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San Bonifacio (VR), Italia

Il Ponte Mobile “el Granso” Di San Bonifacio

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A San Bonifacio, dove l’oriente veronese si adagia fra colline a vigneto e piane coltivabili, la realizzazione del nuovo ponte mobile (operativo anche in caso di piene pericolose e per questo motivo mobile come richiesto dal bando di concorso) rappresenta un’occasione di rifunzionalizzazione del transito su gomma, pedonale e ciclabile del paese e delle zone limitrofe oltre ad un’opportunità plastico-formale.

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Il nuovo ponte viene infatti concepito come sintesi fra le tre caratteristiche vitruviane: utilitas, firmitas e venustas. Un ponte utile in due configurazioni altimetriche imposte dalle possibili variazioni del fiume Alpone, solido e resistente sia nei confronti del carico verticale e dinamico dei veicoli che lo percorrono ma anche nei confronti dell’azione naturale delle piene idrauliche e bello poiché la sua forma (definita dalla struttura, dai parapetti, dai corpi illuminanti, ecc.) rappresenta in un certo senso una volontà scultorea, rappresentativa, visibile e qualificante rispetto alla situazione precaria esistente.

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Dal punto di vista architettonico il nuovo ponte definisce sull’ambiente un carattere formale ben riconoscibile: non mimetico nei confronti dell’ambiente e del costruito di San Bonifacio ma piuttosto volutamente empatico e qualificante, moderno e leggero con strutture reticolari a profili tubolari e corpi illuminanti slanciati e aerodinamici, integrati anche a pannelli fotovoltaici (necessari ad alimentare l’illuminazione notturna fatta anche di fibre ottiche posizionate sui profili portanti). Il nuovo ponte diviene quindi un simbolo di energia rinnovabile (tutto l’acciaio che lo compone è totalmente riciclabile e i pannelli fotovoltaici consentono l’uso di energia pulita) in grado di resistere all’azione della natura tramite il suo movimento e di consentire ai cittadini il transito anche in condizione di emergenza.

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Si tratta quindi di un nuovo segno sul territorio che diventa linea di unione, elemento di orientamento, punto di riferimento geografico come da sempre, sin dalla storia più antica dei viadotti e acquedotti romani, sono stati i ponti.

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Il fiume Alpone scende a valle all’interno di un panorama urbano e bucolico-collinare di notevole bellezza. Scendendo dai monti Lessini raggiunge l’Adige e San Bonifacio definisce quasi esattamente la mezzeria del percorso di questo fiume, ne è baricentro ed elemento miliare sul territorio e pertanto, materialmente e idealmente, montagna e pianura saranno collegate dal nuovo segno antropico del ponte mobile, simbolica porta idraulica, e divengono contemporaneamente l’ispirazione, lo spunto generatore del progetto.

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L’importante connotazione di mobilità ha inoltre portato a riflettere su ulteriori ispirazioni possibili. In primo luogo dai disegni degli artisti impressionisti (Van Gogh, Monet, ecc.) si nota come gli elementi di mobilità dei ponti, la struttura e i contrappesi non vengono mai nascosti, al contrario la struttura fa parte di ciò che ancora oggi viene esteticamente apprezzato.

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Di qui la volontà di evitare la mimesi formale e di rendere esplicito il carattere del nuovo ponte. Inoltre la vicina Soave con lo splendido castello ha portato a riflettere sulla struttura degli antichi ponti levatoi (mobili appunto) fatta di porzioni metalliche e di porzioni in legno. Questi due materiali sono stati utilizzati nel nuovo ponte: acciaio in travi reticolari e ordinarie per le porzioni carraie e legno per le porzioni pedonali e ciclabili. Inoltre i lampioni a mensola in acciaio evocano le travi aggettanti in legno dell’antico ponte levatoio di Soave ancora esistente.

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Il ponte pare quindi una sorta di “granso” (granchio in veronese) visto che i corpi illuminanti, calandrati e dinamici, paiono esili chele e il movimento traslatorio verso l’alto della campata centrale pare sospinto dalle gambe di un crostaceo (campate laterali).

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Ringhiere leggere con barre d’acciaio a orditura orizzontale, salvo poi i corrimani finali in legno, corpi illuminanti, pannelli fotovoltaici, nodi e punti di ancoraggio, ecc. contribuiscono ulteriormente ad evocare la modernità calibrata del nuovo ponte.

Il materiale utilizzato è soprattutto l’acciaio, con diverse possibilità di finitura cromatica per le travi principali (in acciaio corten arrugginito, in acciaio verniciato di bianco oppure di blu e in semplice acciaio zincato). E’ sorprendente la variazione dell’impatto estetico a seconda dei diversi contrasti cromatici.

Il ponte si regge su due pile-spalla in c.a. che scaricano sugli argini. La campata centrale è sostenuta da due travi reticolari, a nodi saldati, sagomate ad arco. L’impalcato, costituito da un’orditura di travi correnti e trasversali in acciaio laminato regge un piano carrabile in conglomerato bituminoso realizzato su una base strutturale in calcestruzzo armato collaborante con le travi.

Le due campate laterali sono concepite allo stesso modo con travi reticolari ad arco di più modesta entità. Il meccanismo di movimentazione consente la traslazione semplice della campata centrale mediante pistoni collocati in corrispondenza dei piloni mentre le campate laterali roto-traslano grazie alla presenza di un pattino alle estremità di ognuna.

Sui fianchi della carreggiata sono inoltre previsti due passaggi , in legno antiscivolo, di cui uno riservato ai pedoni e uno ai cicli (situazione migliorativa in termini di sicurezza rispetto alle richieste del bando anche se la scelta di un unico percorso comune alle due funzioni è ovviamente fattibile). In questo modo il ponte si connetterà alla rete di percorsi ciclabili tracciati nelle campagne e sulle colline limitrofe.

Il varo del ponte e il cantiere seguiranno step ben programmabili come si trattasse di un meccano che viene montato per fasi distinte e con forniture di materiale in cantiere secondo logistiche just in time evitando stoccaggi ingombranti.

Come richiesto dal bando del concorso, il presente progetto è limitato a livello di approfondimento preliminare, anche se molti aspetti sono stati necessariamente più curati.

Il tracciato plano-altimetrico attualmente previsto risolve i problemi generali ed importanti della viabilità e dell’escursione verticale, rinviando le eventuali, opportune rettifiche di dettaglio alla successiva progettazione esecutiva, utilizzando un’elaborazione informatica del rilievo e conoscendo i risultati delle previste indagini geotecniche.

Leco

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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