© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Il progetto intende riconfigurare l’assetto della Diga Foranea del Golfo di La Spezia come nuova area dinamica destinata al turismo e al diporto nautico, mantenendone inalterata la funzione di protezione e di architettura ambientale; si andranno a creare nuovi posti barca e zone di balneazione così da rispondere agli interessi sorti in merito negli ultimi anni. La struttura del progetto prevede il mantenimento della coerenza d’insieme dello spazio fisico rettilineo della diga, conservando la scogliera frangiflutto lungo il lato sud e proponendo una zona banchinata lungo tutto il lato nord, dove si posizioneranno le zone di approdo dei natanti. La linearità di 2,2 km della diga non verrà intaccata; verranno in parte modificati i due estremi di levante e ponente che, insieme alla zona di mezzeria, ospiteranno le funzioni per la ricettività turistica.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Mantenendo la naturalezza rocciosa del bordo esterno, con la sua funzione di frangiflutto, il progetto inserisce un’asse di percorrenza longitudinale semplice e minimale, costituito da una piattaforma continua e uniforme nella larghezza, in cemento lisciato, cadenzato da strisce con due toni cromatici grigi differenti ma frequenziali, che rendono l’antropizzazione del luogo visivamente minima da punti di vista approssimativi ma caratterizzante per i fruitori.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Il percorso da est ad ovest, che normalmente ha una sezione di 10 metri, incontra tre “occasioni” di sviluppo principali, che racchiudono ognuna diverse funzionalità al loro interno: agli apici l’asse si rigira su se stesso formando delle insenature di protezione a semicerchio che ospitano, a ponente, un hotel con ristorante e bar, una dependance all’interno di un faro che può ospitare fino a tre alloggi caratteristici, una zona di balneazione con acqua depurata e spiaggia attrezzata, un teatro sull’acqua e una tensostruttura smontabile per eventi; a levante si localizza il secondo faro con funzioni espositive, un edificio a servizio dei miticoltori, dei pescatori e diportisti, una serra ad evaporazione tipo SOLWA per la desalinizzazione e potabilizzazione dell’acqua marina e piovana, una zona per il rifornimento delle imbarcazioni, e una struttura di ristoro e accoglienza turistica con specchio d’acqua ermetico per la balneazione.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Nella parte centrale della diga il percorso curva leggermente verso il mare aperto per una larghezza di 200 m, fino ad azzerare la proiezione affiorante della scogliera e innalzandosi ad una quota 4,5 metri, rispetto al percorso ordinario. In questa zona trova posto il sistema di produzione dell’energia elettrica REWEC3 – RESONANT WAVE ENERGY CONVERTER, un cassone cellulare in cemento armato, dotato di speciali turbine, in grado di produrre energia elettrica sfruttando il moto ondoso, che renderà autosufficiente il sistema diga, ed eventualmente cederà l’energia prodotta in eccesso alla terra ferma. Al disotto del percorso rialzato troverà spazio una serie di servizi e uffici, come la guardia costiera, un’infermeria, bagni e spogliatoi, negozi, punti informativi, biglietteria, controllo, accoglienza e custodia, magazzini, bar-ristoro, locali tecnici, un’officina e un club nautico. L’area si amplia poi con tre piattaforme ad arco verso la parte interna del golfo per accogliere l’attracco del traghetto e dei pontili delle imbarcazioni private. Sedute, semplici aree verdi e piccoli giochi d’acqua, sono inseriti per rendere gli ambienti e la passeggiata piacevoli e confortevoli. Le dimensioni sono tali da garantire il possibile atterraggio di un elisoccorso.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Nelle zone mediane delle due parti speculari della diga si posizionano le zone diportistiche più consistenti, con punti funzionali e blocchi spogliatoi e custodia che spezzano la continuità chilometrica della passeggiata in diga, con servizi igienici distanti al massimo 180 m dagli ormeggi più lontani. Quindi lo spazio della banchina sul lato interno sarà di servizio alla nautica, ma dovrà allo stesso tempo mantenere un carattere pubblico, sistemato come passeggiata a bordo dello specchio acqueo. Il carattere pubblico della banchina potrà essere assicurato in virtù della disposizione dei pontili galleggianti di attracco delle imbarcazioni, disposti ortogonalmente alla riva. Gli accessi ai pontili rimarranno, evidentemente, privati e chiusi al pubblico. Verrà presa in considerazione nella distribuzione logistica dei pontili anche la diversa tipologia d’imbarcazioni, a vela e a motori, assicurando alle prime un ormeggio più protetto nei confronti dei venti prevalenti. Le attrezzature portuali previste comprendono: pontili galleggianti costituiti da elementi modulari, colonnine di erogazione dei servizi a bordo, anelli di ormeggio in acciaio inox, scalette alla marinara in acciaio inox, bitte di ormeggio in ghisa, parabordi in legno e gomma.
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L’inserimento dei manufatti edilizi, contenuti nelle altezze e nelle dimensioni, consente di dotare il progetto di funzioni necessarie a renderlo appetibile e ricco di offerta per i possibili fruitori, e nello stesso tempo, dal punto di vista paesaggistico-ambientale non vi è una significativa alterazione dei luoghi in quanto numero e proporzioni degli edifici previsti non cambia rispetto a quelli esistenti. La piacevolezza del luogo è caratterizzata dalla visuale panoramica sull’intero golfo ed è intento progettuale quello di mantenere l’attenzione su questa prospettiva visiva. Tale intento è stato fissato come obiettivo progettuale prevedendo, sui manufatti edilizi, aree belvedere in sopraelevazione dedicate all’osservazione contemplativa del paesaggio. La progettazione pone una forte attenzione all’individuazione di materiali e tecnologie con un alto grado di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e resistenza nel tempo.
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I collegamenti alla diga saranno realizzati tramite i battellieri presenti nel golfo, che potranno accedere direttamente alla zona centrale delle diga e alle estremità laterali, oppure attraverso imbarcazioni private che attraccheranno negli appositi stalli previsti nelle suddette tre zone e in quelle mediane ad esse. Si propone inoltre la fermata del servizio della motonave turistica Lerici – Cinque Terre e l’istituzione di tratte dedicate, dai centri dei due comuni limitrofi, con fermata nella mezzeria dell’opera foranea. Si presume un allontanamento di limitata entità degli impianti di miticoltura, per consentire un passaggio e una manovra in maggior sicurezza delle imbarcazioni, senza nuocere agli allevamenti. La mobilità interna è pensata come prevalentemente pedonale. Tuttavia la passeggiata di più di due chilometri tra un estremo e l’altro, si propone anche attraverso l’utilizzo di biciclette a noleggio e con un limitato servizio pubblico elettrico con autista (tipo utility car).
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Impianti L’impianto elettrico, d’illuminazione e segnalamento sarà alimentato dal sistema a cassoni REWEC3 o similare per la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento del moto ondoso, collocato nella mezzeria della diga foranea in grado di rendere autosufficiente la nuova struttura. Sono previste stazioni di energia di riserva con gruppo elettrogeno ad intervento automatico in mancanza di rete, impianto d’illuminazione pubblica puntuale a paletti lungo tutta la passeggiata da est ad ovest e nelle zone funzionali, con installazione di corpi dotati di lampade a fluorescenza e a led, nonché di temporizzatori per spegnere alcuni elementi durante le ore più tarde della notte e limitare al massimo i costi di esercizio. L’impianto è destinato a fornire le colonnine di erogazione dei servizi a bordo delle imbarcazioni, da installare lungo i pontili e le banchine di ormeggio, l’edilizia portuale, gli stessi servizi tecnici ed impianti e le particolari attrezzature portuali a funzionamento elettrico. E’ prevista la copertura anche con alimentazione elettrica di riserva degli impianti antincendio, delle elettropompe sommergibili dell’impianto fognario e idrico, dei fanali di segnalamento e parte dei punti luce dell’impianto di illuminazione pubblica del porto.
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Il progetto pone molto riguardo al risparmio dell’acqua: a supporto di una cisterna idrica di accumulo, verranno installati sistemi di riciclo e riuso dell’acqua piovana, una serra di evaporazione tipo “SOLWA” o similare all’interno dell’estremo di levante, in grado di convertire l’acqua salata in dolce, completamente automatizzata, che attraverso l’utilizzo della radiazione solare, a zero impatto ambientale, in quanto non necessita né di manutenzione né di alimentazione esterna, può produrre fino a 5,5 l/mq al giorno. Nelle ore notturne e in assenza di sole, potrà essere alimentata dall’energia prodotta dal sistema REWEC3. Inoltre, impianti di purificazione e ventilazione permetteranno di assicurare al massimo la qualità e la purezza dell’acqua all’interno delle insenature laterali. L’impianto idrico, con rete di distribuzione dell’acqua potabile, è destinato ad approvvigionare l’edilizia portuale e le colonnine di erogazione, il lavaggio delle piattaforme e l’irrigazione delle aree verdi. Per la produzione di acqua calda si prevedono impianti del tipo solare termico a servizio delle aree servizi/doccia dei diportisti, dell’hotel e della sede dei miticoltori/pescatori. L’impianto fognario, acque bianche e nere, è previsto con reti separate in parte a gravità ed in parte in pressione con pompe sommergibili e recapito finale in macchine per il trattamento (depuratori); ne farà parte anche un sistema per l’aspirazione di acque nere dalle imbarcazioni. L’impianto antincendio sarà del tipo a spegnimento fisso ad idranti funzionante ad acqua di mare, con gruppi di pressurizzazione.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
Le specie arbustive delle aree verdi, saranno quelle della macchia mediterranea, scelte tra le più resistenti al clima marino e agli agenti atmosferici nonché al forte soleggiamento e alla scarsità d’acqua; specie più ornamentali e fioriture saranno allestite in vasi e fioriere nei pressi delle zone edificate, in modo da limitare la manutenzione e da essere messe al riparo e/o trasportate nei periodi più rigidi. Il progetto ha cercato di rispondere a tutti gli obiettivi evidenziati dal Bando di concorso, dando rilevanza ai punti ritenuti più significativi, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alle manutenzioni future, cercando di dare un’idea complessiva chiara e ricca di significati, senza esagerazioni formali e realizzative, ma comunque contemporanea, godibile e fruibile da tutti i futuri utilizzatori.
© Sebastiano Schenetti . Published on September 27, 2012.
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