© Archicons s.r.l. . Pubblicata il 07 Febbraio 2012.
Obiettivo strategico della gara è il recupero dell’insieme monumentale costituito dall’ex monastero di Santa Scolastica, da destinare a Museo archeologico, e dall’attigua area archeologica in p.zza S. Pietro. I due complessi sono ubicati nel centro antico della città di Bari, in un sito molto importante dal punto di vista urbanistico e storico. La chiesa, il campanile ed i volumi più alti del complesso emergono dalla cintura della murazione e caratterizzano l’intero paesaggio di questo magnifico punto della fascia costiera. Si richiede una progettazione integrata su manufatti ed aree vincolati rivolta: 1) a creare un Museo archeologico moderno, destinato a diventare una componente prestigiosa ed essenziale del “polo museale archeologico” di Bari, rifunzionalizzando e adeguando l’edificio esistente alle esigenze delle nuove attività da insediare; 2) a riorganizzare l’area archeologica di p.zza S.Pietro con la eventuale previsione di realizzazione di una nuova struttura, possibilmente comunicante con l’ex monastero, che si adegui agli scavi, una volta terminata la relativa campagna. Il progetto deve inoltre tener conto delle previsioni di sviluppo dell’intero ambito, in relazione stretta alla riqualificazione dell’intero centro Lo studio attento dei documenti di gara, l’ispezione dell’opera nel corso dei sopralluoghi e le indagini effettuate su fonti dirette ed indirette, hanno evidenziato i seguenti aspetti essenziali e caratterizzanti l’insieme monumentale: - l’area archeologica di piazza S. Pietro esibisce vari reperti archeologici, alcuni dei quali recentemente portati alla luce dal piano di campagna, mentre a vista sono i resti del chiostro quattrocentesco, già inglobato nel vecchio Ospedale Consorziale che fu totalmente demolito. L’edificazione dell’area archeologica di piazza S. Pietro, in estensione al recupero dell’ex monastero di S.Scolastica, non viene esclusa ma rinviata a quando saranno stati definiti tutti gli ambiti di scavo. In tal senso, occorre sin d’ora prevedere i collegamenti fra l’ex monastero e la nuova struttura da costruirsi nell’area archeologica limitrofa. Attualmente il rapporto fra l’area archeologica e l’immediato contesto di piazza S. Pietro è appena segnato da una recinzione. La stessa area si presenta priva di adeguata manutenzione e con i reperti nascosti dalla vegetazione infestante. In tale condizione si perde il carattere compatto ed omogeneo del centro antico, dissolto dalla grande lacuna che isola il complesso di S. Scolastica separandolo dal suo contesto storico ed ambientale. L’ex monastero di S. Scolastica testimonia gran parte della storia di Bari. L’assetto attuale dell’opera evidenzia i seguenti elementi caratterizzanti ed emergenti, che assumono valore strategico rispetto agli indirizzi di conoscenza e di restauro: - il tratto di murazione che delimita un intero fronte dell’ex complesso religioso; - il lungo percorso voltato che attraversa l’organismo come una spina con le sue diramazioni; - gli ambienti coperti, alcuni dei quali recenti in quanto realizzati nel corso dell’intervento degli anni ’70; - gli spazi scoperti, consistenti in un chiostro ed in due aree a pianta quadrilatera irregolare, ove sono sistemati i reperti archeologici all’aperto ed alcuni volumi moderni; - i numerosi salti di quota e le conseguenti difficoltà di accesso alle varie parti del complesso, che pongono problemi di difficile superamento delle barriere architettoniche. 4.2 Il progetto architettonico. Santa Scolastica è dunque un palinsesto cresciuto fino al 1974, data dell’ultimo intervento architettonico sul complesso. In questo articolato sistema di vestigia antiche e moderne il progetto, come nell’area di San Pietro, si è sviluppato a partire dalla centralità dei ruderi affioranti nei cortili e dal palinsesto architettonico delle parti murarie costituenti il complesso. Ad essi si è dato eco sia liberandoli dalla invasiva presenza degli impianti esistenti, sia incidendoli sulla facciata che riproduce, nel rapporto tra pieno e bucature, il piano archeologico orizzontale. Dopo una prima soluzione del prospetto antistante i resti delle mura, che prevedeva una soluzione in vetro, soluzione che giocava sul contrasto tra la solidità e la trasparenza delle mura dell’antica fabbrica, nel nuovo intervento si è infatti preferito che l’antico fosse visibile, per così dire attraverso se stesso. Un leggero piano murario che definisce la nuova addizione, è traforato con l’impronta ribaltata delle mura. In questo modo la traccia archeologica passa dalla orizzontalità alla verticalità, offrendosi come segnale urbano che trasforma la memoria in segno architettonico. La questione tipologica, pur obbligandoci a rispondere adun preciso programma funzionale attraverso una macchina museale, viene segnata da questo dato. Non si tratta più dunque del progetto di un museo archeologico bensì di un edificio che, al di là delle sue funzioni, si assume il compito di illustrare un processo cronologico al quale esso stesso prende parte. Va inoltre considerata un’ulteriore questione: Santa Scolastica è il luogo della fondazione della città. I molti interrogativi sulla sua origine sono tuttora depositati negli strati più profondi dell’area archeologica di San Pietro, attigua al complesso e parte di questo progetto. La situazione archeologica dell’area ci illustra come il sistema delle mura antiche si sviluppa soprattutto nel settore est, lasciando aperti molti interrogativi sull’effettiva presenza di resti di particolare interesse. Nel sito di Santa Scolastica è possibile osservare chiaramente il sovrapporsi di mura difensive di epoche diverse in un segno che, da via Venezia conduce fino ai resti di un antico edificio triabsidato risalente al XI secolo. Segno che viene marcato e scelto come fronte architettonico del nuovo edificio, come limite tra interno ed esterno. Questa netta demarcazione costituisce l’unico segno architettonico visibile del nuovo museo archeologico. Da questo fronte, opaco perchè esposto ad est ma aperto sugli scavi attraverso una grande incisione che riporta in prospetto l’andamento delle mura antiche della città, sarà possibile osservare e comprendere la quota archeologica di Santa Scolastica. Tutto il programma architettonico nasce e si appoggia all’inclinata delle mura antiche. Lungo quest’asse vengono inseriti tutti i sistemi di risalita costituiti da scale rivolte verso l’area degli scavi ed ascensori filtrati collocati alle estremità della grande parete che espone il palinsesto archeologico dell’ex convento. A questa è delegato il compito di rapportarsi con il “corpo trasversale” preesistente (che sembra attraversare) ed il corpo della cosiddetta “aula teatro” sul quale trova la sua conclusione. Accostandosi a questi due volumi la parete-bassorilievo li coinvolge nel percorso espositivo, li “seziona”, li misura. Generatrice architettonica dell’intero progetto, la grande parete intagliata sul mare Adriatico riporta ad una chiarezza assoluta la stratigrafia archeologica oggi compromessa da un eccesso di occupazione di suolo. La scelta di rimuovere gli interventi architettonici risalenti al 1974 è connessa al perseguimento di un’immagine chiara della quota archeologica, oggi di difficile interpretazione (essa è racchiusa in tre cortili e attraversata da molti piani pedonali e scale), ed alla necessità di rafforzare il confine tra interno ed esterno che il
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