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Barcellona, Spain

Parco di Ricerca Biomedica di Barcellona (PRBB)

Pinearq, Manuel Brullet Tenas

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Vista panoramica del contesto, con l'Hospital del Mar in primo piano e le torri del Porto Olimpico sullo sfondo

Il Parco di Ricerca Biomedica si attesta sul lungomare della Barceloneta, al lato dell’Ospedale del Mar, e forma con quest’ultimo e gli edifici dell’Università Pompeu Fabra e dell’Università Autonoma di Barcellona un macroisolato che fonde assistenza sanitaria, docenza, investigazione e ricerca.

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Il volume ellittico del PRBB visto dal lungomare

La situazione urbanistica del lotto è caratterizzata dal proliferare di edifici singolari: le due grandi torri della Villa Olimpica, il nuovo edificio di Gas Natural, una piccola torre per appartamenti e l’edificio monoblocco dell’Ospedale del Mar, la scultura metallica del Pesce di Frank Gehry, un padiglione sportivo in riabilitazione.

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Vista della corte di accesso

La strategia di progetto ha suggerito di inserire all’interno dell’edificio la struttura sportiva, interrandola e facendo in modo che questa fosse parte complesso del Parco di Ricerca.

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Vista dell'intervento dall'Hospital del Mar

Si è ricercata una volumetria che non entrasse in competizione nel piano della verticalità con gli altri edifici, ma che formalmente si relazionasse e dialogasse con essi.

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Vista della corte interna

Il lotto irregolare è ordinato da una grande piattaforma, sulla quale si erge il volume troncoconico del fabbricato, sezionato in diagonale. La forma ellittica che lo caratterizza sorge dalla necessità di avere un edificio di grandi dimensioni (circa 35.000 m2 fuori terra) in un lotto molto ristretto, di forma sensibilmente irregolare e con volumetrie molto diverse al suo intorno.

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Vista della corte interna

La volumetria è molto compatta ed alta, però si inserisce rispettosamente nel contesto digradando verso il mare: una presenza più discreta in corrispondenza del lungomare, conformemente alle poche e basse edificazioni esistenti, e più imponente sul lato posteriore, rivolto verso la circonvallazione e la città, in modo tale da disporre dello spazio necessario alle attività di ricerca. La riduzione progressiva della volumetria favorisce l’inserimento in copertura dei pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di acqua calda e di elettricità e l’integrazione degli impianti all’interno della struttura edificata.

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La corte interna vista dalla hall d'ingresso

L’interno dell’edificio si svuota per creare una nuova relazione con il contesto urbano. Sospeso all’interno della corte centrale il volume dell’auditorio, la cui copertura – rivestita di una lamina d’acqua – riflette il cielo e richiama la presenza del mare. Gli ambienti interni godono di una vista privilegiata sul panorama e l’ambiente circostante.

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Il volume dell'auditorio sospeso sulla corte interna

L’edificio sembra quasi fluttuare sulla piattaforma pavimentata in elementi prefabbricati di calcestruzzo vibrato grazie ad una struttura a sbalzo di circa 7 metri lungo tutto il proprio perimetro. Ogni livello è sostenuto da 110 tensori metallici ancorati alle grandi travi di copertura, che supportano circa il 40% dell’intera struttura; il rimanente 60% poggia sui nuclei centrali di calcestruzzo.

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Una delle terrazze che circondano la corte interna, importante luogo di relazione e scambio di idee

Il rivestimento di facciata, costituito da frangisole in legno naturale di cedro rosso, non tocca mai il suolo e accentua l’effetto di levitazione, contribuendo ad alleggerire la notevole mole dell’edificio. Il rivestimento e i solai a sbalzo permettono di calibrare l’irraggiamento degli ambienti interni, favorendo così il risparmio energetico e la sostenibilità gestionale dell’intervento.

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Un ambiente di distribuzione interna. La luce naturale e la continua relazione con l'esterno giocano un ruolo di primo piano nella qualità degli spazi e nel comfort ambientale

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Un corridoio di distribuzione

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Dettaglio dell'attacco a terra dell'edificio

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Il rivestimento in brise-soleil di legno di cedro rosso

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