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Sesto San Giovanni (MI), Italia

Di Qua E Di La' Della Ferrovia

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Scorcio di Piazza Oldrini dalla strada

LA PIAZZA La piazza, che sta oggi in molti casi perdendo il valore di spazio di incontri, di espressione sociale, di scambi, di dimensione pubblica, ci fornisce l’occasione per ripensare la città nella sua complessità: rimanendo in un ambito limitato, è necessario ripensare al rapporto tra spazi costruiti, verde, vuoti e connettivo. Se per riconferire alla piazza il consolidato ruolo sociale avuto nella storia non è sufficiente un mero “riassetto” di geometrie e percorsi, è pur vero che la sua architettura può creare le condizioni che favoriscano, nell’identificazione sociale, la pratica di uso collettivo dello spazio. E’ necessario, quindi, oltre ad attribuire contenuti, laddove mancano, per rendere attrattivo uno spazio e fare che si trasformi in luogo, compiere scelte, a volte drastiche a volte misurate, ma comunque precise, che gli conferiscono la necessaria identità.

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Tavola 1 di concorso

STATO DEI LUOGHI E DESCRIZIONE DEL PROGETTO La scelta del tema di progetto ci offre l’opportunità di pensare a una “parte “ di città cogliendo, allo stesso tempo, con uno sguardo più ampio, le complesse relazioni della città. Piazze con ruolo che nel tempo si è modificato, che hanno perso in tutto o in parte la loro identità, e piazze di nuova formazione, più vuoti di risulta e conseguenza di una mancata progettazione che luoghi con connotazioni cercate. Piazza IV Novembre (da sempre dai sestesi chiamata Rondò) per la sua natura di passaggio di importanti vie di comunicazione, e nonostante la sua collocazione “al di là della ferrovia”, ha sempre posseduto la forza di punto di riferimento, anche per riunioni di massa, seppur disordinato e, con le edificazioni più recenti, casuale e caotico. Piazza della Repubblica punto di arrivo nel centro di Sesto, “al di qua della ferrovia”, per chi proviene da Milano e fermata importante di mezzi pubblici, ha caratteristiche di snodo di traffico urbano più che di piazza; il lato nord ovest si affaccia sui retri delle costruzioni del Rondò e sulla ferrovia, divisa da questa da un’anonima e trascurata recinzione, con trasparenza sulla sede del ferro. Piazza Oldrini ampia spianata dai margini debolissimi che ben assolve alle sue funzioni di copertura di un parcheggio interrato, ma che non riesce ad avvalersi delle funzioni presenti all’intorno per diventare uno spazio riconoscibile. L’impegno che guida il progetto è quello di dare un contributo a contrastare la mancanza di identità delle tre piazze, attraverso possibili usi proposti, con la razionalizzazione del traffico veicolare e pedonale, con la possibile connessione tra le piazze per creare un sistema di relazioni tra spazi, con sequenze e gerarchie. Il progetto per le nuove piazze, di dimensioni e usi differenti, tiene conto del contesto e della storia, evitando l’unificazione dello stile in una città caratterizzata e nata sui flussi e tempi degli operai e sui grandi insediamenti produttivi, meno propensa a riconoscersi nei luoghi di scambio collettivi all’aperto. Tiene anche conto della necessità di collegamenti interrati sotto ferrovia e strade, collegamenti che diventano occasione di riorganizzazione morfologica. Per la piazza IV Novembre, la nuova sistemazione si basa sulla riorganizzazione del mezzanino e sulla interpretazione della forma storica del rondò. Parte della piazza (lato ovest) viene ribassata con un nuovo accesso al sistema del collegamento interrato al di qua e al di là della ferrovia: questo luogo ipogeo è caratterizzato da una scalinata, dai negozi, e dalla lunga rampa doppia che disegna il muro curvo. L’aiuola semicircolare centrale, trattata a prato, è slittata rispetto alla parte ribassata. Le aree pedonali sono pavimentate in lastre di pietra di Trieste. La scelta di accentuare la forma circolare, ancorché interpretata, della piazza determina formalmente un fulcro da cui si dipartono connessioni sia pedonali che carrabili, di calibro e natura diverse: lì arriva, da sud, la strada, storicamente percorsa (fino all’avvento della linea rossa Metropolitana) dal tram Milano-Monza, che rappresenta l’accesso principale in città nella zona “al di là delle ferrovia”; da lì partono la strada verso Monza e la Brianza, Viale Gramsci, e il Viale F.lli Casiraghi, vecchio percorso verso Lecco, che ha assunto, in tempi recenti, una importanza più locale che di connessione a più ampia scala. Questo consente di promuoverla a strada prevalentemente pedonale: viene allargata e pavimentata in pietra di Trieste il marciapiede ovest, creando nuovi luoghi di sosta, viene pavimentato il marciapiede est e attrezzata la carreggiata, per ospitare la fermata dei bus e dei taxi. La connessione con Piazza della Repubblica, che avviene in sottosuolo, è rinforzata in superficie dalle due fontane con alti zampilli che ricuciono formalmente le aree attraversate dalla ferrovia. La piazza della Repubblica viene interessata dal prolungamento del sottopasso della metropolitana la cui nuova uscita è posta a est del monumento esistente, che è mantenuto assieme ai due cedri, e completata da un ascensore. Il progetto prevede il ridisegno dell’aiuola centrale in continuità con l’isolato compreso tra le vie C.da Sesto e Fogagnolo, attraverso la definizione di due parti, una pavimentata e l’altra e prato. Sul lato ferrovia un muro attrezzato, alto tre metri, rimanda al carattere urbano dell’area, non solo perché evita l’allungamento del campo visivo sulla ferrovia e sui retri delle case del rondò, ma perché misura e unisce i due giardini esistenti, perché abbraccia e contiene l’assetto morfologico dell’area e della nuova aiuola, dove è collocata la fontana, costruita con una lama d’acqua sulla copertura trasparente del sottopasso e arricchita con zampilli e luci. Sul muro, rivestito in marmo Rosa Perlino bocciardato e fiammato, è scolpito l’art.33 della Costituzione. Piazza Oldrini, i cui margini disomogenei per linguaggio e dimensioni non hanno la forza di costituire una corte aperta, viene parzialmente “chiusa” verso sud: il recupero della struttura in carpenteria metallica, sita un tempo nell’area tra Via Puricelli Guerra e Via Cairoli e adibita a capannone produttivo, riorganizza lo spazio, stabilisce ruoli e gerarchie, costituisce un punto di riferimento. Esso diventa luogo di sosta, di eventi, di passeggiata, ombreggiato da teli tesi alternati a pannelli fotovoltaici, rinfrescato nella stagione calda, dotato di sedute e illuminazione: un luogo accogliente e sicuro, dove sono possibili iniziative collettive, ma dove è anche possibile riposarsi, incontrarsi all’uscita dalla scuola o al rientro dalla spesa. L’’attuale Centro Civico dovrà essere ristrutturato e ampliato: sullo stesso sedime, integrando le strutture esistenti, si propone un edificio di quattro piani fuori terra, rivestito in pietra dorata della Valmalenco, che conterrà le stesse funzioni odierne, (circoscrizione, scuola di danza e scuola di musica per ragazzi con incremento di superfici, biblioteca per ragazzi ampliata, auditorium a doppia altezza con uscita in testata) con l’aggiunta di spazi commerciali al piede e un porticato sul lato lungo prospiciente la piazza. La superficie “dura” della piazza sarà pavimentata in lastre di porfido e pietra di Trieste; un percorso curvo che connette i giardini a nord e a sud della piazza delimita una zona erbosa, da cui spicca l’edificio ristrutturato, conclusa verso la parte pavimentata da una modellazione della superficie orizzontale che forma una linea di sedute. Il prato ricongiunge il verde esistente e ne razionalizza i percorsi, e, insieme, ridimensiona e connota il grande spazio aperto. La scultura di Luigi Veronesi si riscopre in uno spazio che le conferisce l’idonea dignità.

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Tavola 2 di concorso

TECNOLOGIE E RISORSE NATURALI Tetto verde Nel progetto si propone di usare la nuova copertura del Centro Civico a tetto verde termoregolatore dell’involucro edilizio finalizzato principalmente, ma non solo, al miglioramento del funzionamento bioclimatico dell’edificio (vedi descrizione nello spazio dedicato).

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Planivolumetrico

Pannelli fotovoltaici Il previsti pannelli del sistema fotovoltaico sono destinati alla struttura in carpenteria metallica che verrà recuperata per la Piazza Oldrini: questi verranno posizionati su alcune capriate del capannone, con le finalità di produrre energia per l’illuminazione pubblica e di creare spazi ombreggiati sui percorsi e sulle soste previste lungo tutto lo sviluppo della struttura (vedi descrizione nello spazio dedicato).

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Vista dello spazio sotto la nuova pensilina

Sistema a nebbia per il raffrescamento di luoghi all’aperto Si prevede, per la struttura in carpenteria metallica, l’uso di un sistema per il raffrescamento dello spazio aperto sottostante il capannone, che consiste in un impianto di tipo semplice di espulsione, attraverso speciali ugelli, di micro particelle d’acqua ad una pressione alta (70 bar), che consente l’evaporazione immediata, con il risultato dell’abbassamento della temperatura dell’ambiente.

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Vista della nuova pensilina di Piazza Oldrini

VIABILITA’ Le proposte di variazione sulla viabilità attuale riguardano essenzialmente la trasformazione del primo tratto verso il Rondò di Viale Casiraghi in zona a traffico limitato ai residenti e ai mezzi pubblici: è prevista la fermata degli autobus e, sulla carreggiata ovest, la stazione dei taxi; la distribuzione della rotonda rimane, per il resto, invariata. In piazza della Repubblica potranno circolare tutti i mezzi, come avviene attualmente, con il passaggio dei veicoli verso Via Cesare Da Sesto non più distribuito dall’aiuola centrale, ma a ovest della zona pedonalizzata: l’attraversamento pedonale della piazza, su Via Piave, oltre che in superficie, limitatamente ai punti di immissione delle vie nella piazza, potrà avvenire utilizzando il prolungamento del sottopasso. Il sistema di piste ciclopedonali viene raccordato con il tratto su Via Fratelli Casiraghi, e incrementato con il nuovo percorso sud-nord che, dal Rondò, percorrendo Via Moroni, raggiunge la Piazza Oldrini e l’attraversa, fino a raggiungere i giardini di Via Padovani.

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Vista di Piazza IV Novembre

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Vista dello spazio ribassato di Piazza IV Novembre

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Vista dello spazio ribassato di Piazza IV Novembre

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Vista della pensilina di Piazza Oldrini

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Vista dei pannelli sospesi alla struttura della pensilina di Piazza Oldrini

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Vista dello spazio sotto la nuova pensilina di Piazza Oldrini

Pavilion

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