© Tomas Ghisellini Architetti . Published on May 10, 2012.
Un grande segno d’acqua, simile ad un fiume, memoria di un’antica darsena commerciale, seziona quasi nel mezzo, in direzione nord-sud il grande invaso attualmente occupato dal vuoto di un aggressivo parcheggio. Una serie di vasche ornamentali a bassa profondità (da 10 a 20 cm), posizionate in modo da assecondare la naturale pendenza della piazza verso nord, disegnano un ininterrotto specchio d’acqua per il quale una grande “roccia”, disposta frontalmente alla chiesa, costituirà la fonte simbolica. Un semplice impianto idraulico di sollevamento pomperà nel fiume artificiale, depurata e filtrata, l’acqua della vicina darsena, l’acqua del lago insomma; ed in quest’ultimo, per effetto del lento movimento innescato dal sistema delle vasche a tracimazione, si getterà nuovamente dopo averne percorso l’intero sviluppo; l’acqua tornerà al lago silenziosamente, scivolando lungo un’ultima vasca inclinata, una specie di piano inclinato ad immersione, evitando il rumore dei flutti agli ambienti del vicino hotel. Lo specchio d’acqua, simile ad un elemento tridimensionale estruso rispetto ad una ideale quota zero coincidente con il piano di imposta degli edifici preesistenti appartenenti al nucleo storico, evolve in espediente separatore tra i due differenti ambiti in cui la piazza è articolata: uno spazio unicamente pedonale verso ovest, in continuità col tessuto urbano ed ideale protensione dello stesso verso oriente, ed un ambito privilegiato per le automobili (e più in generale per i mezzi motorizzati) ad est, ideale ampliamento dimensionale dell’attuale viabilità tangenziale. Persone ed automobili abitano spazi a quote differenti che si incontrano nello scenografico taglio d’acqua centrale. Il fiume tridimensionale funge da “baluardo” di contenimento per l’area riservata a strade e parcheggi, più elevata, mentre allestisce un margine verticale continuo per lo spazio unicamente pedonale, collocato ad una quota inferiore.