© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
Una casa costruita in economia negli anni 50, ridefinita e adattata nel 2012 alle nuove esigenze estetiche, funzionali e di risparmio energetico. Un edifico quello esistente, tipico di certa edilizia “geometrile” del secondo dopoguerra, alla quale era stato aggiunto più di recente un volume, per due nuove stanze, sovrapposto alla doppia falda, quasi in attesa di una nuova riconfigurazione complessiva.
foto by giacomo albo. Published on August 12, 2012.
La filosofia generale del progetto ha teso innanzitutto a semplificare l’immagine dell’edificio, operando riduzioni sia dal punto di vista volumetrico che nell’uso dei materiali. La correzione delle incoerenze precedenti passa attraverso la scelta di pochi materiali, la regolarizzazione del volume esterno e la semplificazione operata sulla falda del tetto, ridotta ad unica pendenza di poca inclinazione che dà uno slancio complessivo alla nuova onfigurazione volumetrica.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
L’edificio contiene due unità abitative rispettivamente al piano seminterrato ed al piano rialzato a cui è stato aggiunto il sottotetto. Il fronte esposto ad est, dove affacciano gli ambienti principali della casa trova giustificazione dal fatto che un ampio affaccio naturale boschivo ne costituiva l’orizzonte, prima che venisse realizata la strada di grande traffico che ora scorre a poca distanza, realizzata pochi anni dopo la costruzione dell’edificio. L’abitazione principale posta al piano rialzato sfrutta un ampio terrazzo ricavato sulla copertura del box collocato al piano inferiore seminterrato, quest’ultimo adibito ad una seconda unità abitativa.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
Come detto, l’obiettivo di progetto è stato quello di ricomporre un volume che risultava disarticolato e scomposto, fatto di piccoli rientranze senza logica e misura, che è stato ricondotto innanzitutto ad una più precisa base quadra che corrisponde alla copertura ad unica falda. L’operazione successiva è stata quella di svuotare il volume in alcuni punti dove era necessario mantenere un maggior riparo, in corrispondenza dei rispettivi ingressi alle due abitazioni del piano rialzato e del piano seminterrato. L’involucro esterno delle pareti di facciata, che è stato cappottato termicamente con polistirene di 10 cm. finito ad intonaco fine lasciato di colore bianco, è normalmente applicato direttamente alle murature esistenti con colle e fissaggi meccanici puntuali. Nelle parti aggiunte a sbalzo la struttura di supporto a secco è composta da pannelli di cemento fibrorinforzato tipo acquapanel, rasato e finito con lo stesso intonaco del cappotto.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
I serramenti eistenti che avevano il caratteristico contorno in marmo serpentino verde scuro, sono stati mantenuti secondo una logica di evidenza della stratificazione costruttiva per cui si leggono in sequenza lo spessore della muratura, il nuovo cappotto e, dove previsto la testa amultistrato dei pannelli di rivestimento in legno. E’ nelle parti scavate, quasi “estratte” dal volume prismatico esterno a base quadra, che si è deciso di porre in evidenza lo stacco con un materiale cromaticamente e matericamente diverso: pannellature di grandi dimensioni in legno multistrato sp. 15 mm.di okumè verniciato naturale applicate con viti in vista, su listoni opportunamente predisposti e fissati direttamente alla muratura esistente.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
Il lato est è stato coperto con uno sbalzo sviluppato sull’intera lunghezza, che al piano sottotetto serve da terrazzo per le due camere, protetto da pannellature in cristallo multistrato temperato fissate alla carpenteria di metallo della struttura dello sbalzo. La copertura del terrazzo mette in mostra la struttura della copertura in legno di abete lamellare.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
Rispetto all’edificio preesistente con la copertura a doppia falda dalla quale sporgeva il volume delle due camere aggiunte, si è ricondotto il tutto ad una nuova copertura a falda unica con pendenza molto bassa per far sì che si potessero raggiungere almeno tre obiettivi: inglobare il volume preesistente delle due stanze aggiunte, salvaguardare l’apertura orizzontale che sul lato ovest illuminava gli ambienti interni e consentire un utilizzo totale dello spazio sottotetto.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
I materiali utilizzati sono soltanto tre: - il legno naturale; a grandi pannelli di multistrato fenolico per i rivestimenti di facciata, legno di hemlock per serramenti in gran parte preesistenti, e lamellare di abete per le gronde, - l’intonaco bianco per le pareti interamente rivestite con uno strato di cappotto termico finito ad intonaco rasato fine, - l’alluminio preverniciato per la copertura e le lattonerie.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
La copertura con struttura in legno di abete lamellare è stata costruita fuori opera e montata in pochi giorni, compresa la nuova gronda prefabbricata lasciata in vista con un profilo sagomato rastremato, tenuta staccata dal rivestimento esterno a cappotto termico, e le gronde arretrate in modo da conferire la necessaria leggerezza visiva. Lo strato a finire del manto di copertura è costituito da lamiera di alluminio preverniciato grigio piombo lavorata a doppia graffatura. Sono stati evitati torrini in copertura , optando per una soluzione a parete.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.
© sergio fumagalli . Published on August 12, 2012.