CONCEPT
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
Dalla città la diga costituisce parte dello skyline verso il mare. Rispetto alla rada rappresenta, invece, un limite materico di chiusura. Immaginare di trovarsi all’altezza della diga può indurre a nuove suggestioni: ottenere una visuale esclusiva del Golfo dei Poeti e delle Apuane da Lerici a Portovenere; ammirare la città di La Spezia dal mare. I cittadini godranno di una vista esclusiva della loro città incorniciata dal contesto paesaggistico di grande valore storico ambientale. L’attrazione turistica, ma anche culturale, legata proprio all’aspetto naturalistico che può offrire un’infrastruttura ubicata in prossimità della diga è stata per il Gruppo di Lavoro uno degli stimoli che hanno poi condotto a determinate scelte progettuali. Le città oggi offrono sempre meno spazi di libertà, spazi dove immergersi in una realtà parallela, dove il tempo si ferma e la quiete e la tranquillità prevalgono. La città di La Spezia non è di certo immune da ritmi frenetici e da condizioni di traffico critiche. Offrire a La Spezia uno spazio unico nel suo genere, un’isola lineare su cui rifugiarsi in particolari momenti della settimana o nei giorni di festa, può significare attribuire a questa città un’opera di sicura rilevanza a livello nazionale e internazionale, un segno distintivo unico nel suo genere, che può certamente fungere anche da polo attrattivo di quel turismo culturale che da sempre caratterizza l’intero golfo. Il turista non mancherà certo di regalarsi momenti di relax in piena tranquillità in mezzo al mare, godendo di prospettive uniche già di fama mondiale. Dunque “questione di punti di vista”.
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
Gli obiettivi del bando di gara prefiggono la realizzazione di una serie di opere atte a valorizzare, riqualificare, insomma trasformare la diga foranea in un’infrastruttura che, con funzioni e attività, possa fornire una dotazione di servizi turistico – diportistici alla comunità e al turismo in generale. A conclusione dell’analisi del contesto, analizzando le indicazioni del bando, verificando il quadro normativo e le linee guida del PRP, reperendo i dati del moto ondoso e prendendo in considerazione nuove prospettive panoramiche, il Gruppo di Lavoro ha così potuto iniziare la vera e propria attività di progettazione con un piccolo bagaglio di punti fermi: - la diga offre la possibilità di decentramento di attività oggi interferenti con il traffico merci e commerciale. - la diga è un’opera di difesa e come tale va considerata anche nella realizzazione di nuove infrastrutture. - la diga offre prospettive e visuali esclusive per godere delle bellezze paesaggistiche del golfo e una nuova visuale sulla città. Ne discende l’idea di piattaforme e pontili galleggianti modulari assemblabili che hanno presentato fin da subito numerosi vantaggi di carattere logistico. Possono essere facilmente prefabbricati come moduli funzionali autonomi, funzionare in gruppo o singolarmente, essere poi smontati e trasportati in punti di stoccaggio e di deposito per manutenzioni o rimessaggio. Da qui idee varie di destinazioni d’uso a carattere prevalentemente ricettivo: spiagge galleggianti, piscine di mare, punti ristoro, giochi per bambini, servizi alla balneazione, pontili di attracco e relativi servizi. La molteplicità delle possibili destinazioni d’uso su piattaforma galleggiante mancava ancora però di una reale fattibilità se pensata per l’intero tratto della diga foranea di oltre 2 km. L’effetto suggestivo di un’infrastruttura galleggiante modulare, mutabile e smontabile al tempo stesso rischiava però di rimanere slegata e disomogenea e lasciava molti dubbi su alcuni criteri progettuali contemporanei ormai consolidati nella prassi costruttiva come l’accessibilità o la fruibilità, la sicurezza, la mobilità. Si è pensato quindi a un elemento di collegamento generale che costituisse un sistema autonomo distinto dal sistema della piattaforme a esso collegato. Una passerella soprelevata con struttura prefabbricata reticolare spaziale su pali. Da parole e immagini evocative, a idee estemporanee, da riflessioni di carattere strategico e logistico a idee concrete di intervento si è cominciato a delineare un tracciato sempre più chiaro verso la definizione del programma di progettazione definitivo.
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
Dalle numerose idee venute fuori fin dalle prime battute si è passato poi all’identificazione dei requisiti a cui il progetto deve necessariamente sottostare e che sono poi diventati le strategie di intervento. I requisiti sono stati identificati come segue: - La modularità: intesa come l’utilizzo di sistemi costruttivi integrati capaci di generare strutture assemblabili e smontabili. - La prefabbricazione: intesa come l’utilizzo di elementi prefabbricati e messi in opera con facilità di montaggio a favore del contenimento dei costi, della manutenibilità e facilità di sostituzione nel tempo. - L’accessibilità: garantire l’accessibilità a tutte le attività a chiunque e con facilità. - L’utilizzo di fonti rinnovabili: intesa come installazione integrata nel progetto di sistemi di produzione di energia elettrica dal sole e dal vento. - La reversibilità: la possibilità che al termine del ciclo di vita delle strutture previste, l’opera possa essere rimossa totalmente o in parte senza lasciare rilevanti segni sull’ambiente e sul paesaggio. Accanto a questi requisiti di carattere tecnico funzionale il Gruppo di Lavoro si è prefissato anche altri requisiti altrettanto importanti, ma maggiormente legati alla contingenza del progetto. In particolare l’intento è quello di promuovere l’utilizzo di materiali locali, manodopera locale ma anche prodotti locali. Data la presenza di numerose aziende di cantieristica navale, è stata ipotizzata la possibilità che componenti del sistema costruttivo possano essere realizzati con materiali e tecnologie che attengono a questo tipo di lavorazione, proponendo una sorta di costruzione prefabbricata a metro zero. Analogamente, in via del tutto preliminare, si sono ipotizzate attività a carattere locale ad esempio legate alla mitilicoltura: nasce così l’ulteriore idea del turismo gastronomico attraverso attività di ristorazione e cucina locale a metro zero.
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
Il concept prevede un sistema multiplo integrato costituito da tre sottosistemi: la passerella ciclo pedonale, il sistema delle piattaforme galleggianti e i bastioni di estremità. I tre sistemi sono totalmente integrati e costituiscono un sistema multiplo di servizi e attività che si estende per tutta la lunghezza della diga. La passerella ciclo pedonale si presenta come segno distintivo della composizione architettonica. Rappresenta un asse viario di mobilità e di collegamento per gli altri sottosistemi delle piattaforme e dei bastioni. E’ stata pensata come infrastruttura permanente prefabbricata con struttura reticolare spaziale su pali. Per tale motivo, seppur difesa dalla diga stessa, si è pensato di soprelevarla rispetto alla quota medio mare di circa 5 metri per garantirne la sicurezza in tutte le condizioni avverse del moto ondoso del golfo. La passerella viene poi interrotta da diramazioni laterali che vanno ad appoggiasi puntualmente sulla diga, a costituire punti panoramici proiettati sul mare. Tra una diramazione e l’altra vengono ospitate le attività delle piattaforme galleggianti che, come tasselli di un tetris o pixel digitali, disegnano trame sempre diverse sugli specchi d’acqua difesi dalla diga e delimitati verso la città dalla passerella soprelevata. Completano il progetto i due bastioni di estremità, indicati geograficamente come Bastione di Levante e Bastione di Ponente. Sono strutture in elevato costruite su piazze a mare appoggiate sulle sottostrutture laterali della diga stessa. La loro architettura ricorda antichi bastioni marini reinterpretati in chiave contemporanea. All’interno vengono ospitate attività di servizio e di gestione della passerella nonché i locali tecnici necessari al suo funzionamento. Come descritto precedentemente il progetto è modulare e flessibile. Per questo motivo proponiamo qui una nostra ipotesi di attività a carattere turistico ricettivo che possono essere parzialmente o totalmente ripensate a valle di studi di marketing e valutazioni contingenti legate alla disponibilità dei soggetti interessati (finanziatori, conduttori, gestori, stakeholder in genere). La nostra scelta si è concentrata su attività legate anche alla storia e alla tradizione locale. In particolare si è posto l’accento sull’importanza della mitilicoltura per la città e per il progetto. Subito a ridosso della passerella sono presenti gli allevamenti di mitili famosi anche a livello internazionale. Abbiamo quindi ipotizzato un interessamento dei mitilicoltori nei confronti del turismo gastronomico. In due settori del progetto in corrispondenza degli allevamenti sono state localizzate attività di ristorazione con Cucina a Metro Zero di portate a base di mitili da una parte e spazi attrezzati di Cucina Fai da te a Metro Zero dall’altra.
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L’intero settore centrale verso la città è stato destinato alla nautica da diporto. In tal modo l’avvicinamento delle imbarcazioni avviene con una certa distanza dagli allevamenti e lontano dalle imboccature della rada. L’estensione e la profondità dei pontili galleggianti per l’attracco potrà essere determinata di volta in volta sulla base della domanda di posti barca. Tali pontili potranno inoltre essere utilizzati come aree di ormeggio per visitatori e turisti privati che vogliano usufruire dei servizi turistici di altri settori giungendo alla diga con la propria barca dalle località portuali limitrofe. Nello stesso settore e nei due attigui, negli specchi d’acqua verso la diga, trovano spazio attività ricettive e di svago legate alla balneazione e allo sport. In particolare sono state individuati un settore destinato alle attività sportive marine, un settore di servizi alla balneazione convenzionata e un servizio di spiaggia galleggiante attrezzata. Come reso noto dall’Amministrazione al momento non è consentita la balneazione: sono state previste a tal proposito delle piscine di mare contenute in piattaforme con acqua filtrata e depurata. In prossimità infine dal bastione di levante è stato inserito un settore destinato a parco acquatico con un percorso galleggiante che si dirama attraverso piattaforme ornamentali contenenti specie arboree marine.
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
La modularità e la flessibilità sono requisiti importanti e imprescindibili del progetto. L’ipotesi è quella di costruire una passerella soprelevata costituita da conci prefabbricati alveolari che costituiscono la sezione della passerella stessa e che vengono di volta in volta appoggiati su di una struttura reticolare spaziale su pali. Al di sopra dei conci potranno poi essere realizzate le pavimentazioni di finitura e il passaggio degli impianti. Il design ricorda da una parte la cantieristica navale, per il sistema della passerella soprelevata, dall’altra le strutture a basso impatto ambientale dei parchi per le piattaforme e le sovrastrutture. I materiali prevalenti sono il legno, l’acciaio, e il vetro. Pur conoscendo il deperimento che strutture in legno posso subire all’aria aperta in assenza di manutenzione, siamo certi che il fattore aggiunto della flessibilità e della smontabilità dei componenti costruttivi renda il problema della manutenzione del legno meno rilevante. Ipotizziamo al limite che numerose piattaforme possano essere trainate in mare in aree di stoccaggio e rimessaggio per le opportune manutenzioni o sostituite all’occorrenza.
© Giandomenico Giarnella . Published on September 27, 2012.
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