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montebelluna (TV), Italia

Riqualificazione dell'area dell'Ospedale Vecchio di Montebelluna (2a fase)

mauro pasin, Germano Dalla Pola, Graziano Chiodini, Massimiliano Botti, Gabriella Liotta

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vista cortile interno U.L.S.S

Descrizione dell’intervento Il progetto è disegnato su di una maglia di moduli quadrati di lato 5.40 metri. Questo permette una sostanziale uniformità dei passi strutturali, dei partiti architettonici di base, l’adozione di componenti seriali per un mirato contenimento dei costi, un’adeguata flessibilità d’uso degli spazi funzionali, il controllo geometrico/costruttivo dell’intero complesso il cui elevato grado di raffinatezza funzionale e la complessità di una sua costruzione diacronica sono alcuni dei temi portanti del Bando. Le due Istituzioni, U.L.S.S. n. 8 e Casa di Riposo Umberto I, che daranno vita alla nuova Cittadella della salute di Montebelluna trovano così, sin dall’organizzazione secondo un unico sistema degli edifici che ne costituiscono la forma tangibile, una profonda integrazione.

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vista del cortile alberato

Villa Carretta, restituita alla volumetria di base grazie all’eliminazione delle superfetazioni accumulatesi nel corso della sua storia, ha costituito per noi la pietra d’angolo dell’intero organismo. Abbiamo dato forma a una sorta di topologia fantastica, integrando assi consolidati e composizione generale in forme apparentemente libere, nella realtà sottilmente ponderate. Abbiamo cercato di cogliere lo spirito del sistema insediativo del luogo quale si può ancora leggere sulla scorta dei tracciati rilevabili nella cartografia storica che (ancora in parte) disegnano il territorio e che è possibile rintracciare, ad esempio, nella vicina villa Cà Mora: un sistema chiaro di gerarchie e percorsi, l’appropriazione intelligente dei suoli e il disegno dei medesimi dove per disegno si intende, va da sé, l’organizzazione del territorio. Abbiamo segnato con un sottile rivolo d’acqua bordato da siepi basse (di fragole di bosco, ecc.) e alberi l’asse mediano della villa, a partire da quello che apparentemente era un retro – meno aulico del fronte principale e tuttavia dotato di una composta dignità – ma che, per le nuove funzioni della Cittadella, diventerà il fondale principale per chi arriverà al complesso dal parcheggio di progetto a ovest. L’asse mediano organizza anche la disposizione generale delle destinazioni d’uso nel modo più chiaro possibile: a nord tutto ciò che riguarda l’Azienda U.L.S.S. n. 8, a sud tutto ciò che riguarda la Casa di Riposo Umberto I.

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vista ingresso Chiesa-Auditorium

Questa didascalicità trova le necessarie attenuazioni negli elementi che il Bando pone come punti di contatto tra le Istituzioni: l’auditorium e la chiesa (l’uno accanto all’altra e suscettibili di essere unificati in uno spazio indiviso secondo le necessità), le funzioni comuni (sedi di associazioni, caffetteria, sala per giochi di comunità, emeroteca, sportello bancario, ecc.) che si trovano collocate su entrambi i lati della linea d’acqua.

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vista del frutteto

Queste ultime danno forma allo spazio pubblico centrale e si propongono come elementi vivificanti di un programma che giustamente ha previsto dotazioni “inusuali” come antidoto all’immagine del complesso come luogo dei malati, o dei vecchi. Crediamo molto in questo spazio, di ampie dimensioni ottenute con una accorta compressione delle funzioni. Così come crediamo nell’idea di dare forma a un fulcro variopinto, popolato, individuato dai fronti mutevoli delle nuove architetture e dal volume ieratico della Villa, testimone di un tempo che si rinnova ri-costruendo archetipi spaziali riconoscibili e generatori di un sentimento di appartenenza. In conseguenza di ciò abbiamo ritenuto non fosse necessario ricostruire il sedime storico annesso alla Villa, che il Bando suggerisce di recuperare dando forma a un nuovo edificio sull’impronta esatta di quello scomparso. L’impronta stessa verrà restituita alla luce tramite un’operazione di “estrusione” e ospiterà un piccolo frutteto, dalle molteplici implicazioni metaforiche (una nuova vita che trae origine dal passato, ecc).

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vista della corte della casa di riposo

Nel dettaglio, per quanto richiesto dal livello di approfondimento di questo progetto preliminare, da nord a sud troviamo gli edifici A1 e A2 ( che contengono la centrale geotermica, i locali per gli impianti, i depositi, il Dipartimento di prevenzione, il Servizio di neuropsichiatria infantile, la Guardia medica, il Servizio psichiatrico territoriale, il Day hospital psichiatrico e il Centro diurno psichiatrico), gli edifici B1 e B2 (che ospitano i depositi, il Dipartimento di prevenzione, i Servizi veterinari, il Consultorio familiare, i Poliambulatori). Il sistema di questi edifici, realizzabile in due lotti in armonia con quanto previsto dal cronoprogramma di concorso e confermato in questa seconda fase, è costituito da più corpi in linea la cui tipologia semplice viene riscattata da variazioni planimetriche e di volume: interrompendo le prospettive interne con calcolate torsioni si scongiura il rischio di percepire spazi distributivi privi della giusta misura, troppo dilatati. I manufatti danno forma a un sistema di patii allungati, utili per portare illuminazione e aerazione naturali, ma pensati anche per fornire visuali inattese e dimensioni più raccolte (in prossimità delle sale di aspetto agli ambulatori, ad esempio). Gli edifici C1 e C2, a un solo piano, contengono una parte delle funzioni comuni, suddivise in padiglioni. Trovano posto la caffetteria, l’emeroteca, l’internet point, il minimarket, l’edicola, la sala audio-video, i locali del C.R.A.L. Tra gli edifici B1-B2 e C1-C2 si trova il percorso (una calle) che ha come punto di fuga il fornice nord della Villa, riportato a giorno. La dotazione di spazi comuni si integra, nella prima fase del secondo stralcio, con la ristrutturazione dell’edificio di ingresso all’area di progetto da nord (la “Casetta”) che ospiterà le associazioni degli Amici del cuore, dei malati di Alzheimer, dei Malati reumatici, dei Diritti del malato e la sede dell’Avis. A sud dell’asse mediano l’edificio D, a due piani il cui sedime è sostanzialmente simmetrico rispetto a quello degli edifici prospicienti, contiene al piano terra ulteriori funzioni comuni: la sala giochi di comunità, gli spazi per la cura alla persona-riabilitazione, la sala per le attività manuali e hobby, la lavanderia e lo sportello bancario. Al primo piano ospita un’ala residenziale della Casa di Riposo Umberto I. Una seconda calle che traguarda il fornice sud della Villa Carretta lo separa da un altro corpo in linea, l’edificio E, destinato a uffici e residenza protetta, e dal resto della Casa di Riposo, interpretata come logica espansione dell’edificio di pianta quadrata esistente e che verrà preservato (la “Casa”). Per la successione degli interventi, particolarmente articolata in questo caso e che comunque minimizza gli spostamenti di un’utenza sensibile quale quella delle persone ospitate nella Casa di Riposo, si rimanda al cronoprogramma di progetto. Qui basti dire che, a sviluppo completato, si otterranno i 120 posti letto richiesti suddivisi in cinque nuclei funzionali: uno al primo piano degli edifici D-E, uno al piano terra dell’edificio F (prossimo alla Villa Carretta e destinato alle persone affette da patologie neurodegenerative) uno al primo piano dell’edificio F, uno al primo piano della Casa, uno al secondo piano della Casa. I posti letto saranno ovviamente supportati da tutte le strutture necessarie (soggiorni e cucinette di nucleo, bagni assistiti e di piano, guardiole, depositi, spazi per il personale, ecc.) al corretto funzionamento della Casa di Riposo. La chiarezza intuitiva dell’impianto distributivo permetterà la formazione di quelle “mappe mentali” che sono alla base dell’appropriazione fisica e psicologica, da parte anche di una persona anziana non autosufficiente, degli spazi in cui si troverà a vivere per molto tempo. Tutte le camere, singole e doppie, saranno ampie e, quando possibile, dotate di servizi illuminati e aerati naturalmente, ribaltando la tipologia consolidata di carattere ospedaliero che trova una sua giustificazione nella brevità dei periodi di residenza. Peraltro questa scelta deriva da esperienze pregresse di esito largamente positivo. Le gallerie di distribuzione aperte sul verde saranno generosamente vetrate; a sud sono stati previsti degli spazi a prato maggiormente protetti, pensati per gli ospiti affetti da patologie neurodegenerative. Dalla hall, fisicamente connessa alla Casa, si accede agli uffici e agli spazi comuni (edificio H), alla chiesa e all’auditorium (edificio G). L’accesso per il pubblico a questi ultimi spazi è comunque garantito anche nel caso in cui gli ingressi della Casa di Riposo siano chiusi al pubblico, come potrebbe accadere durante le ore serali. Tutto il complesso, costituito dagli edifici dell’U.L.S.S. e della Casa di Riposo Umberto I, è reso omogeneo dall’utilizzo della pietra come unico materiale di rivestimento, per pareti verticali e coperture. Questa scelta radicale persegue due scopi principali: la coesione dell’insieme nonostante le differenti peculiarità funzionali, e la possibilità di ottenere una sezione rispondente ai requisiti più impegnativi per quanto attiene all’efficienza energetica degli edifici favorendo eventuali interventi di manutenzione. Il sistema di costruzione, semplice e con una forte impronta di serialità nonostante l’apparente continua complessità del disegno, si avvale di tecniche note e collaudate: abbiamo preferito individuare tra quelle consolidate dall’uso quelle più rispondenti alle necessità del progetto senza proporre fughe in avanti affidando la tenuta dell’intero sistema a materiali interessanti e/o innovativi ma senza un’adeguata letteratura disciplinare, senza una solida tradizione costruttiva. A corollario di questo la struttura portante, unificata, è di acciaio. Questo assicurerà, oltre ai necessari requisiti antisismici e di elasticità delle parti, rapidità di montaggio e un reale contenimento dei costi di realizzazione, dovuta anche alla possibilità di attendibile programmazione delle fasi di cantiere e alla pre-fabbricazione degli elementi strutturali, in gran parte modulari (cfr. Relazione tecnica). Nell’ambiente maggiormente protetto di Villa Carretta (integrata dalla realizzazione dell’edificio I, speculare all’ala esistente della Villa e che ne restituisce la composizione simmetrica originale), in accordo con le indicazioni del Bando, saranno ospitati il Distretto Socio-sanitario e gli Uffici amministrativi di Direzione, l’Anagrafe sanitaria, la Formazione, il S.I.A.D., l’Educazione alla salute, la Medicina di comunità, il S.I.A.L., il Servizio per l’handicap per l’età adulta e i servizi sensibili dell’Unità Operativa per le Dipendenze. In questa fase abbiamo proposto un’organizzazione efficiente della planimetria a disposizione che permette di ospitare le funzioni richieste anche sulla scorta delle caratteristiche tipologiche e di rappresentatività delle varie parti che compongono il complesso. Una riflessione sarà possibile anche per ovviare all’eccessiva altezza degli interpiani, caratteristica questa che ritroviamo come eredità dell’architettura dei luoghi di cura di carattere storico ma che appare largamente superata dalla letteratura in materia. Gli spazi aperti, lungi dal diventare il nuovo retro del complesso, saranno organizzati come una sorta di parco popolato dagli alberi preesistenti e da pochi mirati interventi: bordature, siepi basse, ecc. Il Bando prefigura la grande area a ovest come un “parcheggio alberato”, crediamo anche per la delicatezza del tema: inserire una grande quantità di posti per automobili in aderenza fisica a un contesto che mantiene alcune delle caratteristiche degli spazi agricoli o campestri tipici della zona. Noi proponiamo un intervento di grande chiarezza: un’unica massa alberata al centro, che contribuisca a dividere anche visivamente la grande dimensione del lotto e che funzioni come una sorta di bosco in cui far arrivare (o da cui far sgorgare) la linea d’acqua della Cittadella, in analogia con quanto accade nel territorio circostante in cui la linea retta dell’uomo fatalmente va a sfumare e perdersi nella realtà naturale. Proponiamo quindi che tutti i trecento posti auto siano coperti con pergole ricche di vegetazione e, in parte, da pannelli fotovoltaici integrati (cfr. Relazione tecnica). Questo permetterà una reale ombreggiatura dei veicoli in sosta e un sostanziale abbattimento dell’impatto visivo del parcheggio, che visto dall’edificio più alto della Casa di Riposo avrà l’aspetto di una serie di fasce vegetali continuamente cangianti. Una pista ciclabile permetterà di collegare gli accessi principali della Villa Carretta alla rete di percorsi non carrabili di Montebelluna. La geometria dei percorsi degli spazi aperti del parcheggio è stata disegnata in analogia con il resto del complesso, nel tentativo di dare forma a un impianto organico e coerente. Proponiamo con questo disegno un sistema basato sul riconoscimento di alcuni principi di base che si sono sedimentati nella storia e nella costruzione del paesaggio e che, proprio perché riconoscibili, generano identificazione e, sperabilmente, accettazione. E, infine, gradita fruizione. La Cittadella della salute e la Casa di Riposo, parti integrante del tessuto di Montebelluna, non saranno così soltanto un luogo in cui venire in cerca di una terapia o di una persona cara: saranno anche un brano di urbanità rurale – si perdoni il paradosso – ben organizzato dove il momento della socialità si alternerà al momento dello smarrimento del sé, il momento del rito collettivo a quello del dolore privato. Come avviene in una comunità che si riconosce in quanto tale.

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vista del percorso di collegamento

Edifici/Funzioni A1 e A2 (Dipartimento di prevenzione, Servizio di neuropsichiatria infantile, Guardia medica, Servizio psichiatrico territoriale, Day hospital psichiatrico e Centro diurno psichiatrico); B1 e B2 (Dipartimento di prevenzione, Servizi veterinari, Consultorio familiare, Poliambulatori); C1 e C2 (Caffetteria, emeroteca, internet point, minimarket, edicola, sala audio-video, C.R.A.L.); D (Sala giochi di comunità, cura alla persona-riabilitazione, attività manuali, hobby, lavanderia, sportello bancario, 1/2 nucleo residenziale della Casa di Riposo Umberto I) E (Uffici, 1/2 nucleo residenziale della Casa di Riposo Umberto I) F (2 nuclei residenziali della Casa di Riposo Umberto I) G (Auditorium e chiesa) H (Spazi comuni della Casa di Riposo Umberto I) I (Servizio per l’handicap per l’età adulta, Struttura di avviamento al lavoro, U.O. Dipendenze, Formazione) Casa (Spazi comuni e 2 nuclei residenziali della Casa di Riposo Umberto I) Villa Caretta (Distretto Socio-sanitario, Uffici amministrativi e Direzione, Anagrafe sanitaria, Formazione, S.I.A.D., Educazione alla salute, Medicina di comunità) Casetta (Sedi delle associazioni Amici del cuore, Malati di Alzheimer, Malati reumatici, Diritti del malato, la sede dell’Avis)

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vista del percorso di collegamento

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vista della camera tipo della casa di riposo

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vista dello spazio distributivo della casa di riposo

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vista aerea

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