© Mario Bonicelli . Published on March 08, 2012.
Creberg festeggia i 120 anni di attività con la riqualificazione dello slargo di Porta Nuova sul quale si affaccia lo storico palazzo che ospita la sede centrale dell’Istituto, nel “cuore” della città. L’intervento, complesso e impegnativo, si è concluso nel Maggio 2011 ed ha comportato il completo restyling della piazza, con il rifacimento della pavimentazione in pietra, la realizzazione di nuove opere di arredo urbano, l’installazione di una nuova illuminazione e la piantumazione di nuovi filari d’alberi e aiuole. Nello specifico, gli originari otto lecci – disposti in modo incoerente e disomogeneo fra loro – sono stati sostituiti da quindici nuove essenze (acer platanoides a foglia caduca) che garantiscono un adeguato decoro allo spazio pubblico in continuità con le alberature esistenti lungo il viale Papa Giovanni XXIII.
Photo by Studio GPT - Studio Mario Bonicelli Architetto. Published on March 08, 2012.
La pavimentazione dello slargo, in origine composta da piastrelle quadrate in porfido, è stata sostituita da un nuovo tappeto in lastre di granito posato a correre – in sintonia con quelle posate di recente sul Sentierone – contornato da orlatura perimetrale in ciottolato, a richiamo delle trame sulle losanghe di piazza Vittorio Veneto.
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Obiettivo dell’intervento di riqualifica della piazza antistante la prestigiosa sede centrale del Credito Bergamasco, è stato quello di restituire rango di dignità urbana alla storica facciata di stampo neoclassico dell’istituzione in oggetto, valorizzandone non solo l’architettura ma anche il ruolo identitario che essa svolge sia fisicamente sia ideologicamente in quest’ambito strategico della città.
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L’area di riferimento in cui il Credito Bergamasco e la sua piazza si inseriscono è certamente tra le più significative e simboliche di Bergamo, vero nodo strategico tra le vie e le Istituzioni principali della città. Forti della convinzione che il verde sia parte integrante della progettazione architettonica urbana, abbiamo proceduto con un intervento di riqualifica dell’area a 360° che non solo ha portato a una riprogettazione dello spazio pubblico che ha favorito le attività aggreganti della collettività, ma ha anche avviato un processo di riordino compositivo e spaziale in cui Piazza e Istituzione di riferimento dialogano finalmente tra loro e con la città.
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• Premessa L’alto valore del manufatto in questione risalente al 1825 e di appartenenza del Credito Bergamasco dal 1928, unito ai nobili esempi di convivenza tra architettura e paesaggio visibili in città, hanno indotto a un’accurata analisi dello stato di fatto prima di stabilire le scelte progettuali da adottare per creare una piazza all’altezza del contesto di inserimento e del prestigio dell’Istituzione che essa rappresenta. Le rilevanti modifiche subite dall’edificio in questione in quasi due secoli di storia avevano comportato variazioni significative anche sull’assetto urbano prospiciente in relazione alle nuove funzioni ospitate, con la creazione talvolta di consistenti effetti di disordine da risolvere.
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• Lo stato di fatto Ciò che più risultava evidente osservando il precedente stato della piazza era il generale effetto di disordine percepito, derivante dalla disomogeneità delle alberature (disassate e disetanee), dalle aiuole trascurate con scorciatoie fangose e da indiscriminati parcheggi di motocicli e biciclette, risultati prevedibili di una piazza nata dal susseguirsi degli eventi e non da un vero e proprio progetto. Il valore architettonico e sociale dell’area in oggetto risultava pertanto compromesso a causa dell’assenza di un progetto che conferisse il giusto valore all’Istituzione e alla sua storia, e lo spazio antistante la sede Creberg risultava ben lontano dall’essere percepito come una “piazza” dalle qualità aggreganti e sociali. Inoltre la facciata di stampo neoclassico del Credito Bergamasco risultava completamente oscurata e indebolita dalla presenza di otto lecci disetanei che premevano su di essa, soffocandola e generando un senso di chiusura all’intera area che di conseguenza si era lentamente avviata verso un inevitabile processo di degrado e abbandono.
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• Criteri di intervento La scelta progettuale si è da subito indirizzata verso la valorizzazione dell’identità storica e culturale dell’Istituzione cui la piazza fa riferimento, con l’interesse a far convivere interventi di architettura del verde con i principi progettuali degli spazi pubblici. Considerando il delicato ruolo che rivestono gli interventi progettuali sugli spazi aperti della città, si è proceduto valutando a 360° l’interazione tra i contenuti urbanistici, architettonici, spaziali, viabilistici, paesaggistici e di arredo urbano. al fine di garantire un adeguato incremento della qualità dello spazio pubblico di riferimento.
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FASI DI CANTIERE:
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• Fase a: Messa in sicurezza dell’area di cantiere Il primo intervento è consistito nella delimitazione dell’area di cantiere per la sua messa in sicurezza come anche previsto nel PSC. Trattandosi di un’area strategica sottoposta ad altissima visibilità quotidiana, si è deciso di creare una recinzione che, nonostante la chiusura dell’area, riuscisse a mantenere un dialogo con i cittadini attraverso un’elaborazione grafica che mostrava alla città l’evoluzione storica dell’area, i problemi dello stato di fatto con obiettivi e metodo per risolutivi del concept di progetto in corso d’opera. La delimitazione del cantiere è stata studiata con alcuni tratti modulari e riposizionabili, in modo da garantire, per tutta la durata dei lavori, l’ingresso pedonale all’edificio sede del Credito Bergamasco e le zone di transito pedonale adiacenti alla piazza. Queste necessità hanno comportato un costante e puntuale impegno per ridurre l’impatto del cantiere sulle dinamiche quotidiane del centro città, prestando la massima attenzione alle possibili interferenze tra le lavorazioni (compreso l’accesso dei mezzi all’area di lavoro) e la presenza di pedoni immediatamente all’esterno della recinzione.
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• Fase b: Rimozione e ricollocazione alberature esistenti Uno dei temi più dibattuti del presente intervento di riqualifica è stato il mantenimento o la sostituzione dei soggetti arborei presenti: n. 8 Quercus ilex, disetanei e di diverso sviluppo vegetativo che da alcuni decenni erano presenti nella piazza. In considerazione del valore simbolico e, per certi aspetti affettivo rappresentato dall’alberatura per parte dei cittadini, dopo una valutazione delle condizioni fito-patologiche dei soggetti, per tre di questi si è provveduto all’espianto e alla ripiantumazione in due parchi pubblici della città. I rimanenti 5 (in condizioni vegetative non ottimali e per oggettive difficoltà di trapianto) sono stati invece abbattuti.
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• Fase c: demolizioni, scavi, predisposizione impianti e arredi, formazione sottofondi Per la riqualifica dello spazio e la messa dimora di nuove essenze arboree è stato necessario la completa demolizione della pavimentazione in lastre di porfido esistente, la rimozione delle cordonature, e lo sbancamento del terreno. Lo sbancamento fino a circa 1 m di profondità in corrispondenza delle due aree in cui sono state messe a dimora i nuovi alberi, ha permesso di ricavare un congruo volume per formare un sottofondo idoneo allo sviluppo degli apparati radicali in un’aree sottoposta a costipamento per la presenza di pavimentazioni. È stata infatti realizzata una massicciata con funzioni portanti, costituita da pietra frantumata non calcarea di pezzatura 10-20 mm miscelata con terra di coltivo in rapporto 5:1 e fertilizzata con concime. In questo modo, nonostante la sovrastante pavimentazione in pietra, gli apparati radicali hanno la possibilità di svilupparsi in un substrato idoneo (arieggiato e senza ristagni idrici), dove lo scheletro pietroso garantisce la necessaria portanza e la matrice terrosa fornisce le capacità di ritenzione idrica e di scambio di elementi. Successivamente sono state realizzate le necessarie predisposizioni interrate per l’illuminazione delle sedute, per l’impianto d’irrigazione automatico e per il sistema di raccolta acque superficiali con griglia fessura. Prima della formazione dei sottofondi in getto di calcestruzzo armato per le pavimentazioni n pietra, sono stati realizzati (in calcestruzzo armato e gettato in opera) i basamenti per le sedute e per la statua, oltre all’installazione dei contenimenti in acciaio a delimitazione delle aiuole per gli alberi.
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• Fase d: posa pavimentazioni La posa delle pavimentazioni in pietra (granito bianco di Montorfano) è stata preceduta da un dettagliato e specifico tracciamento degli andamenti delle stesse, con particolare attenzione alla definizione delle quote superficiali per garantire un efficiente allontanamento dell’acqua e all’andamento della sequenza dimensionale delle lastre di pietra. La posa è stata eseguita curando il perfetto allineamento delle fughe, le quali sono state mantenute di larghezza costante e ribassate rispetto al piano di calpestio. Questi accorgimenti valorizzano ogni singola lastra esaltando la linearità e l’ordine della piazza. Le pavimentazioni sono state completate con la posa della fascia perimetrale in ciottoli di fiume che delimita la nuova piazza c rispetto agli spazi attigui caratterizzati da diversi materiali.
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• Fase e: gli arredi Con gli arredi inizia la collocazione degli elementi verticali che costituiscono la piazza: le sedute a parallelepipedo in calcestruzzo armato (in blocco unico) con finitura leggermente acidata di colore grigio pietra arenaria, senza schienale, installate sulle fondazioni che escono dalla pavimentazione. Nella parte inferiore delle sedute trova alloggio un sistema di illuminazione con barre a led che diffondono un fascio luminoso verso il basso, creando un piacevole effetto galleggiamento dell’intera struttura. Completano gli arredi i vasi cubici in calcestruzzo dello stesso colore e finitura delle sedute, allineati su quattro file al centro della piazza e predisposti per la piantumazione di arbusti sempreverdi di forma sferica.
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• Fase f: la sistemazione a verde In ognuna delle quindici aiuole quadrate aperte nella pavimentazione sono stati collocati alberelli caducifoglia con chioma sferica di Acer platanoides ‘Globosum’. La superficie delle ampie aiuole, sempre per garantire lo scambio gassoso con il terreno e la penetrazione dell’acqua meteorica, è pavimentata con ciottoli di fiume posati esclusivamente con sabbia fine e circa 5% di cemento (una sigillatura cosiddetta “magra”): questa soluzione permette di avere una pavimentazione calpestabile e duratura e al tempo stesso permeabile. Inoltre il tronco di ogni albero ha la possibilità di svilupparsi liberamente in quanto i ciottoli più prossimi ad esso possono essere asportati e riposizionati durante i periodici interventi di manutenzione. In ogni aiuola è inoltre presente un sistema di irrigazione automatico con ala gocciolante posizionata sotto i ciottoli, per garantire il necessario apporto idrico direttamente nel substrato di sviluppo dell’apparato radicale evitando perdite per evaporazione. Per quanto riguarda il tutoraggio si è scelto di utilizzare un sistema sotterraneo, costituito da fasce, cavetti e ancorette metalliche che avvolgono la zolla mantenendola in posizione fino al completo radicamento. Questo accorgimento permette di evitare il posizionamento di pali tutori e le necessarie legature al fusto, che inevitabilmente comportano la necessità di un continuo controllo della loro efficienza (soprattutto in una piazza ad alta frequentazione come questa di Porta Nuova). Completano la sistemazione a verde n. 11 Buxus sempervirens a palla collocati nei vasi al centro della piazza.
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• Fase g: l’apertura della nuova piazza Con la conclusione dell’intervento l’ultima fase ha comportato la completa pulizia dell’area, il ripristino di alcuni tratti di pavimentazione esistenti esterne al cantiere e danneggiate durante i lavori, per concludere con la completa rimozione della recinzione installata, restituendo alla cittadinanza la nuova piazza.
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CONCLUSIONI L’intervento ha permesso di restituire alla città uno spazio urbano rinnovato e abbellito, degno del contesto storico di riferimento, caratterizzato da un arredo pratico, confortevole e dalle cromie morbide, per ridare decoro all’ intero insieme. Interessante è l’aspetto artistico di questa nuova piazza che a seguito del suo restyling a visto ospitare nella sua parte centrale, un’elegante e suggestiva scultura di un grande artista bergamasco di rilievo internazionale, Ugo Riva. La scultura è stata espressamente commissionata all’artista dalla Fondazione Credito Bergamasco in occasione del centoventesimo compleanno della Banca. “Denominata Anima Mundi”, essa raffigura un grande angelo (oltre tre metri e mezzo d’ altezza per due e settantotto di apertura alare) ed è stata posizionata davanti alla facciata di Creberg, in prossimità della famosa “Zuccheriera”, la pregevole fontana inaugurata nel 1939. In questo modo la statua – che, oltre ad offrire agli estimatori un intrinseco piacere estetico, contiene un richiamo ai grandi temi dello spirito e agli imperituri valori spirituali dell’umanità, comuni a tutte le culture, mettendosi a disposizione della città, dei cittadini, dei visitatori e dei turisti, che possono vederla e ammirarla raccogliendo il suo tacito invito a rialzare lo sguardo ancora più in alto, verso il cielo.
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