© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
Sin dall’inizio della proposta, la nostra volontá é stata quella di procedere in modo chiaro e irrefutabile all’approssimazione dello spirito di quello che potrebbe diventare il Parco esteso anche al modello del crematorio, trattandosi delle due parti architettoniche principali definite nell’enunciato del concorso, intrinseco al nostro proprio concetto di natura. Infatti, il senso che gli attribuiamo comincia dal significato della parola vita, ovvero, di tutto ció che è sempre esistito, che si svolge in maniera naturale e si rinnova, cosí come la parola terra, da cui viene, si compone, e ritorna terra. Il rispetto e la sensibilitá che questo tipo di celebrazioni richiedono, traccia l’idea di una costuzione austera e contemplativa, dove la sobrietá delle soluzioni, contrubuiscono attraverso la moderazione del progetto, ad una utilizzazione piú serena dello spazio da parte dell’utente, nel profondo rispetto di questo sacro luogo, e dei ricordi che restano. L’intenzione é che il futuro Parco Cimiteriale di Chiesanuova, di accesso pubblico, promuova l’incontro della comunitá in uno spazio legato alla “consacrazione della vita” ed alla celebrazione dei “ sacri cerimoniali” legati al “culto dei morti” e come la sua proria designazione determina, associato dalla costruzione di muri e barriere verdi, favorendo un ambiente sereno e gradevole.
© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
La genesi della nostra proposta pretende realizzare la piena integrazione dell’edificio inserito nella vertente del paessaggio esistente, attraverso il progetto di ampliamento della costruzione attuale, in sintonia com le zone limitrofi, urbane e rurali. Abbiamo scelto di non dividere il programma in due organismi contrapposti, il parco ed il crematorio, ovvero, tra quello che si considera facente parte dell’ambiente naturale e quello che si riferisce esclusivamente all’elemento costruttivo, entro l’ambiente naturale e l’ambiente artificiale. Questa strategia dovrebbe, sin dall’inizio, allontanarci il piú possibile da associazioni di idee e sobbalzi emozionali concatenati ai “luoghi di sepoltura”: il senso del finito, della morte, dove la vita finisce per sempre; luoghi tristi e disagevoli. Per questo, contrapponiamo a ció che é giá finito (cessato), o che si considera come tale, e che in molti casi si nasconde e si cela, la figura della natura, il principio perpetuo. A tal proposito, e tenendo presente il contesto urbanto limitrofe all’area d’intervento, cominciamo a studiare una composizione geometrica, una matrice del disegno con maglia ortogonale del sito integrando lo spazio occupato dal cimitero con lo spazio proposto per il futuro parco, crematorio, e delle zone adiacenti, l’area del parcheggio (prevista) che si estende fino alla via Montalese. Il disegno, perció si basa su alcune relazioni del resto fondamentali, che articolano e definiscono lo spazio esistente: i forti allineamenti definiti dai percorsi e dalle viste principali, l’entrate, la morfologia degli edifici e la loro scala (dimensione); di modo ad incontrare un disegno que non si sovrapponga semplicemente a quello esistente, ma che al contrario, si costruisse partendo da lí, in maniera che alla fine fosse ancora possibile trovare la forma naturale, la sua continuitá genealogica, dell’esistente. Si tratta di progetti in metamorfosi, dal basso muro a scala del corpo, potendovi sedere, conversare e riposare, e che disegnano sul pavimento tratti in forma di contenitori rettangolari dove poi crescerá la vegetazione, definendo chiarmente i percorsi, i percorsi principali del parco e del sistema di viste; esistono muri di sostegno che ritagliano e definiscono la recintaziano delo stesso crematorio, con l’obiettivo di ridurre il contrasto col parco, permettendo ricreare una relazione di scala piú umana e naturale per coloro che usufruiscono del parco, e che dall’altro crea percorsi, intervallati da patii, articolandosi in modo funzionale col programma del crematorio, fino ad arrivare ai muri alti che oltre a chiudere lo spazio, proteggono tutto il locale con piani verticali frammentati. Il paesaggio e l’architettura si confondono in uno solo, che non si mostra mai per intero in un unico sguardo. Prima li troviamo inseriti in una cornice di ritmi e i piani delle pareti (muri), nelle forme dei volumi costruiti, nella materia corporea e nella fastosa trama, nell’inserimento di prospettive e intervalli tra vuoti e pieni, nella scelta della delicatezza delle specie vegetali. Ma tutto questo, si rivelerá, percepirá durante il percorso attento e lento di quello spazio, attraverso nostri sensi, la vista, il tatto e l’olfatto.
© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
Il tempio crematorio La successione di volumi che contengono il programma del crematorio ripresenta forme semplici, di presenza massiccia, ricordano, luoghi ancestrali tombe, lapidi ed altri santuari di culto degli antenati e il divino, ricordando la l’origine delle nostre città. I principali volumi sarano in cemento armato con pigmentazione di colore terra, questi volumi saranno scolpiti utizzando la tecnica del basso rilievo irregolare.
© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
Il programma è stato realizzato d’accordo con il predefinito per i percorsi fatti dai dolenti e per le salme; cdalla via ribassata (proposta) si aprono quattro spazi aperti verso l’esterno, ognuno con le sue caratteristiche specifiche, collocati tra questi volumi di differenti usi. I dolenti che utillizano la rampa che collega al parco si troverano davanti a un primo spazio libero: il terrazzo della caffetteria (volume indipendente) e la sala del cerimoniere. Questa potrà funzionare in modo indipendente, atraverso l’acesso dal terrazzo, opurre colegatta al tempio crematorio, potendo l’acesso essere realizzato dall’atrio di accoglienza. L’atrio di accoglienza rapresenta il primo contatto con il programma specifico della cremazione. Quest’area funzionerá anche come spazio d’attesa, colegandosi alla sala de cerimoniere e alla sala rituale anch’esse messo in relazione con il terrazzo della caffetteria. Lungo la rampa esiste anche un terzo spazio, aperto, con caracteristiche più intimo e raccolto, che si collega: alle sale per il rito, alle salette per il commiato della cremazione ed, alla fine, alla sala di riconsegna delle ceneri, dove terminerà il percorso dei dolenti. Al estremo opposto del tempio inizia il percorso della salma. Quest’ultimo volume eccezionalmente si collega con il piano del parco permettendo cosí il ricevimento della salma e allo stesso tempo dotato di un magazzino. Dopo il ricevimento, la salma sarà trasportata al piano basso del tempio, dove si localizano anche le diverse sale e aree tecniche e impianti e le sale per i funzionari. Anche queste aree averanno acesso atraverso uno spazio aperto, interstiziale, dove si localiza un atrio tecnico. La salma é trattenuta nell’obitorio o nella camera mortuaria e poi trasportata nella sala del rito, dove sará prestato l’ultimo omaggio ed il contatto fisico tra i dolenti e il defunto. Alla fine del rituale la salma vienne trasportata nella zona propriamete detta, della cremazione. Dopo aver racolto le ceneri risultato della cremazione si passa alle sale per il trattamento e deposito delle ceneri, che verano poi consegnate alle famiglie nella sala predisposta per questo effeto.
© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
Il Progetto artistico L’intervento artistico proposto, assembla i principi concettuali del progetto di architettura con quelli del progetto paesaggistico. Proponiamo um murale, attiguo (adiacente) all’entrata del Parco e che sará realizzato utilizzando lo stesso supporto tecnico costruttivo adoperato per il restante progetto di architettura, il cemento armato. Sul muro vi sará scolpito un breve scritto, tratto dall’opera letteraria “Le cittá invisibili” dello scrittore Italo Calvino, eseguito in basso rilievo, il cui disegno e lettera saranno una nostra creazione, originando un insieme di modelli preparati e inseriti nelle casseforme della struttura in calcestruzzo.
© Carlos Paulo . Published on July 05, 2012.
La scelta di questo testo é per l’appunto il dialogo fra due personaggi del libro, l’Imperatore Tartaro Kublai Kan e Marco Polo, il piú grande navigatore di tutti i tempi. Si tratta di una scelta metaforica, perché il carattere della vita che ci é dato in forma di dialogo, di conversazione, in questo caso fra Marco Polo e L’imperatore Kublai, in circostanze profondamente determinanti della condizione umana, alla quale si associano altre due, una che si sviluppa proprio dal tema di conversazione fra i due personaggi, il ponte, di ampio significato simbolico nella storia dell’umanitá: ovvero da una parte é qualcosa che si attraversa e perció é un passaggio, ma che allo stesso tempo implica due lati, unendoli. L’altra analogia che possiamo stabilire, si relaziona col contesto del luogo in causa, col senso della vita, col viaggio che tutti facciamo attraverso l’emozioni e i sentimenti nel nostro intimo in queste circostanze, e la descrizione del viaggio di Marco Polo, perché si tratta di luoghi e cittá immaginarie, ma che acquisicono vita e visibilitá quando qualcuno le immagina o le sogna. E sembrano cosí intrinsecamente umane, anche perché costituite da memorie, da desideri e della propria morte.
_“Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. - Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?... - Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra,...- ma dalla linea dell`arco che esse formano. …- Perché mi parli delle pietre? È solo dell`arco che m`importa. ...- Senza pietre non c`è arco.”_
adattato del’opera “le cittá invisibili”, Italo Calvino 1972
Il materiale vegetale I rivestimenti vegetali saranno suddivisi in due livelli, dipendendo dai fattori di localizzazione piú esigenti, come la capacitá di portata o per trattarsi di vaste aree ma con utilizzazione ridotta. Per questi motivi, proponiamo per esempio all’interno dello spazio del “Parco Cimiteriale” l’adozione di tappeti erbosi (verdi), mentre sulle aree esterne ad esso, l’applicazione ad uso del prato. L’impiego di piante arbustuive, consente sia la delimitazione/suddivisione della superficie, che la crazione di un ambiente riservato, intimo e protetto. La loro disposizione lineare, in filari e siepi, permette un ottimizzazione d’uso e di aspetto visuale, senza aggravamento di costi della proposta e senza ridurre lo spazio utille delle aree riservate a cimitero o di quelle utilizzate per la dispersione/spargimento delle ceneri (di sepoltura). Il recupero di alcuni tracciati esistenti all’interno dell’attuale cimitero, suggerisce nuovi allineamenti con alberi dalla colorazione, testura e aspetto contrastanti, cosí come il cipresso, il liquidambar o l’ornamentale ciliegio porpora. Tradizionalmente l’adozione del cipresso all’interno del “Parco Cimiterale”, definisce attraverso la sua configurazione, vigorosi, forti allineamenti “spaziali verticali”. Tutta la vegetazione é stata adattata e scleta dagli elenchi floristici, permettemdo ottimizzare sia l’uso che i costi di manutenzione, per questo ridotti, ad ecezzione del periodo iniziale d’insatllazione. L’adozione diffusa del prato all’esterno circostante il cimitero, si riferisce sopratutto, alla manutenzione delle aree intensive interne al camposanto, tappeti erbosi, com l’obiettivo di garantire lo stesso tipo di impianto di irrigazione. Questo sistema (irrigazione) , oltre a dotare gli spazi verdi di capicitá rigenerativa, permette anche la rinnovazione e pulizia degli spazi in superficie, favorendo l’infiltrazione delle ceneri rilasciate all’esterno.
La strategia di sostenibilità L’ accezione piú diffusa del concetto di sostenibilitá, si riferisce al fatto che le “societá attuali” dovranno utilizzare in maniera responsabile le risorse esistenti, garantendone la salvaguardia e continuitá per generazioni future. L’integrazione nello spazio e l’adozione nel programma di un crematorio, rappresenta uma grande opportunitá per la realizzazione di una “costruzione sostenibile”. Il massimo beneficio del potenziale endogeno sará ottentuto attraverso la selezione delle attrezzature e materiali, che assicurino la riutilizzazione del calore originato dal processo di cremazione.