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Matera (MT), Italia

Riqualificazione Della Piazzetta Del Carro Trionfale Della Madonna Della Bruna

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Obiettivi del progetto

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L’area di progetto, posta ai margini di un rione in fase di completamento al limite nord del Comune di Matera, il rione Piccianello, si colloca all’interno di un tessuto urbano non definito, oggi piuttosto degradato in cui le attrezzature urbane, gli spazi e gli edifici pubblici possono ancora contribuire a costituire identità e qualità urbana sia attraverso la dotazione di servizi sia attraverso il disegno e la forma architettonica.

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La frammentarietà del contesto urbano è qui accentuata dalla presenza di imponenti edifici industriali in un rione che nasce prettamente residenziale, punto di riferimento e di raduno del popolo materano in occasione della processione del carro trionfale della Bruna.

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Obiettivo del progetto è rivitalizzare l’insieme della area attraverso l’inserimento di nuove funzioni e il potenziamento di quelle esistenti al fine di creare un incremento degli aspetti economici e sociali e la valorizzazione degli aspetti culturali.

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Per cui il passaggio da un non luogo a il luogo fa si che la piazza diventi un punto importante di incontro della città, un punto di aggregazione capace di accogliere anche momenti di vita pubblica.

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L’architettura proposta è di forte impianto planimetrico, attaccata al suolo che in qualche modo trova origine da esso. Un’architettura che riprende forme e segni del paesaggio naturale le reinterpreta nel contemporaneo e le proietta verso modificazioni future. Formalmente tende a scomparire ogni elemento ornamentale ed aggiuntivo; le forme archetipe diventano le protagoniste: i muri, le rampe, leggeri gradoni, lievi disassamenti, un grande invaso spaziale.

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L’inserimento nel contesto: un sistema di spazi pubblici e pedonali

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Un nuovo sistema di spazi pubblici pedonali

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Il Rione Piccianello a nord della citta’, all’interno del quale e’ inserita l’area della Piazzetta del Carro Trionfale della Madonna della Bruna oggetto del concorso, e’ attraversato da un asse stradale principale Discesa San Vito – Via Marconi e da un asse secondario Via Cererie che lo collega con l’ingresso carrabile ai Sassi di Matera.

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Su questi assi stradali si attestano gli spazi pubblici (Piazza antistante la Chiesa di Maria SS Annunziata, Piazzetta del Carro Trionfale della Madonna della Bruna, il vecchio mercato ortofrutticolo), che costituiscono un’importante sequenza di luoghi che necessitano di essere rivalorizzati attraverso un’attenta riqualificazione. I centri urbani contemporanei, infatti, oltre ad aver bisogno di infrastrutture di servizio, necessitano di spazi di relazione, di luoghi “protetti” per tutti, di vicinanza tra simili, di spazi ‘tra le cose’ che siano significativi, perché utilizzabili da chi li vive; che siano luogo ed occasione di incontro, di ‘scambio di sguardi e parole’, di frequentazione e di aggregazione.

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Oggi la spazialità di un nuovo ‘centro-città’ sembra non appartenere più al pensiero che rigidamente separava tutte le funzioni caro alla cultura moderna, ma il desiderio che esprime, è di integrare usi e attività diverse, di creare occasioni e esperienze mutevoli come era usuale nella città pre-moderna.

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La progettazione di quest’area si basa su quattro elementi fondamentali:

Il sistema di pedonalizzazione è una condizione fondamentale per creare un luogo di aggregazione all’interno di un più vasto sistema costituito dal susseguirsi degli spazi pubblici lungo gli assi stradali. L’area pedonale e’ caratterizzata dal ripristino e dall’ampliamento dei marciapiedi nelle adiacenze dell’area di progetto divenendo il filo d’ Arianna dei vari episodi architettonici nel Rione Piccianello della citta’ di Matera; dalla riqualificazione dello spazio antistante la chiesa dell’Annunziata con il ridisegno della pavimentazione e con un sistema di alberature per rendere piu’ agevole e funzionale il rapporto con il “contenitore”-deposito – laboratorio; dalla creazione di una terrazza belvedere, nuova porta della citta’ per chi viene da nord, con l’inserimento di piccole attrezzature (bar, info point, totem informativo), in sostituzione dell’attuale autolavaggio.

Un nuovo rapporto con l’elemento naturale

E’ previsto il recupero della discarica a parco urbano della citta’ con una serie di elementi che ne diventano caratterizzanti: un sistema di spazi per giochi bimbi, un’area pic-nic, e delle vasche d’acqua. Il parco e’ collegato alla terrazza belvedere attraverso un lieve percorso di risalita a gradoni con degli spazi di sosta che consentono degli affacci privilegiati verso il Parco della Murgia.

Un nuovo rapporto con gli elementi storici

La proposta si articola nella formazione di un nuovo sistema di luoghi sviluppato secondo una completa razionalizzazione dei tracciati urbani e la creazione di un percorso narrativo continuo che riesca a connettere tra loro i luoghi esistenti con gli spazi e i luoghi di nuova formazione proponendo anche una razionalizzazione dei percorsi automobilistici ed una localizzazione adeguata dei parcheggi.

Non arredo urbano ma sistema di suolo

Il rifiuto dell’arredo urbano, un’aggiunta alle volte insignificante ad una situazione prestabilita, e la convinzione che il progetto di riqualificazione di questo spazio pubblico nasce dalla possibilità di lavorare sulla conformazione del suolo, dal rapporto tra paesaggio e ambiente costruito e dalla sua condizione di luogo sia di passaggio che di sosta.

L’architettura del suolo mette in opera un ordine artificiale della natura, ed avendo il carattere di una grande persistenza non ha legami con una particolare epoca. Alla complessità di livelli del tracciato, a quanto cioè dell’ordine naturale trova espressione nell’ordine artificiale’ della natura attraverso l’immaginario collettivo, è legata la durevolezza dell’ambiente costruito. Un’attenta riconsiderazione dell’architettura del suolo e della sua costruzione può incidere in modo basilare sulla riformulazione di una teoria urbana e sui conseguenti strumenti di riflessione. Uno studio sull’ambiente costruito, infatti, che parte dall’architettura del suolo crea le premesse per la configurazione di un persistente tracciato della città in qualche misura sempre archetipa.

Si è inteso così usare le forme del paesaggio per creare la conformazione di tutta una serie di spazi a carattere collettivo e di svago. La mediazione tra gli elementi naturali ed il costruito è, ottenuta attraverso un’artificializzazione del paesaggio, scompaiono gli elementi ornamentali e aggiuntivi, le forme archetipe dell’impianto diventano protagoniste: i muri di contenimento, le rampe, i gradoni, leggeri disassamenti e un grande invaso spaziale.

La nuova piazza-recinto a grande ricettività: Piazzetta del Carro Trionfale della Madonna della Bruna

Il progetto affronta il tema del recinto che racchiude e perimetra la grande piazza, avvolgendo il “contenitore” del carro con un sistema di risalita che portando sino in copertura rende totalmente percorribile e fruibile l’area. Nelle intenzioni vuole essere l’archetipo del muro che separa pur non escludendo, un muro abitato, segnato verso la piazza solo dagli ingressi e dalle bucature, ma che al suo interno si organizza attorno ad uno spazio verde; un patio che, riprendendo la tradizione delle corti costituisce un cuore centrale vetrato e luminoso in contrasto con l’involucro esterno completamente rivestito in tufo che suggerisce piuttosto l’immagine di un monolite.

Sul piano tipologico il recinto viene trasformato con la sua forma avvolgente in una vera e propria spina dorsale dell’intervento che raccoglie e chiude la “piazza” sulla quale si affacciano tutti gli spazi satellite fluidi e flessibili posti al suo interno. La presenza del patio verde acquista così un carattere di forte continuità con l’elemento naturale ed accentua la interrelazione tra interno ed esterno già fortemente presente nell’impianto planimetrico.

Il nuovo tessuto urbano si caratterizza inoltre per la presenza dei due livelli d’uso del recinto, uno a quota della piazza e l’altro a quota della terrazza, entrambi comunque, permettono di accedere allo spazio del “contenitore” inserendolo in un sistema continuo e differentemente fruibile. Si viene a creare una terrazza “panoramica”, che non solo ha il ruolo di elemento di connessione con la piazza sottostante, ma che diventa un ulteriore luogo di aggregazione, di eventi culturali e non, manifestazioni; una sorta di spazio pubblico sollevato dal suolo che permette di vivere la piazza da diversi punti vista.

Il progetto di riqualificazione propone una nuova pavimentazione capace di testimoniare un’identita’ storico-culturale ben precisa che la inserisce in un circuito di nuove centralità della città di Matera; per la piazza a quota 0.00 si propone una pavimentazione in pietra calcarea locale con l’inserimento di alcuni ricorsi in mazzaro, una serie di sedute monolitiche, di cui una posta perpendicolarmente al recinto, che perimetra un’area lievemente gradonata e caratterizzata dall’ombra di tigli e alberi di giuda; per la terrazza a quota 3.50 si prevede una finitura in tavolato di legno autoclavato.

Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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