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Milano (MI), Italia

Uffici in Via Zumbini

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Nella periferia sud di Milano, all’angolo tra Via Venosta e Via Zumbini, su di un un lotto di 1.350 mq, due corpi di fabbrica distinti si affacciano su di un cortile comune: il più grande – che chiameremo Blocco A – è il risultato della trasformazione di un edificio industriale degli anni ‘30, mentre il più piccolo – il cosidetto Blocco B – è un edificio completamente nuovo che incorporare la SLP ricavata dalla demolizione di alcuni volumi accessori. Il complesso ospita 17 uffici con metrature comprese tra i 100 ed i 150 mq, disponibili per professionisti o piccole società in cerca di uno spazio in affitto.

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Il Blocco A
Il Blocco A, organizzato su 3 livelli, conserva molto della conformazione originale, nella quale ogni piano si presentava come un unico grande ambiente a pianta libera lungo 44 m e largo 12 m e nella quale i due solai intermedi, sostenuti da 9 travi in cemento armato, e la disposizione delle aperture perimetrali suggerivano una ripartizione dello spazio in 10 campate. Per adattare l’edificio alla sua nuova funzione, ogni piano è stato suddiviso lungo quattro delle 9 travi in 5 ambienti distinti, ognuno dei quali composto da 2 campate. Attraverso la quasi totale demolizione della fascia che ospitava gli ambienti di servizio dei diversi piani, la parete che delimitava lo spazio interno delle campate verso il cortile interno è stata completamente liberata e trasformata in un nuovo, e più permeabile, prospetto. In questo modo tutti i nuovi spazi per il lavoro hanno guadagnato una doppia esposizione. Su ogni piano sono infatti organizzati 4 uffici con due lati opposti finestrati, ed 1 ufficio – quello situato all’angolo tra Via Venosta e Via Zumbini – con due lati adiacenti finestrati.

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Per garantire a tutti gli ambienti collocati al primo ed al secondo piano un accesso indipendente e per rendere disponibile uno spazio esterno abitabile in grado di facilitare i momenti di relazione tra i nuovi abitanti dell’edificio, sono stati realizzati dei ballatoi esterni profondi 1.5 m, sostenuti da una struttura in acciaio zincato ancorata alla struttura dell’edificio esistente. Un sistema modulare di cornici metalliche, all’interno delle quali è tesa una rete a losanghe, protegge i ballatoi verso l’esterno, è il supporto per la crescita di piante rampicanti, e viene percepito dal cortile come una seconda facciata, uniforme, leggera e permeabile.

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Una nuova scala esterna, ancorata alla struttura dei ballatoi e posta al di fuori della rete a losanghe, attraversa in diagonale il nuovo prospetto del Blocco A verso il cortile e garantisce, insieme ad un nuovo ascensore, un ulteriore collegamento verticale oltre a quello costituito dalla scala esistente. All’ultimo piano del Blocco A la copertura a falda esistente è stata rimossa e sostituita da una nuova struttura in acciaio costituita da 9 capriate a forma pentagonale.

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Progettate in modo tale da sostenere completamente il peso dei nuovi ed ampi soppalchi collegati agli uffici del secondo piano, le 9 travi reticolari principali richiamano la capriata POLONCEAU-TRAEGER ad un contrafisso, ma sono prive dei due elementi diagonali interni tipici in questo tipo di strutture. Le nuove capriate sono quindi lasciate totalmente aperte nella parte centrale in modo da sfruttare tutta l’altezza disponibile tra il piano del soppalco ed il colmo della copertura.

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Realizzata mediante profili tubolari a sezione rettangolare e giunti flangiati, la struttura del nuovo tetto è appoggiata su di una nuova correa in cemento armato di coronamento delle strutture murarie perimetrali ed il suo peso, così come quello dei nuovi soppalchi ad essa appesi, è trasferito direttamente ai pilastri esistenti perimetrali senza gravare sulle travi a ‘T’ in cemento armato che sostengono i solai sottostanti.

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Il Blocco B
La parte più consistente della SLP ricavata dalle opere di demolizione è stata utilizzata per realizzare di fronte al Blocco A, sul lato opposto del cortile, un corpo di fabbrica completamente nuovo, indipendente, razionale ed efficiente. Il Blocco B è lungo 34 m, profondo 5 m ed ospita 2 uffici di 90 mq, ciascuno dotato di un soppalco di 30 mq e di un accesso autonomo. La struttura del nuovo edificio è stata progettata in modo da lasciare, a livello del cortile, uno spazio necessario ad ospitare 14 posti auto coperti.

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Blocco A

Il Blocco B è stato concepito su di un modulo definito dalle dimensioni di un automobile, sospeso su pilastri metallici a 2.5 m di altezza, e reso accessibile attraverso due scale e due ballatoi esterni. Il nuovo edificio, innalzato rispetto al piano del cortile e reso permeabile da una serie di ampie finestre, gode di una notevole illuminazione naturale nonostante la presenza incombente e ravvicinata del Blocco A.

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Blocco A

Sulla facciata principale del Blocco B sono state infatti ritagliate 14 bucature larghe 1 m ed alte 4 m, posizionate secondo una sequenza asimmetrica ed irregolare. Così facendo il modulo del prospetto, basato sulla larghezza dei pannelli sandwich che lo rivestono, non è esibito in modo immediato, ma solamente indicato dalla configurazione arbitraria e casuale che i progettisti hanno scelto tra quelle che il modulo stesso consentiva. Sul lato opposto, ciascuno dei due uffici è dotato di 3 finestre, analoghe a quelle collocate sul prospetto principale, che affacciano sui ballatoi d’ingresso. Queste bucature, insieme a 4 lucernari quadrati posti in copertura, garantiscono agli ambienti interni un doppio affaccio ed il necessario riscontro d’aria, nonostante l’edificio sia, di fatto, collocato a ridosso del muro cieco di confine verso la proprietà confinante.

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Blocco A

Lo scheletro dell’edificio è costituito da una fitta maglia tridimensionale di travi e pilastri di tipo IPE e HEA relativamente esili, ad eccezione degli elementi visibili all’interno degli uffici che sono, come nel Blocco A, tubolari a sezione rettangolare. L’involucro è stato realizzato utilizzando un sistema costruttivo composto interamente da elementi stratificati assemblati a secco. Il solaio, le pareti perimetrali e la copertura piana sono costituiti da pannelli sandwich industriali, prodotti che oltre a garantire buone capacità portanti e prestazioni termiche elevate, consentono di eseguire il montaggio in modo estremamente rapido e garantiscono un alto grado di controllo dalla progettazione fino alla realizzazione.

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Blocco A

I materiali
A fianco dell’organizzazione dello spazio, l’utilizzo dei materiali ha assunto un significato determinante nel progetto. Attraverso un lavoro di ricerca e di selezione si è cercato infatti di rispondere in modo coerente ad alcune questioni fondamentali. La natura profondamente diversa dei due edifici (il Blocco A è il risultato della trasformazione di un manufatto esistente, mentre il Blocco B è una nuova costruzione) ha suggerito un utilizzo omogeneo, piuttosto che distinto, dei materiali. Il vecchio ed il nuovo fanno parte di una famiglia, presentano gli stessi materiali e mostrano soluzioni costruttive molto simili. Il fatto che le due parti dell’intervento siano rese omogenee dall’utilizzo degli stessi materiali è anche una conseguenza della volontà di segnalare nel modo più chiaro possibile quello che si è aggiunto da quello che già esisteva. L’esistente non viene negato, o cancellato, ma riconquista al contrario la dignità che merita nello spirito di un progetto di riuso.

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Blocco A

Le scelte sono state poi determinate da considerazioni pratiche. In generale si è privilegiato l’impiego di soluzioni economiche e di materiali leggeri che consentissero un montaggio rapido e delle prestazioni efficienti. Le opere in muratura ed in cemento armato sono state limitate alle parti del progetto per le quali risultavano convenienti e per le quali non si correva il rischio di compromettente quella chiara distinzione tra vecchio e nuovo che si voleva perseguire. C’è infine un’ultima ragione legata al fatto che si tratta di spazi progettati per committenti ignoti, gli orientamenti ed i desideri dei quali non erano noti al momento della stesura del progetto. Per questo i materiali, i colori e le finiture contribuiscono alla realizzazione di ambienti neutri, e quindi disponibili ad essere modificati, personalizzati e trasformati in un secondo momento.

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Blocco A

Gli uffici, così come gli spazi esterni ed il cortile comune, sono caratterizzati dalla presenza di pochi materiali. Le grandi superfici verticali ed orizzontali interne sono bianche, ad eccezione degli intradossi della coperura all’ultimo piano del Blocco A, dove i pannelli sandwich metallici sono lasciati a vista, mentre gli elementi strutturali in carpenteria metallica presenti all’interno, oltre ai serramenti esterni di alluminio, sono verniciati di nero. L’utilizzo dei due poli estremi della scala cromatica, cioè dei due non-colori, sottolinea due archetipi costruttivi distinti: il bianco è associato agli elementi continui, alle lastre di cartongesso ed alle superfici in muratura, mentre il nero a quelli discontinui, agli scheletri d’acciaio ed alle cornici in alluminio. Questo contrasto ‘ad alta definizione’ conferisce agli spazi interni un’atmosfera essenziale, grafica e diretta.

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Blocco A

Le superfici orizzontali dei pavimenti sono le uniche presenze materiche, sia che si tratti del parquet industriale in rovere, presente in quasi tutti gli uffici, che del cemento industriale gettato sia sulla superficie del cortile esterno che all’interno degli adiacenti ambienti al piano terra del Blocco A. I blocchi umidi, costruiti in cartongesso come scatole indipendenti, sono stati interamente rivestiti da una carta da parati in vetroresina e successivamente sigillati con vernici a base di resina di colore grigio. Le facciate su strada del Blocco A sono state protette da un cappotto termico di 10 cm di spessore, e poi intonacate, mentre il prospetto interno, che si affaccia sul cortile e dialoga con il Blocco B è stato completamente rivestito da pannelli sandwich. Tutti gli elementi esterni in carpenteria metallica (le travi, i pilastri, i cosciali della scale, le griglie dei ballatoi e dei gradini, le cornici, le reti a losanghe ed i parapetti delle scale) sono stati realizzati in ferro zincato e montati in opera senza saldature. I pilastrini che sostengono il Blocco B sono stati opportunamente isolati e poi rivestiti con dei carter metallici eccezionalmente verniciati di nero, quasi a voler distinguere lo spazio coperto dei parcheggi come uno spazio interno, piuttosto che esterno.

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Blocco B

La vegetazione La vegetazione è parte integrante del progetto; il ‘verde’ non è quindi relegato al ruolo di decorazione dell’architettura, ma che al contrario diventa elemento centrale e soprattutto funzionale. La struttura vegetale del progetto di via Zumbini è costituita essenzialmente da due grandi superfici, la prima si svilupperà verticalmente colonizzando la rete metallicha larga 36 m ed alta 13 m che protegge i ballatoi del Blocco A, la seconda ricoprirà completamente il tetto piano di 190 mq del Blocco B.

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Blocco B

Lo ‘schermo’ verticale del Blocco A, costituito da 12 Ampelopsis quinquefolia (o Vite americana), cambierà aspetto almeno tre volte nel corso dell’anno: in primavera ed in estate prolifererà rendendo più freschi ed ombreggiati gli uffici ed i ballatoi, mentre d’inverno, spogliandosi, lascerà filtrare i raggi del sole contribuendo a scaldare gli ambienti interni. La transizione tra le due fasi sarà annunciata, ogni autunno, dal rosso intenso che verrà assunto dalle foglie.

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Blocco B

Il ‘tappeto’ orizzontale collocato sulla copertura del Blocco B, costituito da un miscuglio di piccoli arbusti intensivi che non necessitano di alcuna manutenzione, avrà una presenza più stabile ed un’impatto visivo meno spettacolare, tuttavia contribuirà in modo determinante ad attenuare l’impatto dell’irraggiamento ed a diminuire il surriscaldamento della copertura.

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Blocco B

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