© Arch. Ugo Camerino . Pubblicata il 07 Giugno 2005.
UN NUOVO PROGETTO PER LO SVILUPPO DELLORTO BOTANICO
© Arch. Ugo Camerino . Pubblicata il 07 Giugno 2005.
(Lorenzo Fellin Prorettore per ledilizia e per il settore patrimoniale ed economale)
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Premessa
© Arch. Ugo Camerino . Pubblicata il 07 Giugno 2005.
LOrto Botanico patavino è sorto nel 1545 come Horto medicinale con finalità applicative mediche distinte da quelle agrarie (per le quali venne infatti fondato, nel 1776; un apposito Orto a supporto della cattedra ad rem agrariam).
Nel corso dei secoli, lOrto Patavino è stato testimone dellevoluzione della botanica da scienza applicata alla medicina a scienza pura, mantenendo però uno stretto legame con loriginaria attenzione alle piante medicinali. Esso ha svolto una funzione centrale nello sviluppo delle discipline botaniche, connotandosi quale centro di ricerca scientifica e quale utile strumento didattico. A ciò si aggiunga la straordinaria importanza dellOrto sotto il profilo dellarchitettura e della storia dellarchitettura,grazie alle sue incomparabili forme di giardino costruito allinterno di precise marcature geometriche evidenziate dalluso sapiente della pietra [ 1-2 ].
Sono queste le ragioni che hanno portato al riconoscimento dellOrto quale bene culturale di valore eccezionale e universale convincendo lUNESCO a inserirlo, nel 1997, tra i siti Patrimonio mondiale dellumanità.
Assieme alla sua grandezza, a quasi cinque secoli dalla sua nascita, lOrto patavino rivela però anche tutta la sua fragilità. Sono da un lato evidenti i segni del tempo sui materiali lapidei e ferrosi, connaturati ormai alla stessa fisionomia dellOrto, mentre dallaltro la morsa impietosa del tessuto urbano sempre più antropizzato rischia di compromettere il futuro biologico dellOrto.
Un increscioso incidente dovuto alla leggerezza di una delle proprietà confinanti con lOrto Botanico, ha avuto tuttavia il merito di attrarre su di esso lattenzione del legislatore: grazie allart.9 di una legge speciale (L. 370/99) si sono così potuti ottenere finanziamenti per interventi di salvaguardia dellOrto patavino. Essi prevedono da un lato lacquisizione di unarea cuscinetto intorno allOrto Botanico, che lUniversità di Padova ha prontamente acquistato (parte dellarea del complesso ex Tre Pini) e dallaltra misure per alimentare sviluppi educativi e scientifici. Per questo secondo aspetto, lUniversità ha deciso di lanciare un concorso internazionale di progettazione in modo da raccogliere una vasta messe di proposte tra le quali individuare quella che meglio si addice alla funzione-guida che lOrto patavino dovrà svolgere in campo mondiale, potenziando la sua immagine.
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Un nuovo progetto per lOrto Patavino
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La Commissione per la salvaguardia dellOrto Botanico, dopo quasi un anno di lavoro, ha prodotto unimportante documento [3] che individua le linee guida per la futura progettazione. Il bando di concorso , diffuso via Internet, ha raccolto 29 domande di partecipazione di gruppi di progettazione multidisciplinari, provenienti da tutto il mondo. Una speciale commissione di esperti internazionali ha quindi selezionato i 15 gruppi ammessi alla redazione di un progetto preliminare che dovrà essere presentato entro il 6 maggio 2005. La stessa commissione sceglierà quindi il gruppo vincitore al quale affidare la progettazione definitiva.
Ma qualé il contenuto delle linee guida che dovranno essere rispettate dai gruppi concorrenti? In sostanza il progetto dovrà prevedere due distinte attività, che dovranno peraltro coordinarsi attorno ad ununica idea centrale: lorganicità dellinsieme costituito dallOrto antico e dal suo ampliamento moderno.
La prima attività riguarda lOrto antico per il quale è richiesta una completa opera di restauro architettonico e funzionale, unita ad una riqualificazione delle collezioni per le quali vengono indicate quelle insostituibili (essenzialmente contenute allinterno del muro circolare); quelle da mantenere e migliorare (situate allesterno del muro circolare), salvo la collezione di piante arboree e arbustive, risalente all800, oggi eccessivamente addensate in poco spazio, vecchie, in precarie condizioni e di limitato interesse culturale.
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Rientra nella prima attività anche la completa riqualificazione delle serre ottocentesche, che dovranno essere inserite in un progetto didattico culturale che consente di valorizzare questi spazi per unattività qualificante e in linea con le attività istituzionali dellOrto. Le tematiche culturali da affrontare nel progetto serre didattiche si possono così sintetizzare:
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le piante carnivore
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lacqua e la vita (le piante acquatiche);
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i benefici e le insidie del mondo vegetale (le piante medicinali e quelle velenose);
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la conservazione delle biodiversità (le piante divenute rare, specie nel Veneto);
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il polline.
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Del sistema serre farà parte, solo per contiguità funzionale, unarea destinata a coltivazione di piante oggetto di sperimentazione, ad uso esclusivo dei ricercatori.
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La seconda attività dovrà svilupparsi soprattutto nellarea di nuova acquisizione e si dovrà articolare su due livelli:
un livello strutturale e organizzativo, inteso a dare unità e funzionalità sistemica al complesso dellOrto tramite lo studio degli ingressi, del Centro visitatori e servizi , del centro multimediale, dei percorsi di visita e di ogni altra esigenza a ciò correlata, prevedendo aule, laboratori (scientifici, didattici e di autoapprendimento), spazi museali e di vendita, ristorazione, spazi per attività culturali, serre e parcheggi;
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un livello contenutistico, inteso a focalizzare un filo conduttore attorno al quale si dovrà snodare tutta limpostazione della nuova area recentemente acquisita. La Commissione ha individuato, per questultimo aspetto, due percorsi:
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a) un percorso culturale- didattico: Le piante e luomo; inteso a dimostrare limportanza delle piante per la vita quotidiana e per uno sviluppo sostenibile dellumanità;
b) un percorso: Le piante e lambiente inteso ad educare allimportanza delle biodiversità, sui meccanismi di selezione naturale, quali leffetto dei fattori limitanti, la capacità di adattamento e simili.
I due percorsi dovranno convergere in un struttura dimostrativa dal titolo: Piante nello spazio e sui pianeti atta a mostrare le possibilità di vita del sistema piante/uomo in ambienti ritenuti non vivibili (per lappunto i pianeti o le navicelle spaziali).
Le linee guida indicano, per il tema Le piante e luomo, una superficie di almeno 1330 mq in cui le varie tappe della storia delluomo verranno correlate alla presenza e alla tipologia delle piante: il Paleolitico e il Neolitico, lEtà antica, il Medio Evo e, infine, i giorni nostri, per ciascun periodo toccando i vari ruoli che la pianta può assumere nellalimentazione, nella cura delle malattie, nellabbigliamento, nella cosmesi, nel ristoro, nella fitodepurazione, nei combustibili e carburanti, nella risorsa legno.
Le indicazioni relative al tema: La pianta e lAmbiente prevedono invece tipologie, scenografie e spazi atti a ricreare essenzialmente tre ambienti:
- quello tropicale
- quello subartico
- quello arido (deserto).
Gli spazi museali riservati ai due temi confluiranno quindi nello spazio, di circa 1000mq, riservato al tema : Le piante nello spazio e sui pianeti.
Lidea nasce dalla constatazione che i lunghi viaggi spaziali (ad esempio su Marte: andata e ritorno in non meno di tre anni) potranno svolgersi solo se navicelle e pianeti saranno in grado di sviluppare autonomamente un sistema in grado di sostenere la vita dellequipaggio attraverso la sua continua rigenerazione (riciclo rifiuti).
In sostanza si tratta di creare un sistema chiuso, con il solo apporto esterno di energia (di fonte essenzialmente solare), che faccia toccare con mano al visitatore lesperienza della vita in una navicella o su un pianeta privo dacqua.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
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