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Terni (TR), Italia

Percorso Pedonale Sopraelevato. Terni

Percorso pedonale sopraelevato tra piazza Dante ed il futuro sistema di attestamento di via Proietti Divi integrato alla stazione ferroviaria di Terni
Studio Associato Officina 8, Patrizia Campili, Stefano Bufi, Mascio Engeneering, Andrea Paolini, Silvano Gismondi, Valentina Savarese, Marco Viola, Serena Laoreti, Matteo Romanelli

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La passerella ciclo-pedonale tra via Proietti Divi e Piazza Dante è una delle opere comprese nel PIT (Programma Integrato Territoriale) facente parte del POR-FESR 2007-2013 Asse IV Accessibilità e aree urbane; il programma ha come obiettivo la riqualificazione della porzione di città che gravita intorno alla stazione ferroviaria. Tale programma costituisce la naturale continuazione di un vasto disegno di riqualificazione e ammodernamento del contesto urbano che la città di Terni persegue da circa venti anni e che ha visto, nel tempo, e solo per citare gli episodi più significativi, il recupero delle aree industriali dismesse delle Ex officine Bosco, della Ex SIRI e di Papigno, la ricucitura del vuoto bellico di Corso del Popolo, il recupero alla fruizione urbana delle sponde del fiume Nera e una serie di altri interventi diffusi nel tessuto cittadino.

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Fotoinserimento

La passerella ciclo-pedonale, oltre ad assolvere alla funzione operativa, assume anche un forte valore simbolico di segno sul territorio, che il Bando di Concorso ben individua nel concetto di una nuova “porta urbana” di accesso alla città, rappresentando un elemento di sottolineatura e di esaltazione della caratteristica intermodale del trasporto. Il manufatto risulta così essere una sorta di “biglietto da visita” della città, anche per la visibilità che esso ha da parte di chi viaggia in ferrovia e arriva a Terni o la attraversa nella duplice direzione Orte-Ancona. Occorre dunque che esso sia fortemente “riconoscibile” e che interpreti al meglio il “genius loci” della città; occorre perciò che parli di Terni, della sua storia e della sua cultura, occorre che la sua connotazione visuale interpreti l’essenza più profonda autentica della città, in una parola che colga la sua identità. Riteniamo che la cifra essenziale di Terni risieda nella sua modernità; Terni è città giovane, cresciuta nel secolo scorso attraverso la cultura del lavoro, aperta e accogliente, pronta ad affrontare il cambiamento, è una città che vive fino in fondo il proprio presente, anche e forse soprattutto nei periodi di crisi, ed è altresì capace, pur tra le contraddizioni e le incertezze, di declinarsi al futuro; la trasformazione è la sua connotazione più autentica, trasformazione sia del tessuto sociale sia di quello urbano, e quindi per questo motivo è città in movimento, magari incerto e faticoso, ma mai statica, mai rivolta all’indietro, e dunque intrinsecamente attuale e moderna. Questa essenza, per quanto impalpabile e, a sua volta, simbolica, ci si propone di cogliere e trasferire negli aspetti compositivi , formali e funzionali dell’opera da progettare.

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Planivolumetrico

La stazione di Terni e la sua piazza sono pienamente inseriti nel tessuto urbano cittadino, distando appena trecento metri da Piazza Tacito, ed essendo caratterizzati da un insieme di relazioni ad alta intensità, proprie dell’effetto concentrazione che si ha nei contesti urbani molto densi e centrali. La passerella ciclo-pedonale mette in relazione diretta i due ambiti, quello urbano della città costruita e abitata e quello collinare dell’ambiente naturale e del verde, e dovrà quindi necessariamente costituire elemento di dialogo e di rapporto tra di loro. In questo senso riteniamo che la connotazione dell’intervento debba iscriversi in un quadro, ormai consolidato a Terni, che vede le trasformazioni urbane privilegiare l’aspetto della riqualificazione in senso naturalistico e ambientale della città costruita. Pensiamo pertanto che l’elemento del verde naturale debba caratterizzare il progetto della passerella, costituendo essa stessa una sorta di “veicolo” attraverso il quale il verde della collina e dell’ambiente naturale entra in città e dentro la città si espande e si rafforza.

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Testata Piazza Dante

In estrema sintesi le scelte progettuali che si intende adottare devono rispondere alle seguenti motivazioni: • Riconoscibilità • Valore simbolico • Interpretazione dell’identità della città • Integrazione città-ambiente naturale L’intervento si organizza in tre ambiti distinti e al tempo stesso fortemente interrelati tra loro: - La passerella vera e propria nel tratto che sormonta il fascio dei binari. - La testata nord, costituita dagli elementi verticali di collegamento tra la quota del terreno attuale dove viene realizzato un parcheggio a raso e la passerella sopraelevata. - La testata urbana, costituita dall’inserimento della passerella nel corpo della stazione ferroviaria; questa testata contiene il sistema dei collegamenti verticali tra stazione, Piazza Dante e la passerella.

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Ingresso dalla Stazione

La scelta progettuale primaria risiede nella individuazione di una passerella in acciaio con struttura a tunnel costituita da centine metalliche, di forma curva irregolare e di altezza variabile, poggiata a terra in soli due punti mediante appoggi, sempre realizzati in acciaio, aventi la forma di una grande H incurvata, forma che vuole anche evocare quella di un albero. La scelta dell’acciaio come materiale strutturale e di finitura è apparsa subito ineludibile, vuoi per le caratteristiche costruttive che assicurano leggerezza e snellezza – e quindi il massimo grado di “modernità” – vuoi per il fortissimo valore evocativo e simbolico che l’acciaio ha per la città di Terni. La scelta della forma strutturale si è poi fortemente ancorata ai criteri enunciati: l’opzione è caduta sul tunnel perché ci è sembrato che una forma curvilinea ad andamento irregolare meglio di ogni altra interpretasse i concetti di riconoscibilità, modernità e trasformazione continua che sono stati individuati come elementi identitari della città. L’altro criterio a cui corrispondere è quello della relazione tra la città costruita e l’ambiente collinare naturale, che costituiscono i due contesti uniti dalla passerella; ecco allora che la passerella rappresenta l’elemento che porta in città il verde della collina, verde che connota la soluzione scelta per la testata nord (vedi descrizione seguente della testata nord) e che si snoda, come un lungo serpentone, lungo l’asse longitudinale della passerella – come se camminasse insieme alle persone lungo di essa – per giungere in città e lì riacquistare una dimensione di rilievo, adeguata alla scala dell’ambiente urbano (vedi successiva descrizione della testata urbana).

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Testata Piazza Dante

La testata nord è composta dal blocco dei collegamenti verticali (scale mobili + ascensore + corpo scale) attraverso i quali dal livello del percorso pedonale e ciclabile si raggiunge via Proietti Divi e il parcheggio di attestamento a raso posto a quota – 3,00 mt. rispetto alla via stessa. Il progetto della testata nord deve essere funzionale, per adesso, alla situazione sopra descritta, ma in prospettiva deve essere compatibile con la possibile sistemazione futura dell’area, della quale si propone qui una soluzione di massima. La passerella si appoggia su un elemento strutturale a forma irregolare curvilinea che contiene al suo interno le scale mobili, l’ascensore e il corpo scala, realizzato con setti curvi in c.a. (o, in alternativa, in struttura metallica a tralicci strutturali) e rivestito per tutto il suo sviluppo con lamelle di acciaio. Gli elementi di collegamento verticali congiungono la passerella con il sottostante parcheggio a raso; una scalinata a cielo aperto collega poi la quota della passerella a via Proietti Divi. La parte terminale del blocco ascensore + scala che emerge sul piano di arrivo della passerella viene schermata da una sorta di “gabbia”, realizzata in struttura metallica e lamelle di acciaio inox; a sua volta la struttura, insieme alla parte terminale della passerella, viene sormontata da una serie di grandi elementi metallici curvilinei che rappresentano il segno formale e compositivo della testata del percorso. Questa soluzione, che costituisce uno stralcio perfettamente funzionante per la prima fase, si integrerà con la seconda fase, di cui si propongono di seguito le soluzioni di massima. Sul lato ovest della testata, così come sopra descritta, si appoggerà la parte terminale di una collina artificiale, ricavata per un fronte di 150 mt. nell’area compresa tra via Proietti Divi e i binari ferroviari, al di sotto della quale verranno ricavati tre livelli di parcheggio per un totale di circa 600 posti auto più 100 posti moto e 70 posti bici, che costituiranno il grande sistema di attestamento per l’ingresso nord della città. La collina artificiale sarà parzialmente aperta verso l’esterno, sia sul lato che guarda i binari, sia attraverso dei lucernai di forma arcuata sul lato opposto di via Proietti Divi e in tal modo i due livelli superiori del parcheggio risulteranno illuminati in modo naturale. Dal piano di arrivo della passerella sarà realizzata la continuazione della pista per biciclette che, sovrappassando via Proietti Divi, si collegherà con la pista esistente posta all’esterno della via stessa, configurando così una perfetta continuità del percorso ciclabile. Sul lato est della passerella un altro braccio di pista ciclabile scenderà a spirale fino ad una piazza pedonale di forma circolare, generando al di sotto di se un edificio di forma curvilinea che ospiterà una serie di servizi alla persona (bar, uffici, negozi, artigianato di servizio, etc.). Tutta la complessa testata nord è costituita da elementi architettonici che privilegiano forme curvilinee che a loro volta suggeriscono l’idea del movimento, quasi ad essere generate dal flusso materiale delle persone che la usano, rappresentando così anche una naturale continuazione dei morbidi profili collinari su cui si attestano.

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Percorso

La testata urbana corrisponde all’intersezione della passerella con l’atrio est della stazione ferroviaria e con Piazza Dante. Il tema è di grande delicatezza e complessità perché la piazza ha una sua forte caratterizzazione, conferita dal prospetto razionalista del fabbricato che ospita la stazione, dalla recente struttura in acciaio che funge da pensilina per la fermata degli autobus, dall’imponente presenza, sul lato opposto della piazza, della grande pressa, ed infine conferita anche dalla struttura, sul lato est, dell’Hotel Millennium, a suo modo monumentale anch’essa. L’inserimento in questo contesto di una nuovo elemento urbano, costituito dalla parte terminale della passerella e dal complesso dei collegamenti verticali, costituisce un nodo di difficile risoluzione. Due potevano essere le soluzioni in qualche modo coerenti con la rilevanza del sito: una soluzione, per così dire, in negativo, in cui tutto il complesso delle strutture da realizzare fossero come risucchiate verso l’interno dell’area della stazione, in modo da interferire il meno possibile con il contesto “monumentale” della piazza; una soluzione che, all’opposto, imponesse la presenza del nuovo manufatto e ne denunciasse in maniera forte la presenza, con una scala a sua volta “monumentale” ma tale, per articolazione volumetrica e compositiva, per linguaggio formale e per uso dei materiali, da entrate in relazione con gli elementi preesistenti della piazza. E’ stata scelta quest’ultima opzione, perché si è ritenuto che una struttura di così rilevante impatto, funzionale e simbolico, nell’organizzazione della città, dovesse essere percepita con tutto il suo rilievo, anche visivo, nel contesto cittadino. L’accesso alla passerella può avvenire o mediante le scale mobili ubicate all’interno dell’atrio est della stazione o mediante un ascensore posto accanto alla passerella stessa sul lato ovest. Ascensore e passerella sono inquadrati da una sorta di portale monumentale, realizzato in struttura metallica e lamelle di acciaio inox che scherma, pur lasciandolo intravedere, il volume dell’ascensore, e permette viceversa il passaggio della passerella che si affaccia così sulla piazza.

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Percorso

Sul lato est, invece, il progetto prevede una grande quinta, a coprire il tratto terminale del fronte della stazione tra la passerella e l’hotel Millennium, realizzata anch’essa con tralicci in struttura metallica, completamente ricoperta di verde verticale – una vero e proprio green wall – che fa da schermo al retrostante blocco scala, e, con il suo andamento curvilineo nel tratto terminale ovest, suggerisce l’accesso alla zona delle scale mobili. La presenza del verde ritorna sia nel blocco scala, dove su fili d’acciaio tesi tra pavimento e soffitto salgono dei rampicanti, sia nell’atrio, dove pareti di verde, sempre realizzate con rampicanti, coprono i muri dell’atrio a lato delle scale mobili, sfruttando una rientranza dei muri stessi. E’ la conclusione urbana del percorso verde che parte dalle colline antistanti la testata nord, prosegue con il parco posto sulla copertura del futuro parcheggio multipiano,percorre longitudinalmente tutta la passerella e infine entra in città dialogando con la grande quinta alberata esistente che fa da sfondo alla pressa. L’insieme delle opere che costituisce la testata urbana della passerella è certamente una presenza di forte impatto, che entra prepotentemente nello spazio urbano della piazza; ma la sua immaterialità, il suo linguaggio formale assolutamente “moderno”, l’uso di due soli materiali in aggiunta al travertino del fronte della stazione, l’acciaio e il verde naturale del green wall – peraltro già presenti, l’uno nella pensilina, l’altro nel verde degli alberi dietro la pressa – fanno sì che questa presenza si inserisca nel contesto preesistente con la sua forte personalità ma senza dissonanze.

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Percorso

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Testata via Proietti Divi

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Testata via Proietti Divi

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Testata via Proietti Divi

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Testata via Proietti Divi

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Sezione longitudinale

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La tavola

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Particolare struttura

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