© STUDIO EM+ . Published on August 23, 2012.
RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA DUOMO La priorità del progetto è focalizzata sulla riqualificazione di piazza Duomo quale punto di concentrazione delle attività sociali della cittadinanza. Oggi la piazza è attraversata dalla strada principale che la porta ad essere un mero luogo di passaggio e, di fatto, a essere utilizzata come ampio parcheggio. Inoltre, come si evidenzia nello schema di analisi, la piazza attualmente si trova isolata rispetto al contesto urbano e mal collegata con gli ambiti principali.
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L’obiettivo del progetto è quello di far diventare la piazza il cuore della vita sociale dei cittadini e non più uno spazio adibito a parcheggio. Percorrendo la piazza oggi non si ha l’impressione di essere coinvolti in uno spazio aggregativo, essa è ridotta a luogo di transito, priva di quegli elementi che devono invitare a sostare e godere degli spazi dell’intorno. Manca la proporzionalità dei volumi che definiscono lo spazio, col risultato di vedere il Duomo relegato in un ambito a sé stante e non coinvolto come primo attore nella definizione della piazza pubblica. La dimensione imponente del fabbricato dell’ex patronato, prevale su ogni altro edificio e non partecipa alla fruizione della piazza. Il portico di cui è dotato non è parte integrante dello spazio aperto, ma solo un percorso separato dallo spazio centrale. La riqualificazione ha dunque lo scopo di restituire lo spazio pubblico alla città e ai suoi cittadini, per sottrarlo all’attuale occupazione da parte delle automobili che potranno usufruire del nuovo parcheggio posto sul lato est della piazza.
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La piazza, per essere polo attrattivo della città, deve avere elementi caratterizzanti polifunzionali che la rendano adatta ad essere utilizzata nel vissuto quotidiano e luogo di maggiore concentrazione per le attività comunitarie quali: feste patronali, funzioni religiose, spettacoli estivi, giochi invernali, manifestazioni, … L’idea prevede la creazione di un salotto chiuso, un ambiente che, come nelle piazze antiche, sia confinato e venga percepito come luogo aggregativo: un luogo piacevole da vivere e frequentare. Per conferire il carattere di aggregazione “il vuoto della parte centrale è essenziale”. Con queste parole, Camillo Sitte nel suo libro “L’arte di costruire le città” spiega l’importanza dello spazio quale elemento che conferisce alla piazza funzioni di svago, civili e sacre. Ma lo spazio deve essere confinato perché si percepisca il “vuoto”. “All’interno d’una città uno spazio libero non diventa piazza, che quando appare effettivamente chiuso”.
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L’elemento nuovo che conferisce alla piazza la sua dimensione è individuato nell’arredo del verde e in particolare nel filare di gelsi che, collocato al confine est, crea una schermatura trasparente a separazione dalla viabilità stradale. Il filare, che nella memoria ricorda i cigli delle strade di campagna, viene qui proposto con la medesima funzione: definire il confine fra la piazza e la viabilità, ma anche quale riferimento storico, quando la coltivazione del baco da seta era la principale fonte economica del territorio. La funzione di chiusura dello spazio conferita ai gelsi, assume il carattere che gli antichi attribuivano ai colonnati e alle statue collocate nell’intorno del foro. L’ambito è arricchito dall’area giardino, colorata e profumata dai prunus accolade e attrezzata con sedute quale punto occasionale di aggregazione.
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Il progetto di riqualificazione considera fondamentale la presenza del nuovo edificio realizzato sullo stesso sedime dell’ex patronato, ma assolutamente ridotto ad una altezza uniformata a quella dei fabbricati prospicienti. Risulta importante la presenza del porticato come percorso necessario alle attività commerciali e come connessione diretta con la piazza. Ai piani successivi si ripropone il tema del portico che si trasforma in loggiato. Così, anche gli spazi di vita quotidiana e privata, diventano parte della piazza e il luogo pubblico si relaziona col privato. Il caratteristico loggiato, inoltre, durante i mesi estivi, funziona da schermatura solare, mentre lascerà passare il basso sole invernale che contribuisce a scaldare i locali interni. La torre è proposta con la duplice funzione di collegamento verticale per il nuovo edificio e come punto d’osservazione dell’area lungo la via del Brenta: dalla pianura Veneta fino alle prealpi Venete e il massiccio del Grappa. Nei prospetti della tav 3 e nelle immagini 5 e 6 della tav 4 è proposta una soluzione che prevede l’utilizzo della sommità della torre come skybar con vetrate che potrebbero essere integrate con pannelli informativi in base al punto di osservazione specifico. Altri usi potrebbero essere di tipo culturale e sociale, museale, espositivo…
La riquadratura della piazza si completa nella realizzazione del proseguimento del portico lungo la facciata della canonica ampliando gli spazi di ritrovo e mitigando l’aspetto spoglio della facciata dell’edificio esistente.
La pavimentazione è l’ulteriore elemento di valorizzazione della Piazza. I materiali utilizzati sono prevalentemente porfido e acciottolato ponendosi in continuità con quelli già presenti sul territorio. Per le aree di transito veicolare, oltre il confine dei filari, si è scelto il porfido in cubetti, mentre per le aree pedonali, il porfido è in lastre rettangolari posate a correre intervallato da cordoni a raso in pietra che disegnano gli allineamenti; infine il viale in acciottolato risulta essere il proseguimento della pavimentazione del sagrato del Duomo. La pavimentazione in lastre di porfido per posa e orientamento, divide la Piazza in tre settori così individuati:Anche il raccordo delle quote fra il sagrato e la viabilità trova significatività nella disposizione dei tre spazi principali: l’area adiacente ai portici, pressoché in piano, è adatta ad ospitare ogni forma di manifestazione pubblica e si raccorda alle quote più basse attraverso i muricci di contenimento del verde che creano una sorta di gradino sopraelevato rispetto alla strada; le aree in fregio agli edifici a sud della piazza, si raccordano al sagrato ed alla viabilità.
Oltre il confine del filare di gelsi l’ambito torna ad essere quello della viabilità introducendo l’argomento che riguarda la riqualificazione della rete viaria. La leggera curvatura che assume la viabilità stradale, in continuità fra via Bassano e via Salute, e la scelta della pavimentazione in cubetti di porfido, consentono una integrazione più consona alla zona pedonale generando una maggiore soglia di attenzione dell’automobilista che è portato a rallentare. La nuova conformazione viabilistica, consente anche una migliore visibilità a chi, dal nuovo parcheggio, si immette sulla strada. I gelsi ed i lampioni di illuminazione collocati sul lato est contribuiscono all’arredo del nuovo andamento viabilistico accentuando ulteriormente l’effetto della curvatura. Secondo i principi dello Shared Space, applicato a questo tratto di via Bassano, la condivisione degli spazi tra automobilisti, pedoni e ciclisti, costringe chi è al volante a una maggiore responsabilità nei confronti delle persone che transitano a piedi o in bicicletta. L’eliminazione di una segnaletica specifica porta l’automobilista a sentirsi parte di uno spazio in cui non risulta essere il protagonista assoluto, ma uno dei partecipanti alla scena.
RIQUALIFICAZIONE DELLA VIABILITA’ Percorrendo la viabilità che attraversa Rossano Veneto, si riscontrano due aspetti che meritano particolare attenzione:Partendo dall’incrocio con via Cartiera, percorrendo via Salute verso nord, il progetto di riqualificazione si propone di realizzare un marciapiede su tutto il lato ovest a protezione dei pedoni ed utile alle abitazioni il cui accesso oggi avviene direttamente dalla sede stradale.
Il marciapiede prosegue lungo via Stazione dove è collocato l’attraversamento pedonale che si connette con il piazzale del Comune. La realizzazione dello svincolo, nell’incrocio fra via Salute e via Stazione, ha lo scopo di migliorare i flussi del traffico. Proseguendo verso nord, viene ridotto l’attuale calibro stradale nei limiti consentiti dal Codice della Strada e realizzata la ciclopedonale sul lato est, che si connette, attraverso l’incrocio con via Roma, al nuovo parcheggio collocato di fronte a piazza Duomo. La riduzione del numero dei parcheggi in piazza Marconi è compensata dalla nuova area di parcheggio posta dietro il Comune che a sua volta sarà collegata direttamente a piazza Duomo.
Lasciando piazza Marconi e procedendo in direzione nord si accede alla Zona 30 evidenziata dal cambio di quota dell’intera sede stradale. La protezione dei pedoni qui avviene per mezzo di cordoli rialzati e l’allontanamento della ciclopedonale dalla corsia stradale. Inoltre l’attraversamento pedonale, oggi in corrispondenza dell’incrocio fra piazza Duomo, via Salute e via Roma, viene raddoppiato e spostato uno a nord, nella Piazza, ed uno a sud lungo via Salute. In corrispondenza dell’accesso a piazza Duomo, il cambio di pavimentazione, che dall’asfalto passa al porfido, accompagnata dalla leggera curvatura dell’asse stradale, enfatizza il rallentamento dei veicoli a vantaggio della sicurezza dei pedoni.
Provenendo da nord, percorrendo via Bassano, la soluzione che si propone è la medesima di quella sopra descritta. A causa dell’eccessivo restringimento della carreggiata, si propone una soluzione che prevede la condivisione degli spazi, Shared Space, in cui il flusso automobilistico, pedonale e ciclabile, percorre lo stesso tratto di strada evidenziato con il cambio di quota e caratterizzato da marcatori metallici in rilievo che identificano lo spazio di rispetto agli edifici e quello più specificamente pedonale. Una maggiore interazione sociale tra i vari attori aumenta il senso di responsabilità e di rispetto nei confronti dei diversi sistemi di movimento. L’intervento di riqualificazione interessa tutto il tratto di via Bassano che da nord, dall’inizio dell’intervento, giunge sino all’ingresso della Zona 30.
L’attuale larghezza della carreggiata stradale consente di poter realizzare un marciapiede su tutto il lato est della strada in parte rialzato e in parte in quota con la sede stradale in corrispondenza degli accessi carrai. Inoltre, l’ampia sede stradale consente di realizzare uno spartitraffico centrale sufficientemente ampio per essere arredato a verde e piantumato e che fa assumere al tratto di via Bassano il carattere più consono di viale formato da due carreggiate, una per ogni senso di marcia, con l’obiettivo di limitare la velocità del traffico e impreziosire il tragitto che collega piazza Duomo con villa Caffo-Navarrini.