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Gwangju, North Korea

"asian Culture Complex - Centro Di Cultura Asiatica". Gwangju South Korea

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DEMOCRACITY

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1. Contesto

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Questo progetto per l’Asian Culture Complex a Gwangju non è solamente un progetto di architettura alla scala urbana ma anche la costruzione di una grande occasione progettuale capace di ridisegnare un “nuovo centro” per l’intera città, per la Korea e per l’intera area asiatica. Un polo della cultura contemporanea in grado di internazionalizzare l’immagine di Gwangju nel mondo. Un nuovo centro culturale globale. Un nuovo centro urbano pubblico per la città di Gwangju. Un grande attrattore turistico e culturale, una vero e proprio edificio mondo.

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Il progetto intende muoversi tuttavia con sapiente sensibilità tra conservazione ed innovazione attraversando la storia, la cultura geografica ed antropologica del luogo. E’ un progetto che vuole imporsi chiaramente quale occasione urbana specifica e non quale generico oggetto contemporaneo senza luogo, né storia.

Un nuovo centro contemporaneo della cultura non può infatti che essere l’espressione di un lungo processo di sedimentazione cumulativa, di consapevolezza culturale, di concentrazione di memoria, di manifestazione di valori duramente conquistati e di progresso nell’accezione più alta del termine. Il progetto per l’Asian Culture Complex deve rappresentare anche il futuro di Gwangju quale strategia di riqualificazione dell’intera città. L’occasione per suggerire una strategia di riqualificazione urbana dell’intero tessuto della città.

L’ambiente naturale in cui si trova la città di Gwangju è il riferimento principale del progetto. L’acqua, le colline, il carattere della vegetazione divengono anima e lirica del senso collettivo e democratico della grande architettura urbana del progetto.

Per tutte queste considerazioni la chiave di lettura principale del progetto è la relazione che intercorre tra genius loci e contemporaneità.

2. Carattere

Il progetto per l’ACC è pensato come un grande muro di cinta abitato che racchiude la memoria della città di fondazione, i suoi reperti storici ed insieme il futuro della città di Gwangju rappresentato dal programma produttivo culturale dell’ACC. Metafora del castello della cultura, il nuovo ACC, si mostra come un edificio mondo, complesso e semplice allo stesso tempo. Uniforme per altezza e continuità di bordo; eterogeneo per trattamento delle superfici di facciata e per le spaccature che segnalano le porte del parco e della memoria. Una città lineare contemporanea che racchiude all’interno, il cuore collettivo dell’intera città di Gwangju: un grande parco urbano in forma di foresta destinata alla meditazione ed al relax. Al di sotto di esso programmi espositivi e sale pubbliche; la metropolitana ed un’area parcheggi. Tra gli edifici storici presenti la natura permeabile ed organica della foresta diviene pietra dura, piazza e geografia consolidata. Un luogo metafisico, pacifico e denso di natura ed arte; non solo un central park per Gwangju ma anche un bosco per pensare. Tutte le strade che circondano l’area del progetto si dirigono e si ricongiungono incrociandosi come percorsi pedonali geometrici all’interno di questo grande anfiteatro naturale. Simbolo del senso collettivo del progetto, il parco ed il muro contemporaneo abitato divengono il centro dei valori culturali democratici di un’intera comunità.

3. Percezione

L’edificio è costituito di fatto da un insieme di isolati materici e trasparenti giustapposti tra loro che disegnano un grande seppur frammentario edificio concluso lungo i bordi. Un corpo basso, alto due o tre piani, definisce il perimetro produttivo; al suo interno si trova una corte con una valenza sia privata che pubblica; nella corte si trovano le lame-torri, con una vocazione tecnica, alte …. piani, e raggiungibili dalla strada pedonale. La stretta commistione e prossimità delle diverse funzioni fa di questo un luogo speciale, senza pregiudicare in alcun modo l’autonomia di ciascuna attività. La copertura dell’edificio perimetrale è un percorso-rampa, con attività ricettive ad uso del quartiere.

Fusione di più oggetti architettonici, ciascuna parte dell’edificio ha un forte carattere proprio. Le facciate delle lame-torri hanno finestrature multiple e irregolari, il che li differenzia dagli edifici intorno; scompare così l’interpiano, mentre gli sbalzi in testa sono segnali evidenti. Per contrasto, il corpo perimetrale, ben ancorato al terreno, presenta un’orditura orizzontale. Nella corte interna, dalle tonalità scure, l’acqua si alterna a piani di legno, creando effetti di riflesso e di dilatazione; lo spazio enfatizza l’interiorità architettonica.

4. Tecnica

Per ottimizzare gli spessori edilizi e la resa energetica, la struttura portante è in acciaio, con travi forate per il passaggio degli impianti. Realizzabile in gran parte con materiali di riciclo, l’edificio è a sua volta riciclabile. Ciascuna lama-torre presenta zone soleggiate e zone in ombra; le facciate, fortemente isolate e concepite come dei diaframmi per modulare la luce naturale,rispondono all’organizzazione interna, e accolgono finestre, griglie di ventilazione e pannelli fotovoltaici (sul lato sud); in copertura, ci sono pannelli solari per l’acqua calda. Internamente non è necessario utilizzare controsoffitti per il passaggio degli impianti.

Steel

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