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Cecina (LI), Italia

Riqualificazione "Terrazza dei Tirreni" - Cecina

Luca De Lorenzo, Marta Righeschi, Marco Lulli, Lucia Posarelli , ciro niccolai, Marta Niccolai

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La nuova Terrazza dei Tirreni dal mare

Il progetto ha posto grande attenzione al tema della ricomposizione formale e funzionale dell’area d’intervento, alle relazioni con il suo intorno (il mare, la pineta e il viale lungo mare) e alla completa fruibilità pedonale del luogo, utilizzando un linguaggio architettonico che nasce dalla reinterpretazione degli elementi naturali del luogo e dalla volontà di rendere il nuovo intervento riconoscibile e al tempo steso integrato in tutte le sue parti.

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Concept urbano: la città e la terrazza

UNITAFORMALE L’unità formale dell’area è stata ottenuta mediante un segno ordinatore di grande respiro che definisce lo spazio in cui si trovano le funzioni principali di progetto: il tappeto rettangolare in legno, infatti, funziona da elemento unificatore tra la Colonia Marina, “riportata alla luce” mediante la demolizione della veranda, il nuovo volume di progetto, situato sul retro dell’edificio storico, e il fronte mare della piazza.

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Planimetria generale

La ricomposizione avviene sia formalmente, che materialmente, grazie al segno rettangolare all’interno del quale si sono raccordati i differenti livelli dell’area d’intervento: la necessità di risolvere i dislivelli altimetrici della piazza, infatti, è stata utilizzata come opportunità progettuale per creare piani di raccordo scenografici che collegano tutte le funzioni e le rendono totalmente accessibili. Il forte dislivello tra la Colonia Marina e l’attuale carreggiata stradale (circa 1,70mt) è stato risolto creando una pendenza del 5% della strada. Questo ha consentito di raggiungere un primo livello intermedio a quota +1,00, così da raccordarsi più dolcemente al piano della Colonia e renderla visivamente più accessibile. Il tema dei collegamenti altimetrici ha dato origine a movimenti dei piani della pavimentazione, realizzando così suggestive pendenze. Il piano rialzato su cui si appoggiano la Colonia e il nuovo volume di progetto è stato tagliato a nord e a sud in quattro punti, sui quali sono state disegnate le scale di collegamento tra i diversi livelli. I raccordi a ovest e a est della piazza, invece, sono caratterizzati da piani inclinati: sul fronte mare una dolce scalinata mette in stretto rapporto la Colonia con la spiaggia, mentre un rialzamento laterale della pavimentazione consente di recuperare un piccolo volume per le attività legate alla spiaggia. Sempre ad ovest si sono realizzate due “piazzette “ che si affacciano sul mare, anch’esse caratterizzate da una pendenza impercettibile (2%circa) che mette in comunicazione il percorso pedonale del lungo mare alla spiaggia.

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La terrazza: tra pineta e mare

Verso la pineta, la pedana di legno scende con una rampa (inclinazione 3% circa) che accompagna il piano interrato del nuovo volume di progetto dietro la Colonia Marina. Il nuovo disegno della piazza ha volutamente cercato di spezzare l’asse rigido della carreggiata stradale del lungo mare della città: il marciapiede e la strada sono stati volutamente integrati con la Colonia ed il mare, inglobandole nel disegno della pavimentazione. Il disegno generale dell’intervento si integrata perfettamente alla proposta planivolumentrica dell’area commerciale a nord ma allo stesso modo risulta perfettamente inserito con la distribuzione dei volumi esistenti, conferendo un’autonomia d’intervento per eventuali stralci.

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Schizzi di progetto

PAVIMENTAZIONI Il progetto si integra con il contesto esistente anche grazie all’uso di materiali (la pietra chiara d’Avola ed il legno) già utilizzati nella recente riqualificazione del Viale della Vittoria. La scelta dei materiali ed il disegno della pavimentazione di piazza dei Tirreni sono stati pensati per rafforzare l’unitarietà formale del progetto. La grande pedana rettangolare è stata trattata come un grande tappeto realizzato con tavole di legno (iroko) interrotte solamente in prossimità della sede stradale con l’inserimento di cubetti di pietra d’Avola, per consentire la carrabilità dell’area. Affinché la carreggiata non diventi elemento di discontinuità della pavimentazione in legno, inserti di pietra a tozzetti sono stati frastagliati lungo i margini laterali, diradandosi verso il fronte mare e verso la colonia.

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relazioni tra edifici

Il disegno rigoroso della pedana di legno è tagliato sul lato lungo in quattro punti dove sono state inserite le scale di collegamento in pietra che portano alla quota superiore. I tagli riprendono il disegno della pavimentazione “frammentata” che caratterizza i raccordi con le due aree commerciali a sud e a nord dell’intervento. Qui la maglia della pavimentazione si scosta volutamente dal segno discreto del tappeto rettangolare, riprendendo le forme irregolari che nascono dalla reinterpretazione della pineta retrostante. I ricorsi della nuova maglia della pavimentazione sono realizzati con lastre di pietra chiara, che determinano l’orientamento di muretti e sedute anch’essi in pietra. Legno, prato, ghiaia e pietra a tozzetti rivestono le isole poligonali: queste complesse tessiture definiscono visivamente e formalmente l’uso diverso dello spazio commerciale e contrastano volutamente con la fascia centrale in legno, sulla quale si trovano le nuove funzioni di progetto. Davanti all’edificio della Colonia Marina un intarsio in pietra d’Avola definisce lo spazio in cui sono stati inseriti spruzzi d’acqua. L’uso dei materiali è stato pensato per creare una continuità visiva, oltre che reale, tra spazio esterno ed interno: l’interno della Colonia Marina, infatti, è interamente caratterizzato dal proseguimento della pavimentazione in legno, conferendole l’aspetto di una “piazza coperta” fruibile secondo l’asse ideale mare-pineta. Anche il nuovo volume di progetto vede proseguire, negli spazi comunicanti con l’esterno, il medesimo materiale.

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Pianta generale edifici

RAPPORTO CON I PROGETTI IN CORSO E LE STRUTTURE ESISTENTI. Il progetto di riqualificazione prevede una risistemazione delle strutture commerciali a nord dell’intervento. Nella nuova proposta i volumi saranno orientati in funzione dell’ingresso dalla pineta e tagliati trasversalmente dal percorso che ipoteticamente collega l’asse commerciale a sud con la piazza coperta tra la colonia ed il nuovo edificio. I due nuovi volumi saranno leggermente sfalsati ed avranno un diverso orientamento per creare un cannocchiale ottico verso il mare. La nuova impostazione planimetrica consente di ridurre l’area coperta di proprietà pubblica che oggi è occupata dalle varie attività commerciali. Saranno comunque previste delle zone d’ombra attraverso l’inserimento di “alberature” artificiali che consentiranno di segnare il percorso verso il mare come naturale proseguimento della pineta esistente. Al fine di rendere la proposta economicamente realizzabile si è scelto di aumentare il volume commerciale creando edifici a due piani, il volume al secondo piano è frammentato per ridurre l’impatto e consentire l’integrazione degli elementi ombreggianti all’interno dei nuovi blocchi (Sup. attuale 649mq – Sup. di progetto 1.065mq).

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piante

FUNZIONI Le nuove destinazione d’uso previste dal progetto prevedono attività che consentono il loro utilizzo durante tutto l’arco dell’anno. Data la localizzazione privilegiata sul lungo mare si è pensato a qualcosa che possa essere direttamente funzionale alle attività dell’arenile cosi da collegare funzionalmente e non solo formalmente l’intera area.

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Alzati

L’area oggetto dell’intervento è caratterizzata da una posizione particolarmente privilegiata, l’affaccio diretto al mare ha fatto pensare ad attività ricettive legate al turismo che potessero essere legate tra loro, incrementando le reciproche potenzialità, pur essendo autonome le une dalle altre e quindi indipendenti dal punto di vista gestionale. Si sono pertanto previste le seguenti attività: A. RISTORANTESPAZIO POLIVALENTE (Colonia Marina) B. CENTRO BENESSERESALA POLIFUNZIONALE (Nuovo volume di progetto) C. INTERFACCIA POLIVALENTE (volume sul mare)

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schizzo

A. COLONIA MARINA L’edificio storico della Colonia Marina sarà liberato dalle attuali incongruenze architettoniche (volume in alluminio e vetro sul fronte mare) lasciando completamente libero l’edificio su tutti i lati. Si è pensato di intervenire sulle facciate est/ovest realizzando tre grandi aperture di accesso che portano ad una “piazza interna” all’edificio, dalla quale si accede ad un volume di progetto al piano superiore destinato alla ristorazione. La sala ristorante consente di utilizzare la copertura dell’edificio come terrazza attrezzata, con vista mare. Al piano terreno, oltre all’ampio spazio polivalente si trovano i locali di servizio del ristorante: cucina, servizi, locale deposito, magazzino e bar. I due livelli sono collegati mediante scale e piattaforma elevatrice. Dalla cucina un montacarichi collegherà l’area operativa a piano terra con la sala ristorante al piano primo. B. CENTRO BENESSERESALA POLIFUNZIONALE (Nuovo volume di progetto) Entrando nella nuova struttura, una zona comune a doppia altezza che presenta un corpo scale che da accesso al livello più basso alla sala polivalente (per attività culturali) ed a quello alto al centro benessere. Esternamente il volume presenta una facciata ventilata con pannelli forati in metallo, una finitura che soddisfa i requisiti di climatizzazione naturale creando, allo stesso tempo, una “pelle” esterna al fabbricato in acciaio e vetro che vuole essere la più neutra possibile. Ritagli improvvisi sulla pannellatura in metallo aprono visuali stimolanti della struttura retrostante in vetro. La nuova SPA sarà dotata di tutti quegli spazi utili alla cura del corpo compresa una suggestiva piscina dotata di copertura amovibile per essere utilizzata nella stagione estiva a cielo aperto. Uno spazio relax (che potrebbe anche essere dotato di un piccolo bar) ospita la scala esterna di collegamento alla terrazza panoramica con funzione di solarium con angolo verde. La sala polivalente è parzialmente interrata per creare una gradonata che funzioni da seduta per gli spettatori, una parete scorrevole in vetro permette l’utilizzo del palco anche durante la stagione estiva con sedute naturali create sul terreno retrostante con gradevoli piccoli terrazzamenti. C. INTERFACCIA POLIVALENTE (volume sul mare) Una parte della piazza che si rialza improvvisamente per originare un nuovo punto di vista sul mare e, contemporaneamente, creare lo spazio sottostante per una struttura aperta tutto l’anno. Un bar a livello della spiaggia, utilizzabile sia il giorno sia la sera, e un piccolo spazio deposito per ricovero di attrezzature. Suggestivo piccolo locale a livello del mare che vuole diventare un nuovo grande punto di riciamo. Data la localizzazione privilegiata sul lungo mare, si è pensato a qualcosa che possa essere direttamente funzionale alle attività dell’arenile cosi da collegare funzionalmente e non solo formalmente l’intera area.

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SOSTENIBILITA’ La ricerca di un equilibrio tra elementi di bioblimatica, bioedilizia e tecnologie dolci. Terrazza dei Tirreni è un frammento di città situato tra mare e pineta, compressa all’ interno di una fascia urbana: essa rappresenta un’opportunità per l’ attuazione un intervento urbano sostenibile economicamente, ambientalmente ma anche socialmente, in quanto può riconnettere e rivitalizzare parti isolate di città, creando presupposti forti di aggregazione sociale e culturale. In particolare la bioclimatica , ovvero lo studio del sito e delle sue peculiarità, fa sì che il progetto tenga conto degli apporti positivi dell’ energia del sole e del vento: lo studio delle facciate e del loro ombreggiamento tramite pareti vetrate e brisè soleil (nei nuovi edifici Spa / ristorante / commerciale) permettono un adeguato livello di confort interno evitando effetti di abbagliamento e surriscaldamento delle strutture verticali. Le aperture ed il posizionamento dei locali vengono studiate al fine di garantire una buona areazione dei locali, anche tramite l’ inserimento di camini solari per l’estrazione del calore in periodo estivo. Gli elementi di ombreggiamento artificiali realizzati in legno anch’essi permettono un buon ombreggiamento degli spazi di incontro e di maggior utilizzo degli spazi aperti e diventano inoltre supporto per lo sfruttamento dell’energia solare (fotovoltaico tipo vetro-vetro).

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I materiali, legno e pietra, rispondono a requisiti importanti dal punto di vista della biodilizia: sono naturali, riciclabili e sopratutto non hanno un impatto elevato per quanto concerne la loro produzione , trasporto e messa in opera. Entrambi inoltre, utilizzati in maniera diffusa sulle pavimentazioni, creano spazi estremamente godibili, in quanto evitano fenomeni di surriscaldamento estivo. Lo stesso si può dire delle aree a verde e a ghiaia ritagliate all’interno delle piazze, le quali hanno inoltre costi di realizzazione e gestione molto più bassi.

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Modello di notte

Per tecnologie dolci si intende tutte quegli impianti che con livelli tecnici non elevati e l’ausilio delle fonti rinnovabili, permettono un condizionamento e la fornitura di acqua calda sanitaria a bassissimi costi di gestione. Abbiamo distinto, sia l’ utilizzo delle fonti rinnovabili che delle tipologie di generatori e terminali, nei due blocchi principali. Il sistema Spa – ristorante – auditorium , essendo ad una quota più elevata, viene alimentato da pompe di calore terra-acqua e terminali a bassa temperatura a pavimento o a parete: in questo caso il generatore ad alto rendimento sarà collegato ad un sistema geotermico a bassa entalpia di tipo orizzontale. Un sistema solare fotovoltaico invece alimenterebbe le future funzioni commerciali suddiviso e posizionato sulle strutture in legno di ombreggiamento delle piazza (pineta artificiale): in particolare è stato scelto la tipologia vetro-vetro per avere un ottima integrazione formale e visiva.

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Modello di notte

UNA CITTÀ ACCESSIBILE È UNA CITTÀ MODERNA Parlare oggi di luoghi urbani accessibili, ovvero usufruibili da chiunque in piena libertà, dovrebbe essere una cosa scontata. In realtà, purtroppo, non è proprio cosi…troppi impedimenti “fisici” rendono non democratiche le nostre città, non utilizzabili anche per un semplice gradino, non sicure di essere vissute in completa autonomia.

La cultura dell’integrazione, dell’inclusione sociale, della parità di diritti, sebbene tanto declamata, è ancora lontana dall’essere realmente conosciuta e applicata nella vita di tutti i giorni. Ecco allora che anche una semplice passeggiata su di un lungomare può diventare un modo di “esclusione” qualora non vi fossero le condizioni per poter essere utilizzata da chiunque ne abbia diritto e cioè ogni cittadino indipendentemente dalla propria condizione fisica. Non è un fatto di leggi da applicare, non è giusto parlare di un obbligo progettuale ma è doveroso da parte delle persone che progettano la città applicare semplicemente la “buona norma”, il semplice porre attenzione su come si spostano le persone in un ambito urbano, quali sono le migliori condizioni urbane che rendono il territorio più vivibile. Basta veramente poco per pensare ad una città nuova, moderna, fruibile ed utilizzabile dalla maggior parte dei cittadini. Non sarà possibile per nessun progettista realizzare un territorio urbano “realmente” usufruibile da tutti ma è possibile cercare di realizzare gli stessi territori in modo che la maggior parte di persone ne possa usufruire a proprio piacimento anche per la solita semplice passeggiata sul di un lungomare.

Il progetto che siamo andati ad affrontare è voluto partire da questi semplici ma efficaci concetti di pensiero rivolto alle persone “reali” più che numeri di una legge o di una misura. L’ambito urbano di progetto, a prima vista, si presentava senza apparenti problemi legati alla percorribilità dei percorsi, all’accessibilità degli spazi, all’utilizzo delle strutture. Tutto era “in piano” come se questo potesse rendere tutto più facile da un punto di vista progettuale, una rampa chilometrica raccordava quella che era la vecchia foresteria in modo da rispondere ad una legge più che ad un reale utilizzo, tutto sembrava di facile approccio. Abbiamo deciso di creare un ambiente urbano completamente nuovo, tutto rialzato rispetto al “piano strada”, che potesse creare un nuovo contatto tra mare e terra, che fosse luogo partecipato, che includesse tutte le più moderne visioni di “accessibilità urbana”….che includesse, senza escludere nessuno. Tutte le persone che si troveranno a passare da questo nuovo ambiente urbano progettato seguiranno gli stessi percorsi, non più rampe o “scivoli” ma parole nuove come piani inclinati che collegano i vari livelli. Ma anche scale perché, come detto, è sbagliato pensare all’accessibilità di un luogo come se si fosse tutti su di una sedia a rotelle. Per scelta nemmeno percorsi “tattili”, i percorsi sono segnati dalla semplice pavimentazione che cambiando dirigono le persone che non possono vedere. E poi luoghi di sosta uguali per tutti, davanti al mare ma anche giù verso la spiaggia che dovrà anch’essa essere pensata nello stesso modo. Piani inclinati con una pendenza (al massimo il 5%) che renda il percorso non troppo faticoso ma che permettono di raccordarsi in quota con la vecchia foresteria e rimanere alla stessa quota per utilizzare anche le nuove funzioni (ristorante, SPA e aula polifunzionale). Anche nella progettazione d’interni delle nuove funzioni sono stati creati solo spazi unici, intesi per tutti, nei quali ci fossero tutte le condizioni per il loro libero utilizzo senza cadere nello sbaglio di pensare zone “dedicate”. L’esempio più semplice è quello dei bagni che sono stati pensati senza la “legale” divisione tra disabili in carrozzina e persone normodotate ma semplicemente tenendo di conto solo della normale differenza di sesso (maschio/femmina). Un bagno, se progettato con piccoli accorgimenti, diventa “magicamente” utilizzabile da tutti senza distinzione di carattere fisico anche in piccoli spazi. Basta sapere come le persone realmente utilizzano le cose per poter razionalizzare le superfici senza perdere di funzionalità…altrimenti si cade nel solito utilizzo di una misura su di un decreto, che, in quanto tale, parla di numeri e non di persone. Una città realmente accessibile è una città realmente moderna!

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav