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Sesto San Giovanni (MI), Italia

Trame Di Luoghi

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vista render delle tre piazze

La particolare collocazione delle tre piazze oggetto del concorso le identificano come importanti crocevia di relazioni e percorsi all’interno di un più ampio e complesso sistema di connessioni.

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segni e interpretazioni di progetto

Priorità della proposta progettuale è incrementare e sviluppare queste connessioni amplificando la capacità attrattiva delle piazze, identificandole come fulcri nella quale confluiscono le principali arterie pedonali e stradali nell’ipotesi di una rivitalizzazione generale di tutta l’area.

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planimetria generale

La strategia progettuale individua una sequenza gerarchica tra i diversi spazi pubblici dovuta alla diversa morfologia delle tre piazze, che pur avendo caratteristiche estremamente diverse, si legano tramite relazioni e percorsi privilegiati. Le linee portanti del progetto sono determinate dalla lettura planimetrica dei vari comparti rendendo leggibile i singoli ambiti funzionali e la loro relazione interconnettiva, così da rivelare quella critica linea di margine costruita tra lo spazio – strada, lo spazio – piazza e lo spazio – edifico.

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piazza della repubblica

Nel dettaglio la proposta individua la compresenza di due evidenti ambiti tematici che accomunano il disegno delle tre piazze pur pensate e sviluppate in maniera differente: il primo, il sistema di superfici, stabilisce le diverse sequenze che alternano il lastricato trapezioidale in granito e gli elementi colorati in cemento disposti a file parallele, secondo linee contrastanti, operata tramite la rotazione della posa del materiale, nel tentativo di disegnare il suolo e frammentare lo spazio del moto mediante una sorta di decoro trasversale alla percorrenza. Il secondo sistema è il sistema degli oggetti che si appoggia, lieve, sul precedente e non asseconda, del primo, alcuna delle geometrie diagonali degli inserti lapidei.

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pensilina MM

La vegetazione è chiamata invece a sottolineare il rapporto di continuità strada – piazza, con le variazioni materiche del suolo e costituisce uno degli elementi principali per affermare l’omogeneità e l’unitarietà del progetto, affinché il luogo, proprio attraverso la ripetizione dei dettagli, configuri, con l’ausilio di arredi appropriati, un’identità necessaria e necessitata. Nella proposta di progetto si è voluto perseguire una strategia organizzativa degli spazi pubblici, che si presentano attraverso l’ordine geometrico strutturale del paesaggio urbano esistente, ma che, allo stesso tempo introduce un maturato senso urbano per l’intero insediamento. Questo risultato apparentemente sembra ottenuto tramite il rapporto di misura tra l’edificio e la sezione stradale e tra l’edificio e la spazialità percepibile delle tre piazze.

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vista piazza della repubblica

L’unitarietà della proposta progettuale individua degli assi di percorrenza, elementi ordinatori che idealmente legano le parti ora divise. Piazza IV Novembre diventa il punto di intersezione di questi assi provenienti rispettivamente da via Gramsci, via Casiraghi e piazza della Repubblica. Piazza IV novembre nodo nevralgico del sistema delle tre piazze diventa punto di partenza e arrivo allo stesso tempo alla quale si sovrappone il sistema dei giardini e degli spazi verdi collegati da tra di loro in modo da dialogare integrandosi in un vero e proprio sistema verde . I tre giardini/parchi (giardino Rovani-Bandiera, giardino Corridoni-Padovani, il giardino storico di via Baldanza) si assestano quindi all’interno di connessioni dirette e specifiche trame di luoghi.

Per rendere ancora più “marcante” il concetto di omogeneità e di “unione delle parti” e stato scelto come materiale “padrone” dell’intervento il granito. La continuità della pavimentazione composta da lastre di grandi dimensioni (150×80cm)di forma trapezoidale disposte il filari obliqui è interrotta solamente dal differente trattamento delle superfici destinate al transito veicolare costituite da elementi di cemento colorato disposti in file parallele a tonalità alternata. L’individuazione delle parti trattate in maniera differente permette così la percezione funzionale tra superficie pedonale e carrabile. La linearità degli spazi pavimentati con le lastre di granito è esaltata dal duplice trattamento cromatico degli stessi. In corrispondenza di cambi di quota, dislivelli e pendenze, si è assunto per il granito una tonalità più scura differenziandosi con il resto della piazza pavimentata con granito grigio chiaro tendente al bianco. Dal punto di vista tecnico il granito, essendo una roccia con elevate caratteristiche meccaniche, si presta ad un utilizzo degli spazi libero da vincoli tipologici. Pur individuando alcune superfici con destinazione , anche temporanea, specifica (piazza Oldrini), si procederà a realizzare una pavimentazione in grado, in ogni punto, sia il transito che la collocazione di attrezzature (green shapes, etc.)

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la parete del sottopassaggio illuminata

Pur nella loro contiguità e omogeneità di trattamento le tre piazze si differenziano per caratterizzazioni precise dovute al contesto in cui sono inserite e alla loro morfologia.

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vista di via gramsci

PIAZZA IV NOVEMBRE

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la grande seduta in granito

Dal punto di vista delle gerarchie e dei rapporti con l’intorno, dovuti alla collocazione tra le altre due piazze, piazza IV novembre risulta essere la più importante per una visione completa e globale di tutto l’insieme.

Una nuova piazza i cui profili orizzontali si fanno monumentali con la loro semplice linearità, in composizione con la spinta verticale degli edifici che la contornano. Una piazza irrequieta , dove ogni strada confluisce con le geometrie e le pendenze che la storia della città le ha assegnato. Lo spazio pubblico le assimila come proprie, raccoglie questi valori e se ne fa portavoce, enfatizzando le lievi variazioni altimetriche con bordature fluide che ne distinguono gli ambiti.

Le fenditure stradali che segmentano lo spazio sono esaltate e facilmente individuabili. L’isolato che si incunea tra via Gramsci e via Casiraghi viene prolungato da isole verdi rialzate dal suolo che individuano e separano gli ambiti di percorrenza stradale. Nella piazza vengono collocati in una sorta di dialogo continuo, la nuova edicola a ridosso dell’importante essenza arborea posta nell’angolo nord ovest della piazza che viene mantenuto, la grande seduta in granito bianco, la vasca d’acqua in granito nero assoluto e le sedute in granito bianco posizionate tra le pensiline di accesso al sottopassaggio/MM. La linearità, la semplicità compositiva che questi elementi propongono da modo di leggere la profondità spaziale dell’intorno, liberando e “purificando” l’oppressiva presenza degli alti edifici che si affacciano su di essa.

Si sono mantenuti gli attuali punti di accesso alla MM integrandoli con pensiline di vetro e calcestruzzo impastato con polvere di gesso e marmo bianco conferendogli un particolare trattamento superficiale. Per garantirne l’accessibilità e facilitarne il transito una dei quattro punti di accesso e stato dotato di rampa, cosi come quello collocato al centro di piazza della Repubblica.

PIAZZA DELLA REPUBBLICA

Il nuovo assetto viabilistico prevede la deviazione del traffico proveniente da via Piave dovuta alla chiusura del tratto che attualmente affianca l’uscita dalla MM. In questo modo il tratto di via Piave che attualmente scinde la piazza viene inglobato nel perimetro della nuova superficie pedonalizzata creando una sorta di emiciclo dalla linea sinuosa e smussata. Vengono conservate le due grandi essenze arboree che in questo modo si collocano proprio al centro della nuova piazza tra le quali è posizionato il monumento ai caduti. Viene regolamentato il traffico delle arterie che confluiscono nella piazza e conducono al centro storico. Il tratto di via Piave che attraversata la piazza e prosegue per Milano è attrezzato e affiancato da spazi pedonali che favoriscono il collegamento con la piazza stessa..

PIAZZA OLDRINI

Il grande spazio che contraddistingue la piazza è attraversato da un asse di collegamento tra la via Rovani e il giardino Corridoni-Padovani affiancando il centro civico, creando un percorso di collegamento diretto tra due parti disgiunte. La differenza di quota tra il fondo della piazza e l’inizio a ridosso di via Rovani permette di collocare al suo interno una piattaforma che si delinea e sviluppa da una quota zero sino ad una quota massima di 110 cm contenuta da una seduta in pietra naturale Fuorni che percorre per quasi tutta la larghezza la struttura sporgente della piazza. Questa sorta di piedistallo o palcoscenico leggermente rialzato permette di raccogliere all’interno di uno spazio circoscritto spazi più “intimi” e movimentati dati dalla distribuzione di elementi verdi (green shapes) che ne disegnano lo spazio. Queste strutture verdi bordate da sedute in legno, caratterizzano la particolare distribuzione attribuendogli un identità vivace ed eterogenea data dalle differenti essenze arboree raccolte all’interno di queste strutture movibili e posizionabili in base alle funzioni che il nuovo palcoscenico deve accogliere.

IL SOTTOPASSAGGIO

Particolare attenzione è stata data alla sistemazione del sottopassaggio di collegamento tra piazza Repubblica e piazza IV novembre rivolgendo l’intervento nel trattamento interno delle superfici ed allargando la parte conclusiva del sottopassaggio in prossimità delle due uscite di piazza IV novembre più alla ferrovia. Nel mezzo della sua percorrenza, il passante è colto di sorpresa da un gioco di luci colorate. Le lastra di vetro stratificato, con retrostanti tubi fluorescenti colorati e regolati da dimmer, posizionati a ridosso della parete del sottopassaggio, s’illumina assumendo diverse tonalità ed immergendo il passaggio in mutevoli atmosfere di luce.

Una pellicola opaca collocata fra le lastre provvede a diffondere la luce mentre le superfici di acciaio inox del soffitto e della parete opposta a quella illuminata fungono da superfici riflettenti e da protezione da atti di vandalismo e graffiti.

Quando il sottopassaggio è vuoto si tinge di colori pastello, non appena arriva un passante si accende con colori scuri e saturi.

Pavilion

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