© Massimo Valente. . Published on October 02, 2012.
LUOGO / NON LUOGO La diga foranea della Spezia : All’imboccatura del Golfo si trova una massiccia diga foranea, lunga 2210 metri, che lo taglia longitudinalmente tra punta Santa Maria, a ponente, e punta Santa Teresa, a levante. La diga, costruita alla fine del XIX secolo con scopi difensivi, lascia aperti alle sue estremità due stretti passaggi di 400 e 200 metri rispettivamente, facilmente controllabili militarmente, che rappresentano i soli accessi al porto per navi e imbarcazioni. La diga foranea nella memoria collettiva della maggior parte degli abitanti della Spezia è una “scogliera” lungo la quale si trovano gli allevamenti di “muscoli” (cozze). La diga per lo spezzino, che ha vissuto e vive il mare come piccolo diportista, ha sempre rappresentato un “facile approdo”, esile linea di confine tra il mare aperto, sferzato ogni pomeriggio dal maestrale, e l’arco protetto del golfo. Appena percepibile dal lungo mare della città, percezione rafforzata dalla selva regolare dei vivai che la fronteggiano e rimarcata dalle lanterne ai due limiti, solo percorrendo la litoranea per Porto Venere in prossimità delle Grazie se ne coglie la valenza di struttura, servizio, “luogo”. “Luogo” / “non luogo”: le conformazione di una scogliera circondata dal mare, isola rispetto la terraferma, priva di infrastrutturazioni, caratteristica che ne ha consentito un uso limitato ma decisamente consolidato nella pratica di mare del diportista spezzino. Alle due estremità di levante e di ponente sui piccoli litorali che si sono formati, l’approdo e l’affluenza balneare è molto elevata. Proprio questa posizione, così favolosamente di confine tra mare aperto e golfo, rende la Diga “luogo” ottimale per la fruizione: le condizioni climatiche sono eccellenti in estate grazie alla leggera brezza e il lato interno offre un riparo ideale durante le giornate più ventose e quelle in cui il moto ondoso è particolarmente intenso sul lato aperto. La distanza rispetto la linea di costa la rende fruibile in modo duplice: sia nella sua fisicità, quindi nel suo carattere di “luogo”, infrastrutturando l’asse longitudinale della scogliera, sia nella sua caratteristica di “non luogo”, infrastrutturando gli specchi d’acqua che la limitano: sia quello esterno sia quello interno.
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Tanti spezzini e nessun turista sono mai stati sulla diga o hanno mai pensato che fosse un luogo; certo tante volte si è sentito parlare di isole, di strutture, dell’idea di ricreare una “terraferma artificiale” da poter utilizzare negli stessi termini e modalità impiegati per la terraferma. Questo non ci è sembrata una lettura paesaggistica corretta, ne’ tanto meno un’evoluzione sostenibile. Non si tratta di un lembo di terra, seppur esile e minuto, bensì di una struttura antropica con funzioni di difesa e di controllo. Il popolo diportista se ne è appropriato con un utilizzo promiscuo ma sempre rispettoso, ed adattato all’assenza di infrastrutture. Abbiamo affrontato questo tema con lo spirito di chi ha da sempre fruito di questo “luogo” / “non luogo” al fine di rendere partecipe chiunque voglia accedervi. Un atto di ospitalità ma progettato con quello spirito e con le stesse modalità proprie del vecchio muscolaio, e con l’impiego di nuove forme e nuovi materiali. render L’occasione per mettere a sistema, infrastrutturare il “luogo”, perché sia fruibile sia dai diportisti sia dal bagnante sia dal turista, nel rispetto reciproco e soprattutto nel rispetto del “non luogo”, con un senso di continuità storica. Il “luogo” è memoria degli stabilimenti balneari del primo novecento (Iride, Helios, Nereide, Nettuno), con i lunghi pontili che si protendevano in mare fiancheggiati da giochi e attrezzature varie e dei pontili dei muscolai, nelle vecchie marine del Canaletto, di Fossamastra e di Pagliari, con le baracche adibite a luoghi di lavoro e di convivialità, strutture che hanno ospitato una vasta comunità per molti decenni, oltre ad aver caratterizzato paesaggisticamente molti tratti del golfo. La Diga diventa un’opportunità per far rivivere attualizzati quei ricordi.
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La barriera, il “limite” tra dentro e fuori, in e out, viene enfatizzato con un percorso pedonale attrezzato che collega le due estremità e distribuisce le varie funzioni. Il rafforzamento del limite è rappresentato da elementi che si protendono e vanno ad infrastrutturare il “non luogo”. Muovendo da questi concetti la progettazione degli elementi architettonici, atti a consentire la fruizione della diga, ha consentito il superamento e annullamento del valore di “limite” della stessa. Sono la modularità, la flessibilità, la variabilità delle composizioni degli innesti trasversali, i PONTI, che esaltano la prevalenza dell’asse longitudinale della diga, come fosse una spina dorsale e riproponenedo una lisca di pesce, perché tale deve essere conservata l’immagine nella percezione paesaggistica. Il segno resta quello attuale del limite, solo la fruizione negli elementi trasversali ne determinerà una nuova lettura.
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CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE I criteri generali di progettazione mirano ad ottimizzare l’utilizzo della Diga Foranea del Golfo, con un progetto in grado di valorizzarne l’architettura, rispettandone la funzione di opera strategica di protezione e, soprattutto di riconfigurarne l’assetto attualizzandolo, attraverso l’inserimento di servizi e strutture di supporto alla accoglienza turistica, ad aspetti ludici e sportivi e al diporto nautico.
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Il segno, la lunga passeggiata diventa una promenade unica, da cui godere di un panorama eccezionale, il collegamento tra i due terminali, le porte storiche di accesso al Golfo, e in particolare quella di ponente ancora oggi principale varco di accesso alla rotta del porto mercantile, luoghi dove poter insediare i servizi principali e le componenti tecnologiche di supporto ai servizi. La proposta progettuale tiene conto dei seguenti obiettivi strategici: - riqualificazione urbanistica dell’area nel senso di rifunzionalizzazione e infrastrutturazione di un “luogo” e proposte di modelli architettonici rispettosi e memoria delle strutture dei vecchi pontili che per un secolo hanno caratterizzato lo sky-line della linea di costa del Golfo.
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La nuova infrastrutturazione si basa sulla flessibilità degli elementi, sulla intercambiabilità degli stessi, e la crescita e integrazione nel tempo, pertanto secondo la definizione stagionale in base alla necessità, la posizione dell’elemento “ARCO”, con l’elemento “PONTE” opportunamente declinato e attrezzato, potrà rispondere alla: - definizione degli spazi di ormeggio per la nautica da diporto, degli spazi di sosta come prendisole, riposo, gioco, balneazione, servizi igienici, pesca dilettantisca e pesca sportiva, dello spazio del varco di ponente e di levante e attrezzatura dello stesso con volumi tecnici e cisterne al fine di supportare i servizi distribuiti lungo la dorsale, e strutture fisse di attracco per il trasporto delle persone e delle merci, del percorso pedonale, passeggiata lungo l’asse della diga che collega le due aree terminali con le torri faro e distribuisce le diverse funzioni e servizi. Distribuzione ed erogazione dei servizi, declinazione dell’ elemento polifunzionale, “PALO”
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- la scelta dei materiali, data la proposta ideativa, è risultata consequenziale ed obbligata: ferro e legno, nel rispetto della citazione tipologica della memoria di ogni elemento. I criteri di progettazione hanno individuato nella potenzialità della filiera corta un altissimo valore di sostenibilità ambientale, in quanto all’interno del comprensorio produttivo della Provincia sono attive imprese in grado di sostenere le forniture e le lavorazioni in progetto, per tecnologia ed esperienza. - i criteri di progettazione prevedono l’utilizzo di materiali e tecnologie ad alta efficienza energetica, che potranno trovare vasto campo di impiego nella fase esecutiva del progetto data l’alta flessibilità e serialità degli elementi architettonici. E’ previsto l’impiego di pannelli fotovoltaici e solari termici nelle coperture dei moduli chiusi dei Ponti, delle altre strutture di ombreggiamento, oltre all’installazione di campi sperimentali, in sinergia con CNR ed ENEA, per la produzione di energia sfruttando il movimento del moto ondoso, con un sistema ondametrico.
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ILLUSTRAZIONE ELEMENTI DI PROGETTO Gli elementi architettonici di progetto grazie alla modularità, componibilità, flessibilità di impiego offrono una vasta gamma di combinazioni e, soprattutto, la possibilità di un incremento temporale che permette di dilazionare nel tempo l’investimento in funzione della domanda. DEFINIZIONE
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L’ARCO: che unisce dentro e fuori , vertebra che va a costituire la spina dorsale, supporto de: - il SEGNO la passeggiata che si estende lungo tutto l’asse della diga - delle componenti impiantistiche distribuite lungo tutto l’asse della diga
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- i PONTI (memoria dei vecchi pontili), elementi trasversali connessione fra dentro e fuori e fra “luogo” e “non luogo”, elementi modulari componibili e variamente aggregabili nelle funzionalità di seguito descritte.
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- i PALI colonne polifunzionali (memoria dei pali in legno dei vivai) supportano l’illuminazione funzionale al percorso pedonale, senza costituire fonte di inquinamento luminoso, la vaporizzazione dell’acqua per il raffrescamento, la fornitura di acqua, la fornitura di energia elettrica (per servizi e per l’attività di diporto) Destinazioni d’uso principali del PONTE
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Il PONTE sono raggiungibili tramite delle scalinate o discese attrezzate poste a rivestimento della campata dell’ARCO. Le rampe e scale sono utilizzabili come sedute e panche. RIVESTIMENTO BASE modulo polifunzionale con assito in legno privo di dotazione caratterizzante, adatto ad ospitare qualsiasi tipo di attività libera: riposo, prendisole, pesca. ATTRACCO modulo base dotato di bitte, respingenti ed altre attrezzature per l’ormeggio di imbarcazioni di piccolo cabotaggio. SANDBOX modulo base con variante del rivestimento, in cui la finitura della superficie dell’impalcato è diversificata (sabbia, ghiaia, ciottoli etc…) offrendo molteplici esperienze sensoriali alternative. DEHOR modulo base con impalcato in legno e sedute, sormontato da due elementi curvi, sostegno dei pannelli di copertura che offrono ombreggiatura. I pannelli frangisole possono essere in tessuto o rigidi e nel caso integrati con elementi fotovoltaici. VOLUMI AMMARATI sono collocati sui moduli base e ospitano: cabine, servizi, punti ristoro, rimessaggi. SCIVOLO e TRAMPOLINO costituiscono attrezzature dei moduli base e sono elementi dedicati all’attività ludica ispirati a quelli presenti nei vecchi stabilimenti balneari. Possono essere integrati con altre numerosissime e fantasiose proposte PISCINA variante del modulo base, in cui all’interno della sagoma del Ponte è ricavata una vasca completa di membrana per il filtraggio acqua e atta a garantire una balneazione protetta ai bambini e riposante per gli adulti. MITILICOLTURA variante del modulo base a supporto dell’attività di mitilicoltura, e svolgimento attività dimostrative e didattiche.
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L’allestimento del VARCO DI PONENTE con i seguenti servizi e attrezzature: - molo di ormeggio per il trasporto pubblico dei bagnanti e delle merci, - area attrezzata di accoglienza, con strutture stagionali, - volume tecnico idoneo ad ospitare: - un dissalatore e cisterne per l’accumulo di acqua dolce - batterie di accumulo dei pannelli fotovoltaici, delle pale eoliche, e dei campi che sfruttano il movimento del moto ondoso, - locale allestito per la manutenzione minuta dei moduli attrezzati, - attrezzature per la depurazione delle acque reflue, - punto raccolta rifiuti protetto. Per il VARCO DI LEVANTE è prevista una piena fruizione turistica data la vicinanza con la punta di Santa Teresa e della Baia Blu: - molo di ormeggio per il trasporto pubblico dei bagnanti e delle merci, - piattaforme ad integrazione della modesta spiaggia per offrire spazi di sosta e servizio ad una attività di ristoro, - volume per ospitare attività di ristoro e servizi complementari, - cisterne per l’accumulo di acqua dolce. Le piattaforme e il sistema di illuminazione delle aree sopradescritte è stato previsto omologo per tipologia materiali, forme e dimensioni a quelli impiegati nella realizzazione degli elementi architettonici che attrezzano la scogliera, mentre nella definizione dei nuovi volumi viene individuata la tipologia dei manufatti in legno, già esistenti sulle testate dei pontili, e degli stabilimenti, come la più idonea per un corretto inserimento paesaggistico, che possono avere un carattere stagionale.
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