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Venezia (VE), Italia

Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

1. PREMESSA

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

Due eventi caratterizzano gli ultimi quindici anni della storia urbana di Mestre: la realizzazione della nuova Piazza Ferretto (Piazza Maggiore), nucleo motore della costituzione di un’area centrale pedonale vasta, e del Parco di S. Giuliano, che realizza il recupero del rapporto essenziale e strategico con Venezia, ovvero identifica il luogo di eccellenza tra la terra e l’acqua.

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

Questi due eventi urbani rivoluzionano la struttura di Mestre e le aprono un futuro caratterizzato dalla crescita della qualità della vita, inserendo la città in un deciso e non più reversibile processo di recupero della propria identità, prospettando uno sviluppo qualitativo e la riconoscibilità della propria genesi urbana e della propria struttura storica. In questa proiezione nuovi elevati standards di vivibilità si affidano al ruolo dell’area centrale, che si allinea alle tendenze che hanno investito l’area mitteleuropea, dopo il 1989, relativamente alla ridefinizione dei propri centro – città, non solo nelle capitali, recuperate alla loro natura occidentale, ma anche, e soprattutto, nei centri storici minori, che ne costituiscono l’essenziale connettivo territoriale e culturale. Particolare ruolo e rilievo assume, nel caso di Mestre, la realizzazione del rapporto con l’acqua che si sostanzia in S. Giuliano, non solo per quanto attiene alla Laguna sul piano visivo e paesaggistico, ma anche con il recupero del rapporto di Mestre con il fiume Marzenego ed il Canal Salso, struttura storica della Repubblica per comunicare con la Terraferma.

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

Il tema fondamentale del Concorso è infatti il recupero dell’acqua in Mestre, non solo facendola riemergere visivamente, ma, aumentandone la percezione in termini di Gestaltung, sino a caratterizzare Mestre come “città d’acqua” di Terraferma.

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

L’acqua del Marzenego è infatti il filo conduttore delle scelte insediative più antiche, dall’età del bronzo al castrum romano, dal Castelvecchio al Castelnuovo; l’acqua del Salso caratterizza il rapporto della Terraferma dal XVI° al XX° secolo con Venezia, sino alla trasformazione in ganglio produttivo ed industriale della città di Mestre (fabbriche e depositi lungo il Canale, prima della creazione di Porto Marghera).

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

A tale tema strutturale, che va trattato non solo sul piano urbanistico ed ambientale, ma anche sotto il profilo dell’ingegneria idraulica, si uniscono l’urban design della struttura ambientale ed il nuovo assetto della mobilità, particolarmente caratterizzata dall’obiettivo dell’espansione delle aree pedonali ed a traffico limitato e dal progetto del tram, la cui stazione di interscambio, localizzata nell’area di progetto, costituisce un rilevante elemento architettonico ed ambientale nel rapporto con il Marzenego e con la nuova spazialità urbana di Piazza Barche.

Dario Vatta, Daniele Rinaldo, Andreas Kipar, Boris Podrecca, Marco Zordan, Giovanni Caprioglio, Filippo Caprioglio, Antonio Martini — Concorso Di Progettazione Area Piazza Barche A Mestre

Il tema della mobilità si prospetta come nodale nel futuro della strategia delle politiche urbanistiche della Città, le cui politiche si indirizzano ad estendere la struttura del sistema delle aree pedonali ed a traffico limitato a sud di Piazza Ferretto. Tale prospettiva dovrà essere ulteriormente implementata estendendo la qualità derivata dalle pedonalizzazioni e dalla limitazione del traffico ai mezzi pubblici ed ai residenti: a sud sino alla stazione ferroviaria, coinvolgendo strutturalmente la Città del novecento sia ad est che ad ovest dell’asse del Corso del Popolo; a nord sino alla Piazza di Carpenedo, proponendo nettamente e definitivamente la ciclo-pedonalità ed il traffico limitato nel Viale Garibaldi.

Il tema del concorso tuttavia mette in discussione l’impianto nord – sud della Città novecentesca, sviluppando una rotazione sull’asse est – ovest, e prospetta la struttura delle Città del ventunesimo secolo.

Gli apici di tale nuova struttura sono il Parco di S. Giuliano ad est ed a ovest la struttura urbana pedonalizzata, lungo il Marzenego da via Poerio alla Riviera XX Settembre (la cui toponomastica mantiene il proprio rapporto con il fiume), spingendosi oltre sino al grande spazio vuoto, pur attraversato dalla tangenziale, che si colloca tra Gazzera, Cipressina e località Sabbioni, estensione terminale del centro città, che attende la ristrutturazione e trasformazione, dell’area ospedaliera, ganglio disposto lungo il ramo nord del Marzenego, ove sorgeva il Castelvecchio di Mestre, e la costruzione della stazione della metropolitana di superficie SFMR alla Gazzera.

Tale nuovo asse est-ovest è caratterizzato da una serie di landmarks architettonici, che saranno implementati dai progetti che costituiscono l’area di pertinenza del nucleo via Poerio – Piazza Barche, la cui sintesi progettuale dovrà produrre un effetto di unità e di continuità. Si configurerà così una ipotesi di realizzazione di un disegno urbano unitario attinente la natura, i modelli ed i codici dell’Eurolandschaft, ovvero un nuovo paesaggio in rete della Città, collegante episodi spesso scoordinati e caotici che hanno caratterizzato lo sviluppo urbano degli ultimi cinquanta anni.

2. IL PROGETTO – CARATTERI GENERALI

I caratteri generali dell’ impostazione progettuale si sviluppano e si collegano a quanto enunciato in premessa e consistono:

- nella scelta di un percorso alternativo per il tram, quale precondizione per lo sviluppo della pedonalità e del traffico limitato, a mezzi pubblici e residenti, nelle aree di concorso ed oltre, a sud dell’area centrale di Piazza Ferretto evitando di interessare la piazzetta pedonale tra il Centro le Barche e la testata d’acqua della Piazza; tale scelta consiste nell’addivenire ad un sistema pedonale di massima continuità lungo la via Poerio, Riviera XX Settembre e la nuova Piazza Barche, raccordandosi ad un secondo sistema, di percorsi pedonali ed a traffico limitato, che interessa via Carducci e via A. Costa, passando per Piazzale Donatori di Sangue, Largo Madonna del Don, Piazza Madonna Pellegrina, sino al Canal Salso, collegati tra loro da via Mazzini, lungo la via Verdi, Calle Due Portoni (restituita all’antico tracciato),via Rosa, Calle Legrenzi ed il Piazzale Donatori di Sangue, via Brenta Vecchia, via Olivi, una nuova viabilità pedonale da Piazza Barche a via A. Costa, Corso del Popolo, ne tratto terminale a nord, oltre l’incrocio con l’antica Via Mestrina, via Fedeli e via Giotto;

- nell’adesione alla proposta del bando di risolvere il nodo viabilistico dell’attraversamento del tram e della viabilità automobilistica tra Corso del Popolo e via Colombo con un’ampia rotatoria (alla francese), con l’ipotesi di una soluzione per il tram, da e per Marghera, attraverso il Corso del Popolo, sino alla via Tasso e la via Cappuccina, ripristinando l’antico attraversamento (in sottopasso) della ferrovia alla Bandiera ed innestandosi in via Fratelli Bandiera; la condizione evidente per un suo futuro alleggerimento, è una soluzione alternativa del traffico automobilistico di attraversamento, da nord a sud dell’area centrale di Mestre, con maglie più dilatate coinvolgenti l’esistente e futuro assetto della viabilità ad est di Piazza Barche, secondo le previsioni del nuovo Piano Regolatore Generale;

- nel recupero del tracciato del fiume Marzenego, con la riapertura per larghi tratti del ramo detto delle Muneghe in Riviera XX Settembre, via Poerio e Largo Aristide Coin;

- nel recupero dell’antico profondo inserimento nella Città della Fossa Gradeniga, il Canal Salso; il progetto della rinnovata Piazza Barche, che corrisponde al segno dell’antico tracciato del Canal Salso, quale racconto della preesistenza, rigenerata attraverso l’unità di nuove funzioni tra loro continue e collegate da una struttura, che non è né architettura né natura, costituite da una texture di segni evocanti la natura d’acqua dello spazio della Piazza, rendendone continua la percezione attraverso costanti segnali d’acqua ed un coerente uso cromatico dei materiali; si tratterrà di far percepire, poeticamente, l’acqua nella pietra, ovvero uno spazio ove si svolge la passeggiata dell’uomo lungo un percorso narrativo, ove il fiume è riscoperto ed più particolare il Canal Salso è ricordato e rimesso in evidenza dal disegno di una grande isola, che, pur avendo una definizione di texture in pietra, è trasformata in materiale liquido e testimoniata da un’architettura liquida ed evidenziata dal carisma delle cerniere architettoniche, strategicamente dislocate, ove l’acqua viene riproposta dalla texture del suolo, in cui la pietra è metafora;

- nel progettare la nuova funzione mercantile della Piazza, priva di assi gerarchici: il permanente giornaliero, che genera un edificio ad onda, in acciaio e cristallo, ove la natura del vetro che lo racchiude è liquida e trasparente come l’acqua, e che costituisce, quale prolungamento oltre il Marzenego del sistema di Piazza Ferretto, l’incipit del Canal Salso in Piazza Barche, ricordando la configurazione antica, reinterpretata con segni di modernità; lo spazio del mercato coperto si collega con una rampa pedonale alla piazza superiore, che ne costituisce la copertura che sovrappassa in continuità la rotatoria, segnata anch’essa dall’acqua, per entrare nell’estesa passeggiata, un urban walking, una rambla verso il Parco di S. Giuliano lungo il Canal Salso; il bisettimanale, collocato nello spazio del settore est della piazza, è caratterizzato dalla continuità dei segni che annunciano il Canal Salso, proponendosi lungo tutto lo spazio – percorso come percezione visiva e sonora dell’acqua, alimentata dall’acquedotto C.U.A.I. e ad esso restituita con condotte di andata e ritorno, resa visibile dall’escavo di un canale alberato, nuova riviera, attraversata da ponticelli pedonali e da ponti carrabili, sul lato sud della Piazza, e pergole urbane, caratterizzate da fontane a lame d’acqua sul lato nord, in continuità sino al Canal Salso, ove si propone una nuova cerniera, tra terra e acqua, costituita da un edificio in acciaio e cristallo, galleggiante sull’acqua e segnato dalla struttura aggettante della texture continua della nuova Piazza, che risalendo forma una terrazza panoramica;

- nell’assumere il tema dei landmarks connotando spazialmente la loro presenza quali emergenze storico testimoniali, ove la consistenza e la visibilità ne costituisce la corrispondenza spaziale e punto di coagulo del nuovo assetto urbano;

- nel proporre un nuovo sistema di nodalità e caposaldi architettonici, quali nuovi landmarks, e ciò sia nell’ambito del perimetro di concorso, sia nelle parti di tessuto urbano più prossime allo stesso, che risentono dei ragionamenti e conseguenti progetti urbanistici ed architettonici previsti dal bando e ne costituiscono il naturale e necessario completamento, collegando gli interventi progettuali ad un contesto ampio dei percorsi pedonali ed a traffico limitato, secondo l’assunto enunciato relativo alla mobilità nell’area centrale; le nodalità sono integrate da interventi puntuali di nuova edificazione, per quanto riguarda la cortina edilizia della Piazza Barche, e da alcuni interventi all’interno degli isolati più significativi;

- nel correlare l’insieme degli interventi con un sistema ambientale che compendia l’arredo urbano, il cui concept si basa sull’idea dello urban walking ed evidenzia un racconto fondato sul grande vuoto di Piazza Barche, rinominabile come un canale di zattere ove quest’ultime sono le sequenze degli episodi architettonici sui quali si innestano le polarità secondarie, distribuite nell’intorno, simili nella connotazione architettonica, anche se differenti nelle declinazioni.

Il carattere del progetto si sostanzia proprio nella capacità di fare sintesi attraverso il sistema ambientale che lo caratterizza. Si può affermare, che l’intento dei progettisti è stato quello di dialogare non solo con il tessuto mestrino, rispetto al quale le piazze, Ferretto e Barche, costituiscono spazi ove la disomogeneità delle scale degli interventi urbani vengono ricondotte ad unità, ma estendendo la riflessione alla Laguna, tramite il Parco di S. Giuliano, riflettendo sulle metamorfosi del suolo e delle sue consistenze.

Ai concetti di pietra, acqua e pietra liquida abbiamo sovrapposto uno stato intermedio, che può essere quello della terra battuta, del ghiaino, della sabbia e dell’erba; pavimentazioni morbide a metà tra la superficie minerale dura e quella dell’acqua, che si risolve in inserto o in sequenza di transizione dalle superfici ai materiali. Si proporranno nel progetto terminologie e scelte della definizione dei luoghi quali evocazioni fluviali e lagunari, tra terraferma e laguna, e quindi: il campo, il giardino e l’arenile, nella definizione del rapporto con il fiume del nuovo Piazzale Cialdini; gli orti ed i frutteti urbani nell’inserto di verde tra il Marzenego ed il viale S. Marco; il canale delle zattere, per significare l’ormeggio bisettimanale dei banchi del mercato tra le acque , corrente nel canaletto alberato a sud e zampillante, con conseguente sonorità, nelle sei pergole urbane a nord; le fondamente verdi, la promenade (al parco del porto canale), le barene di argilla (memoria del luogo delle cave delle fornaci Da Re), i campi ed i giardini (connettivo della relitta archeologia industriale della Carbonifera) e l’arenile, che annuncia lo sbocco in laguna del Canal Salso; tematiche che potranno suggerire la definizione delle rive del Canal Salso fino al Forte Marghera ed alla Laguna.

Il progetto si sostanzia in una metafora, intenzionalmente non del tutto esplicita, con misura, spirito e portato culturale mitteleuropeo, nascosto all’interno di un’architettura, che, senza soluzione di continuità è connotata da caratteri e significati acquatici e nautici.

Il carattere unitario del racconto della proposta progettuale è tale assenza di soluzione di continuità. Esso si svolge attraverso la descrizione delle sequenze che si leggono nelle aree – progetto, riconducendole ad una sintesi per sistemi, evidenziati dai diagrammi della Tavola 1.

2.1 LE AREE DI PROGETTO

La descrizione per aree di progetto si collega al bando di concorso, con la finalità di far corrispondere il bando alla proposta progettuale, senza contraddirne l’unitarietà e la continuità.

In relazione agli elaborati per la prima fase del bando di concorso il gruppo di progettazione, relativamente all’art. 3.5 punto B, ha ritenuto di includere e sviluppare: nelle Tavole 2 e 3, oltre all’elaborazione progettuale dell’area inclusa nel perimetro B, due progetti da esso ritenuti nodali per la piena e più completa comprensione delle proprie proposte. Si tratta: del progetto relativo all’area di via Poerio e rispondente alla questione del riutilizzo delle adiacenze dell’ex – distretto militare, per arricchire il tessuto connettivo che si dispone tra via Poerio, via Pascoli, via Brenta Vecchia e Corte Legrenzi, sottolineando come tale nodalità si incardini sulla via Poerio, restituita al godimento visivo del Marzenego, integrata dall’antistante complesso del Duomo di S. Lorenzo; del progetto dell’Area di Piazza Cialdini ed in particolare del riuso dell’area compresa tra il Marzenego, via Pio X, via Colombo e via Lazzari ove viene posta in stretta relazione la testata antistante il Centro Le Barche con la stazione di interscambio tram-autobus ed il rapporto ambientale con il fiume Marzenego.

Con piena consapevolezza il gruppo, trattandosi di concorso di idee e pertanto largamente propositivo, ha inteso dare compiutezza al proprio pensiero con l’approfondimento progettuale di dette aree e la loro deliberata inclusione.

2.1.1 L’AREA DI VIA POERIO

Il progetto aderisce alle ipotesi di riqualificazione, delineate e proposte dal bando, caratterizzandosi con alcune specificità relazionali, attraverso le progettazioni architettoniche ed i relativi contenuti tematici, delineati schematicamente, sviluppando il disegno della tessitura dei materiali che definiscono il suolo, quali preliminari ad un progetto di urban design, compiutamente esprimibile in un definitivo ed esecutivo di dettaglio, ma qui concettualmente delineato.

Il racconto di tale area ha per tema centrale la riapertura per lunghi tratti del ramo delle Muneghe del Marzenego, recuperando di fatto la toponomastica di riviera, tipica dei fiumi nel loro attraversamento urbano: Riviera alberata nel tratto da via Circonvallazione all’incrocio con via Poerio e via Rosa, asse del rapporto tra la Galleria Matteotti e la Villa Erizzo-Bianchini. Quest’ultima è prospiciente il Piazzale Donatori di Sangue, disposto su un secondo percorso ciclopedonale ed a traffico limitato via Carducci – via Costa, similmente collegato all’asse principale est-ovest Piazza Barche – via Poerio da via Olivi ed il tratto nord di Corso del Popolo.

La Villa Erizzo – Bianchini viene indicata, nell’ambito del perimetro A di concorso, solo con la sua parte monumentale prospiciente il Piazzale Sicilia; la proposta di progetto si estende a sud alle aree di pertinenza della Villa. Si propone infatti la trasformazione degli edifici e dell’area di pertinenza in sede della Biblioteca Civica, in quanto la collocazione consente di sviluppare un progetto di maggiore qualità funzionale, rispetto alla proposta di collocazione in Villa Querini. Si recupera così non solo una struttura di elevato valore architettonico, ma si corrisponde all’esigenze di una nuova biblioteca, con un progetto di adeguata modernità ed ampiezza di spazi per una biblioteca civica, ma anche ponendola al servizio, già in essere dello sviluppo di Mestre come città universitaria. Il progetto consente inoltre di collegare gli edifici alla via Querini, dando conseguenza alla scelta generale di estendere a sud di Piazza Ferretto la qualità di una viabilità recuperata alla pedonalità ed al traffico limitato. Un altro muro cade ed apre una nuova spazialità alla Città.

Per quanto riguarda la Villa Querini essa potrà meglio ospitare, nelle sue attuali dimensioni, comunque una biblioteca specialistica, ad esempio dedicata ai bambini ed ai ragazzi, collegata al parco di pertinenza, rispettando con ciò le condizioni del lascito al Comune.

La cerniera della Galleria Matteotti congiunge il sistema della Riviera XX Settembre, recuperata all’acqua, alla struttura dei Teatri, Toniolo e nuovo Candiani, sino al ramo nord del Marzenego; il ricostituito ponte della Campana, pedonale e carraio, come quelli della nuova Riviera a sud di Piazza Barche, immette nel sistema pedonale principale Piazza Ferretto – via Palazzo, da sud a nord.

Al landmark della Galleria segue il complesso monumentale di S. Lorenzo (duomo, campanile, scoletta, ex-Banca Cattolica) e quello delle Grazie( ex-convento ed ex-chiesa) e delle aree retrostanti di via Brenta Vecchia e via Pascoli.

Esso è proposto come progetto unitario che unisce la via Poerio al contesto di Piazza Ferretto a nord ed al sistema di Calle Legrenzi e via Brenta Vecchia sino al Piazzale Donatori di Sangue e la via Carducci.

La proposta funzionale è di implementare il Museo diffuso per Mestre, il cui primo progetto in essere è il recupero della Ex-De Amicis, con due strutture: il museo dell’opera del Duomo, nella sede dell’ex-Banca, con apertura di una loggia porticata al piano terra, ed il recupero a sede museale del convento delle Grazie con addizione di spazi per un laboratorio – galleria di arte contemporanea nelle aree dell’ex – caserma di via Pascoli, collegando Calle Legrenzi a via Brenta Vecchia e facendone la sede mussale principale della Città. Nella nuova galleria denominata MacMe si auspica possa trovare collocazione una sezione dedicata ad Alberto Viani. L’apertura di nuove spazialità e funzioni arricchisce la mera operazione di recupero visuale del fiume Marzenego in città. La libreria ed il centro culturale delle Grazie, oggi esistenti, vengono collegate da un ponticello pedonale ad un auspicabile uso pubblico del bel giardino della canonica.

La riapertura del Marzenego si propone lungo tutta via Poerio e Largo Aristide Coin, fino all’innesto esistente sul ramo della Dogana del Marzenego.

Questa riapertura consente di regolare più naturalmente il rapporto del landmark Centro Le Barche ed il Largo che costituisce di fatto una piazza unitaria, porticata su tre lati, che indicano le direzioni di via Gino Allegri, di Calle del Sale e di Pescheria Vecchia; la porticatura procede lungo via Fapanni, sino al Piazzale di Porta Altinate, attrezzato con un garage ipogeo di tre piani (270 posti auto), connesso con l’area della recente scoperta di un torresino della cinta muraria medioevale del Castelnuovo e costituisce uno dei nuovi attestamenti di parcheggi al servizio dell’area centrale.

2.1.2 L’AREA DELLA GALLERIA DEL TEATRO VECCHIO

2.1.3 L’AREA DI PIAZZALE CIALDINI

2.1.4 L’AREA DI CORSO DEL POPOLO

L’area del Teatro Vecchio (A2 – B2) è difficilmente, anzi a nostro avviso, non è separabile dall’Area di Corso del Popolo (A4 – B4) e dall’Area di Piazzale Cialdini (A3 – B3), pertanto le aree vengono trattate unitariamente, descrivendone la proposta progettuale. Esse afferiscono all’incipit della nuova Piazza Barche, progettualmente trattata come uno spazio unitario, senza soluzione di continuità.

Il progetto propone l’attraversamento dei due isolati con percorsi pedonali, piazzette e giardini interni, colleganti Piazza Barche a via Mestrina e quest’ultima a via A. Costa.

Essi sono: la via Olivi, la via e la Galleria del Teatro Vecchio, con la via Cà Savorgnan; la via Paolo Sarpi; un sistema doppio di attraversamenti pedonali di progetto, piazzette e giardini tra Piazza Barche e via Mestrina, che si unifica in un nuovo collegamento con via A Costa, utilizzando spazi interni all’isolato.

Gli interventi edilizi di progetto consistono: nella sostituzione del basso edificio commerciale, prospiciente Piazza barche ed interposto tra due edificazioni di valore storico-testimoniale, con un piccolo edificio collegato pedonalmente ad un nuovo percorso con piazzetta sino a via Mestrina; nella nuova edificazione di due unità edilizie, l’una disposta da nord a sud, una casa a schiera a tre piani con giardini sul lato ovest, l’altra a tre piani prospiciente ed allineata sulla via Mestrina; la nuova edificazione spartisce i due percorsi, dei quali uno è esistente con ampio giardino pubblico all’interno dell’isolato.

Il sistema dei parcheggi a servizio della residenza e dell’accessibilità all’area centrale è implementato dalla previsione progettuale di un parcheggio multipiano, sei piani fuori terra e due interrati, di 450 posti auto, tra via A. Costa e via Cà Savorgnan.

Il relitto dell’antico borgo, prospiciente il lato sud di Piazza Barche, e l’isolato tra via Mestrina e via A. Costa risultano così interessati da leggeri interventi di sostituzione e completamento edilizio e da attraversamenti pedonali che li rendono permeabili rispetto alla Piazza.

Il progetto propone uno spazio pedonale quale testata della nuova Piazza Barche, senza soluzione di continuità, da una vasca d’acqua, generata dall’incrocio di due direzioni, via Poerio e via Lazzari, collocata sul lato orientale del Centro Le Barche, memoria liberamente interpretata della testata del Canal Salso, con spazi lastricati pedonali, distinti da quelli a traffico limitato dal disegno al suolo, ove la texture d’acqua si innesta da una parte sul landmark del Centro Le Barche e dall’altra su di una gradinata usufruibile come spazio di rappresentazioni, sovrastata da un giardino, ove i colori delle arbustive testimoniano il trascorrere del tempo attraverso le stagioni, mantenendo alla base le essenze più significative esistenti. Il giardino risale fino alla copertura del mercato giornaliero ed una pensilina sul lato nord della piazza ne segna l’ingresso, mentre una rampa pedonale, sul lato sud, connette l’accesso alla parte praticabile della copertura.

Ai bordi della vasca verso via Poerio, viene ricollocata la colonna reggente il Leone di S. Marco e sull’acqua, verso Piazza Barche, la scultura di Murer, similmente alla Partigiana collocata sull’acqua da C. Scarpa ai Giardini della Biennale.

La copertura giardino d’acqua, dalla quale emergono le chiome dei platani più significativi salvaguardati all’interno del mercato coperto, supera la rotatoria con un parterre continuo attraversato da un foro circolare, corrispondente alla sottostante fontana, centrale nella rotatoria di svincolo, da cui spicca una colonna d’acqua alta circa venti metri.

La fontana , come il giardino stagionale, sono metafora del tempo naturale dell’uomo, scandito dalle dodici ore diurne e notturne dell’orologio, luce naturale e luce artificiale sull’acqua e nella colonna d’acqua. Essa è altresì segno e simbolo dell’acqua da riconquistare nella sua purezza, attraverso i processi di disinquinamento delle acque lagunari ed interne della Città.

Di qui il racconto della nuova struttura di Piazza Barche prosegue nel vasto ed allungato spazio dell’urban walking ove sarà ospitato il mercato bisettimanale.

Si tratta della prosecuzione del ragguardevole percorso connotato dal recupero della percezione del Canal Salso, ove ci si muove da acqua ad acqua, significata dalla metafora della texture di pietra liquida. Il percorso si conclude con MS3H2O BAR, una struttura protesa e galleggiante sul Canale, caffetteria a due livelli con pontile di attracco, auspicando l’estensione del servizio pubblico da S. Giuliano alla nuova Piazza Barche, con mezzi che garantiscano la navigazione interna ed una sufficiente capienza.

E’ necessario ritornare alla testata occidentale della Piazza per riprendere il racconto descrivendo la connessione all’Area di Piazza Cialdini, nucleo dei trasporti urbani innovativi.

La proposta progettuale consente con una soluzione unitaria ed articolata, il completamento dell’isolato ricompreso tra via Lazzari e Piazza Barche, la riorganizzazione del largo vuoto di Piazzale Cialdini secondo la nuova funzione di terminal di interscambio, e la riqualificazione dell’area oggi occupata dal mercato fisso di via Fapanni.

Il sistema di edifici, che connette i tre spazi, risponde ai seguenti obiettivi: mantenere sulla Piazza Barche l’antico edificio della stazione di posta, riportando l’impaginazione della facciata all’iconografia del primo novecento, il recupero dell’area d’ingresso, intercettando il porticato dell’isolato esistente; rendere passante il portico e creare un ampio vuoto tra i volumi, quale piazza coperta a tutta altezza, con la finalità di riscattare l’area di carico e scarico del Centro Le Barche dalla condizione di retro; realizzare l’attraversamento di via Lazzari coperto da un volume che la scavalca e così raggiungere la stazione di interscambio della nuova linea tranviaria urbana e degli autobus che collega Mestre a Favaro, Marghera e Venezia; costruire in piazzale Cialdini un edificio leggero di forma allungata e triangolare, allineato su via Lazzari, che offra un’ampia ed accogliente pensilina a due direzioni del tram urbano e degli autobus, uno spazio di attesa, con biglietteria e caffetteria, contenuto da vetrate che consentono la trasparenza verso il fiume attraversato dal vertice dell’edificio, quale ponte coperto allineato ai portici di Largo Aristide Coin e via Fapanni; riqualificare le sponde del fiume unificandole visualmente con la creazione di un giardino, in sostituzione dell’area dell’attuale mercato giornaliero, rimboschendo fittamente con Salix alba, Populus alba e Alnus glutinosa, lasciando tuttavia una vista rivolta all’altra sponda del fiume sulla quale si dispone l’arenile costituito da una dura superficie minerale, che accoglie isole di sabbia e terra battuta ed infine il campo, trattato similmente all’arenile, ma con la qualità di essere profondamente radicato nel tessuto urbano; ottenere così un attento recupero dell’intera area ove i due rami del Marzenego confluiscono, mantenendo intatta la prospettiva verso le absidi ed il campanile del duomo di S. Lorenzo; dotare la stazione di interscambio della tramvia e degli autobus di una capiente autorimessa ipogea a tre piani, con i richiesti 450 posti auto, con rampa di ingresso da Piazzale Cialdini e di uscita in via Lazzari, separando in tal modo il traffico relativo al parcheggio da quello delle autorimesse connesse alla residenza; raggiungere complessivamente la configurazione organica di un nuovo landmark, richiesta dal bando di concorso, con un linguaggio architettonico complesso, ma attinente alla leggerezza.

2.1.5 L’AREA DEL MERCATO NUOVO

La sistemazione ambientale dell’allungato canale delle zattere coinvolge unitariamente la porzione delle aree ad est di Corso del Popolo (A4 e B4) e la porzione delle aree a sud di via Pepe sino alla via A. Costa. (A6 e B6)

Le sezioni longitudinale e trasversale dell’area del mercato nuovo definiscono l’intenzionale unità e continuità dei caratteri dell’intera Piazza Barche da acqua ad acqua. La sezione longitudinale discende dallo scavalcamento della rotatoria della fontana con un andamento sinuoso, che consente di superare la pendenza, sino alla testata del canale ove la pavimentazione risale per formare una terrazza-bar panoramica, in pieno sole, e coprire un padiglione, destinato a galleria espositiva, bookshop con caffetteria e biglietteria, che affaccia con le proprie vetrate, sul pontile galleggiante dei motoscafi ACTV. Nell’ambito di questa realizzazione sarà collocato una nuova scultura a ricordo dei Marinai d’Italia, la cui collocazione e qualità dovrebbe essere frutto di concorso internazionale. Sulla texture liquida dei cementi architettonici policromi si inseriscono isole di verde che salvaguardano alberature esistenti, senza che la prospettiva continua e cangiante dell’urban walking ne venga interrotta da oggetti puntuali.

La sezione trasversale è delimitata a sud dalla viabilità a traffico limitato di via Pepe che risale in senso unico verso la rotatoria della fontana e, dall’incrocio con via Mestrina, dalla quale si accede in senso unico da Corso del Popolo, procede, ancora a senso unico, fino all’area del Parco del Canal Salso e la via A.Costa. Essa è caratterizzata: da una riviera alberata lungo un canaletto d’acqua corrente, attraversato da ponticelli alternati, pedonali e carrabili; dagli spazi tecnici per la collocazione dei banchi e degli automezzi degli ambulanti, disposti longitudinalmente su due file doppie, e la costruzione a nord di sei pergole urbane quali spazi di sosta e di ulteriore presenza dell’acqua.

Si tratta infatti di spazi attrezzati da fontane, attraverso le quali viene introdotta la dimensione sonora dell’acqua; ogni fontana avrà tre suoni, come in altre realizzazioni in Europa. Le vasche d’acqua potrebbero inoltre essere l’occasione per introdurre la dimensione della scultura in alto o bassorilievo, quale narrazione dei luoghi e della leggenda dell’acqua, offrendo dodici spazi, per la realizzazione dei quali aprire una competizione internazionale di scultura.

La barriera che si determina con le pergole urbane, implementate dalla sonorità dell’acqua, ripone l’urban walking, separato dal traffico automobilistico di via Forte Marghera, a doppio senso di marcia, ma limitato al raggiungimento della rotatoria della fontana ed agli svincoli da essa consentiti, e ciò a partire dal ponte tra via Sansovino e viale Ancona.

L’urban walking prosegue oltre l’area terminale della nuova Piazza Barche, lungo via Forte Marghera, con la sezione per i percorsi di banchina, pedonali e ciclabili, ideata dal progetto del Parco di S. Giuliano, per raggiungere l’estremità terminale in Laguna lungo il Canal Salso; parallelamente la sponda destra del Canale, lungo via Pepe, si introduce nell’area di progetto del Parco Canale, penetrando profondamente, assieme all’acqua, sino alla via Torino, scavalcata, da una passerella ciclopedonale sino a via Cà Marcello.

Nell’ambito dell’Area del mercato nuovo, nella parte terminale di via Pepe, a partire da via Fedeli, sono disposti numerosi edifici di valore storico-testimoniale relativi alla presenza nell’area delle Fornaci Da Re, contrapposte al restaurato ex-scopificio Krull, sul lato nord della piazza.

Questa nodalità viene riscontrata dalla riorganizzazione degli spazi e dell’edificazione nell’isolato tra via Fedeli e via Giotto, ove, ricavata una piazzetta, articolata con giardini nelle aree limitrofe, si propone di estendere l’area del mercato bisettimanale, connesse con via A. Costa, nel cui ambito ristrutturato, secondo le indicazioni del contratto di quartiere e del bando, il mercato potrebbe ulteriormente estendersi, vivificando il rapporto di questi nuovi spazi urbani con il centro – città.

L’area a nord, tra la via Forte Marghera e la via Bissa, la cui sezione assai incerta viene risagomata, è naturalmente collegata all’area di via Zanotto (A5 – B5), nella quale l’emergenza architettonica preminente è il condominio Nettuno, riscontrato dal punto di osservazione soprastante la rotatoria della fontana e dalla sinuosa discesa nel largo percorso della nuova Piazza Barche. Il landmark è inserito tra l’episodio storico-testimoniale costituito dalla casa dei barcaioli e dalla casa Uccelli, restaurata in modo non esemplare, che connota l’inizio di via Bissa , e l’edificio a corte della Guardia di Finanza.

Viene proposta la riorganizzazione di quest’ultimo nucleo con il ricavo di una piazzetta sistemata a verde, sostitutiva di alcuni capannoni, lungo la via Colombo, fino all’incrocio di viale S. Marco e godibile dal Piazzale Cialdini.

Quanto all’area ricompresa tra il viale S. Marco ed il fiume Marzenego, nella quale si ipotizzava l’apertura di un collegamento delle acque del canale Osellino con il Canal Salso, si prospetta una soluzione alternativa, di carattere ambientale, che costituisce un canale verde tra Osellino e Salso.

La derivazione dal Marzenego non viene attivata per i seguenti motivi: la qualità potenzialmente scadente dell’acqua del canale Osellino, non sempre compatibile con utilizzi urbani, come il sistema del bacino delle Barche, della fontana della rotatoria della nuova Riviera e delle pergole urbane con fontane, senza un preventivo trattamento; la mancanza di un adeguato tirante idraulico, con la necessità di inserire un sollevamento intermedio, dopo la costruzione di uno stramazzo al ponte Colombo eseguito dal Consorzio Dese Sile.

Questa scelta consente l’organizzazione di un sistema di orti e frutteti urbani in prossimità del Marzenego e fino al viale S. Marco, di un viale alberato di qui alla via Bissa e la messa a verde della desolata piazza del tribunale minorile, caratterizzando in tal modo il rapporto tra i due Canali e la testata della nuova Piazza Barche sul Canal Salso.

In termini idraulici si ricorda che la nuova configurazione di Piazza Barche prevede un sistema di invasi superficiali, di fontane e di un canaletto sul lato sud, lungo la via Pepe, per la cui alimentazione si è ipotizzato un sistema alternativo, evidenziato dal diagramma esposto nella Tavola 1.

Si ipotizza di attivare una derivazione dall’Acquedotto Industriale, che attraversa il Canal Salso in prossimità del nuovo ponte di collegamento con viale Ancona, potendo in questo modo garantire:

- una reale qualità delle acque che verranno utilizzate per gli invasi superficiali e le fontane;

- la possibilità di derivare la portata necessaria, senza sollevamenti, per restituirla poi a gravità in testa al Canal salso, garantendo la vivificazione.

2.1.6 L’AREA DI VIA FORTE MARGHERA

2.1.7 IL PARCO DEL CANAL SALSO E DI ALTOBELLO

La sistemazione all’Area di via Forte Marghera (A7) è in evidente continuità con quella adiacente del Mercato Nuovo. I percorsi di banchina per gli attracchi dal Canal Salso e quelli pedonali e ciclabili proseguono lungo la via Forte Marghera ed oltre il ponte tra viale Ancona e via Sansovino sino al Forte Marghera e di qui al Parco di S. Giuliano. Si è ritenuto tuttavia di rendere significativo l’angolo nord-occidentale del ponte progettando una torre di dodici piani oltre il piano terra che conclude, ovvero introduce da est, il rapporto urbanistico ed architettonico dell’ambito del concorso con un ulteriore landmark, significativo del cambio di scala della Città, rappresentato dagli interventi realizzati con il recupero dei Magazzini generali e della loro darsena, che inizia con l’edificio Vela e termina con l’Hotel Laguna. La prospettiva sul Canal Salso di introduzione alla nuova Piazza Barche è definita inoltre, a sud del Canale, dall’edificio della Casa dello Studente che è stato proposto nell’ambito dell’area del Parco Canale, come edificio limite della Città, sull’acqua ad est di Corso del Popolo. La torre, oltre a dominare il ponte, si prolunga con un’edificazione destinata ad autorimessa multipiano di 490 posti auto, sei piani fuori terra ed un interrato, destinato ad uso commerciale sul fronte di una piazza ottenuta con la demolizione di manufatti di edilizia scarsamente significativa. Questa impostazione valorizza il padiglione all’olandese dell’ex fabbrica degli olii Matter, ora in uso alla Camera di Commercio. La tessitura a losanghe dell’involucro di cristallo della torre ne denota la dinamica in altezza ed i forti pilastri a doppia altezza la ancorano con forza al terreno. Tra l’ex – fabbrica Matter e la nuova sede della Veneziana Gas abbiamo interposto un passaggio pedonale e ciclabile che, superata la via Bissa, inquadra la via C. Musatti al di là del viale S. Marco. Un parterre di selciati alberati collega il percorso, e gli spazi a terra della torre, ad un giardino ricavato in un’area dell’ENEL, nella quale viene conservato il manufatto di archeologia industriale vincolato dal P.R.G.C. L’insieme degli interventi evidenzia la nuova scala architettonica della città ed annuncia lo scorrere dei percorsi lungo l’acqua del Canal Salso, lungo il viale S. Marco e lungo il Marzenego verso il Parco di S. Giuliano. Per comprendere gli interventi proposti per il Parco Canale, ovvero per l’Area del parco del Canal Salso e di Altobello (A8 – B7) è necessario nuovamente parlare dell’acqua, che qui fa da transizione e accompagna il salto di scala della Città: la sponda nord del Canal Salso accoglie sulla sua riva, che rimane erbosa, la pista ciclopedonale punteggiata da un ritmo di Salix e Populos Alba; quella sud è più urbana, le tradizionali banchine in pietra d’Istria vengono riproposte, ma con un nuovo elemento vegetale, non alberi, ma una semplice fascia di prato alle sue spalle, un suolo morbido per potersi sdraiare e indugiare: le fondamenta verdi. La grande area pavimentata sui due lati del canale e della nuova darsena è suddivisa in Campi di più ridotte dimensioni attraverso due tipologie di verde: l’Arenile e i Giardini di Cercis siliquastrum, elementi formalmente conclusi con la capacità di articolare gli spazi e allo stesso tempo di accogliere possibilità funzionali differenti.

La Promenade alberata a Quercus palustris, densa ma con rarefazioni localizzate, rappresenta l’ingresso vero e proprio dalla città verso il nuovo canale che accoglie tutto il programma funzionale necessario al parco: chioschi, aree gioco e per l’attività fisica.

Le barene di argilla, un recycle del materiale esistente attraverso dispositivi di contenimento delle scorie in situ, riprendono il tema del recycle progettato per l’acqua nella colonna collocata nella rotatoria della fontana lungo il canale delle zattere, che esprime il linguaggio ambientale della nuova Piazza Barche. La definizione formale deriva dalla morfologia tipica delle formazioni pedologiche lagunari, ma accoglie nuove funzioni: lo skate-park, la passeggiata, microcosistemi arbustivi ed erbacei.

La disomogeneità degli interventi di edilizia popolare ATER che connotano l’attuale profilo di Mestre, lungo la via Fornace, viene ridefinita ed unificata dall’edificio ove vengono proposte le Residenze Universitarie di 250 unità abitative, con due posti letto, collocate per animare socialmente il nuovo habitat delle fondamenta e degli spazi del Parco Canale e creare un luogo di contatto tra centro – città e campus universitario di via Torino, in fase di formazione e completamento. Questa scelta integra anche le tipologie edilizie (lofts) scelte per riqualificare e riusare l’archeologia industriale della ex – Carbonifera e dei Magazzini Generali, che integrano il terziario diffuso nel bacino di via Torino. Il nuovo edificio è un doppio di nove piani, due a servizi, sei per la residenza, ed il nono per gli impianti, unificato da una unica copertura, connotato da un’architettura leggera attraversata da percorsi provenienti da Altobello e dagli edifici del novecentesco Maccallè, recuperati come spazi pubblici. A sud del nuovo edificio si instaura il volume verde della promenade , equivalente planimetricamente alle Residenze Universitarie, che funge da ingresso al Parco di Altobello dalle aree urbane ad est di Corso del Popolo. Le barene argillose scendono fino a via Torino con il prolungamento dell’acqua del Canal Salso. Il bacino nel quale si conclude la banchina in pietra d’Istria, fronteggia l’edificio delle Vele di Altobello, a destinazione commerciale (piano terra e primo) e residenziale nei piani superiori. Esso è caratterizzato da una risalita della sistemazione a verde dei due fronti inclinati, che avranno coperture erbose e pergolati con rampicanti, affinché il Parco si concluda risalendo sull’edificio.

Un sistema di parcheggi a raso, per i visitatori del parco è disposto lungo la via Altobello in prossimità della promenade di ingresso.

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