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Napoli (NA), Italia

Lotto uno del Parco Urbano di Bagnolifutura

Archicons s.r.l., Rpa Srl, OAB – Ferrater & Asociados

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A.1 – Il concetto generale L’area destinata a Parco occupa con ampi sterri e resti di installazioni industriali ed infrastrutturali, l’ultima porzione della piana alluvionale compresa tra il costone verde di Posillipo e quello parzialmente urbanizzato di Bagnoli. L’area denuncia notevoli elementi di criticità: il litorale, che in questo tratto passa da roccioso a sabbioso, rivela pesanti alterazioni morfostrutturali prodotte da spianamenti, imbonimenti e colmate che hanno vanificato ogni traccia di sedime dunoso e modificato la linea di battigia. La vegetazione spontanea del territorio ha subìto uno smantellamento totale sì da presentarsi nella sola forma erbacea, di marcata connotazione sinantropica da degrado urbano marginale, con presenze residuali di piantumazioni infrastrutturali a Eucalyptus. L’analisi approfondita della realtà in oggetto e dei contenuti del progetto definitivo posto a base di gara, consente di superare ogni limite di approccio indifferenziato e generico ed evidenziare l’esistenza di più sistemi forti di interrelazioni ambientali, con le loro permanenze e gli ambiti di trasformazione. L’area dell’ex insediamento Italsider di Bagnoli, incastonata nella più complessiva piana di Coroglio-Bagnoli, è parte integrante di un territorio ad alta valenza naturalistica, paesistica ed urbanistica. Le emergenze dei Campi Flegrei (le “Terre di Fuoco” dei primi colonizzatori ellenici) e le isole di Procida ed Ischia formano i riferimenti forti e le permanenze di uno scenario unico e suggestivo, in cui si avverte la presenza di un’energia antica, arcana, profonda. In questo luogo, in cui la linea di demarcazione tra storia e mitologia diventa veramente evanescente. La dismissione ha lasciato segni, residui e reperti di eccezionale ma anche contrastante valore simbolico che rinviano alla storia antica e recente dell’uomo, alla civiltà del lavoro e a tutto ciò che tale presenza ha comportato. Congiuntamente ai fattori di rischio ambientale di tipo antropico, che sono andati a sommarsi a quelli naturali (vulcanismo, terremoti o altro). La presente proposta assume come vincolanti le Prescrizioni del Progetto Preliminare e gli indirizzi e contenuti del Progetto Definitivo posto a base di gara, con riferimento a quanto richiesto in sede di sub-criteri così come definiti nel Disciplinare di gara. Elementi caratterizzanti ed individuanti ogni possibile indirizzo o contenuto progettuale sono pertanto il mare, il cielo, la terra, la luce, il fuoco, la costa, le emergenze naturali, il costruito urbano di Bagnoli e Fuorigrotta, l’assordante assenza di quello che è stato per quasi un secolo un grande insediamento produttivo, una eccezionale realtà della civiltà del lavoro e di ciò che ha rappresentato per la storia della città ed in particolare del movimento operaio napoletano. Alla base della presente elaborazione dell’idea progettuale del I Lotto del Parco Urbano di Bagnolifutura c’è la volontà di considerare tale area come una struttura unitaria nella quale convivono esperienze varie e diverse, ma in equilibrio tra di esse. Un Parco nel quale il peso vivo e stimolante dell’esperienza industriale passata si incontri con la forza della natura e la bellezza del paesaggio, in cui la fruibilità del parco si sposi con l’opportunità didattico scientifica di scoprire una grande varietà botanica distinta per giardini tematici, nonché il percorso storico necessario per la sua realizzazione. Il Lotto è stato suddiviso in aree tematiche che sono:

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- il roseto in cui asse portante collega la Porta del Parco all’acciaieria. Su quest’asse sono disposti i volumi dei servizi (musei, laboratori, igienici …. Le stesse di Cellini). I richiami delle preesistenze del nostro prog. Utilizzo di acciaio corten per richiamare la storia dell’ITALSIDER Tutti i volumi della spina dell’energia in fotovoltaico come anche la Porta del Parco

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- l’area dell’intrattenimento e dello spettacolo in cui abbiamo inserito una cavea naturalistica che servirà per spettacoli e riunioni all’aperto. E l’area giochi per i bambini attrezzata, spostata dalla ubicazione prevista dal progetto Cellini per due motivi: 1) è più vicina all’ingresso e quindi facilmente raggiungibile dai parcheggi previsti; 2) l’area indicata era affossata e poco facilmente visibile. Tale area ha come riferimento gli Studios e le sue funzioni. Inoltre l’area è collegata con un tratto dell’asse obliquo con un altro corpo di fabbrica e relativo spazio esterno, nei cui programmi futuri sarà probabilmente allocata probabilmente una palestra

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- l’area dei giardini tematici. Ha un doppio scopo: di aumentare le specie botaniche presenti e arricchire da un punto di vista didattico e scientifico l’offerta del parco. Le aree tematiche sono: il giardino mediterraneo; il giardino roccioso; il giardino Martin delle piante tropicali; il giardino delle piante palustri; il giardino giapponese; il giardino del canale bianchettaro

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- il parco narrante: realizzato con un percorso principale ed aree di sosta, ha due scopi: 1) rendere fruibile l’area durante tutto l’anno in quanto d’inverno l’umidità presente nel terreno ostacola la fruizione; 2) scopo didattico- divulgativo con l’inserimento di totem divulgativi della storia dell’Italsider Bagnoli e l’installazione di opere permanenti o temporanee d’arte nelle aree di sosta;

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- il parco dell’acqua: l’impianto è stato conservato ma arricchito con passerelle che seguono l’asse obliquo trasversale individuato che va dall’Alto forno fino alla piazza principale del roseto. A.2 – I nodi e la maglia: sistemi di relazioni interne La nostra proposta punta ad esaltare e valorizzare i sistemi di collegamento viario e di interrelazione ambientale, con soluzioni volte a favorire ed incrementare la sinergia fra le reti (maglia e nodi) che il dinamismo e l’ispessimento storico-naturale hanno oggettivamente determinato. L’ipotesi di partenza è la verificata consapevolezza che l’area destinata a Parco è soltanto un sub-sistema della più generale struttura ambientale di riferimento, in cui la stabilità delle permanenze si scontra e si accompagna con la labilità dei settori e dei comparti dismessi e spogli di significato. I collegamenti con l’esterno del Parco sono stati definiti in sede di Pua e Progetto Preliminare mentre, per quanto attiene l’impianto viario e l’assetto distributivo e funzionale interno al lotto, si confermano gli indirizzi strategici del Progetto Definitivo ma vengono individuati alcuni elementi di criticità. Ne consegue la opportunità di ricondurre a rete, a scopo non solo funzionale ma anche architettonico e paesaggistico, i segni residui dell’ex insediamento metallurgico (impianti, manufatti, canali e tutto ciò che si è ritenuto di dover conservare) ponendoli in collegamento fra di loro e con l’intero sistema di manufatti, segni, percorsi e tracciati del Parco Urbano. Per tale motivo, mentre vengono confermati i criteri di articolazione e distribuzione delle sub-aree e l’impianto ortogonale della maglia viaria del quadrato, vengono apportate alcune significative modifiche migliorative qui di seguito descritte. Appare infatti importante, con riferimento specifico alla macro area del lotto a forma quadrata, creare un percorso di collegamento fra le principali preesistenze, le sub-aree tematiche e la direttrice di collegamento alla grande viabilità del Parco. Questa, costituita dall’asse che collega la Porta del Parco con l’Acciaieria, si caratterizza per la presenza dei servizi al pubblico, disposti lungo l’asse in questione. Si è pertanto scelto di progettare un asse viario trasversale, che percorre in diagonale l’area del lotto a forma quadra e collega quasi tutte le principali emergenze ivi presenti con il citato asse viario che collega la Porta del Parco con l’Acciaieria e, conseguentemente, con il sistema di servizi ivi presenti, con il roseto e con le altre funzioni limitrofe ed esterne all’area del lotto. La particolare disposizione del citato asse consente di attraversare gran parte delle aree tematiche e, allo stesso tempo, non confondersi con la maglia ortogonale disegnata in sede di progetto definitivo, che viene di fatto confermata. Mentre il nuovo asse di collegamento di fatto si inscrive nel più generale insieme di segni (percorsi, vie, canali) più o meno forti che caratterizzano l’area ex Italsider.

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A.3 – Le architetture L’aspetto forse più stimolante nella definizione dei corpi e dei volumi nuovi previsti all’interno di un parco in generale, e di uno con pre-esistenze di archeologia industriale come nel nostro caso, è rappresentato dal linguaggio architettonico. Questo deve essere innovativo in quanto palese testimonianza del proprio tempoe, allo stesso tempo, in grado di non impattare con l’ambiente naturale e paesaggistico, evitando di risultare estraneo o neutrale, indifferente o “altro” rispetto alla qualità estetica ed al significato delle preesistenze. Il progetto definitivo a base di gara individua concettualmente pochi elementi caratterizzanti l’architettura del costruito, oltre quella del paesaggio. Questa è rappresentata essenzialmente dai volumi dei servizi annessi al Roseto (servizi di accoglienza, museo, biblioteca botanica, servizi igienici, ecc.), dalle recinzioni delle diverse parti del parco, dall’arredo urbano, dalle pensiline fotovoltaiche di copertura di alcuni attraversamenti il parco stesso. Il materiale caratterizzante e qualificante tali architetture scelto dai progettisti del definitivo è rappresentato da strutture in cemento armato, presente nei volumi a servizio al parco, nelle vasche di acqua realizzate nel parco stesso, addirittura nelle pensiline. La nostra proposta ha preso in attenta considerazione tale scelta, ma ne ha intenzionalmente modificato e mitigato la presenza. Il cemento a richiamo di una preesistente area industriale, l’acciaio corten a richiamo della produzione di acciaio eseguita nell’Ex Italisider, il legno come materiale che ricongiunge concettualmente l’attività produttiva alla natura nel parco. Questi sono i riferimenti forti all’area industriale ed ai suoi connotati simbolici, che hanno indirizzato le nostre soluzioni tecniche e la scelta dei materiali da utilizzare per il progetto dei servizi annessi al Roseto e, in alcuni casi, anche dei volumi disposti all’interno del parco. I tre materiali si fondono fino a realizzare dei volumi regolari in cui la presenza dell’acciaio corten definisce una scansione trasversale dello spazio esterno, rivolto verso il viale di accesso al Roseto da un lato, ed al Parco dall’altro. I tre punti principali che hanno guidato la scelta architettonica e l’utilizzo dei materiali sono i seguenti:  l’utilizzo del corten per definire le funzioni e gli accessi, nonché per spezzare la monotonia delle facciate continue in cemento armato dei volumi disposti in successione lungo il viale;  La realizzazione di una passeggiata coperta costituita da una pensilina a sbalzo posta in continuità alla facciata che prospetta sul Roseto, libera quindi da ogni ostacolo visivo e che rappresenti così un ulteriore percorso protetto interno all’Area tematica;  Le facciate vetrate continue disposte lungo il prospetto che guarda il Roseto in maniera da realizzare un cannocchiale visivo che consenta gli utenti dei servizi presenti nel Parco di sentirsi parte integrante dello stesso.

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A.4 – Le pensiline Le “pensiline fotovoltaiche” da un lato individuano l’esistenza di percorsi protetti, dall’altro rappresentano elementi tecnologici ed impiantistici in grado di aumentare l’eco-sostenibilità dello stesso. Esse rappresentano un punto fondamentale da analizzare in quanto elemento di forte impatto paesaggistico ed architettonico. La scelta effettuata in sede di Progetto Definitivo di realizzare tali pensiline con strutture di supporto in cemento armato, sulle quali alloggiare travi IPE che a loro volta sostengono i pannelli fotovoltaici, da un lato vuole richiamare l’utilizzo del cemento come elemento predominate del progetto (vedi la vasche d’acqua in cemento, le architetture dei servizi), dall’altro genera un impatto violento sul paesaggio in cui tali elementi non diventano più un semplice arredo del parco, ma tendono a caratterizzarlo con la loro stessa presenza. Inoltre, la scelta del tipo di pannelli, nonché la loro disposizione, determina una copertura quasi totale del percorso ideato. Per tali motivi il nostro raggruppamento ha inteso realizzare delle strutture estremamente leggere, caratterizzate da pilastri e travi di supporto in tubolari di acciaio zincato verniciati color bianco, in maniera da garantire un minimo impatto visivo. Ogni elemento portante è costituito da un trittico di tubolari che sembrano librarsi dal terreno come rami di un albero cresciuto dentro il parco; mentre la stessa copertura a soprastante pannellatura fotovoltaica simboleggia la chioma di un albero che si ricongiunge a quella della struttura immediatamente successiva. La soluzione tecnologica da noi individuata, nonché la scelta e la disposizione di tali elementi, vuole rimarcare il dato tecnologico nella sua leggerezza e trasparenza, evitando soluzioni pesanti che non si addicono al carattere della moderna civiltà industriale e dei suoi prodotti, estranei a qualsiasi logica monumentale di tipo classico, tradizionale. La presenza delle pensiline a riparo dei passanti ed a sostegno dei pannelli fotovoltaici sarà pertanto discreta e leggera, compatibile con i valori ambientali e la qualità di un Parco Urbano.

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A.5 – Le Aree del Parco:

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L’intervento di riqualificazione dell’area prevista nel progetto definitivo consiste principalmente nella realizzazione di una fascia verde informale costituita da circa 8,1 ettari di prato naturale sistemate a macchie arborate con la messa a dimora di circa 2.300 alberi, che identifica una zona filtro tra il grande Roseto di 7 ettari circa ed il parco di archeologia industriale. Tale impostazione ha il limite di rendere poco fruibili, soprattutto durante il periodo invernale, molte aree dello stesso parco, nonché genera un paesaggio monotono e poco collegato idealmente e funzionalmente alle strutture di archeologia industriale preesistenti. Un parco di notevoli dimensioni come quello oggetto di analisi necessita di un’attenta identificazione in ogni sua parte, una connotazione progettuale e concettuale che ne determini un significato sia in termini paesaggistici che architettonici, sia funzionali che botanici. Pertanto si è cercato in tale rivisitazione di strutturare il parco come un insieme di aree e sub-aree tematiche

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Le aree in cui è stato strutturato il parco sono le seguenti:

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A.5.1 IL ROSETO Un Parco. Un Giardino tematico, un Roseto. Sullo sfondo l’Acciaieria, elemento simbolo di una grande fabbrica di acciaio, quale era l’Italsider, dalla cui terra emergono a ricordo e memoria della sua attività lastre di acciaio corten che sembrano voler sostenere le aiuole contenenti le rose di ogni parte del mondo. Un segno che sembra voler raccontare il percorso di riabilitazione di un’area che ora finalmente può mostrare a pieno le sue potenzialità, ma che allo stesso tempo non rinnega il suo passato. L’area del Roseto ha un’estensione di circa 7 ettari ed è disposta secondo un asse portante che collega la Porta del Parco a nord fino all’Acciaieria a sud. Di tale area circa 52.000 mq rappresentano la zona espositiva aperta al pubblico, mentre la superficie restante è destinata a vivaio per la coltivazione e la messa a dimora dei doppioni dei cultivar disposti nel roseto. Lungo tale asse principale, a simboleggiare una spina energetica fotovoltaica che collega la Porta del parco all’Acciaieria, sono disposti i volumi dei servizi (servizi di accoglienza, museo, biblioteca botanica, servizi igienici, ecc..) i quali sono stati rivisti secondo uno schema progettuale nel quale si è tenuto conto di preservare la medesima superficie coperta, utilizzata per il posizionamento dei pannelli fotovoltaici. La disposizione dei percorsi previsti nel progetto definitivo non sono stati oggetti di modifiche sostanziali se non nella loro caratterizzazione morfologica e nella scelta dei materiali. La scelta del tufo, posto nella soluzione progettuale a base di gara, lascia il passo all’acciaio corten, che meglio ridisegna le aree e ne connota i limiti. Gli stessi volumi dei servizi sono caratterizzati dalla presenza alternata di elementi in lastre di corten a pareti in cemento a faccia vista. Il roseto è stato suddiviso per isole che ne definiscono sia le caratteristiche botaniche che i cromatismi, come meglio definito di seguito. In particolare le aree tematiche individuate sono: • Giochi di colore • La Rosa nella Storia • La Rosa e l’uomo • Le Rose reali • La Rosa nel mondo

A.5.2 L’AREA DELL’INTRATTENIMENTO E DELLO SPETTACOLO La connessione delle architetture industriali esistenti al tessuto del parco urbano consiste principalmente nel realizzare aree tematiche connesse alle funzioni delle stesse archeologie. In prossimità del fabbricato denominato Neapolis Studios, all’interno del quale saranno previste produzioni cinematografiche e teatrali, nonché in prossimità dell’ingresso al parco dal lato di via E.Cocchia, viene realizzata un’area denominata “dell’intrattenimento e dello spettacolo”, in cui saranno disposte un’arena realizzata in una cavea naturalistica, a rimembrare nell’Area Flegrea la presenza di cavità di origine vulcanica, ed a seguire l’area attrezzata per il Gioco dei bambini. Tale arena è stata dimensionata per avere un numero di spettatori pari a 450 persone, con sedute costituite da blocchi in pietra tipo Santafiora Venata, posati direttamente su di uno strato di terreno compattato ed inerbito. Tale arena sarà illuminata in maniera da poter ospitare spettacoli notturni A completare l’organizzazione, lungo l’asse che porta verso l’acciaieria, viene disposto lo spazio Giochi dei bambini, uno spazio ben visibile e collegato ai servizi di cui possono usufruire contemporaneamente i genitori. Tali spazio è articolato dalla presenza di due strutture in elevazione, la cui forma simula colline artificiali, i cui colori sembrano invece ricordare il tema del fuoco o della lava, ed all’interno delle quali sono inseriti diversi spazi attrezzati quali vasche con sabbia, scivoli, altalene. I bambini, in totale sicurezza, si divertiranno a scalare tali strutture, scoprendo al loro interno un mondo di giochi, e si sentiranno dall’alto tra i principali protagonisti del parco. Un parco è vita, così come lo sono i bambini, i cuoi principali fruitori. Tale impostazione capovolge quindi l’indirizzo progettuale previsto dal progetto definitivo in cui l’area gioco bambini era allocata in uno spazio ameno rispetto al resto del parco, interrato di 3 metri rispetto alla quota generale di + 6,20 m s.l.m., quasi a voler rilegare in una zona poco visibile i principali protagonisti del parco stesso.

A.5.3 L’AREA DEI GIARDINI TEMATICI Non solo un parco, ma uno spazio con una valenza didattico-scientifica, uno spazio in cui poter ammirare una notevole biodiversità botanica, in cui poter scoprire le differenze che intercorrono tra un giardino mediterraneo ed uno tropicale, tra uno succulento ed uno roccioso. Uno spazio che arricchisca l’offerta presentata ai suoi fruitori. All’interno di ogni giardino vi sarà disposta un’apposita cartellonistica che consentirà di riconoscere tutte le diverse specie di piante presenti, nonché la loro storia botanica, le aree di provenienza, gli eventuali usi medicinali o cosmetici. Tale cartellonistica sarà dotata di un sistema di illuminazione a led che consentirà di poter leggere le informazioni anche durante le visite notturne al parco. Dunque all’interno dell’Area dei giardini tematici sono individuati i seguenti spazi:  Il Giardino Roccioso, il cui sfondo nonché habitat è rappresentato dalla presenza di grossi elementi lapidei, che ne definiscono anche i percorsi;  Il Giardino Mediterraneo, caratterizzato dalla presenza delle principali essenze mediterranee, i cui colori ed cui odori inebriano la vista e l’olfatto;  Il Giardino Martin o delle piante Tropicali, così denominato in ricordo dell’Area dei Forni Martin all’interno dell’Ex fabbrica Italsider, in cui viene riproposto l’utilizzo del corten per la definizione dei limiti delle vasche contenenti le piante, i cui colori scuri ben si abbinano con il tema ed il colore del materiale scelto;  Il Giardino Succulento, caratterizzato dalla presenza di piante grasse tra le quali ricordiamo diverse specie di Euforbia, Agavi, Opunzia e Palme;  Il Giardino delle piante palustri, individuato nell’area dell’ex Fossa Scaglie, divenuta dunque una vasca in cui l’acqua diventa un habitat per diverse varietà di piante palustri ed in cui una passerella consente ai visitatori di poterla ammirare dall’alto.

A.5.4 IL PARCO NARRANTE Nel concept principale del progetto definitivo a base di gara sono previste delle grandi aree filtro di verde informale a prato naturale infoltite dalla presenza di numerose macchie arboree, che ne definiscono quasi un’identità boschiva. Tali aree così identificate, prive di percorsi nonché di spazi ben identificati e protetti, rischiano di diventare poco fruibili, soprattutto durante i periodi freddi dell’anno, in quanto d’inverno l’umidità presente nel terreno ne limita la fruizione. Inoltre la tendenza architettonico-paesaggistica moderna ha reso i più importanti parchi esistenti, ormai numerosi a livello mondiale, quali dei veri e propri spazi espositivi all’aperto, in cui la presenza di opere d’arte di famosi artisti rappresenta un ulteriore elemento di valorizzazione e di richiamo per il parco stesso. In tal senso si è voluto individuare all’interno dell’Area definita del Parco Narrante delle zone in cui la natura con le sue zone boschive lascia il passo a delle aree aperte in cui posizionare opere d’arte permanenti o temporanee. Tali aree, realizzate con terreno stabilizzato mediante l’uso di prodotti specifici quali il levostab 99, sono collegate mediante percorsi realizzati in pavimenti galleggianti in legno di pino trattato e lungo i quali totem informativi che si mimetizzano nelle aree boschive narrano la storia ed il percorso lungo quasi 100 anni effettuato dall’Area Ex Italsider.

A.5.5 IL PARCO DELL’ACQUA Uno dei temi principali caratterizzanti il progetto definitivo, posto a base di gara, è l’utilizzo dell’acqua come elemento architettonico-funzionale. Tale obiettivo è stato perseguito secondo criteri e valenza soltanto paesaggistica. La nostra proposta progettuale ha condiviso la scelta tematica dell’acqua ma ha inteso trattare il tema in questione dal punto di vista del suo inserimento in un contesto naturale, in cui l’architettura non ha funzione soltanto estetica ma soprattutto ha una valenza funzionale e didattico-scientifica. In tale prospettiva gli elementi caratterizzanti il progetto concorrono ad individuare un vero e proprio parco dell’acqua. Tale tema è stato affrontato arricchendo l’impianto originale, desunto dal progetto definitivo a base di gara, di un insieme di servizi e passerelle che seguono l’asse obliquo trasversale realizzato e che collega l’Altoforno alla piazza principale del roseto. Il parco dell’acqua, così come previsto dalla nostra proposta progettuale, ha un sistema di vasche in cui vengono riprodotti differenti habitat naturali per molteplici varietà botaniche di piante acquatiche e specie faunistiche. Anche in questo caso, la prevista segnaletica fornirà le informazioni utili per assicurare una fruizione di tipo didattico-scientifico al pubblico.

A.6 GLI ELEMENTI DI ARREDO E DI INFORMAZIONE In sede di proposta progettuale abbiamo ritenuto la inscindibilità dell’arredo del parco dalle esigenze di segnaletica ed informazione, che nei parchi moderni acquistano una rilevanza sempre maggiore. Al fine di pervenire alla ideazione e dotazione organica alle strutture dl Parco di oggetti compatibili e funzionali rispetto alle esigenze richieste, si è provveduto a progettare le panchine ed i segnalatori di informazioni, secondo un design rigorosamente unitario sul piano del linguaggio formale e del dato tecnologico, impiegando materiali come l’acciaio satinato ed il corten. Particolare rilevanza è stata attribuita ai segnalatori di informazioni, che oltre a costituire una sorta di guida permanente e costantemente aggiornata della storia dell’ex insediamento metallurgico e delle specie botaniche presenti lungo il percorso, è in grado di consentire la lettura dei propri dati anche ai non vedenti, oltre a costituire elementi di illuminazione dei percorsi del tipo “l’impiego di led per il contenimento dei consumi energetici. Altre forme importanti di informazioni sono quelle relative alla sicurezza ed alle vie di fuga. Sono inoltre previsti n. 7 Totem informativi con schermo digitale a led della tecnologia Touch Screen in grado fornire informazioni di tipo interattivo, costantemente aggiornate, oltre che di connettere il fruitore alla rete locale ed internazionale. Nella eventualità ed in occasione di manifestazioni pubbliche notturne o diurne, la citata segnaletica stabile all’interno del Parco sarà ulteriormente integrata con altra segnaletica in grado di fornire informazioni sui servizi del parco, sui percorsi e le vie di accesso e fuga, e su tutti gli elementi sopra citati.

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