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Chiari (BS), Italia

Pietra D'angolo

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L’area del concorso, che ospiterà il nuovo auditorium di Chiari, con gli spazi per l’arte e l’informazione ad esso annessi, è stata interpretata nella sua valenza di nuova centralità che verrà a caratterizzare la vita della città, stabilendo relazioni e connessioni con il centro storico e le più importanti emergenze urbane, come il parco e la villa Mazzotti.

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Condensatore di eventi artistici, informazione e spettacolo e portatore della stessa identità del luogo, il nuovo edificio diviene, nell’ipotesi proposta, un polo attrattore capace di innescare, attraverso la riconoscibilità della sua figura, nuove dinamiche interne alla vita della città.

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Il progetto assume l’ipotesi della completa sostituzione dell’ex-Cinema teatro, mantenendone la stessa volumetria riorganizzata sull’area mediante un corpo articolato e unitario al tempo stesso.

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La sua immagine, chiaramente definita, che rimanda all’idea di un bastione, e la sua carica mediatica sono considerati, pertanto, fattori significativi per l’importante ruolo urbano che il nuovo intervento rivestirà.

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L’edificio, che ospiterà gli eventi collettivi e artistici connessi al nuovo auditorium di Chiari, è stato pensato come una macchina complessa e flessibile nella organizzazione per parti.

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La matrice formale su cui è basato l’impianto è la figura della spirale che, marcando i limiti dell’area si avvolge su stessa, racchiudendo, nel suo centro, lo spazio dell’auditorium.

Il corpo lineare, che dà forma alla spirale, delimita, inoltre un vuoto interno, una corte o piccola piazza su cui si affacciano, grazie a superfici interamente vetrate, tutti gli spazi del centro culturale. E’ stata, infatti, tenuta in grande considerazione la possibilità di illuminare naturalmente tutti gli ambienti, attribuendo ad essi un elevato grado di qualità luminosa e di comfort.

La facciata rivolta verso l’esterno si presenta, invece, come una superficie continua rivestita di pannelli in vetro e pietra, di spessore tale da permettere una certa permeabilità alla luce. La non completa opacità del rivestimento, che permette un’illuminazione diffusa durante il giorno, fa sì che nella notte l’edificio sia completamente luminescente, trasformando, attraverso la luce, la sua essenza di landmark. La superficie appare come un muro sospeso che, senza mai toccare il suolo, si abbassa in corrispondenza dell’incrocio di via Mazzini e via Tortelli, assegnando all’angolo un importante ruolo urbano e architettonico. In prossimità dell’angolo, da cui non è possibile accedere alla piazza interna, è presente una vasca d’acqua che, riflette e amplifica le vibrazioni luminose prodotte dalla pietra, ribadendo la chiusura e la forza dell’angolo stesso.

L’idea di dinamismo insita nell’andamento a spirale è resa ancor più evidente dalla sospensione del volume lungo via Mazzini e via Tortelli. La massa dell’edificio assume leggerezza nello staccarsi dal suolo, lasciando intravedere, all’interno, la piccola piazza. Quest’ultima diviene un vero e proprio spazio pubblico, aperto alla vita della città che, in tal modo, entra dentro l’edificio, creando una permeabilità visiva oltre che fisica e permettendo dinamiche relazioni tra interno ed esterno.

L’intero edificio è concepito come una sequenza di spazi, un percorso continuo in cui si succedono funzioni tra loro interconnesse ma dotate della necessaria autonomia. La sezione variabile, dovuta all’andamento ascensionale della spirale, caratterizza i differenti spazi a seconda delle funzioni che vi saranno ospitate.

L’ingresso principale avviene dalla corte interna sulla quale si apre la hall da cui si ha accesso all’auditorium, alla caffetteria, alla galleria espositiva e alla mediateca.

Il volume allungato dell’edificio sospeso su via Mazzini ospita la galleria espositiva mentre nel corpo affacciato su via Tortelli sono collocati rispettivamente: una caffetteria con postazioni internet al piano terra; il bookshop al piano primo; le piccole sale per proiezioni al piano secondo.

Tutti gli spazi specialistici possono essere utilizzati autonomamente in funzione della massima flessibilità gestionale della struttura.

La sala dell’auditorium, collocata al piano terra, conclude la sequenza ascensionale dell’edificio sottolineandone la centralità. Concepita come uno spazio polivalente e flessibile, essa potrà ospitare convegni, concerti, feste e ogni tipo di eventi sociali e collettivi.

Potrà ospitare circa 500 persone, includendo lo spazio della balconata, situata al primo livello, che potrà, eventualmente, essere utilizzata anche autonomamente.

I tre nuclei funzionali, galleria per esposizioni, auditorium, caffetteria/bookshop/mediateca sono connessi mediante una spina di servizi, scale e ascensori che consentono un percorso continuo interno all’edificio e sono dotati, al tempo stesso, di ingressi autonomi che consentono un utilizzo per parti dell’intero complesso.

Le relazioni urbane che l’edificio instaura con la città risiedono, inoltre, nel trattamento degli spazi pubblici di via Mazzini e via Tortelli. Il nuovo centro culturale si proietta, infatti, verso l’esterno ridisegnando il fronte e la sezione stradale, il trattamento della superfici mediante una nuova pavimentazione e il sistema di illuminazione.

Il ruolo di nuova centralità è confermato dall’introduzione di un sistema di parcheggi interrati, disposti su tre livelli, rispettivamente collocati al di sotto del centro culturale, dello spazio antistante e retrostante l’edificio dell’Azienda Ospedaliera. La realizzazione del parcheggio, suddiviso in tre unità, servirà il centro culturale, ma sarà di supporto anche al sistema di stazionamento del centro della città e del parco della villa Mazzotti. La realizzazione dei parcheggi prevede la possibilità di una costruzione per fasi successive, poiché i tre parcheggi, seppure collegati tra loro, sono concepiti come entità autonome.

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