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magré (BZ), Italia

nella roccia, vigili del fuoco magré

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un fronte roccioso fa da scenografia alla nuova stazione dei vigili del fuoco di magré: tre caverne scavate nella montagna comunicano tra loro, mentre un setto di cemento nero replica l’inclinazione della parete rocciosa a un metro di distanza dalla montagna. il setto costituisce una protezione dalla roccia e allo stesso tempo è l’elemento caratterizzante del progetto. la scelta del materiale è ricaduta sul cemento: durevole, resistente, possente. il colore scuro ricorda il legno bruciato. tre corpi fuoriescono dalla parete in cemento: il primo, vetrato, è destinato all’amministrazione, gli altri due con un rivestimento metallico verniciato di nero, proiettano all’esterno, attraverso le loro aperture, il rosso acceso dei mezzi dei pompieri. in relazione alla sostenibilità il progetto per i vigili del fuoco volontari si differenzia da altri per due aspetti: la posizione e il concetto energetico. come altri edifici, la caserma, poteva venire realizzata su un lotto di terreno libero. l‘opera è stata collocata nella montagna per preservare, nel particolare contesto delle alpi, il raro terreno agricolo: un contributo attivo al rispetto delle risorse. da un punto di vista energetico un obiettivo del comune di magrè era la realizzazione di un edificio altamente efficiente. il committente voleva risparmiare sui costi di gestione e contribuire alla protezione dell‘ambiente. attraverso la collocazione nella montagna, le superfici esposte alla temperatura dell‘aria esterna (-10°c in inverno), si limitano ai portali. tutte le restanti superfici confinano con la montagna (+12°c in inverno). la sola decisione di collocare l‘edificio nella montagna da un contributo positivo al risparmio energetico e riduce il consumo per riscaldamento. è stata anche operata una simulazione dinamica per determinare quali fossero le parti nella montagna da isolare per ridurre ulteriormente il consumo energetico. attraverso la simulazione si è potuto capire se alcuni ambienti fossero riscaldabili unicamente attraverso il calore naturale della roccia. le superfici trasparenti nel „portale“, irradiate dalla luce del sole, contribuiscono ulteriormente al concetto energetico. la restante energia (40kwh/m²,a) viene prodotta ecologicamente con una caldaia a pellets.

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ulrich egger

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