Europaconcorsi

Cesena (FC), Italia - Competition - January 2012
mP.Settanta, Cecilia Frumento, Fabrizio Buscaglia , Andrea Zampino, voarino + cairo
3 Piazze a Cesena
Competition Entry Sguardi: Cesena con occhi diversi - 3 Piazze -
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Published on June 23, 2012

Uno spazio pubblico continuo, unitario e di eccellenza E’ ciò che il progetto realizza: uno spazio pubblico rinnovato, ritrovato, continuo, unitario, di eccellenza. Una medesima pavimentazione in quadrotti di pietra, la stessa che caratterizza le vie del centro storico a sud, verso la Rocca, occupa l’intera area di intervento: come se il centro antico, anche fisicamente e non solo finalmente nell’uso e nella percezione, si spingesse fino al Chiostro di S. Francesco, a recuperare gli spazi “smarriti”. Corsi trasversali in pietra chiara (tipo carsica) scandiscono il ritmo di questa benevola e benigna “conquista”. Nell’omogeneità della nuova pavimentazione, figure regolari individuano ed esaltano le emergenze architettoniche, realizzando al contempo spazi di grande pregio, integrati nel contesto e fra loro, ma capaci di offrire ciascuno differenti opportunità di uso e di percezione, spazi per fermarsi, da ammirare, per celebrare e per vivere la quotidianità: - l’acqua e la pietra chiara che diventano luogo di elezione della Biblioteca: uno spazio importante preciso, quasi metafisico, omaggio alla cultura ed al prestigioso edificio che massimamente la rappresenta e che si specchia, elegante, nelle lame d’acqua e nella nuova pavimentazione chiara, che si pongono al suo servizio; - il “basamento” in pietra grigia sul quale si appoggia il Palazzo del Capitano: ancora uno spazio raffinato, omaggio all’architettura storica, uno spazio che in particolari occasioni si anima, come un’antica piazza delle erbe e del mercato, con le strutture mobili che, poste ai bordi, senza troppo disturbare, ospitano le manifestazioni temporanee; - il giardino del Chiostro, luogo suggestivo e piacevole, che mantiene la sua essenza: una seduta in pietra continua controlla il prato centrale, e consente la sosta, all’ombra della grande quercia.

La Biblioteca Malatestiana Viene ricondotta al centro dello spazio pubblico della città: immediatamente davanti all’edificio, due ampie figure d’acqua (profonde circa 10 cm) ne esaltano il prospetto principale, che vi si riflette e rifrange, sia di giorno che di notte, e individuano, al centro, l’ingresso all’edificio, valorizzandolo. Getti d’acqua, accoppiati a led, in particolari occasioni, creeranno una scenografia suggestiva per il ritrovato palcoscenico della città. I monumenti a Bufalini e Serra, illuminati dal basso a celebrarne la presenza, trovano spazio all’interno delle lame d’acqua. Verso piazza Almerici, un’altra figura ampia e regolare, pavimentata in lastre di pietra chiara di grandi dimensioni (la stessa che riveste le vasche), completa la solennità dello spazio. Ampi gradoni in legno, posti tra gli specchi d’acqua, in corrispondenza del centro dell’edificio scendono da questo spazio in pietra verso la Biblioteca, risolvendo le differenti quote che attualmente caratterizzano l’area, mentre un percorso accessibile anche ai disabili, sempre in doghe di legno, corre lungo la facciata dell’edificio. Lungo di esso, l’acqua, che si trova ad una quota superiore, scivola verso il basso: una quieta cascatella illuminata. Le alberature esistenti davanti al fronte vengono eliminate, per consentire una piena percezione del fronte, ad eccezione di quella più ad est, che, in posizione comunque defilata, rimane a memoria dell’antico assetto: nuovi alberi, a foglia caduca, così da lasciare passare i raggi del sole in inverno, vengono sistemati nelle piazze Almerici e Fabbri.

Il Palazzo del Capitano Come un vero monumento, isolato, il Palazzo del Capitano è “sorretto” da una sorta di basamento: una piastra in lastre di pietra grigia (arenaria, pietra diorite), libera da arredi, di forma regolare, il cui compito è appunto quello di ospitare, ed esaltare, il prestigioso edificio storico. Verso la Biblioteca il “piedistallo” si solleva, a rendere omaggio alla Biblioteca Malatestiana, e diventa una seduta continua, che guarda verso appunto la Biblioteca, e nella cui forma inclinata vengono ricompresi, come fossero stati progettati appositamente, due elementi esistenti che occorreva mantenere: la piccola area archeologica e la piastra di accesso al parcheggio meccanizzato, che, allo stesso modo dei manufatti removibili che si sistemano ai bordi, diventano così parte integrante dello spazio riprogettato, non più elementi casuali ed incongrui. Una pensilina, rivestita in acciaio corten, protegge l’ingresso laterale al Palazzo, struttura lieve, quasi scultorea, che valorizza questo accesso, senza interferire con l’architettura.

Il Chiostro di S. Francesco E uno spazio molto suggestivo, grazie alle qualità storiche e architettoniche dei fabbricati che lo racchiudono, uno spazio protetto dove è bello fermarsi, nella bella stagione, a leggere, chiacchierare, osservare i bimbi giocare. Così una seduta di forma regolare, rivestita in pietra, con una luce continua alla base, circonda e preserva il prato, una grande quercia segna lo spazio e concede ombra, il percorso storico coperto viene esaltato da un’illuminazione dedicata che lo rende protagonista anche nell’ambientazione notturna. Il progetto migliora poi le possibilità di percepire e raggiungere il Chiostro, pavimentando il percorso orientale, segnalato da led blu a terra, ed ipotizzando di eliminare la cancellata che lo separa da via Montalti, in modo che diventi spazio più immediatamente percepibile.

Margini / Maglia regolatrice / Pietra Oltre gli spazi di eccellenza in pietra, tra questi e gli edifici al contorno, i margini della piazza (ma piazza a tutti gli effetti), pavimentati con quadrotti in pietra (basalto), si organizzano come spazio informale: il luogo delle attività quotidiane, più assidue, dove vengono ospitate nel modo più accogliente le persone: nuovi alberi faranno ombra d’estate, nuove panchine consentiranno la sosta ed il risposo, il tutto sistemato in maniera più libera, come è giusto che sia per gli usi più frequenti, rispetto all’austera eleganza degli spazi centrali, palcoscenico della Biblioteca, del Palazzo del Capitano, della città. Il verde diventa più denso, riempie gli interstizi, come gli arredi (sedute, giochi, portabiciclette): la gente si può fermare all’ombra, nei giorni più caldi.

Un progetto chiaro, leggibile, flessibile Un progetto, complesso, articolato, attento ma che infine si può raccontare, nella sua essenza, con poche parole e illustrare con pochi disegni, come tutti i buoni progetti, che individuano un’idea di base, dei criteri di intervento, e li sviluppano, ne sondano le possibilità, progetti che svelano l’identità di un luogo e con discrezione la declinano nelle forme più adeguate. Un progetto, questo presentato, che realizza spazi flessibili: gli arredi e le alberature rimangono in zone più laterali, in modo da lasciare liberi ampi spazi che, oltre l’uso quotidiano, potranno essere utilizzati, in occasioni particolari, per celebrazioni e manifestazioni diverse.

Head designer
mP.Settanta
Designers
Cecilia Frumento, Fabrizio Buscaglia , Andrea Zampino, voarino + cairo
Collaborator
Design Team
Monica Mameli Alessia Oppido Milena Tealdo
6 images
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