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Venezia (VE), Italia

Copycat, Corderie dell'Arsenale

13th Venice Architecture Biennale - menzione speciale

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Installazione “Copycat”, progettata da Cino Zucchi e realizzata da De Castelli, esposta alle Corderie dell’Arsenale.

De Castelli realizza l’installazione di CZA Cino Zucchi Architetti alla Biennale di Architettura di Venezia.

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Particolare dell’installazione “Copycat”, progettata da Cino Zucchi e realizzata da De Castelli, esposta alle Corderie dell’Arsenale.

Non è la prima occasione che vede De Castelli partner per la realizzazione di un’opera della Biennale di Venezia. L’azienda infatti ha costruito negli anni una buona reputazione fatta di puntualità, potenzialità produttiva, competenza artigianale, attenzione ai dettagli, precisione, delineando una propria unicità e rendendosi ben visibile nella sofisticata dimensione dell’architettura.

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Cino Zucchi che lavora alla sua installazione “Copycat”, realizzata da De Castelli, esposta alle Corderie dell’Arsenale.

Il know-how di De Castelli, in parte ereditato da generazioni di esperti fabbri e progressivamente alimentato e implementato con le migliori innovazioni tecnologiche, esprime, oltre ad una spiccata attitudine organizzativa, una elevata capacità produttiva, una spontaneità nelle relazioni e una grande passione per il lavoro artigiano.

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Cino Zucchi, architetto di fama internazionale, è uno tra i pochi italiani invitato dal direttore David Chipperfield a interpretare il tema 2012 “Common Ground”, per il quale ha immaginato uno spazio irregolare, che allude ad una piazza, pavimentato con piccoli ciottoli di ferro grezzo di forma esagonale, attorno alla quale sono disposti grandi armadi metallici. Ognuno di essi mostra, sul suo lato esterno, una collezione di oggetti o immagini.

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Il lato di ogni elemento/armadio è contraddistinto da un “motivo” che mostra una serie di variazioni nella dimensione, proporzione e ritmo della costruzione in ferro.

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Il risultato può essere interpretato come una serie di modelli di edifici, in scala, inseriti in una piazza.

Alla De Castelli il lavoro organizzativo, per la complessità della sua produzione, è iniziato fin dal mese di aprile con la scelta della squadra operativa, specializzata in questo tipo di interventi, che si è impegnata nella realizzazione di quest’opera, le cui fasi salienti sono state continuamente documentate attraverso l’obiettivo fotografico.

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