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Prato (PO), Italia

Parco cimiteriale e tempio crematorio a Chiesanuova. Prato

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INSERIMENTO PAESAGGISTICO, FRUIBILITA’ E DISEGNO DEGLI SPAZI APERTI Il progetto del paesaggio sta assumendo sempre più una valenza progettuale di rilievo assolutamente al pari del disegno di un edificio, di un’architettura in senso stretto. Nel caso in esame il contesto e il paesaggio assumono una tale importanza da condizionare in una certa misura il concept architettonico stesso del Tempio Crematorio o quantomeno da entrare in strettissima relazione con esso in un gioco continuo di reciproche interferenze. L’idea di base è quella di non trattare il Parco del Tempio Crematorio e il Tempio Crematorio come due entità distinte che si vadano a sommare o a sovrapporre ma di fonderle in un unicum il cui risultato è un insieme armonioso nel quale paesaggio e architettura non potrebbero esistere separatamente. L’edificio avrà sì dei chiari e visibili limiti fisici ma sarà compenetrato con soluzione di continuità dal parco e dai suoi elementi. Il Parco del Tempio Crematorio dovrà rispondere a determinate esigenze e dare spazio a precise funzioni che andranno ad integrare quelle del Tempio. Prima di affrontarle dettagliatamente è importante capire come si svolge l’accesso all’area di progetto. Un parcheggio di attestamento di 72 posti auto occupa l’area predestinata a tale funzione posta a nord-ovest del cimitero di Chiesanuova. L’ accesso e l’uscita avvengono da Via Montalese ad ovest del lotto, dalla quale dipartono anche il percorso pedonale adiacente al parcheggio (raccogliendone quindi i flussi pedonali che lì si attestano con l’auto) e quello carrabile per i mezzi di servizio. Quest’ultimo costituisce l’unica viabilità interna all’area di progetto (percorribile evidentemente nei due sensi di marcia) per carri funebri e mezzi di manutenzione e corre in una fascia ai margini dell’area, parallelamente al perimetro esterno dell’edificio cimiteriale esistente, staccato da esso da una fascia di verde che funge da filtro. In questo modo si vuole preservare l’integrità del lotto evitando di dividerlo fisicamente in più aree o interferendo con la viabilità pedonale. Percorsi carrabili e pedonali sono infatti nettamente distinti e non individuano punti di incrocio se non in prossimità del nuovo accesso al Campo Santo. Dopo un primo tratto in cui il viale pedonale che parte dal parcheggio corre parallelo al percorso carrabile da esso separato da una regolare alberatura di cipressi toscani si accede all’area del Parco vera e propria. Essa è fortemente caratterizzata da due “fuochi” di forma circolare posti alle estremità del Parco e collegati da un viale pedonale rettilineo intercettato, ma non interrotto, dal volume a pianta perfettamente quadrata dell’edificio del Tempio.

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Come si può immediatamente intuire la volontà di utilizzare un forte simbolismo rientra nella ricerca progettuale. L’arbitrarietà dell’indagine formale viene quindi corretta dalla possibilità di attingere alla storia dell’uomo, alla filosofia e alla storia dell’arte, al fine di trovare un’armoniosa correlazione tra le diverse istanze a cui ci si trova innanzi. Le due forme, cerchio e quadrato, hanno storicamente un significato opposto: il primo stando alla filosofia platonica rappresenta la perfezione, è stato spesso associato alla divinità, all’unità; il secondo, il quadrato, ha invece da sempre incarnato tutto ciò che è terreno, finito e stabile, in opposizione, naturalmente, alla dinamicità del cerchio. Lo stesso Leonardo da Vinci ne rappresenta la stretta relazione nella celebre rappresentazione dell’uomo Vitruviano suggerendo l’ideale coincidenza di divino e creato dove quest’ultimo, emanazione del primo, si trova in perfetta sintonia con il principio originario. Questo breve excursus storico nel mondo dell’arte e della filosofia serve a far comprendere il profondo significato delle forme architettoniche scelte e della loro composizione spaziale, sottolineando l’importanza di fonderle in un unico disegno dove, per l’appunto, paesaggio e architettura coincidono in un insieme armonioso. Tornando al disegno del Parco, il primo dei due cerchi a cui si accede dal parcheggio costituisce un punto di ritrovo, uno spazio aperto pavimentato e caratterizzato dalla presenza di una quercia nel centro e da elementi di seduta. Da qui parte il cammino verso il “rituale” della cremazione che si svolge all’interno del Tempio. Quest’ultimo viene attraversato obliquamente dal percorso il quale non corre più parallelamente alla sede carrabile ma diverge mantenendo con essa un contatto visivo che garantisce ai dolenti la possibilità di seguire visivamente il percorso della salma nel carro funebre. Il secondo fuoco è raggiungibile oltrepassando, o meglio, attraversando l’edificio del Tempio, senza necessariamente entrare nei suoi spazi interni. Questo secondo elemento circolare ospita nella parte più centrale l’area destinata alla dispersione delle ceneri. Il percorso pedonale circumnaviga infatti un rilevato di terreno a forma di luna che crea una sorta di anfiteatro attorno ad un percorso più interno che delimita a sua volta l’area circolare in terra nella quale le ceneri vengono disperse per volontà dei dolenti; nel centro di tale sistema trova sede una quercia, albero che fin dall’antichità ha rivestito una rilevante valenza simbolica essendo universalmente considerato simulacro di eternità, prosperità e forza. I due fuochi circolari sono collegati ulteriormente da un percorso secondario alternativo che passa esternamente al Tempio e che, con uno sviluppo ad arco, definisce le zone a verde piantumate del parco. Oltre la zona di dispersione delle ceneri trova posizione un’area appartata e silenziosa per l’inumazione delle stesse,protetta dalla vegetazione del Parco e delimitata da bassi muretti che definiscono lo spazio. Proseguendo il percorso verso sud si raggiunge l’ambito dedicato all’ edificazione per fasi successive dei moduli ospitanti loculi e ossarini (si prevede che ogni modulo possa ospitare circa 200 loculi e 1000 ossarini). Per motivi legati alla volontà di creare un luogo raccolto e isolato da fonti di disturbo visivo e uditivo, un luogo intimo dove trovare una relazione personale con il defunto si stabilisce di abbassare tale area di circa 1,30 m rispetto al piano campagna. In questo modo i moduli, che hanno un forte sviluppo longitudinale ed un’altezza che si aggira attorno ai 4 m risulteranno meno impattanti nel disegno complessivo, trovando una relazione volumetrica calibrata con l’edificio del Tempio. Il dislivello viene superato da un’agevole scalinata e da una rampa in pendenza all’8%. Le teste di ogni edificio, così come i cornicioni laterali, saranno trattati con un rivestimento di facciata in lastre di bronzo dorato, materiale scintillante e cangiante che, come si vedrà in seguito, troverà ampio impiego anche nell’edificio del Tempio e in altri elementi del Parco. Oltrepassando quest’area si raggiunge il limite sud-est del Parco dove ha sede, adiacente al cimitero, lo spazio per lo stoccaggio di rifiuti cimiteriali. È inoltre qui che si trova il collegamento tra il Parco del Tempio Crematorio e l’area filtro verde riqualificata (recuperando parte della vegetazione esistente) nella quale si snodano alcuni percorsi pedonali tra aree erbose, uno specchio d’acqua e zone piantumate. Tra i diversi percorsi si distribuiscono uniformemente gli arredi del parco: semplici elementi monolitici in calcestruzzo rivestiti da lastre in graniglia di cemento sbiancate (lo stesso materiale dei percorsi e della facciata del Tempio) ed una seduta in legno soprastante. Lungo il viale rettilineo che porta al Tempio si sviluppa con una lunghezza considerevole un altro elemento monolitico di seduta, in questo caso rivestito interamente in tessere di mosaico. Un aspetto di fondamentale rilevanza è quello relativo alle barriere acustiche. È auspicabile che le funzioni che si svolgono all’interno dell’area trovino una condizione di pace, silenzio e intimità, isolate dai rumori caratteristici del contesto urbano. Sono tre gli elementi che concorrono al raggiungimento di tale status: una barriera acustica vera e propria, la modellazione del terreno all’interno del Parco e le specie arboree scelte distribuite nell’area. La barriera acustica, posta sul perimetro dell’area di progetto del Parco del Tempio Crematorio costituisce, nei suoi materiali e nella sua forma, un oggetto del paesaggio in stretta relazione con il contesto. Con una struttura portante in cemento armato e montanti in acciaio garantisce l’abbattimento acustico grazie all’utilizzo di materiali fonoassorbenti e ad una superficie corrugata in lame di legno che assorbe i rumori, posta lungo il lato esterno all’area. Verso il lato del Parco la barriera è rivestita in pannelli di legno che creano una superficie uniforme naturale che fa da sfondo agli elementi di verde. Ulteriore contributo all’isolamento acustico è dato dal riutilizzo dei terreni di scavo ricavati dalla costruzione dei manufatti architettonici che consentono di creare lievi rilevati coperti da manti erbosi e alberature. L’altezza di tali tenui colline non supera i 2 m di dislivello massimo con il piano campagna ma fornisce un solido ostacolo al rumore. La distribuzione delle specie arboree è a tratti regolare, come il filare di cipressi lungo il viale di accesso al Parco o l’uliveto posto sul lato est del Tempio, a tratti irregolare ma distribuito uniformemente a creare dense macchie alberate che costituiscono barriera al rumore, zone di ombra, ambiti intimi e appartati del Parco. La scelta delle specie privilegia le qualità locali, come il leccio, il cipresso, l’ulivo, la quercia e altre e quelle che garantiscono ampie ombreggiature e riparo, come la robinia, il faggio, il cedro.. . Il nuovo portale di accesso al Campo Santo è costituito da una grande piastra quadrata interamente rivestita di pannelli bronzeo-dorati. Essa risulta sospesa nell’aria, poggiando su esili pilastri puntuali in acciaio. La leggerezza dell’elemento entra in perfetta sintonia con l’edificio del Tempio e con la sua natura “volatile”.

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CARATTERISTICHE FUNZIONALI E COSTRUTTIVE E QUALITA’ ARCHITETTONICA COMPLESSIVA DELL’INTERVENTO L’edificio del Tempio Crematorio si inserisce nel Parco lasciandosi da esso compenetrare, determinando così un’assoluta continuità tra i due. Il Tempio si configura come un volume sospeso bianco di 8 metri di altezza e una parte basamentale arretrata alta 3 metri, per una elevazione complessiva di 11 metri. Al livello del piano terra troviamo dunque elementi del parco, quali il viale pedonale, due vasche d’acqua, l’intervento artistico e un elemento arboreo e due volumi tra essi separati che ospitano al loro interno gli spazi per la pratica della cremazione e le altre funzioni ad essa legate. L’edificio più grande ospita la reception, le sale d’attesa, le sale per i riti e quelle per il commiato nonché gli spazi ad uso esclusivo degli addetti dove avvengono la preparazione, l’attesa o la conservazione delle salme, la cremazione, la preparazione delle ceneri, ecc… . L’edificio più piccolo ospita invece la caffetteria-ristorante, un piccolo magazzino e l’accesso agli uffici amministrativi che stanno al livello superiore. La separazione delle funzioni in due volumi distinti consente, pur non uscendo completamente dal Tempio, di non creare interferenze tra i flussi degli utenti e degli addetti e di non comprimere in un unico spazio attività di natura molto diversa. Grande attenzione ai percorsi interni di utenti e addetti è infatti stata riposta nell’attività progettuale di definizione degli spazi. I percorsi della salma, quelli dei funzionari e quelli dei dolenti sono nettamente distinti ma individuano nel loro insieme un sistema estremamente funzionale e logico che consente agli utenti di mantenere un contatto visivo quasi costante con la salma del defunto. Il tragitto della salma d’altra parte risulta perfettamente lineare e diretto garantendo la possibilità di spostare agevolmente il feretro a seconda del caso specifico, in una camera mortuaria, piuttosto che in una sala per il rito piuttosto che in una sala per il commiato, oppure nell’area adibita alla cremazione. Le sale d’attesa si configurano come grandi spazi caratterizzati da una forte presenza di luce naturale, frontale e zenitale e da uno stretto contatto visivo con il Parco e i suoi elementi grazie alle ampie vetrate che si affacciano verso il verde. La sala dove avviene la consegna delle ceneri riveste infine una grande valenza simbolica poiché guarda una sorta di cortile interno dove un albero di acacia, simbolo di forza, perennità e rinascita, “buca” il volume sospeso del Tempio creando un grande pozzo di luce aperto verso il cielo. Come già accennato il volume più piccolo ospita la caffetteria e la cucina e vi si accede direttamente dall’uscita dell’edifico principale; le ampie vetrate ed un grande finestrone mantengono uno strettissimo rapporto visivo con il Parco. Il piano superiore ospita per una parte gli uffici amministrativi, accessibili dal volume della caffetteria sottostante; la restante superficie, accessibile invece dagli spazi del personale dell’edificio principale, si configura come un’intercapedine tecnica adibita all’alloggio di tutta la componente impiantistica del Tempio Crematorio che verrà successivamente descritta. In questo modo si garantiscono spazi adeguati per le macchine, per la rete e per la manutenzione.

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Il volume a pianta quadrata “sospeso” è rivestito da una maglia regolare di elementi prefabbricati di forma a loro volta quadrata in graniglia di cemento mista ad inerti locali, la cui superficie, sabbiata e sbiancata, conferisce grande matericità all’involucro. Le facciate risultano allo stesso tempo compatte e vibranti in un gioco sempre mutevole di chiaroscuri. Laddove vi è necessità di finestrature tali elementi sono privati della loro parte centrale consentendo il passaggio di luce e aria che vanno ad investire le vetrate retrostanti. In questo modo, al piano terra, dove molti spazi non necessitano di luce naturale diretta, il volume aggettante soprastante crea, con l’arretramento del piano terra intercapedini dove luce e aria possono filtrare liberamente, illuminando e arieggiando i locali. Tale sistema produce contestualmente un notevole miglioramento delle prestazioni tecniche dell’edificio, riducendo le dispersioni termiche. Molti locali del Tempio, come le sale per i riti, le aree di attesa e la sala per la cremazione vantano inoltre un’illuminazione zenitale grazie a veri e propri cannon lumiere, pozzi di luce che scendono dalla copertura e producono atmosfere suggestive cariche di pathos. Alla purezza dell’imponente volume bianco sospeso sul parco si contrappone il materiale utilizzato per la parte basamentale ovvero il rivestimento di facciata in lastre di bronzo dorato, a cui si è già precedentemente accennato; tramite l’utilizzo di un sistema a facciata ventilata per cui tra pelle esterna e muratura interna si interpone uno strato di materiale isolante ed un’intercapedine di aria, l’edificio migliora notevolmente le sue prestazioni energetiche. Questo rivestimento metallico è inoltre caratterizzato da una grande mutevolezza nel tempo in quanto, il costante processo di ossidazione, lo arricchisce di colori e sfumature che sempre più si fondono con le tinte naturali del Parco. La semplicità e la pulizia della forma del Tempio vengono interrotte, come un’eccezione, da un portale di accesso per i carri funebri, posto in prossimità di una estremità del prospetto ovest. È attraverso questo elemento architettonico fuoriuscente dal Tempio e rivestito esternamente dello stesso materiale bronzeo delle facciate, che la salma viene accolta per iniziare il suo cammino verso la cremazione. Come già accennato il Tempio è “bucato” da due ampi squarci a pianta quadrata che consentono il passaggio della luce e mettono in comunicazione il Parco con il cielo. Oltre a quella già descritta, che abbraccia la presenza di un’acacia, una seconda apertura più grande occupa tutto l’angolo nord dell’edificio il quale si carica di un’enorme valenza poetica librandosi completamente nel vuoto. La “leggerezza” del bianco volume e la sua volatilità non sono più in questo caso un illusione architettonica ma costituiscono un reale azzardo strutturale che produce uno sbalzo di dimensioni decisamente considerevoli (si ipotizza all’uopo l’utilizzo di strutture a travi reticolari in acciaio). Si ritiene accettabile avanzare tale proposta nel presente frangente rimandando ad una eventuale fase progettuale più avanzata la verifica delle sue reali possibilità realizzative. Ci si riserva dunque l’eventualità di inserire elementi strutturali aggiuntivi per esempio un setto in cemento armato opportunamente dimensionato e integrato nella composizione, al fine di garantire le capacità statiche delle strutture. Le due grandi aperture sono internamente rivestite del materiale bronzeo già descritto; in questo modo gli imbotti divengono un caleidoscopio di luci, colori e riflessi. L’angolo a sbalzo vede il proprio perimetro proiettarsi al piano terra, determinando un grande specchio d’acqua, la cui superficie moltiplica i giochi di riflessi già prodotti nell’imbotte dorato del grande foro soprastante. La vasca d’acqua riflette dunque il grande sforzo che la costruzione compie amplificandone l’enfasi. È ancora qui, in questo luogo carico forza, che trova il suo spazio naturale l’intervento artistico che entrando in perfetta sintonia con il Tempio e il Parco, va a completare il disegno del tutto determinando un unicum paesaggistico, architettonico e artistico dove i diversi elementi si fondono divenendo indistinguibili. L’idea dell’intervento artistico nasce dunque in armonia con il progetto architettonico e del paesaggio, ne segue la linea sobria e meditativa mirata ad accompagnare chi, nel lutto, attraverserà questi spazi. L’opera è una scultura composta da tre monoliti bianchi slanciati verso il cielo; essi sono posizionati nella “piazza” interna alla struttura, nell’angolo nord-est della lama d’acqua su cui si specchia. Il riflesso prolunga visivamente e ideologicamente le sculture, come simbolo della vita che può continuare dopo il trapasso, offrendo ai familiari un momento di conforto e raccoglimento. I visitatori arrivando dal viale pedonale vedranno quindi delle bianche colonne a base quadrata che si prolungano nel riflesso dell’acqua. Un lato di ognuno di questi totem parallelepipedi sarà rivestito con tessere di mosaico molto chiare e luminose. Nel loro sviluppo verticale tali decorazioni simboleggiano le vicende umane della vita di ognuno, in un poetico pentagramma di emozioni e sentimenti che danno senso all’esistenza.

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