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Fenegrò (CO), Italia

Riqualificazione Piazza Santa Maria Nascente.

Cesare Ventura, VaPP architettura

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La piazza di Santa Maria Nascente presenta oggi delle criticità che sono tanto di natura programmatica quanto di natura compositiva. Sono di natura programmatica perché, di fatto, le funzioni che vi si attestano hanno tutte un carattere istituzionale e tutte, in qualche maniera, reclamano che questo carattere venga loro riconosciuto. A questo si aggiunge una, pressoché totale, assenza di attività commerciali, il che rende molto discontinuo l’utilizzo della piazza da parte della popolazione; fatta eccezione per tutti quegli eventi che coinvolgono e interessano l’intera comunità dei fenegrolesi, come la festa patronale e il palio, la piazza si popola quasi esclusivamente negli orari di entrata e uscita dalle scuole e in quelli della celebrazione liturgica.

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In origine… era l’olmo Le criticità di natura compositiva sono invece il risultato di una serie di azioni trasformative, le quali hanno interessato l’area, occupata oggi dalla piazza, sin da prima che questa si configurasse come tale, ovvero come oggi la conosciamo. Quando la chiesa era ancora rivolta verso ovest, un grande olmo accoglieva, appena oltrepassato il ruscello, arrivando da est, le persone che entravano nel “recinto sacro”; qui già germinava l’idea della piazza come luogo di ritrovo, di riferimento e di identità, secondo un modello comune a molti centri abitati dell’epoca medioevale. Ogni borgo aveva la sua chiesa, il suo pozzo e il suo albero (spesso un olmo) sotto il quale le genti si raccoglievano per dibattere del sacro e del profano. Quando nel 1720 l’olmo morì, la colonna crucifera prese il suo posto; la chiesa era ancora rivolta ad ovest e cento anni dopo la troviamo invece rivolta verso est; è il 1833 e la piazza già si riconosce nel profilo attuale. La struttura della piazza è chiara, integra: ad ovest la presenza della chiesa è dominante, ad est la colonna con la croce fa da fuoco prospettico per le genti che giungono da quella che oggi è la Via del Castello. Non c’è conflittualità tra queste due presenze. Quando nel 1903 viene inaugurato il nuovo Municipio, attuale scuola elementare, questo è nuova presenza istituzionale che interferisce con la centralità della chiesa sulla quale, fino ad allora, la piazza si era strutturata. Le modifiche più rilevanti all’assetto della piazza sono però quelle che, negli anni 60, portarono allo spostamento della colonna crucifera e alla realizzazione della grande aiuola centrale con l’albero e la fontana.

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La struttura attuale della piazza Come illustrato dallo schema Assialità e Gerarchie (Tav. 1), la conformazione della grande aiuola e la giacitura del suo asse longitudinale, insieme alla nuova collocazione della colonna crucifera, sono finalizzate a costruire una nuova assialità con il sagrato di Santa Maria Nascente; tuttavia questa nuova assialità non coincide con l’asse di simmetria della chiesa. Queste operazioni, finalizzate a trovare un nuovo equilibrio tra le emergenze monumentali, sono operazioni “grammaticalmente” corrette, ma finiscono col compromettere la funzionalità della piazza, perché ne rendono virtualmente inaccessibile proprio la parte centrale, quella in cui gli attori dovrebbero raccogliersi. Anche l’originale struttura gerarchica viene messa in crisi, e quasi si perde la presenza della colonna crucifera che, un tempo, era landmark che accoglieva le genti che giungevano da est. Oggi la colonna è pressoché occultata dalla presenza della grande pianta conifera. Una volta occupato il centro della piazza con la grande aiuola, lo spazio che rimane a nord e sud della stessa, finisce col delinearsi come una semplice e mortificante sede carrabile. La piazza è nata in stretta relazione con la chiesa e con essa era ed è tuttora identificata; questo suo carattere va recuperato nella sua integrità, va salvaguardato, va sublimato.

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La nuova Piazza Come confrontarsi quindi, con uno spazio pubblico fortemente direzionato ma dominato da una presenza, la chiesa, che identifica un asse di simmetria che non è lo stesso di questo spazio? Sostanzialmente ci sono due strade possibili: la prima è quella, già praticata, di rafforzare l’assialità in antitesi con quella della chiesa; la seconda è invece quella di modificare il profilo di questo spazio, in modo tale che l’asse di simmetria della chiesa finisca col coincidere con l’asse di simmetria della piazza. Il progetto pratica questa seconda strada, con la finalità di recuperare la centralità della chiesa, ricostruendo le gerarchie tra le parti: la chiesa, la scuola, l’asilo, l’oratorio e, ultima ma non ultima, la colonna crucifera. Lo spazio centrale è liberato dalla fontana, dall’aiuola, dall’albero. Finalmente torna visibile la colonna crucifera.

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Deformazione del profilo e Polarità della Croce Il profilo della piazza si deforma, quasi fosse un tappeto; ora la piazza è più stretta e si protende lungo l’asse est-ovest, finalmente a condividere lo stesso asse di simmetria e la stessa giacitura della chiesa. Il suolo, lastricato in serizzo di Antigoria e solcato da fasce trasversali in granito, identifica lo spazio della piazza dominato da Santa Maria Nascente, e accoglie i flussi della chiesa e della scuola; è uno spazio ventrale, che raccoglie e si offre ai fenegrolesi come luogo dell’identità, dove si costruisce il senso di appartenenza ad una comunità che, in questo luogo rinnovato, si identifica. La spinta che produce la deformazione è direzionata, da sud, verso la croce; forse è la croce stessa a tirare, ad attrarre, come una ritrovata polarità. Un segno di suolo che definisce una nuova soglia; la pavimentazione cambia, un leggero gradino va formandosi, parte da zero, ad ovest e ad est, e si alza fino a 20 cm, proprio al centro, dove la soglia quasi accarezza il basamento della colonna. E’ una linea d’ombra.

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La linea e le Oasi d’Ombra Il lato sud della piazza è pensato come la parte più arredata, quella atta ad accogliere l’individuo, prima ancora che la comunità. E’ il luogo in cui si accomodano genitori e nonni, nell’attesa che figli e nipoti escano da scuola, o dall’oratorio; è il luogo in cui i giovani possono incontrarsi per “stare”; è il luogo dove l’attore può sedersi e sfogliare un giornale, o leggere un libro; è il posto dove intrattenersi dopo la messa domenicale. Qui vengono disposte le sedute e gli alberi che devono garantire l’ombreggiamento. Questo è il luogo dove la scala urbana si fa “umana”. Questo luogo è… l’olmo, che torna ad accoglierci sotto le sue lunghe braccia di rami. E’ uno spazio abitato dai segni, anche nella pavimentazione in cubetti di porfido, posati a file parallele, solcate da cordoli in granito e da griglie lineari per la raccolta delle acque piovane.

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L’arredo urbano è tutto raccolto verso nord, vicino alla linea d’ombra del gradino, verso la croce e la piazza lastricata della chiesa; il versante più a sud, quello più aderente agli edifici dell’asilo e dell’oratorio, è lasciato libero così da garantire il passaggio, in sicurezza, dei veicoli autorizzati diretti all’interno dei recinti. A Nord, di fianco al volume della scuola, verso l’approdo del Vicolo Streccione, il suolo della piazza spinge, scava, e un setto rivestito in granito contiene il terrapieno erboso, raccogliendo uno spazio più “lento” attorno ad un albero, più grande degli altri, che ombreggia tre panchine. Anche questo è luogo della sosta; è protetto.

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Il sistema di illuminazione Attualmente la piazza è illuminata da lampioni e proiettori montati sotto la linea di gronda degli edifici. Questa soluzione è valida perché contribuisce a rivelare la qualità dei fronti degli edifici, senza il ricorso a proiettori incassati a pavimento, che possono rivelarsi problematici in termini di inquinamento luminoso. Se da un lato gli edifici della chiesa e della scuola elementare sono di buona fattura e ben interpretano la loro dimensione monumentale e istituzionale, al contrario, gli edifici che costituiscono il fronte sud della piazza, sono decisamente meno pregevoli; questo rilievo, prima di altri, ha informato il progetto della nuova illuminazione. Il sistema di illuminazione prevede che il versante sud, quello pavimentato in porfido ed arredato con le sedute, sia illuminato tramite pali a sezione rettangolare, con corpo illuminante integrato, regolatore di flusso, fotocellula crepuscolare e ottica apposita per camminamenti e piste ciclabili; tutte caratteristiche finalizzate all’abbattimento del consumo energetico. Questi pali, alti 320 cm, sono pensati per l’illuminazione al suolo; l’inquinamento luminoso verso l’alto è nullo e minimo è anche l’impatto sul fronte dell’edificio dell’asilo. Lo spazio raccolto attorno all’albero, a est della scuola, è anch’esso illuminato da due di questi pali. La vista notturna della tavola 3 illustra come la parte centrale della piazza, quella pavimentata in serizzo, resti in penombra, e l’effetto scenografico che si ottiene sia quello di illuminare a giorno, con i medesimi proiettori in funzione oggi, la facciata della chiesa di Santa Maria Nascente. L’impianto scenografico della nuova piazza è volto alla sublimazione della centralità della chiesa parrocchiale. Sul versante Nord, la piazza continua ad essere illuminata dai proiettori posizionati sotto la linea di gronda della scuola, perché questa soluzione consente di rivelare tutta plasticità della facciata dell’ex municipio.

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