© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Il vezzo dei passi aggiunti
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Un luogo contrario all’evento del correre della lava, un vuoto adatto ad esorcizzare illusioni traumatiche, una natura che non riconosce se stessa.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Forse, è questo nelle intenzioni di un non intervento, un quadro di un ambiente fortemente connotato dalla presenza attiva del vulcano che, non riconoscendo le impronte, é sempre, una sorta d’abrasione globale.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Vi é un’unica appartenenza che conviene alla trasparenza delle acque; quella che vela, in alcune giornate, il piano teso del candore.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Alcune dilatazioni formali permettono alla piazza di interagire con le immediate vicinanze.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Acclività naturali ed emergenze dell’artifizio sono gli ingradienti per una rappresentazione che le persistenze della rupe e dell’acquedotto.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Percorsi adattati e frammenti naturali di cavità percorrono sentieri incavati. Rivoli d’acqua percorrono il “solco aereo” di un piccolo acquedotto romano.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Alcuni edifici narrano un modello di formazione, altri formano gli spazi del sociale.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Sinergie d’avvento, luoghi funzionalmente destinati a segni delle componenti umane e aggregative compongono il quadro.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Il progetto si compone di alcune situazioni dirette alla riqualificazione di uno spazio pubblico, nella volontà di aprire luoghi di relazione differenziata.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Ed ecco:
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
La piattaforma bianca
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Contrariamente ad una continuità con il territorio, la piattaforma si pone come negazione del segno lavico. Un materiale etereo, di colore bianco, un processo inverso d’apparenza, non naturale per un parterre catanese.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Il calpestio è realizzato in pietra bianca, di calcare, e separato da sottili listelli di pietra lavica.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Un dilavamento continuo è la somma di un bianco mediterraneo che, attenua l’ombra degli alberi, che in alcuni punti conferma la necessità di ridurre i torpori di un clima.
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
L’ombra degli alberi rossi
© Ilario Tassone Architect . Pubblicata il 04 Dicembre 2005.
Alberi rossi su fondo bianco, e la qualità di un’essenza di natura formale che caratterizza le zone ombreggiate.
Il recinto dell’infanzia
Aste a margine della scuola esistente ridisegnano la sua recinzione con uno spazio pubblico pedonale. Una barriera che non diviene rigidezza ed ostruzione, ma mette in comunicazione, tra interno e esterno, il tema-città.
I sentieri della rupe
Adattamenti formali per un percorso a ridosso della rupe. Passerelle livellate a misura delle necessità di disabili, permettono di accostarsi alla natura della geologia eruttiva e alla speleologia didattica. Una promenade per comunicazioni all’aperto e allestimenti in plain-air.
Il “solco aereo”
La visione completa di un acquedotto storico, e un ridisegno dell’intorno, permette di dare una valenza tout-court all’insieme piazza-simulacro. L’acquedotto riacquista visibilità e identità tra uno spazio socio-istitutivo fornendo una valenza di archeologia aggiunta.
Il sagrato “continuo”
Continuità e commistione urbana è la dimensione di un sagrato esteso che diviene piazza. Una leggibilità di relazione tra due aspetti focali della città. La natura religiosa e quella amministrativa verso una confluenza delle appartenenze diversificate.
Un intento di associare ed estendere confini comuni nella valenza di un aspetto diversificato del naturale e nella comunicazione di spazi integrati per avvicinare relazioni sociali di vita attiva.
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