© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
Il progetto nasce dalla volontà di recuperare e far rivivere la memoria del centro antico, reinterpretando il passato senza intaccare l’identità del luogo. Il linguaggio architettonico utilizzato non nega la realtà lapidea, ma la “esalta” e la “stravolge”: da elemento di sostegno (per il torrente Ratello) ad elemento sostenuto (per Piazza Golino); da elemento di chiusura a filtro osmotico. Il tutto è collegato da un percorso che utilizza il tracciato dell’incisione del torrente.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
Per Piazza Mercato è stata individuata la necessità di proporre degli elementi urbani di carattere pubblico in grado di costituirsi come “elementi ordinatori” del luogo e che siano in grado di porsi come catalizzatori delle attività sociali del paese, fornendo uno strumento atto a favorire la costituzione di un senso di “appartenenza civica”. Il meccanismo composito architettonico è dato dalle direttrici provenienti dalle centralità urbane presenti. Tali direttrici “aprono” spazi nuovi e verso spazi nuovi con diverse caratteristiche quali momenti di aggregazione, svago, aree polifunzionali da utilizzare per iniziative culturali o commerciali per i più ed i meno giovani e percorsi suggestivi. Un gioco di tagli che permette la rotazione di piani (piastre), definisce i vari ambiti e riprende il tracciato del Torrente Ratello: “una sconnessione al passaggio nel sottosuolo della materia fonte di vita”. Un sistema di piani ruotati rispetto al piano originario che permette di livellare in diverse zone la Piazza che presenta una forte pendenza, generando con un “semplice gesto” soste e sedute piacevoli, luce ed areazione per il percorso sottostante ed identità degli spazi.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
Il percorso ipogeo segue il tracciato del torrente e collega l’intera area di intervento con quattro punti d’accesso. Il percorso ipogeo è pensato con un sistema di rampe che, superando i vari dislivelli, consente una “passeggiata” atta ad esaltare ed omaggiare lo scorrere del tempo, della storia e della materia: “Da sempre levighi la pietra bianca del tuo letto, hai bagnato le mura, udito le voci di tutti i popoli che t’ hanno amato, le voci gioiose dei bimbi, quelle dettate dall’amore, il passo stanco e la saggezza dei tuoi nonni. Lungo la tua vita hai visto tirare su pareti di pietra, hai accompagnato il sangue dei tuoi figli, hai offerto l’apporto alle abili mani artigiane e donato vita fin quando un grigio cemento ti ha zittito. A te voglio farti risplendere, donarti la luce, farti ammirare, far sentire il tuo suono, che scandisce quello della vita; modellando il tuo percorso, come tu, con la sapienza e la maestria dell’acqua, hai saputo fare. Voglio farti rinascere, farti ammirare un tempio di pietra e vetro ,donarti ciò che è sempre stato tuo, la forza della pietra e la trasparenza della limpida acqua che t’ha fatto amare”.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
A piazza Golino, il gioco tra allineamenti, tagli e vuoti nella pavimentazione consente una canalizzazione e differenzazione dei percorsi, riqualificando la funzione del vecchio porticato. La scalinata di via Foschini, realizzata nei primi decenni del ‘900, presenta una struttura in acciaio corten, un fronte in pietra e pianerottolo in vetro stratificato antiscivolo, permettendo così alla luce di poter filtrare ed illuminare il percorso sottostante. Trasparenza materica che vuole essere traccia del passato.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
La nuova costruzione, che affaccia su Piazza Golino, in pieno centro storico, non vuole contrastare il sistema costruttivo armonico e scenografico creatosi nel tempo. Per tale motivo si richiama per morfologia planimetrica ed altimetrica e per composizione architettonica e materica al vecchio complesso costruttivo.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
L’edificio, adibito a Centro per Attività Aggregative, si sviluppa su quattro livelli. La struttura portante (pilastri, travi e controventature) è in acciaio corten e vetro, rivestita da gabbioni metallici che contengono ”blocchi” informi di pietra locale, le cui dimensioni e densità variabili provocano un effetto di rarefazione della materia dal basso (più ammassato) verso l’alto (più poroso), in modo da ottenere differenti effetti di luce e ventilazione.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
Sostenibilità energetica, notevole inerzia termica, permeabilità all’aria, canalizzazione delle acque piovane (con la conseguente eliminazione di un elemento di “disturbo” come le pluviali) sono stati concetti che hanno rafforzato la scelta tecnologica di tale rivestimento.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
L’idea è stata quella di avere un’integrazione tra Architettura e spazio circostante, tenendo in considerazione ed esaltandone il genius loci: “un’antica fortezza di pietra sulla pietra”. - Espressiva solidità; - Rude schiettezza materica; - Primitivismo ciclopico; - Polimorfismo naturalistico: un contraltare praticabile ed alternativo ai valori di leggerezza, regolarità, minimalismo, ermetismo figurale di una certa contemporaneità.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
La vegetazione proposta è parte integrante del progetto, in quanto recupera quelle che sono le piante della zona e quelle che hanno lasciato una traccia nella memoria del luogo.
© Nicola Di Dato . Pubblicata il 03 Febbraio 2012.
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