come corte ad est. Per enfatizzare la funzione di piazza tutti gli accessi alle attività produttive e ricreative dovranno avvenire da qui.
© Officina8A | studio di architettura . Pubblicata il 02 Febbraio 2012.
Per delimitare la corte anche verso strada si è deciso di inserire un’ulteriore manica, inizialmente parallela all’edificio esistente, poi ruotata in senso orario in modo da favorire l’apertura verso il verde. L’effetto è quello di un cannocchiale che punta verso gli spazi di relazione. Tale effetto viene enfatizzato dalla forma di questa manica: un solo piano stretto e lungo, con una terrazza accessibile dalla manica su due piani precedentemente inserita. Da questa terrazza si può ammirare il paesaggio delle colline circostanti. In realtà si ottengono due corti: una ampia, legata al verde pubblico e delimitata da edifici storici ed elementi nuovi; l’altra più piccola, a servizio delle attività produttive, accessibile dal vicolo oltre che dal passaggio lasciato tra la manica e il muro di confine a ovest. Per evitare di rendere la seconda manica svantaggiata rispetto alla corte che si può definire principale, è necessario aprire un passaggio per favorire i collegamenti tra i due spazi. Il passaggio si limita ad un varco al piano terra, che non modifica la continuità del primo piano. Tra le funzioni insediate all’interno del polo si trova una cantina per la produzione del vino, che ha bisogno di ampi spazi per ospitare le botti, ambienti freschi preferibilmente interrati ma collegati con la corte principale,perché questa deve essere il fulcro di tutte le attività.
Dopo aver disposto tutti gli assi prospettici in maniera da poter meglio ammirare l’ambiente che circonda il lotto, si è cercato di trovare un modo affinché il verde riuscisse ad entrare all’interno della corte. In questo modo si sono definiti due spazi distinti all’interno della corte: una porzione pavimentata, vicina alle attività produttive, ed una seconda dedicata al verde. Per poter conciliare l’area verde con la necessità di avere una cantina si è deciso di proporre una cantina semi interrata, ricoprendola però con la terra in modo da formare una collina calpestabile che permettesse l’accesso diretto al primo piano della manica ovest. In questo modo si ottiene un ingresso preferenziale per le attività collocate a questo piano. Si è poi proposto di inserire un locale ristoro che potesse sfruttare le interessanti terrazze create dall’accostamento dei diversi volumi.
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