© vecciarchitetti . Published on May 02, 2012.
La volontà dell’Amministrazione comunale di Rodano di intervenire all’interno del centro storico per realizzare la nuova “casa comunale” della città pone le basi per la riflessione di come innestare un edificio contemporaneo in un contesto storico consolidato e caratterizzato da alcune emergenze storiche care alla cittadinanza. La situazione attuale presenta una grande frammentazione dello spazio pubblico e le varie emergenze del tessuto storico vivono un rapporto isolato e distante rispetto all’attuale sede municipale che risulta obsoleta e priva di qualsiasi standard tecnico e prestazionale nonché funzionale. La proposta progettuale, nei limiti del possibile si pone l’obiettivo di rammagliare la porzione di centro storico oggetto dell’intervento con l’ambizione di diventare punto di riferimento per la collettività. La spiccata frammentazione tra la Corte Ferraio e la piazza IV Novembre suggerisce la possibilità che il nuovo edificio risolve in maniera chiara e definita la cucitura di due parti urbane fortemente separate.
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La nuova sede del Comune non vuole risolvere le mere problematiche funzionali ma attraverso la sua forma compatta e unica si pone l’obiettivo di divenire quinta e filtro tra il nuovo spazio pubblico caratterizzato dalla nuova area pedonale, la nuova piazza pubblica e lo spazio retrostante che nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale sarà destinato a parcheggio pubblico e parcheggio riservato al personale del Comune. La necessità di conservare l’edificio esistente fino alla realizzazione del nuovo municipio diventa per noi un aspetto positivo in quanto suggerisce la collocazione del nuovo edificio e non limita le scelte progettuali.
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Il nuovo edificio snodandosi lungo la Via Roma chiude un sistema urbano formato dalla Corte Ferraio, dalla Piazza IV Novembre e dalla due emergenze architettoniche quali la Chiesa di S. Giovanni Evangelista e la Casa Gola. La possibilità di spostare l’attuale parcheggio sul retro dell’edificio consente di liberare la parte antistante la nuova sede comunale che diventa il nuovo spazio rappresentativo di Rodano. Attraverso l’utilizzo di pochissimi elementi essenziali, propri della tradizione costruttiva lombarda, la nuova piazza pubblica si innesta all’interno delle geometrie esistenti e diventa il prolungamento del portico della corte Ferraio accogliendo la vita pubblica e collettiva della cittadinanza.
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Snodandosi tra le preesistenze della città, il nuovo spazio pubblico è concepito come uno spazio intimo, tra le cose, uno spazio pubblico che attraverso piccoli interventi a “quota zero” definisce piccoli ambiti dove ritrovare il senso della piazza italiana. Solo piccoli interventi in pietra definiscono gli ambiti e suggeriscono il rapporta tra il nuovo spazio pubblico e i vari vuoti urbani preesistenti. La volontà di dialogare con le preesistenze si manifesta attraverso il prolungamento del portico della Corte Ferrario che defluisce nella nuova piazza pubblica che segue le geometrie preesistenti e definisce uno spazio lastricato dove sono collocate sedute e spazi alberati. Il nuovo spazio pubblico antistante la casa comunale rende omaggio alla storia antica e recente di Rodano ricollocando in uno spazio neutro (spazio trattato a verde) il monumento ai caduti e gli antichi sarcofagi rinvenuti presso le antiche cascine rodanesi.
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Lo spazio pubblico come percorso attraverso la storia della città con la ricollocazione dei frammenti storici che divengono parte integrante dello spazio urbano. Gli antichi monumenti non sono stati recintati, ma solo attraverso il cambio di materiale sono stati ricollocati al’interno di un suolo differente, quasi come oggetti ritrovati che fanno mostra di se all’interno della vita della città e dei suoi abitanti.
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Proseguendo lungo la Via Roma e seguendo le indicazioni dell’amministrazione, lo spazio pubblico assume una connotazione appartenente alla tradizione lombarda attraverso l’introduzione dell’acciottolato che definisce la zona pedonale che all’occorrenza diviene carrabile per i soli mezzi autorizzati.
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L’edificio vive un rapporto stretto con il suolo che tiene insieme le varie parti dell’abitato e sottende una volontà di unificare lo spazio pubblico preesistente dialogando con la Corte Ferrario, con la Casa Gola e con la Chiesa S. Giovanni Evangelista. La forte relazione con lo spazio pubblico e con le preesistenze nonché il vincolo della conservazione temporanea dell’attuale sede municipale ha generato un edificio che con la sua forma compatta e snodata lungo l’attuale Via Roma diventa filtro e nuova quinta urbana dello spazio pubblico.
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Si è preferita un immagine unica, un luogo dove rappresentare la collettività; Si è pensato ad un edificio compatto, una “macchina per lavorare” dove la grande apertura sulla nuova piazza delinea l’accesso alla casa di tutti. La proposta progettuale cerca nei limiti del possibile di generare una costruzione che abbia la valenza di edificio pubblico e attraverso la sua massa si dichiari come tale distaccandosi dal conteso frammentato degli edifici residenziali.
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Come un lungo treno dove sono collocate le varie attività, tra Via Matteotti e la Via Roma è presente l’accesso al nuovo Municipio che attraverso un grande vuoto in facciata accoglie i fruitori generando un rapporto duale tra i frammenti storici ricollocati, la piazza pubblica e la nuova hall di accesso. Anche se rialzato di 0.80cm rispetto all’attuale piano di campagna, l’edificio ricerca all’interno una continuità spaziale con l’esterno che è esaltato anche attraverso lo zoccolo in pietra che ingloba gradoni e rampe che conducono all’interno.
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Quasi come una bocca di un animale, osservando la pianta, l’edificio accoglie al suo interno la vita collettiva della cittadinanza. Il nuovo municipio prende in prestito, senza emulare gli stilemi, l’immagine compatta delle antiche cascine lombarde e risolve con un unico materiale da costruzione il “vestito” dell’edificio; se nel fronte nord si ha l’impressione di una facciata apparentemente muta e aperta solo in alcuni punti fondamentali, il fronte sud reinterpreta attraverso le proporzioni le antiche cascine riproponendo al piano terra la compattezza delle vecchie costruzioni mentre al piano superiore le ampie aperture verticali; la sala consiliare si smaterializza attraverso l’erosione del mattone riproponendo l’immagine degli antichi fienili.
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Valutando i costi dell’intervento si è preferito ridurre al minimo gli spazi di connessione e gli spazi rappresentativi del nuovo municipio enfatizzando lo spazio della hall che diventa una cerniera distributiva per le varie attività; la hall di ingresso con i collegamenti verticali e il foyer della sala consiliare al piano superiore diventano luoghi simbolo per la cittadinanza che nelle nostre intenzioni potranno usufruire degli spazi pubblici anche quando il municipio cessa le proprie attività politiche ed amministrative. La nostra proposta mira alla valorizzazione delle relazioni sociali tra amministrazione e cittadini generando in testata un luogo pubblico e civico che attraverso la sua geometria e la sua trasparenza data dall’erosione del rivestimento in mattoni si attesta nella città e si offre ai suoi abitanti.
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La sala, collocata al piano superiore e accessibile dalla hall, è concepita come luogo della collettività, un luogo dove avvengono non solo incontri e dibattiti politici, ma un luogo aperto alla città dove poter svolgere attività culturali di vario tipo. La posizione in testata rispetto alle funzioni strettamente correlate alle attività del municipio, sottolineano fortemente la vocazione culturale e pubblica che potrebbe avere la sala consiliare. Crediamo fortemente al ruolo sociale che possa avere una struttura di questo tipo e crediamo fortemente nel ruolo sociale e culturale della casa comunale che deve necessariamente uscire dagli schemi precostituiti di luogo esclusivamente istituzionale.
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La scelta di collocare la sala polivalente (che ovviamente sarà al servizio della giunta comunale per i consigli comunali) in posizione quasi “isolata” in rapporto con l’accesso risolve secondo la nostra proposta progettuale lo spazio collettivo della nuova casa comunale. L’orientamento dell’edificio ha condizionato fortemente la proposta progettuale collocando tutti i servizi e gli spazi accessori sul fronte nord e disponendo tutti gli uffici sul fronte sud che attraverso le ampie aperture al piano superiore sfruttano l’energia solare per il risparmio energetico e per l’illuminazione naturale degli ambienti di lavoro
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Piano terra Al piano terra si accede da Via Roma dove, in prossimità della hall, sono collocati i collegamenti verticali e lo spazio semi autonomo della Polizia locale e la piccola caffetteria. Percorrendo uno spazio distributivo centrale si accede alle varie attività amministrative. I servizi e gli spazi accessori come sono collocati sul fronte nord Piano primo Al piano primo sono collocate le attività amministrative economiche e politiche e come accennato in precedenza la sala consiliare che è collocata in testa dell’edificio verso Via Matteotti potrà essere utilizzata dall’amministrazione per differenti attività. Attraverso un percorso centrale illuminato da nord e da sud si giunge alla sala Giunta e all’ufficio del Sindaco.
Nell’ottica della flessibilità massima degli ambienti si è pensato ad un sistema di divisioni interne che consentono di accorpare vari blocchi funzionali conservando immutati i percorsi e i servizi. Da subito, dai primi appigli progettuali, l’immagine dell’edificio si configurava solida e durevole, ma allo stesso tempo tenera e accogliente. Le scelte materiche che configurano l’immagine della nuova Casa Comunale sono legate al ruolo istituzionale dell’edificio che dovrà essere punto di riferimento della città e contrapporre alla solidità, l’apertura a tutta la cittadinanza.
La scelta del mattone come “abito” durevole e caro alla tradizione lombarda identifica l’immagine dell’edificio e si contrappone ai limiti trasparenti in vetro che conformano diverse parti della costruzione che accolgono l’esterno fino a farlo divenire parte dell’interno. La cascina lombarda come riferimento primario, l’edificio compatto, unico, che definisce nuclei funzionali che giustapposti generano il nuovo spazio architettonico. Tutta la composizione volumetrica della nuova costruzione è caratterizzata da masse volumetriche contrapposte a elementi leggeri. La parte basamentale dell’edificio sarà realizzata in pietra che definirà l’attacco a terra della costruzione, preservando il rivestimento e definendo il salto di quota dell’edificio con le rampe e le gradonate.