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Prato (PO), Italia

Parco cimiteriale e tempio crematorio a Chiesanuova

Massimo Mariani, Jurji Filieri, Sauro Masolini, Emanuele Ghelardi

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Il progetto generale. Il progetto per la sistemazione e l’ampliamento del Cimitero monumentale di Chiesanuova a Prato scaturisce dalla primigenia condivisione di uno dei punti evidenziati dall’ente banditore, ossia l’opportunità di restituire alla funzione pubblica, più disinvolta e serena, il cimitero come luogo liberamente accessibile e fruibile dall’intera comunità, in particolare oggi che, per effetto dello sviluppo urbano, torna a far parte del tessuto cittadino, mischiandosi alle case, le fabbriche e tutti gli altri edifici della città di Prato. Il Cimitero perde così quella connotazione distante di luogo extra-urbano che aveva un tempo, frutto di una pianificazione troppo rigidamente incentrata sui regolamenti d’igiene di tradizione illuminista. L’intero progetto è quindi improntato al tentativo di trasformare l’attuale impianto cimiteriale, con il nuovo Tempio Crematorio, il parco verde e gli altri edifici di nuova costruzione, in un luogo pubblico realmente fruibile e capace di accogliere più naturalmente i cittadini (dolenti e non) all’interno dei suoi spazi, così restituendo più generosamente una parte di territorio alla collettività di Chiesanuova e di Prato. Analizzando le foto aeree delle differenti epoche storiche, appare chiaro il processo di accrescimento e progressivo ampliamento del Cimitero: dal 1966 si nota come l’originario impianto a croce greca, situato lungo il margine meridionale del lotto cimiteriale, sia evoluto attraverso una serie di progressive addizioni, fino a tramutarsi in una croce latina, che del primo impianto conserva la direttrice nord–sud, quale asse di simmetria, e una direzione di ampliamento progressivo verso nord del cimitero intero (evidentemente condizionata dal tracciato delle viabilità circostanti). Rispetto a questo tacito programma di sviluppo e crescita, ad oggi rimane incompleta la porzione di nord-est, dove la croce latina, tronca del braccio di destra, si apre verso il verde della nuova area di espansione, denunciando uno squilibrio sensibile, percepito soprattutto percorrendo i vialetti del cimitero, oltre che osservando la planimetria aerea. Il secondo elemento guida è stato il ruolo che si è scelto di attribuire al parco, cui il progetto riserva lo spazio maggiore, sia in termini fisici che spirituali, riconoscendo al verde la capacità di restituire ai fruitori un senso di pace interiore e tranquillità. L’occasione della realizzazione di un Tempio Crematorio per la città di Prato, suggerisce inoltre un uso più discreto del suolo cimiteriale negli anni a venire, lasciando immaginare che lo stesso fabbisogno per sepolture a terra possa di qui in avanti calare anche in maniera considerevole. Il parco assume quindi anche valenza urbana, configurandosi da un lato come polmone verde per la città intera e dall’altro divenendo luogo della memoria dallo straordinario potenziale didattico-evocativo, aperto alla collettività. In merito alla realizzazione di nuove costruzioni connesse al progetto del nuovo tempio crematorio, per confermare le previsioni di spesa indicate dall’ente banditore, si è strategicamente scelto di realizzare un solo edificio, all’interno del quale sono raccolte tutte le funzioni richieste: il tempio crematorio, gli spazi amministrativi, i locali per le sepolture (loculi e ossarini/cinerari), oltre ai locali di servizio e quelli tecnici. L’edificio è una stecca di circa cento metri, allungata da ovest verso est, nel punto in cui la croce latina (della pianta) era tronca di uno dei suoi bracci. Con ciò si è inteso recuperare la traccia storica a nostro avviso più evidente, ossia l’impianto planimetrico complessivo a croce, orientato sull’asse centrale che va da nord a sud, rimasto invariato negli anni e puntualmente ripetuto nelle varie fasi di espansione del cimitero. Alla luce degli stili diversi con cui gli ampliamenti si sono succeduti nel corso degli anni, abbiamo inoltre scelto di realizzare il nuovo edificio con linguaggio contemporaneo, così da lasciar traccia del nostro tempo, nello stesso modo in cui tutte le altre parti del cimitero raccontano qualcosa della memoria storica, civile e sociale degli ultimi 150/200 anni. Il tempio crematorio vero e proprio occupa la posizione centrale lungo l’asse di simmetria del cimitero e diventa così fulcro di un percorso visivo, fisico e spirituale per i visitatori, che culmina nell’aspetto simbolico della pianta a forma di cuore, dentro a cui si svolge tutta la pratica crematoria. Il cuore è anche il tema centrale dell’opera d’arte prevista all’interno del tempio, Il cammino dei cuori infranti: un’installazione di cuori lobati in ottone, retro-illuminati e affissi alla parete circolare che costeggia la rampa verso il piano primo; un’istallazione fatta di simboli dal chiaro significato evocativo e vicini alla tradizione votiva popolare, religiosa ma anche laica. All’interno di questo perimetro disegnato i locali e le funzioni sono organizzate in maniera tale da separare il flusso dei dolenti e del personale tecnico e di servizio (necrofori), così da garantire ai primi l’opportunità di un percorso spirituale di abbandono del dolore e ai secondi massima efficienza operativa, senza interferenza. Al cuore si lega l’edificio con i loculi (al piano terra) e gli ossarini/cinerari (al piano primo), schermato sui lati lunghi da una griglia a maglia esagonale in cemento armato. Questa trama decorativa, da un lato è struttura e dall’altro è motivo architettonico che caratterizza l’intero progetto, attraverso il forte segno grafico ripetuto sui prospetti e sul disegno del parco; è inoltre sistema passivo per il miglioramento delle condizioni micro-ambientali interne: una sorta di brise-soleil strutturale in grado di lasciar filtrare i tenui raggi invernali, schermando quelli più caldi del periodo estivo in cui il sole, durante le ore calde del giorno, occupa posizione quasi zenitale. Dietro la griglia dei prospetti ci si affaccia sul doppio volume, che unisce il piano terra con il primo: uno spazio ancora una volta spirituale, dove la memoria e il ricordo dei defunti si lega alle emozioni del decoro disegnato sui marmi dalla luce; è un corridoio quasi scultoreo punteggiato dai colori degli alberi fuori, che fanno capolino tra le maglie del prospetto e che contrastano con il bianco venato delle lapidi e il grigio del pavimento in cemento. Il resto del lotto di intervento è occupato da una grande area verde destinata alla fruizione pubblica allargata, il parco appunto. Giardino in parte attrezzato, che potrà anche realizzarsi in fasi successive, secondo le disponibilità finanziarie dell’ente amministrativo. La proposta avanzata è una soluzione modulare, ripetibile e costante, di cui il progetto mostra una possibile configurazione complessiva. La stessa maglia esagonale dei prospetti ora viene ribaltata sul terreno ad isolare grandi aree occupate dagli elementi classici della tradizione del giardino naturale: le essenze arboree, i prati, i fiori, il lago, le rocce, le fontane e i viali. Qui il segno grafico compare di nuovo sul territorio, delineando un progetto formale dal chiaro contenuto estetico, ma va anche oltre nella misura in cui lascia immaginare possibili forme di utilizzo delle singole aree esagonali, trasformate in orti o giardini, sotto le cure di pensionati, famiglie, scuole, ecc…

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Il parcheggio. Il progetto proposto rispetta la tripartizione dell’area di intervento indicata nel Documento Preliminare di Progettazione, con il parcheggio e l’accesso carrabile situati sul margine ovest (area A), l’area destinata alla realizzazione del Tempio Crematorio e del Parco Cimiteriale a nord-est (area B) e un’area destinata al verde pubblico lungo il viale F.lli Cervi – più oltre Viale Nam Dinh – (area C). L’accesso carrabile al Crematorio e al complesso cimiteriale avviene dalla via Montalese, attraverso il parcheggio; qui il corteo veicolare, al seguito del carro funebre entrante, trova spazi per la sosta a sufficienza nei 142 posti auto organizzati a lisca di pesce; il carro funebre stazionerà al fondo della carreggiata centrale di accesso, in attesa che i dolenti si accodino pedonalmente al seguito del carro, che procederà oltre a passo d’uomo, fin sotto la pensilina di accesso al tempio crematorio. Gli altri visitatori del cimitero, parcheggiando all’interno della stessa area di sosta, entreranno percorrendo il marciapiede che corre lungo il muro nord dell’ultima stecca costruita (sotto al muro in mattoni a faccia vista); all’incrocio con l’asse centrale dell’intero impianto cimiteriale, svoltando a destra, troveranno il nuovo accesso al cimitero, senza mai interferire con il flusso dei dolenti diretti al Tempio Crematorio. Non si prevede alcun collegamento diretto tra il parcheggio e la viabilità pubblica di nuova previsione, sì da non condizionarne la reciproca realizzazione. Un secondo accesso di servizio al parco cimiteriale è aperto su Viale F.lli Cervi (ingresso riservato ai soli mezzi utili per la manutenzione e gestione del parco e degli spazi cimiteriali), direttamente connesso alla rotatoria esistente cui si raccorderà, nelle previsioni del R.U., la strada di grande scorrimento allineata lungo il margine di nord-est.

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Il parco cimiteriale. Il parco cimiteriale riveste nel progetto un ruolo centrale per dimensione fisica e valenza concettuale: è il contorno che avvolge il nuovo edificio del Tempio Crematorio e in certa misura circonda anche il Cimitero intero. Guardando agli elementi classici del giardino tradizionale, abbiamo scelto di stabilire un’empatia diretta con il pubblico dei fruitori, coloro che presumibilmente saranno tanto più disponibili a vivere il parco quanto più chiari e vicini saranno i riferimenti ivi riconosciuti: il laghetto, i prati, le erbe di campo, i fiori e le essenze autoctone, servono appunto a stimolare l’appropriazione diretta di questo nuovo spazio pubblico. L’intero sistema della viabilità pedonale nel parco avviene attraverso quello stesso reticolato a maglia esagonale presente sui prospetti e stavolta organizzato orizzontalmente con maglie sfrangiate direttamente sul terreno. Il parco rimane così suddiviso in tante isole verdi esagonali grandi poco più di 85 mq: alcune sono tappeti di erba verde, altre coperte di ghiaia, altre ancora sono disseminate di fiori, roccia o erbe di campo, oppure ospitano una vasca per la dispersione delle ceneri o divengono campo di inumazione a terra. Man mano che ci si allontana dal nuovo edificio, il disegno del tracciato reticolare dei vialetti si fa più incerto e lascia il posto alle alberature libere, concentrate soprattutto lungo il margine della viabilità di scorrimento esterna, in maniera da isolarne la vista e contribuire alla funzione di barriera acustica naturale. La scelta di situare il Tempio Crematorio in posizione equidistante dai tracciati stradali e più strettamente connesso con il Cimitero esistente, inoltre assicura autonome qualità acustico-ambientali, allontanandolo di fatto dalle principali fonti di rumore della zona e quindi sollevando la progettazione dall’onere di ulteriore previsione di barriere fonoassorbenti o fono-isolanti.

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Il Tempio Crematorio. L’edificio del Tempio Crematorio rappresenta il fulcro della soluzione progettuale e si situa pressoché al centro dell’area di intervento, nel punto in cui il percorso generativo di impianto centrale del cimitero tocca l’area deputata ad accogliere la nuova costruzione. E’ un edificio a forma di cuore all’interno del quale trovano spazio locali e funzioni richieste, distribuiti secondo un disegno che separa i percorsi e i flussi di spostamento dei dolenti e dei necrofori. Al piano terra, la salma e i dolenti trovano l’ingresso attraverso un ampio slargo sovrastato dal forte aggetto del piano superiore, sospeso a creare un’area coperta per lo scarico del carro funebre; due ingressi e due percorsi, destinati ad incontrarsi di nuovo più volte: prima nella sala del commiato e poi in quella del rito, talvolta nella camera mortuaria e infine al momento della preparazione e riconsegna delle ceneri. Superato l’ingresso i dolenti si trovano immersi in un’ampia hall dalla pianta libera, attrezzata con aree di attesa e servizi, da cui accedono al resto dei locali pubblici del tempio crematorio; frontalmente due porte conducono l’una alla sala del rito, l’altra alle sale (due) per la veglia funebre. La sala del rito è un locale ampio, passibile di essere suddiviso e rimodulato grazie all’uso di pareti mobili e divisori leggeri in falegnameria; sviluppata su pianta ovoidale, è articolata a doppio volume e la luce arriva dall’alto, diffusa grazie ai vetri lattati di una porzione della parete del piano primo, orientata verso il nord. Attorno alla sala del rito si avvita la rampa che conduce al piano superiore dove si trovano la caffetteria, gli uffici e la terrazza. E’ al piano primo che i dolenti potranno spendere gli attimi che seguono naturalmente il rito funebre e fino alla riconsegna delle ceneri; qui potranno sostare all’interno della caffetteria, oppure guardare al parco dalla terrazza, alla ricerca di un conforto di riconciliazione con la vita, rappresentato dalla natura come dal ricordo tributato ancora alla persona scomparsa. Lungo il fronte nord sono allineati invece i locali più strettamente legati alla pratica crematoria e quindi riservati alla fruizione dei necrofori e degli impiegati amministrativi: al piano terra si trovano i locali con i forni, la sala del cerimoniere, gli spogliatoi per il personale di servizio, i depositi, i magazzini, i locali tecnici e i servizi igienici; al piano primo (collegato a quello inferiore attraverso un monta-lettighe e una scala di servizio interna) la camera mortuaria, l’obitorio, i servizi e di nuovo gli uffici amministrativi accessibili attraverso un corridoio interno per lo svolgimento rapido delle pratiche burocratiche. L’edificio del Tempio Crematorio è unito a quello che ospita i loculi e gli ossarini/cinerari: dal cuore si diparte verso est una “stecca” longitudinale articolata su due piani, schermata su entrambi i fronti da una griglia reticolare in cemento armato, che assolve alla triplice funzione strutturale, formale-architettonica e bio-climatica. Al piano terra si trovano i loculi nella previsione complessiva di circa 1000 realizzabili in lotti progressivi distinti, grazie all’impiego di moduli pre-fabbricati in cemento armato; al piano primo invece l’intera superficie disponibile è occupata da gruppi di ossarini/cinerari. I loculi sono disposti in file sovrapposte di n.5 unità fino alla quota dell’intradosso del primo solaio; al piano superiore al contrario gli ossarini si fermano alla quota minore di quella di soffitto, staccandosene per accogliere al di sopra l’illuminazione artificiale interna, che così apparirà diffusa e uniforme, disegnando bianchi spicchi esagonali sul paesaggio circostante quando, la sera, si fa buio tutto attorno.

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L’opera site-specific. Si chiama Il cammino dei Cuori Infranti ed è un’installazione pensata specificatamente per il progetto presentato: una sequenza di cuori lobati in ottone appesi alla parete circolare, che accompagna la salita pedonale al piano primo, subito dopo il rito funebre. Le sagome così disegnate strizzano l’occhio alla tradizione votiva cristiana, ma anche a quella figurativa laica, che riconosce nel cuore uno dei simboli più universalmente noti, secondo il significato che gli deriva dalla cultura pop dell’arte e della comunicazione grafica. E’ quindi un’opera universale, che infondo si inserisce in un progetto d’arte integrata di più ampia scala, soprattutto quando si rileva lo stesso segno a delimitare il perimetro del Tempio Crematorio.

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