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Terni (TR), Italia

Nuova porta urbana del sistema intermodale. Terni

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L’architettura delle infrastrutture ha assunto, nel mondo contemporaneo, un rilievo e un’importanza sempre maggiori con la conseguenza dell’aumento della richiesta di nuovi sistemi di spostamento, distribuzione e sosta. Questo tema riguarda in particolar modo gli edifici e gli spazi aperti concepiti sulla mobilità e specificatamente sulla mobilità di massa. Il continuo flusso di persone e cose rappresenta una fondamentale occasione di scambi sociali, culturali ed economici, interazioni di cruciale importanza per la sopravvivenza dei sistemi urbani. Nell’approcciarsi a questo tipo di progetti, dove il tema principale non è soltanto il manufatto ingegneristico, bisogna porre l’accento su quelle che sono le esigenze del territorio che le circonda, non si può parlare di manufatti rigorosamente monofunzionali che non fanno parte dello spazio pubblico e collettivo . L’infrastruttura dovrebbe garantire la percorribilità del territorio attraverso spazi in cui la possibilità di movimento è sicura. L’obiettivo è quello di rendere l’infrastruttura un’ “infrastruttura urbana”, dando identità a spazi non ancora risolti in modo tale che la cittadinanza se ne appropri.

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1 – IL PROGETTO La progettazione di una nuova infrastruttura che collega due parti di città attraverso un percorso lineare, fa si che le scelte architettoniche e funzionali siano basate su un’attenta analisi di tutti gli elementi che la circondano, proiettandosi su quelle che potrebbero essere le esigenze future. Il progetto per la nuova passerella che attraversa i binari della stazione di Terni e mette in comunicazione i due poli alle estremità, fa in modo che non si possa fare a mento di capire come questi spazi possano interagire tra di loro. Andando ad analizzare il tema progettuale e suddividendolo in quelli che possono essere tre macro temi, ne risulta che abbiamo tre spazi diversi da mettere in comunicazione. La stazione esistente, che si presenta con una facciata continua e modulare verso Piazza Dante, un percorso lineare lungo 200 metri che diventerà collegamento veloce per le persone che quotidianamente usufruiscono dei servizi delle ferrovie, e una nuova testata nei pressi di Via Proietti Divi che ha il compito di diventare un elemento di riconoscibilità in una zona dove sono previste delle nuove attività insediative. Questi tre ambiti, oltre ad essere localizzati in punti molto diversi tra loro, presentano anche tre approcci diversi da un punto di vista progettuale. Per quanto riguarda la parte della stazione, oltre ad essere evidente il confronto tra questa ,Piazza Dante e la città, ci si deve confrontare con un edificio esistente che non può essere modificato interamente ma che ha bisogno di avere una nuova porta che la faccia entrare a far parte della città. La testata adiacente a Via Proietti Divi invece deve tener conto di quello che sarà l’assetto futuro di quest’area. Un approccio ulteriormente diverso risulta essere quello della passerella ciclopedonale che collega queste due testate formalmente ed operativamente diverse. Ci troviamo in un contesto ferroviario al momento popolato da tralicci, cavi di contatto, pensiline ma che ha bisogno di distinguesti e stupire chi attraversa in treno la stazione creando quindi un Landmark.

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2 -PORTA SU PIAZZA DANTE, NUOVO ATRIO EST La testata di Piazza Dante, uno tre ambiti di intervento, è concepita formalmente come parte integrante del fronte dell’edificio esistente senza spezzarne la modularità e allo stesso tempo dandogli al visibilità necessaria alle persone che giungono in stazione dalla città. L’idea progettuale è quella di utilizzare le linea della stazione, piegandola nel punto di ingresso dell’atrio est, per creare un segno visibile e dare all’edificio stesso la funzione di porta cittadina senza il bisogno di aggiungere elementi nuovi che mal si confronterebbero con l’edificio esistente. La nuova distribuzione dell’atrio est prevede, oltre al collegamento orizzontale diretto al binario 1 e al sottopasseggio della stazione, il collegamento verticale con la nuova passerella ciclopedonale. Vengono inserite nel vano principale due rampe mobili che permettono il collegamento con la passerella anche per chi ha con se la bicicletta. In posizione laterale, ma con affaccio diretto verso il porticato esistente, viene posizionato un ascensore e le scale di sicurezza. Il collegamento al piano a quota +106 tra la passerella ciclopedonale e il vano ascensore avviene attraverso un percorso leggero di collegamento che si sporge verso il centro dell’atrio permettendo di avere un punto di vista diverso verso la città. La sezione inclinata della copertura in latero cemento ha sia la funzione di portare l’occhio dell’utente verso i due punti di vista privilegiati, uno verso via Proietti Divi e uno verso Piazza Dante, sia quello di poter ospitare dei pannelli fotovoltaici a servizio del ponte senza che questi debbano essere mitigati ulteriormente o necessitino di altri supporti usati su coperture piane, ed avere un massimo rendimento. Ai fini di garantire la sicurezza adeguata è prevista l’installazione di una chiusura al piano terra tra le rampe mobili e il blocco ascensore e scale di sicurezza, in questo modo si riesce a rendere indipendenti l’uso della pensilina da quello della ferrovia.

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3 -LA PASSERELLA CICLO-PEDONALE L’idea progettuale che ha portato al disegno di questa nuova passerella si basa sull’obiettivo di rendere questo oggetto un segno riconoscibile per tutti i viaggiatori. Le scelte progettuali adottate hanno tenuto conto di vari aspetti: -visibilità per chi passa in treno -visibilità per chi aspetta ai binari -visibilità per chi attraversa la passerella stessa -visibilità dal contesto urbano Poiché il contesto in cui si localizza il ponte è quello ferroviario, caratterizzato da tralicci, cavi e pensiline l’idea generale si basa sul concetto di dinamicità. Una struttura portante composta da due elementi chiusi (uno in acciaio e l’altro in acciaio corten) sembra danzare lungo tutto il percorso creando dei vuoti che ne alleggeriscono il prospetto e danno un senso di profondità. Durante il giorno possiamo vedere il cielo che ne interrompe il prospetto, di notte invece, attraverso l’uso di proiettori con ottiche focali diverse, la parte strutturale identificata con il percorso sembra galleggiare nel vuoto. Per chi percorre il ponte invece la piegatura e il cambio di sezione in pianta , consentono di apprezzarne le curve rendendo questa passeggiata non soltanto un collegamento ciclopedonale ma, per chi non ha fretta, una promenade. Poiché questa passerella è considerata ciclabile a tutti gli effetti, in quanto presenta lungo tutto il ponte lo spazio necessario per avere una corsia dedicata alla ciclabile l’illuminazione prevista tiene conto della normativa.

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4 – PORTA SU VIA PROIETTI DIVI, NUOVA CENTRALITAURBANA La testata di via Proietti Divi fa parte di un sistema più ampio che non è soltanto quello di fungere da collegamento verticale con il ponte, ma di inserirsi nella nuova centralità prevista in quella stessa zona. Si tratta di un edificio che diventerà un vero e proprio punto di scambio tra il sistema parcheggio multipiano, la piazza e il ponte. L’idea progettuale che caratterizza questo portale è quella di mantenere una coerenza con la testata che entra nell’atrio est della stazione e di integrare questo edificio con i progetti futuri. Si tratta di una struttura portante in c.a che contiene al suo interno un sistema di scale già calcolato su quelli che potrebbero essere i possibili piani del parcheggio. Dato che l’autorimessa prevista risulta essere isolata, ovvero non vi sono attività promiscue come uffici, supermercati etc, le scale non necessitano di nessun filtro e possono essere usate come da progetto sia per la sola realizzazione del ponte e il piano seminterrato, che per la future realizzazione dei piani fuori terra del parcheggio. Da un punto di vista funzionale questa testa ha dunque il compito di fare da spalla al parcheggio facendo da quinta scenica verso la piazza dove saranno adibiti spazi commerciali e di servizio. Anche in questo caso la copertura ha una sezione inclinata e permette l’inserimento di pannelli fotovoltaici che anche qui come per la testata della stazione risultano essere perfettamente mitigati.

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5 – ELEMENTI CARATTERIZZANTI DEL PONTE Oltre alle considerazioni fatte sui tre ambiti in modo specifico e puntuale, altre scelte derivano dal fatto che tutto questo sistema, sebbene affronti condizioni differenti, sia concepito come un unico intervento integrato ad uso ciclabile e pedonale. 5.1 IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE L’impostazione generale della progettazione della parte illuminotecnica, è finalizzata al massimo contenimento energetico abbinato ad uno studio tra l’architettura del ponte e le soluzioni tecniche adottate per rispondere alle normative vigenti. Nel progetto abbiamo proposto di installare quasi tutti apparecchi di illuminazione a led di marca SIMES, che permettono benefici sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico/gestionale. La potenza totale impiegata per l’illuminazione del ponte e dei suoi due ingressi è poco meno di 3kW. L’illuminazione generale verrà divisa in : -Illuminazione scenografica della struttura del ponte. -Illuminazione della passerella ciclo-pedonale. -Illuminazione degli ingressi al ponte. -Illuminazione scenografica della struttura del ponte L’illuminazione scenografica della struttura è stata prevista con una tipologia di proiettore con due ottiche diverse, una con fascio largo e l’altra con fascio stretto, in modo da risaltare le linee sinuose del ponte sia con un’illuminazione dal basso verso l’alto sia attraverso un’illuminazione orizzontale. Discorso a parte è stato studiato per la pensilina di via Proietti Divi, dove andiamo ad illuminare con dei corpi illuminanti a barre incassati sul piano di calpestio dal lato giardino, la parete lunga con un’illuminazione radente dal basso verso l’alto.

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