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La Spezia (SP), Italia

Tra terra e mare

Come il respiro del mare
Eutropia, dimitri magnanini, Tatiana De Biasi, Stefano Seratini

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”...La bellezza del luogo pareva irreale per il suo stesso eccesso: la distanza da ogni traccia di civilt il mare ai nostri piedi, i suoi mormorii o il suo ruggire sempre nelle nostre orecchie – tutte queste cose inducevano la mente a meditare su strani pensieri e, sollevandola dalla vita di ogni giorno, la portavano a familiarizzare con l’irreale. Una sorta di incantesimo ci circondava…” Mary Shelley, Note alle poesie del 1822”

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Il progetto_La dialettica tra terra e mare L’area di progetto si inserisce proprio all’interno della complicata geometria difensiva che definisce in maniera sapiente il rapporto tra terra e mare. Ascoltando gli echi di questa dialettica che vive di continui rimbalzi tra l’orizzonte infinito del mare e il limite fisico e metafisico delle scogliere, cosanche l’approccio metodologico progettuale trova la sua ragion d’essere nel rapporto di scala che muove dal generale al particolare, dal paesaggio all’architettura, dall’asse prospettico alla scelta del materiale. Inoltre anche lo sviluppo dimensionale, insolito ed eccezionale, della diga Foranea (2200 m) suggerisce l’avvicinamento al progetto attraverso due scale di rappresentazione e di pensiero, dialettiche e complementari: una urbano- paesaggistica e l’altra architettonica. Gli elementi del progetto derivano allora dall’ascolto attento del luogo, dalla sua identità, dal risultato della sua evoluzione naturale, dalle sue architetture e dai suoi continui mutamenti nel tempo.

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Ad un primo livello territoriale il concept generato proprio dalla sovrapposizione formale di un sistema di assi di riferimento che vuole ricreare la stessa tensione geometrica esistente nei rapporti e nella concezione dell’architettura militare del Golfo, che in passato ha condizionato profondamente lo sviluppo della citte delle sue parti. I fattori che determinano la prima matrice urbana vogliono legare la diga al territorio, alla storia e alla memoria collettiva dei cittadini. Il sistema delineato dall’asse generatore dell’arsenale e quindi della ottocentesca, dal collegamento visivo con le prime fortificazioni attorno al golfo, dalle aperture panoramiche lungo i due chilometri della diga e dalle dinamiche navali tra le punte di Santa Maria e Santa Teresa.

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Regola e variazione: il percorso Scendendo ad una scala architettonica, il progetto si propone di reinterpretare l’identità del luogo, esplorando il concetto di limite fisico che la diga impone e declinandolo ancora una volta nella dialettica tra terra e mare, tra natura e artificio, tra interno del golfo e mare aperto ed in fine tra permanente e temporaneo. Questo concetto di limite, di montaliana memoria, viene tradotto nel linguaggio architettonico nell’elemento principale del progetto: il percorso pedonale che corre lungo i due chilometri della diga, ritmato dalle nuove funzioni e intersecato dagli assi di riferimento suggeriti dalla lettura fisica e storica dei luoghi.

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Il percorso pedonale viene assunto come una nuova regola compositiva e funzionale. Non solo un nuovo piano percorribile che unisce due punti distanti tra loro, ma anche una sorta di spartito che detta le regole per scrivere il nuovo racconto della diga. Quando il disegno del percorso interseca gli assi di riferimento della matrice urbana, nascono alcune interferenze: vere e proprie eccezioni che trasformano la regola lineare del percorso in improvvisazioni tematiche. Si generano cosle nuove funzioni della diga: piccole terrazze panoramiche per la sosta e l’esplorazione visiva del Golfo o per la discesa al mare, architetture a reazione poetica e aree funzionali.

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Questo sistema di luogo a nove funzioni principali distribuite linearmente e in maniera equidistante lungo l’asse del nuovo percorso pedonale, secondo un modulo di matrice urbana pari a 275 metri. Questa distanza permette che siano tutte facilmente fruibili e raggiungibili grazie a brevi spostamenti, garantendo l’uso di tutta la diga. In questo modo la nuova passeggiata permette di vivere il rapporto con l’intorno superando il limite fisico della scogliera, permettendo, lungo il cammino,di assumere diverse posizioni spaziali rispetto alla cima e all’asse della scogliera esistente. Nello specifico il percorso caratterizzato da un’ architettura lineare e estremamente semplice, legata alla memoria di fattura militare e alla razionalitdel processo costruttivo. Senza nessun intento di invasione del luogo il nuovo camminamento ha il compito di far conoscere le bellezze e la storia del golfo, collegando le attivita cui la diga sarnuovamente dedicata.

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Come il respiro del mare: le nove funzioni Le nove funzioni generate compositivamente dall’interferenza tra la regola del percorso e il sistema latente di assi e direttrici che il progetto territoriale riporta alla luce, sono:
  1. La casa del guardiano
  2. La pesca
  3. Il porto per le barche private
  4. Il porto per i bettelli turistici
  5. La piscine di acqua dolce
  6. Il bar e la terrazza
  7. La piscine di acqua salata
  8. Le case galleggianti
  9. Il ristorante

La caratteristica principale che informa il concetto di questi nove episodi che punteggiano i due km del percorso quella di ispirarsi ai ritmi del mare nel mezzo del quale esse sono poste. Coscome il respiro del mare detta il tempo con le sue maree, anche le nuove funzioni sono pensate per muoversi nel tempo, per respirare e cambiare dimensione e forma a seconda della stagione. Ogni attivitcomposta da un nucleo permanente collegato al percorso pedonale e da una parte temporanea pensata come indispensabile soltanto per il periodo estivo: cosfacendo le attrezzature della diga si dilatano nel periodo estivo, crescendo per forma e volume, e si contraggono nel periodo invernale, quando resta solo l’infrastruttura primaria. Come una sorta di respiro stagionale, il progetto inspira ed espira forme e volumi.

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Questo concetto ha permesso di ridurre in maniera sostanziale l’impatto degli elementi strutturali sul fondale marino, eliminando il carattere invasivo delle fondazioni sul sistema naturale. Inoltre, utilizzando in gran parte tecnologie galleggianti e smontabili nel periodo invernale si diminuisce in maniera significativa l’onere dovuto alle spese di manutenzione. Le parti temporanee sono state dimensionate in sottomultipli del modulo container per rendere pisemplice lo smontaggio e il trasporto. La posizione delle nuove attivitnon interferisce in alcun modo con le coltivazione dei mitili esistenti.

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Bottinto