© U A A A U . Published on May 24, 2012.
Existenzminimum?
© U A A A U . Published on May 24, 2012.
L’eccessiva attenzione agli standard funzionali ha portato a un progressivo abbattimento della qualità degli spazi. L’alloggio è ridotto a una macchina per abitare, non in senso metaforico, ma nel più gretto significato letterale. È necessario rispondere ad un’esigenza di umanizzazione degli spazi vitali con un’architettura per l’uomo, dove è la scala umana a prevalere, nel tentativo di restituire piena dignità all’azione dell’abitare. Costruiremo sì una struttura nel rispetto dell’ambiente che lo ospita, ma ciò che vogliamo veramente è dare significato allo spazio, impreziosirlo, raccontare la storia di un padiglione per il rito dell’abitare ad alta quota.
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VESTIBOLO /// Il vestibolo è lo spazio che fa da filtro con l’esterno e che accoglie l’ospite invitandolo a spogliarsi e a prepararsi per l’ingresso nello spazio principale. Il passaggio è sottolineato da un gradino che porta l’ospite alla quota del convivium. CONVIVIUM /// Lo spazio ruota attorno ad un tavolo sul quale si celebra il rito del pasto e del carteggio. Gli ospiti si raccolgono a cerchio mentre le aperture sull’esterno sono disposte in modo puntuale, calibrate sullo sguardo di chi vi soggiorna. Sono previsti angoli di raccoglimento e scorci imprevisti alle spalle del proprio interlocutore. Lo spazio della condivisione è trattato come un piccolo scrigno foderato con pannelli di masonite forata1 sui quali gli ospiti possono disporre i propri oggetti personali, lasciando così la traccia della loro presenza. Gli oggetti entrano in relazione con le decorazioni che impreziosiscono un materiale economico ma con grande potenziale. TABERNACOLO /// La nicchia, oltre ad aprire una vista sull’esterno, conserva il registro sul quale vengono raccolte le testimonianze degli ospiti che si susseguono nel tempo. Qui l’ospite può lasciare, secondo la tradizione, un’oggetto a chi verrà dopo di lui. ALCOVA /// Il soppalco ospita uno spazio letto condiviso e contraddistinto da un proprio decoro.
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Decorare un muro con linee sottili e campiture tinteggiate, o con intarsi e intagli nel legno, può apparire ingenuo. Ma i disegni e i colori non coprono la struttura creando un falso, non creano qualcosa di diverso, ma aggiungono, cioè contribuiscono alla ‘qualità’ sottolineando o equilibrando fattori compositivi. Un raffinato gioco architettonico basato sull’intelligenza e sull’ironia, in cui il rigore costruttivo si integra con la sensibilità pittorica.
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Questo è il principio che ci consente di impreziosire il nostro padiglione per l’abitare alpino, ospitato in una territorio celebre per le testimonianze lasciate dai Camuni. Sin dalla sua esistenza l’uomo ha infatti dato un segno agli spazi in cui dimorava. In particolare nei luoghi di montagna l’architettura tradizionale ha elaborato nel corso dei secoli decorazioni più o meno raffinate che fino al secolo scorso davano il proprio contributo al complesso rapporto tra uomo e natura.
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