© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 26, 2012.
Gli obiettivi che ci siamo posti, conformemente alle aspettative, gli usi e le abitudini della comunità locale, sono stati quelli di una riqualificazione e rigenerazione di questa lingua di sassi in mezzo al mare, che riesca a coniugarne la sua prima antropizzazione, senza compromettere le possibilità di sviluppo e proliferazione delle specie biologiche presenti sotto la superficie del mare, cercando al contempo di creare un habitat esterno favorevole al formarsi di una ulteriore zona dedicata alle specie vegetali ed aviarie in superficie. Ci troviamo di fronte ad una scogliera che in questi oltre 150 anni di vita ha sviluppato, nella parte sommersa, un habitat marino caratterizzato da una ricca comunità biologica, che va in massima parte salvaguardata, e se possibile, aumentata. Per questo motivo la maggior parte della scogliera sommersa, se si fa eccezione per la sola zona del nuovo arenile e della piazza del mare, è stata lasciata intatta: il percorso che si sviluppa tra i due poli della diga infatti non viene praticamente mai a contatto con tale scogliera, appoggiandosi, nella parte emersa, e scavalcandola più volte senza praticamente toccarla se non episodicamente e puntualmente. Il marina avrà un antemurale rigido, che non intaccherà la scogliera, mentre tutti gli altri pontili saranno galleggianti. Inoltre di fronte al nuovo arenile è stata prevista, nel caso in i necessari studi da sviluppare, nelle varie fasi progettuali, sulle maree e venti dominanti lo richiedano, una ulteriore diga frangiflutti interna, che potrà così supplire egregiamente a quanto tolto in fase di realizzazione. Per quanto riguarda invece le aree verdi realizzate lungo il percorso e presso gli estremi, queste consentiranno lo svilupparsi di una comunità biologica di nuova formazione. Lungo il percorso, oltre all’illuminazione, costituita da elementi led disposti sia a pavimento che lungo i parapetti e su pali, per consentire una variabilità della luce al variare delle situazioni, è previsto che siano installati dei microgeneratori eolici verticali posti su pali, in modo che sia possibile approvvigionare l’isola con una produzione fino a 100 kW di energia, interamente rinnovabile. Gli edifici, il Museo Cetaceo ed il Resort, saranno anch’essi progettati secondo principi bioclimatici e di alta efficienza energetica, per ottenere emissioni zero di Co2 in atmosfera, arrivando anch’essi a produrre la maggior parte dell’energia necessaria al loro funzionamento. Dal punto di vista dello smaltimento dei reflui, tutti i sistemi antropici saranno dotati di propri depuratori che rendono le acque utilizzabili per l’irrigazione; grande attenzione sarà posta nella raccolta delle acque piovane ed in quelle grigie che saranno riutilizzabili anch’esse per l’irrigazione delle zone verdi.
© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 26, 2012.
Il Museo Cetaceo si pone trasversalmente alla diga, con forma slanciata verso i due mari, quello interno e quello esterno, a costituire l’elemento maggiormente caratterizzante il landmark territoriale della diga. Disegnato come fosse una nave in secca in attesa del varo, consta di una piazza coperta a quota – 4 ml. slm che ospita un auditorium ed un centro congressi con vedute sottomarine; alla quota del molo, lo zero progettuale, sul lato del marina si affacciano i servizi portuali, mentre dal lato verso il mare interno parte un piano inclinato che porta alla quota del percorso e del foyer del Museo; a questo livello oltre ai servizi sono presenti gli uffici amministrativi. Da qui da si accede al primo livello nel quale sono presenti due terrazze: la prima è costituita dal grande sbalzo a nord che da sul Golfo di La Spezia, mentre la seconda, più piccola di dimensioni si affaccia verso sud ed è schermata dai raggi solari diretti dallo sbalzo della copertura e dal solaio del livello superiore. Una terza terrazza si apre sul percorso verso Lerici. Il secondo livello, di dimensioni ridotte, per lasciare spazio ad un doppio volume nel quale possono essere appese sculture, riproduzioni od anche scheletri di cetacei, ospita un bookshop cafeteria-ristorante e gode di una vista particolare verso il mare e verso le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Da qui, attraverso un vano scale elicoidale, posto nell’occhio del cetaceo, si accede alla copertura, concepita come un grande giardino mediterraneo, per la parte piana, ed un teatro all’aperto per quella inclinata verso il Golfo di La Spezia.
© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 26, 2012.
Dal punto di vista costruttivo il Museo è realizzato con una struttura in cemento armato prefabbricato precompresso, con un livello di finiture minimale che ne limita i costi di manutenzione: pavimenti in cemento, infissi in acciaio zincato così come il rivestimento esterno. Quest’ultimo consta di pannelli grigliati che all’occorrenza possono essere ribaltati e fungere da brise-soleil ed evitare un eccessivo surriscaldamento estivo. Il livello di dotazione impiantistico, essendo l’edificio iperisolato, richiederà impianti anch’essi minimali, che si rifletteranno positivamente sui costi di esercizio e di manutenzione. Il Resort, concepito quasi come un naturale prolungamento dei vivai di mitili presenti, questa piccola struttura costituisce una comunità di elementi cubici posti su pali e collegati da percorsi in legno che ne fanno una sorta di trama di villaggio arcaico discosto dal percorso principale. Consta di 44 elementi su due piani ciascuno con una camera da letto, collegati con scale in legno che scendono fino in acqua. La copertura sarà piana, a verde pensile, con essenze di macchia mediterranea. In prossimità del percorso pedonale abbiamo posizionato la reception club house, mentre al di là, sul mare esterno sono poste due piattaforme, anch’esse in legno che ospitano rispettivamente una terrazza con un chiosco, ed un ristorante. Tutti questi edifici saranno prefabbricati in legno posti su piattaforme in cemento. Anche in questo caso criteri bioclimatici, iperisolamento, schermature solari e progettazione mirata, consentiranno di ottenere dei manufatti energeticamente autosufficienti a zero emissioni.
© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 27, 2012.
L’intervento da un punto di vista paesaggistico è stato sicuramente l’elemento più difficile che abbiamo affrontato: riqualificare e rigenerare questa lingua di sassi in mezzo al mare, riuscendo a coniugarne la presenza umana, senza compromettere le possibilità di sviluppo e proliferazione delle specie biologiche presenti sotto la superficie del mare, e cercando al contempo di creare un habitat esterno favorevole al formarsi di una ulteriore zona dedicata alle specie vegetali ed aviarie in superficie. Il Percorso, lungo più di due chilometri, di sezione e di andamento plano altimetrico variabile, costituisce la nervatura del progetto. Abbiamo voluto creare situazioni diverse relativamente ai materiali impiegati, mattonelle di cemento, terra rullata, legno a seconda dei punti in cui ci si viene a trovare: più selvaggio l’ambiente ai poli, sempre più sofisticato mano a mano che si procede verso il centro; oppure meno protetto dal mare, nelle zone più “naturali”, ed invece estremamente protetto dalle possibili onde di libeccio dalla marina all’arenile.
© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 26, 2012.
Percorso vita per passeggiate, ma anche percorso energetico, lungo il quale sono posti la maggior parte dei generatori eolici. L’Arenile e la Piazza del Mare. In un prossimo futuro si spera che le acque interne possano essere dichiarate balneabili, ed allora la spiaggia che abbiamo proposto potrà diventare una grande attrattiva, vista anche la scarsa quantità di luoghi presenti nel Golfo di La Spezia. Ricavata sacrificando parte della scogliera esistente, alla quale viene affiancata una nuova cospicua mantellata, che possa creare una sorta di bacino in cui la sabbia possa restare senza grandi problematiche, la spiaggia è dotata di servizi e cabine ricavate nel dislivello del percorso pedonale, così come accade di sovente nel litorale ligure. In attesa che il divieto di balneazione venga rimosso, sono state previste alcune piscine d’acqua opportunamente filtrata. Attraverso una rampa con pendenza adeguata – 8% – si accede alla Piazza del Mare, cheparte dalla quota + 4 del Foyer del Museo, ed arriva con gradoni e rampe fino a lambire il mare interno. Pavimentata in cemento e legno la piazza diventa luogo di incontro, socializzazione e scambio tra le persone che a diverso titolo sono venute presso la diga. Luogo per spettacoli all’aperto e fuochi artificiali a ferragosto. Il Verde. Coerentemente con quanto scritto per il Percorso, anche il sistema del verde corrisponde alle diverse situazioni che sull’isola si vengono a creare: i due poli del percorso, considerati più “selvaggi” avranno una macchia mediterranea piuttosto dura e coriacea fatta di mirti, lentischi, rosmarini, corbezzoli, erica arborea, mentre mano a mano che ci si avvicina verso il centro, quello maggiormente antropizzato, le essenze si ammorbidiscono e troviamo qualche albero, oltre ad erbe aromatiche ed ornamentali come la salvia, lavanda, lantane ecc. In prossimità del Museo e dell’Arenile abbiamo previsto delle palme che, pur non essendo propriamente autoctone, nel corso degli anni, lo sono di fatto diventate, costituendo una costante del paesaggio delle riviere liguri.
© Pier Giorgio Giannelli . Published on September 26, 2012.