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Sesto San Giovanni (MI), Italia

Tre Per Uno Uguale Quattro

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Planimetria Repubblica_Rondò

Il tema del concorso suggerisce la necessità di ridefinire le tre piazze, Oldrini , Repubblica e rondò, di infondere qualità urbana in ciascuna di esse e di collegarle tra di loro in un sistema urbano. Ma l’ attuale situazione urbanistica ed architettonica di Sesto San Giovanni evidenzia che la vera sfida che il progetto deve sostenere, e che l’amministrazione ha inteso lanciare con il concorso di idee, è la creazione, a partire da questi tre spazi pubblici, di un modulo coerente e unitario di sviluppo e riordino della città; un primo tassello che possa costituire la base per una successiva opera di armonizzazione dell’intero territorio comunale. Territorio che soffre, com’è evidente, di una crescita disorganica e disomogenea, figlia di uno sviluppo tanto tumultuoso e imponente quanto privo di linee direttrici, in grado di creare intorno a edifici di buona qualità architettonica ( le antiche ville sestesi e gli ordinati quartieri operai , costruiti da illuminati imprenditori del secolo scorso) quella trama urbana comune che serve a fare di un nucleo abitato una città. E che in definitiva ne costituisce l’identità. E’stato necessario quindi partire dal presupposto di progettare le piazze come tre episodi di un unico racconto, come tre momenti di una stessa esperienza architettonica ed estetica. Cosicchè l’utente dello spazio urbano, sia esso un residente o un visitatore occasionale, passando da una all’altra delle tre piazze, realizzi di trovarsi in una città in cui i fulcri urbani siano riconoscibili e relazionati tra di loro. .

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Planimetria P.zza Oldrini

L’elaborazione del progetto è partita da un’analisi dei singoli luoghi e dall’individuazione delle soluzioni alle problematiche specifiche che ciascuno presenta.

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P.zza Oldrini (vista dal centro commerciale)

Piazza Oldrini

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P.zza Oldrini

Delle aree concorsuali è quella che richiede l’intervento più profondo. Innanzitutto perché attualmente ricade appieno nella categoria dei “non luoghi”, mancando delle caratteristiche funzionali ed estetiche che in architettura definiscono il carattere della piazza: non ci sono quinte architettoniche di rilevo, né funzioni pubbliche dotate di sufficiente forza attrattiva e manca, infine, un arredo urbano adeguato a uno spazio così vasto. Primo obiettivo dell’intervento è stata dunque la progettazione di questi elementi di fondo. E’stato interessante rilevare che la posizione leggermente defilata di Piazza Oldrini rispetto alle altre due piazze, posizionate a ridosso di importanti arterie di traffico, è esaltata , per quanto riguarda i collegamenti pedociclabili tra i vari nuclei della città, dalla presenza dei vicini giardini Corridoni Padovani e Rovani Bandiera, e dal collegamento su via Rovani alla pista ciclabile intercomunale, che innerverà capillarmente l’ hinterland milanese.

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P.zza Oldrini (vista dall'hotel)

La presenza delle aree verdi adiacenti e del parcheggio interrato al di sotto della piazza ha condizionato gli orientamenti progettuali nell’ area. La risposta al problema di uno spazio troppo esteso per essere luogo di incontro e relax e troppo poco attrezzato per garantire un comfort psicofisico agli utenti, è stata l’inserimento di una struttura a piastra destinata a coprire parte della piazza e le nuove funzioni qui collocate. La soletta prevista è sostenuta da pilastri in ferro ( IPE ), che ripropongono la maglia strutturale del sottostante interrato, che ha un modulo di m 6,50 per m 11.,00 . La piastra svolge contemporaneamente il ruolo di garantire ai visitatori il necessario comfort igrotermico e di articolare piazza Oldrini in tre nuovi spazi , con caratteristiche funzionali specifiche e nuovi edifici:

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Boulevard lungo la ferrovia

1) La zona coperta, che offre aree d’ombra ma contemporaneamente è permeabile alla luce attraverso patii e lucernari. Qui sono distribuite le teche che ospitano a ovest l’area espositiva, a nord il ristorante, a est la sede di circoscrizione e centro civico, attualmente ospitati in un unico edificio. Il progetto ne prevede l’abbattimento e la ricostruzione in due sedi autonome più fruibili e integrate con la nuova architettura. Il nuovo centro civico si sviluppa su quatto livelli: al piano interrato è ospitato l’auditorium, al livello della piazza c’è la biblioteca dei bambini, al primo piano la scuola di musica e all’ultimo la scuola di danza. Le nuove funzioni sono ospitate in teche di vetro che, grazie alla caratteristica della trasparenza , si relazionano in modo permeabile al contesto , definendo uno spazio fluido e flessibile. Per favorire ulteriormente l’illuminazione le teche sono dotate di lucernari con una doppia funzione: di giorno immettere luce naturale indiretta all’interno delle teche, di notte proiettare come lanterne al di sopra della piastra la luce artificiale prodotta dalle lampade di cui sono muniti.

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Gioardino Geometrico

2) Una piazza scoperta lungo via Rovani, ai lati della quale saranno ospitate le funzioni che richiedono una fruibilità più immediata e di breve durata .Sul lato a ovest si trova il bar, a nord l’edicola, la gelateria, la libreria e l’ufficio informazioni; mentre ad est la piastra copre la rampa principale del parcheggio sotterraneo e definisce un accesso carrabile dalla via adiacente per eventuali manifestazioni che richiedano l’ingresso di veicoli nell’ area ( ad esempio mercatini o concerti all’ aperto).

3) Una seconda piazza scoperta che crea uno spazio di congiunzione tra il centro civico, il centro commerciale , l’hotel e il giardino Corridoni Padovani retrostante. La nuova piazza prevede al centro una vasca d’acqua che circonda e sottolinea la presenza del monumento di Luigi Veronesi e contribuisce a generare condizioni di frescura in un’ area dove manca la salubre azione del verde . Questa porzione della piazza è più defilata dalla confusione della città e crea una dimensione di raccoglimento e relax in cui si può sostare in piena luce del sole o all’ ombra del portico, a fianco della vasca d’ acqua.

Piazza IV Novembre , il Rondò.

Il collegamento tra piazza Oldrini e il Rondò avviene attraverso viale Casiraghi, l’ ampio viale alberato su cui correrà il percorso ciclabile attualmente interrotto in via Rovani.

Piazza Rondò è priva di qualità ambientale. L’ intenso traffico automobilistico e la mancanza di un arredo urbano adeguato la caratterizzano come luogo di transito momentaneo . Nelle immediate vicinanze, tra via Marconi , via Solferino e Piazza Trento e Trieste c’ è un’ area pedonale , arredata con panchine e pavimentazioni di qualità . La zona , molto vivibile si relaziona al Rondò attraverso il retro della piazza stessa. Questa condizione ha stimolato una profonda revisione nella ridefinizione degli spazi del Rondò. La piazza si articola in tre settori:

1- il triangolo a ridosso della ferrovia. Rappresenta la parte attrezzata della piazza : qui ci sono le pensiline dell’ autobus , le scale di risalita della metro e l’ area di sosta dei taxi, nonché il nuovo ponte pedonale che sorpassa la ferrovia.

2- La zona filtro, con verde profondo che si incunea tra gli interrati sottostanti ( parcheggio e metropolitana). E’ costituita da un prato verde articolato in moduli. Sul perimetro si innestano due filari d’ alberi e una siepe con lo scopo di creare una barriera protettiva dagli agenti inquinanti ( smog e rumore) e per rinfrescare l’ aria nei mesi estivi.

3- L’ area a ridosso del costruito. In questa zona si articolano i percorsi fondamentali della piazza: le scale e la rampa di risalita dalla metro , i percorsi pedociclabili e il viale di dimensione maggiore rispetto agli altri, che agevola gli accessi ai negozi e la sosta . Una fontana d’ acqua conduce il passante verso un muro, segno architettonico che invita ad esplorare la zona dietro la piazza. Il muro, che ha un’ altezza degradante ,si orienta verso il ponte pedonale creando un collegamento virtuale con il centro storico di Sesto. Il setto, parte da un’ altezza di 5 m e si riduce a pochi cm oltre il portico; rappresenta metaforicamente la città caotica e di grandi dimensioni che , avvicinandosi a via Solferino cede il passo ad una dimensione più intima.

Piazza Repubblica

La città è separata dalla strada ferrata, che impedisce un’unità al costruito urbano e non permette un collegamento visivo tra i due settori. Il limite è accentuato dalla viabilità motorizzata che scorre a ridosso della ferrovia.

Era necessario quindi prevedere un nuovo punto di vista rappresentato dal ponte pedonale di progetto che collega Rondò con Repubblica. Esso diventa oltre che un’alternativa al sottopassaggio della metropolitana un belvedere sulle nuove realtà architettoniche proposte.

Piazza Repubblica in realtà si articola intorno ad una aiuola spartitraffico in cui è soffocato il Monumento ai Caduti.

La ferrovia è stata schermata mediante filari d’alberi e la vecchia sede stradale è diventata un boulevard in terra battuta che si estende da via Modena sino al nuovo spazio previsto per restituire dignità al Monumento dei Caduti.

Ad est del boulevard si sviluppa un parco che integra un cuneo triangolare di verde preesistente. Un verde che si organizza su una maglia modulare, con riferimento a quella di Piazza Oldrini, creando con rilevati di terra, siepi geometriche, alberi, sedute e luci un gioco di paesaggio strutturato.

Ewwws

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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