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Münster, Germany

Landschaftsverband Westfalen - Münster

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Il nuovo complesso museale prevede la cucitura del lotto sull’angolo tra la via Rothenburg e Johannistasse, e la creazione di una piazza tra il preesistente museo ottocentesco e l’ingresso del nuovo edificio, posizionato verso la piazza Pferdegasse così come nell’attuale situazione. L’intenzione è quella di coniugare la necessità di rinnovamento dei caratteri architettonici, distributivi e spaziali del museo con una forte attenzione all’urbano, curando il ridisegno degli spazi aperti e rispettando gli edifici limitrofi di cui vengono ripresi, in alcuni momenti, altezza di gronda, materiali o altro ancora. Il nuovo intervento propone sostanzialmente la divisione in due ‘aree’ del corpo preesistente, di cui peraltro si è scelto di mantenere la parte strutturale fino al secondo livello ma in una prospettiva di totale rilettura dei caratteri spaziali architettonici e distributivi, attraverso un grande atrio di distribuzione vetrato: una grande ‘piazza coperta’ in grado di distribuire le funzioni di servizio o strettamente legate al museo (ristorante, biblioteca, bookshop, sala conferenza) e di trasformarsi in un luogo pubblico dalla vita propria con orari, attività e caratteri indipendenti da quelli prettamente museali per la città.

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E proprio dall’atrio vetrato, dopo aver acquistato il biglietto, è possibile intraprendere un percorso espositivo duplice: la vera e propria visita al museo (con la possibilità di ingresso alle varie sezioni della collezione) o alle esposizioni temporanee.

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Gli uffici, come le aree tecniche posizionate ai piani interrati, sono stati ubicati negli ultimi due livelli e sono distribuiti secondo percorsi indipendenti da quelli dei visitatori, mantenendo comunque facile la comunicazione tra la parte ‘pubblico-museale’ e quella tecnica.

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Tutta l’organizzazione delle funzioni è pensata nei termini di massima funzionalità e flessibilità: la posizione di elementi distributivi quali scale e ascensori permette di generare un diagramma distributivo chiaro e capace di evolversi nel tempo secondo nuove esigenze allestitive.

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Gli spazi allestitivi possono essere divisi, sia nella zona museo sia in quella delle mostre temporanee, in ambienti di maggiori o minori dimensioni attraverso un sistema di quinte: luoghi concepiti come ambienti in progress, la cui semplice e curata impostazione spaziale, strutturale e impiantistica rendono possibili continue trasformazioni a seconda delle diverse esigenze espositive.

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Una grande finestra sulla via Rothenburg e una sulla piazza coperta permettono inoltre di rendere visibili anche all’esterno alcune delle più significative opere della collezione nel tentativo simbolico di integrare ulteriormente le attività del Museo con quelle della città.

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Il nuovo Museo si pone come una massa, in questo caso dalla struttura ‘intelligentemente’ leggera, ancora informe, pronta ad adeguarsi nei caratteri e nella forma architettonica alle diverse richieste dell’intorno: giunge a toccare l’edificio sulla via Johannistasse alla stessa altezza di gronda; forma un angolo fortemente autorappresentativo sulla via Rothenburg di cui rappresenta un nuovo suggestivo fondale prospettico; si semplifica verso l’edificio preesistente di cui riprende l’altezza e il carattere austero nella lineare trasparenza di un accesso composto e non enfatizzato poiché di fatto arretrato al cuore del nuovo intervento, il grande ‘canyon’ vetrato da cui in verità parte la dinamica distribuzione dell’insieme.

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Semplice e forte verso l’esterno, con un carattere contemporaneo senza eccedere in formalismi, il nuovo museo all’interno con la sua ‘piazza coperta’, una crepa nella roccia pronta ad accogliere luce e spazio, si presenta luminoso e spettacolare a sottolineare l’intenzione di diventare il nuovo salotto sociale della città, un luogo per Munster.

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E’ una pelle strutturale in acciaio ‘tamponata’ con tessere romboidali in pietra grigia –omaggio ad un materiale utilizzato per gli edifici più ‘nobili’ della città – quella che riveste quasi completamente il nuovo museo conferendogli il suo aspetto monolitico e solido. Pochi i momenti di trasparenza e comunque si tratta di una composizione in assoluta assenza di finestratura poiché, tra l’altro le direttive del programma richiedevano luce artificiale per la maggior parte degli ambienti e spazi espositivi, e dunque si è scelto di enfatizzare questo aspetto di scatola culturale che quasi muta in vero dialoga intensamente con l’intorno e anche con la luce che soprattutto la penetra nel suo taglio centrale. Così è all’ultimo livello della parte di corpo più elevata, dove sono gli uffici, che la pelle strutturale, svoltando a copertura, sostituisce le tessere in pietra con quelle in vetro, mentre nella sezione più bassa quella dell’area destinata alle esposizioni temporanee si è scelto di avere dellla luce completamente zenitale grazie ad una copertura totalmente trasparente. Inoltre, verso la piazza Pferdegasse e la via Rothenburg, tutto il piano terra è vetrato (trasparente o satinato a seconda delle funzioni) a garantire la visibilità e la trasparenza delle nuove funzioni dell’edificio nella città.

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