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Rossano Veneto (VI), Italia

Concorso di idee per la riqualificazione di Piazza Duomo - Rossano V.to

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LO STATO DIFATTO La proposta di progetto parte da un’ attenta analisi dell’ area della piazza e del contesto di Rossano V.to. Si tratta di un piccolo centro urbano, dalle caratteristiche rurali, posto in un punto strategico del territorio, all’ incrocio tra tre grosse provincie: quelle di Padova (Cittadella), Treviso (Castelfranco V.to) e Vicenza (Bassano del Grappa). Avvicinandosi al centro abitato, già a qualche km di distanza, è possibile scorgere una delle preesistenze piu’ caratteristiche del paese: la vecchia torre dell’ acquedotto, elemento che assumerà grande rilevanza in progetto. Si può notare come l’ intero agglomerato urbano si concentri nelle aree circostanti la piazza e le strade piu’ importanti del centro: via Salute, via Bassano e via Roma. Gli edifici che si affacciano su questi assi stradali, sono sprovvisti di un qualsiasi spazio intermedio che li separi dalla corsia carrabile: essendo le strade piuttosto strette, a doppio senso di circolazione e abbastanza trafficate, questo fa si che gli ingressi delle abitazioni si trovino praticamente sulla strada. In molti tratti non sono presenti neppure i marciapiedi e questa situazione è molto pericolosa sia per chi vi abita, che per i pedoni, costretti a camminare rasente i muri per non essere investiti. La piazza del comune attualmente è adibita a mero parcheggio, su di essa insistono edifici fatiscenti, alcuni dei quali disabitati ed in situazione di degrado totale. La visuale della chiesa dalla piazza è parzialmente ostruita dall’ edificio sede della Caritas, attualmente attivo ed utilizzato, ma in stato di grave degrado. Il progetto si sviluppa essenzialmente per risolvere queste due problematiche: in primo luogo vuole restituire ai cittadini una dimensione piu’ umana, rendendo le strade sicure e fruibili da tutti, non solo dagli automobilisti; in secondo luogo vuole riqualificare la piazza, riportando a nuova vita alcuni degli edifici che su di essa si affacciano e creando un centro paesano a “misura d’ uomo” e non solo di auto.

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IL PROGETTO La circolazione stradale Il progetto parte innanzitutto dalla revisione dei sensi di marcia degli assi stradali del centro, sviluppando il provvedimento già attuato dalle Amministrazioni Comunali, nell’ istituire senso unico su via Roma e via Torricella. Entrando a Rossano V.to da sud, all’ altezza dell’ incrocio con via Cartiera – che rimarrà a doppio senso di circolazione – via Salute sarà a senso unico sud/nord, in modo da permettere la creazione di una pista ciclo/pedonale sulla sinistra, a ridosso degli edifici fronte strada: in tal modo i ciclisti/pedoni avranno uno spazio stradale sicuro a loro dedicato, le auto procederanno in un unico senso in modo piu’ agevole, e gli edifici saranno dotati di uno spazio intermedio di separazione dal traffico. All’ altezza di Piazza Duomo le auto saranno obbligate a svoltare a destra su via Roma, già a senso unico, e da qui potranno tornare a sud attraverso via IV Novembre (a senso unico nord/sud), oppure confluire sulla strada statale percorrendo via Torricella (senso unico sud/nord). Le auto provenienti invece da Castelfranco V.to/Bassano del Grappa potranno entrare a Rossano V.to attraverso via Bassano, senso unico nord/sud: anche qui si istituisce il senso unico di marcia, per poter sviluppare piu’ agevolmente una pista ciclo/pedonale che crei una zona intermedia di respiro tra strada e abitazioni. Il progetto prevede che la piazza diventi un’ area ad esclusiva pertinenza ciclo/pedonale, chiusa al traffico, ad esclusione di un unico senso di marcia nord/sud (corrispondente all’ area 30 km/h) che proviene da via Bassano e convoglia il traffico su via Roma. In questo modo i due tratti di pista ciclo/pedonale sfociano entrambi direttamente su Piazza Duomo, senza dover interferire con il traffico automobilistico.

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La piazza La piazza viene idealmente “divisa” in due parti, attraverso l’ uso della pavimentazione. La parte nord – per cui si prevede il riutilizzo dei sanpietrini in porfido esistenti, che verranno rimossi, puliti e reimpiegati – viene adibita ad area di sosta per i cittadini: potrà essere usata come spazio per eventuali manifestazioni all’ aperto, per il mercato comunale, o come eventuale sito per i plateatici dei bar vicini. La quota del piano di campagna rimane uniforme a 0,00 m. La zona sud viene invece adibita a zona di passaggio, essendo un vero e proprio asse diretto verso la chiesa: quest’ area viene pavimentata in calcestruzzo rullato, con l’ inserimento di un sistema di illuminazione calpestabile/carrabile a terra, di forma stretta e allungata, quasi ad essere un segnale luminoso in direzione della chiesa. La pavimentazione in cemento invade anche parte dello spazio carrabile, arrivando fino agli incroci con via Roma e via Bassano: questo per segnalare a terra agli automobilisti l’ arrivo e l’ ingresso in un’ area esclusivamente pedonale a 30 km/h e quindi l’ obbligo di rallentare. Questa parte di piazza si sviluppa in pendenza, da 0,00 m (punto piu’ basso corrispondente al livello staradale) a 0,80 m (il punto piu’ alto in corrispondenza della chiesa e della pavimentazione storica in acciottolato): ciò permette un’ agevole fruizione degli spazi anche da parte dei disabili. La separazione tra le due zone viene attuata attraverso una linea immaginaria che, dalla torre dell’ acquedotto, idealmente taglia lo spazio e converge in direzione della chiesa, quasi a voler ricordare un rivolo d’ acqua che da essa scende e scorre attraverso la piazza. Questo “segno” nella sua parte iniziale è una vera e propria vasca d’ acqua a sfioro (dotata di filtro antialghe e sistema di ricircolo) e nel suo proseguimento diventa un sistema di sedute/gradinate rivestite in legno trattato per esterni: il tutto viene ombreggiato da un filare di alberi da frutto a basso fusto, che cambiano i colori e gli odori a seconda delle stagioni. I due livelli della piazza posti a quote diverse si collegano tramite un sistema di scale e rampe. La pavimentazione della piazza in calcestruzzo si insinua anche all’ interno del nuovo edificio commerciali/direzionale/residenziale, previsto al posto del vecchio patronato (lato nord); questo per dare un’ idea di fusione e compenetrazione tra esterno ed esterno, tra spazio pubblico e spazio privato.

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La pista ciclabile La semplicità dell’ idea con cui viene sviluppata la pista ciclabile, la rende economicamente realizzabile in tempi brevi e soprattutto di facile manutenzione. Si cerca di mantenere una larghezza costante di 2,50 m per tutto il suo sviluppo (ad esclusione dei tratti in cui la strada esistente è particolarmente stretta) in modo da adibirla sia a pista ciclabile che a marciapiede, essendone il centro di Rossano sprovvisto. La separazione dalla strada viene ottenuta tramite un divisorio in calcestruzzo dalla sezione trapezoidale, che in alcuni tratti è semplice spartitraffico con fioriera centrale, mentre in altri diventa seduta. Questo permette di ottenere allo stesso tempo sia uno spazio di transizione e respiro per gli edifici fronte strada, sia un arredo urbano che, attraverso la vegetazione, allontana visivamente il traffico dalle abitazioni. Inoltre le zone adibite a seduta e le piazzole di sosta che si trovano in alcuni tratti (ad. es. davanti al Municipio) contribuiscono a rendere la pista non solo uno spazio di passaggio, ma anche di sosta e relax. L’ intera pista si sviluppa da via Salute a via Bassano sul lato ovest della strada, in modo da limitare il piu’ possibile le intersezioni con il traffico. Si prevede un’ illuminazione radente a led, incassata alla base del trapezio in calcestruzzo; la pavimentazione verrà realizzata in asfalto pigmentato, con colori beige/marrone che richiamano le tonalità del porfido della piazza: questo permette un contenimento dei costi di pavimentazione, facilità e velocità di realizzazione e continuità con la piazza.

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Il nuovo fabbricato Il nuovo edificio in progetto sostanzialmente occupa il sedime del vecchio patronato, ma si sviluppa con un volume ed un’ altezza decisamente inferiori, in modo da integrarsi maggiormente con gli altri edifici esistenti e da mettere ulteriormente in risalto la torre dell’ acquedotto. Punto essenziale dell’ idea di progetto per il nuovo fabbricato è la fusione dell’ edificio con Piazza Duomo: al piano terra è infatti totalmente fruibile come porticato, luogo coperto in cui passeggiare ed ammirare le vetrine dei negozi. La vita paesana si svolge così in un’ unica grande piazza, in parte aperta, in parte coperta, ricca di zone di sosta ma anche di occasioni di vita sociale. L’ edificio è un continuo richiamo alla contrapposizione vuoto e pieno: non vuole essere una massa imponente, una barriera, bensì un punto di passaggio permeabile, di interazione con il contesto. Per questo è ricco di spunti di “dialogo” con la piazza: patii alberati che si sviluppano a tutta altezza, portici, logge, terrazzi, solarium, punti di affaccio… questi elementi vengono ottenuti attraverso l’ interazione di forme e volumi che compenetrandosi tra loro creano spazi originali e piacevoli da abitare. I volumi a sbalzo sulla piazza e verso nord sono rivestiti in laminato “abet meg” colorato: la texture è ottenuta affiancando pannelli di dimensioni variabili in altezza con le tonalità cromatiche del territorio rurale circostante: l’ azzurro dell’ acqua, il verde della natura, il marrone dei campi… il risultato è un insieme di volumi giocosi e allegri, un edificio nuovo sia nei materiali che nell’ impatto visivo, che si integra perfettamente con la piazza e “svecchia” l’ aspetto generale del centro paesano. Il fabbricato si sviluppa su tre livelli: il piano terra è adibito a destinazione commerciale, sul davanti è costituito da volumi totalmente vetrati e piu’ contenuti nelle dimensioni, sul retro invece da spazi piu’ ampi. Il piano primo è a destinazione direzionale, il piano secondo a destinazione residenziale. Si potrebbe anche prevedere la costruzione di un piano interrato (al momento escluso dall’ idea di progetto), in modo che le varie unità possano avere a loro disposizione anche dei posti auto coperti e dei magazzini/cantine.

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La torre dell’ acquedotto La torre dell’ acquedotto viene utilizzata come elemento distributivo per accedere all’ edificio: al suo interno viene dotata di vano ascensore e corpo scale che permettono di accedere sia ai vari piani del fabbricato, che alla copertura, che diventa un vero e proprio punto panoramico di osservazione della campagna veneta e del complesso del Monte Grappa. Nei piani intermedi, essendo la torre sufficientemente alta, si prevede la disposizione dei vani tecnici a servizio delle unità. Un’ idea da sviluppare in futuro, per ora esclusa dalla proposta progettuale, potrebbe essere l’ installazione di un piccolo punto di ristoro sulla sommità della torre, in modo da renderla ancor piu’ un’ attrattiva del centro paesano. Un simpatico suggerimento potrebbe essere l’ addobbo della torre nel periodo natalizio, quasi fosse un grande albero di Natale per tutti i cittadini.

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I materiali Il verde può essere visto come il materiale principale del progetto in quanto caratterizza tutti i componenti del progetto: la pista ciclabile con le sue fioriere, la piazza con le sue aiuole in pendenza ed il filare di alberi, i giardini verticali sulla torre ed edificio della Caritas… A livello prospettico sia la torre che l’ edificio della Caritas vengono completamente rivestiti da giardini verticali autosufficienti nel sistema di irrigazione e dalla bassa necessità di manutenzione, conferendo un effetto scenografico alla piazza: con il variare delle stagioni, infatti, i cittadini potranno godersi lo spettacolo del cambiamento di colori, odori e sfumature della natura… Questo sistema potrebbe essere usato in futuro anche per tappezzare gli edifici in attesa di ristrutturazione; è infatti ecosostenibile, in quanto l’ irrigazione può essere alimentata da pannelli solari posti per esempio sulla copertura piana del nuovo edificio (in progetto non presenti). Ad esclusione delle parti di pavimentazione immutate della piazza, in porfido e in acciottolato, la maggior parte dell’ area viene pavimentata in cemento rullato: grazie ad una tecnica si “stampaggio in opera”, tale pavimentazione riproduce l’ effetto di una pietra a correre. Questo materiale non teme gli agenti atmosferici, resiste al gelo ed è inattaccabile da olii e contaminazioni erbacee. La pista ciclo/pedonale viene pavimentata in asfalto pigmentato dalle tonalità che richiamano il porfido della piazza: il trattamento colorante, che differenzia la pista dalla strada, permette ai ciclisti/pedoni una rapida individuazione del percorso di loro pertinenza, rende il passaggio piu’ accogliente da un punto di vista estetico ma soprattutto garantisce una maggior durata dell’ asfalto.

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