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Monza (MI), Italia

Terra, Acqua, Aria, Gioco, Memoria

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Le suggestioni

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Il progetto muove dalla volontà di restituire identità e unità all’antico Pratum magnum. Le suggestioni che hanno influito sulle scelte progettuali sono state:

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- la dimensione dei lotti gotici della cortina edilizia con facciate strette e irregolari e la loro geometria che segue l’orientamento della via Italia, asse storico in direzione nord-sud, e la curvatura dell’ansa del fiume Lambro, entrambe generate dalle curve di livello che modellano il territorio su cui si fonda il centro storico di Monza.

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- l’antico edificio che esisteva sulla piazza Carducci e che spiccava ortogonalmente dalla cortina, generando un asse est-ovest, demolito per lasciare posto all’attuale palazzo del Comune.

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- gli interventi attuati nel corso del secolo scorso che, nel tentativo di regolarizzare la forma del Pratum magnum hanno generato un orientamento in asse nord sud.

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Questi due giaciture generano lo spazio dell’attuale Pratum magnum.

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- il parco della villa Reale di Monza e la piazza del Duomo, luoghi di incontro fortemente radicati, uno per stare all’aria aperta, in mezzo alla natura e l’altro per incontrarsi e sedersi al bar, e godere dell’architettura presente.

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- le chioderie e i fontanili utilizzati per esplicare l’attività dei conciatori.

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In questo complesso scenario abbiamo interpretato il Pratum magnum come il terzo polo: quello della memoria, delle istituzioni, del gioco in piazza, delle relazioni commerciali.

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Le condizioni del Pratum magnum e i vincoli

Lo spazio del Pratum magnum attualmente è indefinito e disomogeneo; in esso convivono molteplici funzioni e le relazioni che vi avvengono si svolgono con modalità incongrue, spesso in conflitto, tali da generare un’assenza di identità e di ruolo all’interno della città.

La perdita della memoria di ciò che è stato il Pratum magnum che, grazie al fontanile che lo attraversava, lo ha annoverato come spazio economico, commerciale e di relazione.

Tutto ciò che è vincolo è stato al contempo stimolo alla progettazione e alle nuove soluzioni; tra questi sono state:

- le griglie del parcheggio sotterraneo, al quale riconosciamo la giusta collocazione sulla soglia del centro storico.

- le paratie del parcheggio sotto il monumento ai caduti che vincolano nella scelta del posizionamento dello stesso

- l’edificio della Upim costruito in aderenza allo spigolo della cortina ad est impedendo una chiara relazione con gli spazi pedonali attigui

- le indicazioni del Piano Urbano del Traffico di Monza

Le criticità

Il progetto si prefigge come obiettivo di risolvere alcune principali criticità:

- la viabilità promiscua di tutti i mezzi nelle piazze Trento e Trieste e Carducci, in Largo IV Novembre e nelle strade che si immettono nell’ambito di progetto, impedisce la fruizione pedonale dell’area

- la sosta consentita quasi ovunque rende difficoltosa la fruizione pedonale dell’area

- il mercato settimanale è distribuito in modo da ostacolare lo svolgimento contemporaneo di altre attività: quelle del Comune, del liceo Zucchi, quelle che si svolgono all’interno degli edifici circostanti la piazza Trento e Trieste e quella del monumento ai caduti che non ha l’adeguato risalto.

- il monumento ai caduti, attualmente collocato su un terrapieno, impedisce la visione degli edifici della piazza e ne altera la percezione spaziale

- gli accessi su piazza Trento e Trieste non invogliare ad entrare nel Pratum magnum

Il progetto

Recuperare l’unità della piazza

Il progetto muove dalla volontà di riportare unità formale all’antico Pratum magnum, valorizzando le presenze storiche e architettoniche.

L’intervento recupera l’antico protendersi del nucleo storico verso ovest e ricompone l’area oggi smembrata in tre luoghi distinti non relazionati.

All’interno di questa unità abbiamo creato luoghi particolari per consentire un uso multiforme e spesso “spontaneo” del Pratum magnum, affinchè torni ad essere sede di scambi e di relazioni di vario tipo.

Abbiamo voluto far dialogare il tessuto antico “analogico” con quello generato dall’intervento razionalista che ha portato alla costruzione del palazzo del Comune e alla collocazione al centro della piazza del monumento ai caduti.

Il progetto si sviluppa essenzialmente su due livelli di quote:

quelle del “nuovo passeggio”, parallelo alla cortina storica che va ad aggiungersi al percorso commerciale di via Italia; qui permangono le quote esistenti in continuità con il centro e quelle della nuova piazza posta nel punto più elevato rispetto alla curva di livello.

La quota zero del progetto è in via della Vittoria, ingresso al Pratum magnum da via Italia.

Il dislivello tra la quota storica e la nuova piazza viene assorbito dalla cortina permeabile di “balze” il cui ritmo riprende il tessuto della città antica.

Il passeggio

Il “passeggio” avviene in un ambito raccolto, tra i negozi che si affacciano della cortina storica e i piani inclinati delle balze. Qui troveranno posto aree di ristoro, tavolini dei bar e sedute per la sosta.

Le “balze”, parte verde della piazza, realizzate con lastre di acciaio corten che contengono siepi, cespugli e prato, simbolo del vecchio tessuto. sono oggetti da guardare, da vivere e da “usare”: ci si può camminare, sedere, correre, sostare e giocare,

Le “balze”, con i loro piani inclinati consentono di passare dalla piazza al passeggio in modo permeabile tramite diversi e suggestivi percorsi e di viverle in tanti modi diversi

Le uscite pedonali del parcheggio che conducono alla quota della nuova passeggiata sono racchiuse in volumi trasparenti incastrati tra i piani inclinati delle balze.

Piazza Trento e Trieste

Attraverso l’uso di un linguaggio che nasce dall’analisi di una serie di segni, materiali ed elementi, alcuni già presenti in loco, si è attuata una ricomposizione dello spazio libero.

La pavimentazione in lastre di cemento a correre, posata secondo la giacitura del Comune e della scuola, conferisce unità alla piazza tutta impostata ad una stessa quota.

Un lungo asse alberato allineato con il liceo Zucchi, costituito da un doppio filare di Celtis Australis, sotto i quali trovano sede le fermate dei mezzi pubblici, definisce il bordo occidentale della piazza, il sistema delle balze che vi si aggrappa ne definisce il bordo orientale.

Una doppia scalinata di fronte a via della Vittoria raggiunge la nuova quota in prossimità del monumento.

La scultura bronzea del monumento viene smontata e traslata lungo il suo asse verticale, fino alla nuova quota. Una scala in legno a ponte permette l’accesso alla cripta. Le lapidi commemorative saranno collocate su sostegni in corten, appositamente disegnati per nascondere le griglie di aerazione del parcheggio interrato.

Il mercato settimanale si distribuisce su tutta l’area dell’antico Pratum magnum: lungo il nuovo passeggio una sola fila di bancarelle fronteggia le vetrine dei negozi, in via Passerini e sui bordi dell’upim le bancarelle utilizzano i portici come passaggio, in piazza Trento e Trieste doppie file seguono uno schema geometrico regolare permettendone una facile permeabilità, in piazza Carducci le bancarelle si dispongono parallele all’asse prospettico dell’Arengario.

Gli impianti in dotazione al mercato sono in numero di uno ogni 4 e sono alloggiati all’interno di torrette a scomparsa.

Abbiamo così uno spazio libero in cui poter giocare, pattinare, correre e ospitare eventi.

Piazza Carducci

La memoria dell’antico edificio demolito per lasciare posto all’attuale palazzo del Comune si ritrova nella giacitura est-ovest della pavimentazione di piazza Carducci e nell’orientamento delle fontane a getto verticale incassate nel pavimento. Il sistema del parterre dell’area pedonale di fronte al palazzo del Comune è costituito da panche in cemento intervallate da siepi e arbusti, strisce in stabilizzato ombreggiate da ciliegi selvatici, luogo ideale per l’incontro, la sosta e il gioco.

Sull’asse prospettico confluisce il traffico veicolare, come da indicazioni del Piano urbano del traffico.

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