01 â Vista notturna verso il Municipio
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
LAREA INTERESSATA DAL CONCORSO presenta, come in parte evidenziato nel bando, una serie di problemi e potenzialità di rilievo. Il luogo appare immediatamente affascinante per la sua spazialità complessa, per la qualità architettonica e, contemporaneamente, la dissonanza stilistica delle cortine edilizie che lo contornano e per la presenza di un imponente monumento ai caduti, probabilmente troppo enfatizzato dalla collocazione centrale e dal suo essere lunico elemento nella vasta piazza capace di attrarre lattenzione. Per contro lo spazio, di dimensioni cospicue, appare frammentato in numerosi sottosistemi scarsissimamente caratterizzati (la piazza propriamente intesa, largo 4 Novembre, piazza Carducci) che poco e male si legano fra di loro.
02 â Vista notturna verso il monumento ricollocato.
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
Fondamentale, nella genesi del progetto, è stata dunque lesigenza di riconnettere le aree inserite nel perimetro del bando, obiettivo raggiunto attraverso linserimento di un asse obliquo: questa linea, che ha anche il compito di richiamare lantica roggia, si concretizza in una sequenza di vasche che corre al margine di piazza Trento e Trieste e la unifica a largo 4 Novembre, legandole stabilmente e quindi cucendole in un unico spazio. La perpendicolare a tale segno, che si imposta in corrispondenza allaccesso dellex diurno, viene evidenziata unicamente con la pavimentazione e lorganizzazione del verde e ha lo scopo di legare anche piazza Carducci al sistema di spazi aperti.
03 â Schema per la disposizione delle bancarelle.
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
Inoltre il disegno di pavimentazione proposto ubbidisce alle medesime logiche in tutta larea di progetto, contribuendo, con questo, ad accrescere il carattere di unitarietà dellintervento.
04 â Vista aerea della piazze annesse.
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
PIAZZA TRENTO E TRIESTE è indubbiamente larea più interessante: si tratta di cospicuo vuoto urbano conservatosi attraverso i secoli giusto nel cuore della città di Monza, a motivo di esigenze funzionali disparate che variarono dalle produttive alle commerciali, fino a giungere, in un più recente passato, a moventi celebrativi e rappresentativi.
05 â Piazzale del Municipio.
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
Le stratificazioni storiche generate da questi usi dissomiglianti vengono unificandosi e quasi fissandosi nel progetto che si sottopone al vaglio della commissione giudicante. La proposta immagina che le diverse soglie epocali lascino una traccia nel disegno finale della piazza generando un luogo capace di raccontare il proprio passato. Lantico uso produttivo viene rappresentato mediante linserimento dellasse lungo il quale si allineano cinque vasche rettangolari dacqua, in ricordo della roggia presente nellantico pratum magnum ed utilizzata come risorsa idrica per la tintura delle pezze; il potente gruppo bronzeo di Pancera, emblema dellimpiego di questarea per scopi rappresentativi e celebrativi, viene riconfermato allinterno della piazza, anche se ne viene proposta la traslazione; lutilizzo a scopo mercatale viene mantenuto con convinzione, ed infatti particolare cura è stata posta affinché il mercato settimanale, oltre ad avere una collocazione funzionalmente adeguata, sia anche esteticamente piacevole nel suo rapporto con il contesto.
06 â Dettaglio collegamenti trasversali tra i livelli
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
Larea di piazza Trento e Trieste viene progettata in base a due necessità che abbiamo avvertite come fondamentali: la prima è il desiderio di riproporre un asse longitudinale di acqua che richiami (anche se non ne ricalca lesatto sedime) la roggia Pelucca, la seconda è lesigenza di trovare, per il monumento ai caduti, una localizzazione più adatta allinterno del perimetro della piazza.
07 â Vista verso lâArengario
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
Come già accennato, lasse formato da fontane viene posto obliquamente secondo uninclinazione confrontabile con quella dellantico corso dacqua e trova i suoi terminali in una vasca quadrata di prato, a nord, e nel monumento ai caduti, a sud.
08 â Dettaglio collegamento livello superiore.
© Massimo Bellotti . Pubblicata il 25 Febbraio 2007.
La vasca quadrata ha anche il compito di riordinare gli elementi attualmente presenti in largo 4 novembre: limponente cedro e lingresso al diurno, che in questo modo vengono ad integrarsi col disegno dellintervento.
Il monumento ai caduti viene traslato a sud, verso il palazzo Monza Centro. Diverse sono le considerazioni che hanno consigliato tale spostamento: il monumento, certamente interessante, nello stato di fatto occupa una posizione baricentrica allinterno della piazza, divenendo lunico polo dattrazione dello sguardo, così da mettere in ombra linteressante spazialità del luogo; in seconda istanza il volume del monumento, complice lattuale localizzazione su terrapieno, pare eccessivo rispetto alla scala degli edifici allintorno; in terzo luogo, lattuale collocazione non permette una facile fruizione da parte dei visitatori ed è comunque proibitivo lavvicinamento da parte di portatori di handicap.
è dunque deciso di eliminare il rialzo erboso e di muovere il gruppo ed il sacrario in una posizione non centrale, optando per una rototraslazione verso sud che lo pone di fronte al comune, sul versante opposto della piazza. Questultima appare, così, conclusa su tutti i lati da elementi storici: a nord dal comune, ad ovest dal palazzo dellex seminario, ad est dalla biblioteca ed a sud dal grande monumento.
Ledificio degli anni 50, realizzazione di pregevole fattura anche se, a nostro avviso, inadatto alla collocazione su una piazza come la Trento e Trieste – soprattutto a motivo delle dimensioni dellintervento – con il proprio prospetto modulare composto di elementi quasi a basso rilievo, appare adattissimo allo scopo di impaginare il monumento poiché si trasforma in una appropriata quinta vibratile. Inoltre il rapporto di questo macroelemento con il volume, anchesso cospicuo, del gruppo bronzeo e del sacrario produce una vicendevole regolazione dei fuoriscala e ricalibra la percezione delle altezze relative.
Attorno al monumento è prevista una teoria di setti di altezza crescente dallesterno verso linterno (ove è collocato il monumento stesso). Tali setti murari, alti rispettivamente 40, 70, 100 e 130 centimetri, sono disposti in fasce concentriche ma discretizzate, in modo da non celare larchitettura commemorativa, ma da stimolare la curiosità verso questo oggetto e, contemporaneamente, mediare lapproccio visivo col suo massiccio volume.
I muri alti 40 centimetri, interamente rivestiti in lastre di beola grigia hanno larghezza tale da permettere lutilizzo come seduta; gli altri (di spessore inferiore ma finiti con rivestimento identico) possono venire integrati da un piano in legno che, fissato allaltezza di 40 centimetri, trasforma anchessi in elementi atti alluso di panchina.
Unultima corona concentrica, la più esterna, è invece formata da strisce luminose a raso.
Attorno al monumento si dispongono variamente alcune vasche dacqua e di verde, questultime piantumate con azalee e rododendri.
In questo modo lintorno si costituisce innanzitutto come polo dattrazione che induce ad avvicinarsi allopera; si tratta però di uno spazio permeabile che permette tanto il contatto con il gruppo ed il sacrario che il facile attraversamento della piazza. Ne viene inoltre esaltato il carattere di spazio di aggregazione.
Si tiene a sottolineare, da ultimo, che essendo il sacrario ricollocato a quota 0.00 rispetto al piano della piazza, e misurando due metri la distanza fra i corsi paralleli dei muretti, lintorno del monumento è perfettamente fruibile anche da portatori di handicap motori, diversamente da quanto accade nello stato di fatto.
Le scale dei parcheggi sono progettate con logica analoga a quella descritta: due muri non perpendicolari rivestiti in beola sorreggono una leggera copertura lignea.
La piazza si articola in tre differenti livelli composti da fasce longitudinali di ampiezza diseguale. La prima ed altimetricamente più rilevata – è compresa fra il fronte della biblioteca ed una linea ricavata congiungendo gli spigoli del palazzo del comune e delledificio Monza Centro. Questo nastro ha unaltimetria variabile che va da 164.1 m/slm in corrispondenza dellallacciamento con via Locatelli, a 164,9 m/slm in prossimità di via Giuliani, ed è quindi progettata come rampa.
La seconda area occupa la zona approssimativamente trapezoidale compresa fra il margine testè descritto e quello formato dalla successione delle vasche rettangolari; è perfettamente complanare (se si eccettua ovviamente la pendenza del 2% necessaria per lo scolo delle acque, che è studiata per avere il suo crinale lungo la longitudinale al centro dellarea).
La terza parte altimetricamente la più depressa è di nuovo inclinata e trova il suo massimo a nord ed il minimo a sud. È costituita dalla restante parte di piazza Trento e Trieste: una striscia che corre fra le vasche e la cortina di edilizia minore del lato est.
Questa scelta permette di non dover correggere laltezza al piede degli edifici che contornano la piazza.
Inoltre tramite il ribassamento progressivo dei piani si ottiene un interessante gioco di dislivelli che rende più vario ed articolato lassetto di questampio spazio aperto ed in più consente di mitigare limpatto visivo dellaffollamento generato dalle bancarelle nei giorni di mercato.
Le due linee di discontinuità altimetrica sono evidenziate da manufatti rivestiti in beola grigia e dal gioco della pavimentazione. Sul lato dellex seminario il dislivello è protetto da una doppia teoria di panche (rivestite in beola grigia), che si impostano ognuna alle propria quota di pavimento. Passaggi per la discesa sono previsti, oltre che allinizio ed al termine dellasse, anche in corrispondenza degli ingressi alledificio dellex seminario.
Sul lato opposto la differenza di altezza si produce in corrispondenza del sistema longitudinale di vasche. Sul lato interno alla piazza queste presentano un bordo di 50 cm circa, utilizzabile per la seduta, mentre lacqua, tracimando a filo dagli invasi, scende fino a terra lungo il lato esterno. Anche questo asse è caratterizzato dal rivestimento in beola e dalla presenza di attraversamenti ogni 20 metri circa.
Larea trapezoidale compresa fra il comune ed il monumento, che si è detto essere in piano, si presenta come uno spazio ben misurato, che può essere variamente sfruttato per manifestazioni ed eventi di diverso tipo.
La pavimentazione proposta, che sottolinea con forza landamento orizzontale, utilizza tre materiali: la beola in marmette per le campiture rettangolari; il porfido in cubetti posato a corsi per le linee orizzontali ed il calcestruzzo lavato (composto con inerte scelto) addittivato con un coadiuvante tipo Pieri Chromofibre, per colorare la matrice cementizia ed ottenere una tessitura di buona matericità. Questultimo materiale risulta particolarmente interessante perché a fronte di un investimento contenuto permette un risultato estremamente pregevole (è stato utilizzato in alcuni contesti architettonici di gran valore, quale ad esempio piazza Pitti a Firenze) ed unottima resistenza ai cicli di gelo-disgelo, allabrasione, alla fessurazione ed agli urti.
La scelta della beola è operata per uniformità con le aree attigue del centro storico, ove è diffusamente utilizzata nelle pavimentazioni. La beola grigia, pietra tipica, è stata selezionata perché le miche che la compongono hanno grana media e sono presenti in sottili livelli discontinui con spaziatura regolare, capaci di dare luminosità alle campiture. Si rivela, inoltre, particolarmente indicata, per la realizzazione delle vasche dacqua.
Nel disegno della pavimentazione è inoltre contenuta lindicazione per il posizionamento delle bancarelle del mercato. Anche i chiusini (che nascondono pilotis basculanti automatici con la dotazione di prese elettriche) sono perfettamente integrati nel disegno della pavimentazione e distribuiti su tutto il piano della piazza, rendendola davvero flessibile nellutilizzo.
Nonostante il mercato abbia la sua maggior concentrazione in questo luogo, è progettato secondo una disposizione che permetta una fruizione fluida delle aree, queste vengono così ad essere connesse in modo intuitivo per lutente. Lo sviluppo dei percorsi è pensato anche in relazione ad altri spazi che lamministrazione potrebbe in futuro voler mettere a disposizione del mercato settimanale (come la piazza San Paolo) o che sono già parzialmente utilizzati a questo scopo (è il caso della piazzetta antistante S. Maria in Strada).
La proposta di illuminazione notturna prevede di porre laccento sugli elementi salienti del progetto: lampioni a luce indiretta con doppio vano ottico posizionati lungo le panche in beola (si è previsto lutilizzo dei Nuvola di Guzzini) rischiarano larea in corrispondenza delle sue linee di dislivello, mentre unilluminazione scenografica è pensata per larea del monumento e per le vasche che si attestano in largo 4 Novembre.
Si segnala altresì che tutte le scale e le rampe sono punteggiate da luci segnapasso e lacqua delle vasche viene colorata per mezzo di faretti a led blu.
Coerentemente alla filosofia del progetto proposto, che ha integrato inscindibilmente i due spazi, lassetto di LARGO 4 NOVEMBRE è stato in gran parte già illustrato contestualmente a piazza Trento e Trieste. Ciò nonostante si ritengono fondamentali alcuni approfondimenti: allestremo di largo 4 Novembre si imposta una vasca rettangolare lunga e stretta- da cui si sviluppa la perpendicolare allasse obliquo che attraversa piazza Trento e Trieste. Da tale vasca emergono zampilli dacqua verticali: essi formano una quinta semitrasparente che indica la rotazione del percorso pedonale e segnala la presenza di piazza Carducci da un lato e dellarengario dallaltra.
Lilluminazione notturna prevede fasci di luce che evidenzino gli zampilli, onde conservare anche al buio leffetto descritto.
Inoltre la proposta preserva laccesso carrabile presente sul fianco del comune, margine sul quale non è previsto nemmeno il posizionamento delle bancarelle del mercato.
Fra gli spazi che lamministrazione inserisce nel perimetro del concorso, quello più armonico e misurato ci è parso essere proprio PIAZZA CARDUCCI: area di belle proporzioni, contornata da cortine edilizie per lo più di interesse storico (e comunque di scala adeguata) e popolato da magnifici pini argentati. Ciò che indubbiamente difetta, oltre ad una pavimentazione idonea, è la connessione con le restanti aree di progetto. Per questo motivo dalla fontana di largo 4 Novembre si estende un asse obliquo che attraversa la piazza Carducci producendo alcune significative (ma modeste) interferenze col disegno, convenientemente ortogonale, della pavimentazioni e delle panche.
Il margine verso largo XXV Aprile presenta il prosieguo del disegno di pavimentazione di piazza Trento e Trieste.
Larea è stata divisa in tre fasce parallele complanari, fra le quali quella centrale (sottolineata dalle campiture in beola) viene preservata dalle bancarelle e può quindi essere sfruttata in ogni giorno della settimana come terrazza esterna dai bar attigui.
Non si è mutata la posizione delledicola.
Lilluminazione notturna prevede gli stessi lampioni scelti per piazza Trento e Trieste, ma di altezza tale da mantenersi al di sotto della chioma degli alberi.
LE AREE ATTIGUE sono progettate coerentemente a quanto deciso per gli spazi già descritti: la pavimentazione richiama gli stessi codici e lilluminazione è scelta in assonanza, così da rendere immediatamente comprensibile luso degli spazi e le loro gerarchie.
I mezzi pubblici e quelli dei residenti transitano lungo il perimetro esterno dellarea. La loro sede è indicata da una differente pavimentazione, composta da campiture alternate di porfido e beola. La fermata dei mezzi pesanti è prevista accanto al monumento ai caduti, zona baricentrica rispetto allintervento e estremamente conveniente nei giovedì di mercato. La stazione dei Taxi è collocata accanto al palazzo del comune.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci