marcello mariana © fotografia. Published on October 03, 2012.
L’attico, oggetto del progetto, si trova al di sopra di un condominio anni 60 all’interno di un complesso immobiliare di grande dimensione. Sin dai primi sopralluoghi, è apparso chiaro come la genesi formativa di questo spazio ne avesse poi determinato il carattere. La superficie dell’appartamento è ridotta rispetto alla giacitura del condominio; questa condizione genera una serie di balconi e terrazzi di grandi dimensione ; posti perimetralmente agli spazi abitati. In questo modo, ogni stanza ha un accesso diretto all’esterno ed è caratterizzata dalla presenza di una portafinestra.
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on October 03, 2012.
La struttura dell’attico è definita da una copertura piana e da una serie di tamponamenti vetrati che occupano la maggior parte della superficie verticale delle pareti. L’involucro e la sua composizione sono però, per vari motivi, intoccabili. Il perimetro è definito attraverso una serie di portefinestre e finestre ad anta singola; questa condizione determina una grande quantità di luce ed una vista privilegiata sulle colline dell’entroterra e i profili che si accompagnano al mare.
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La nuova distribuzione interna privilegia il rapporto diretto fra la grande terrazza e la zona giorno. I due spazi si lambiscono, definiscono una soglia.
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E’ proprio lungo questa parete che si concentra l’attenzione del progetto. Preso atto che l’intera parete è di fatto difficilmente utilizzabile e che la presenza delle finestre d’angolo definisce una porzione di spazio “complesso”; si è voluto creare un dispositivo d’arredo che rendesse labili i confini fra soggiorno e terrazzo.
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Il fatto che, allo stato di fatto, la soglia delle portefinestre e il terrazzo fossero rialzati rispetto al pavimento del soggiorno; ha suggerito di allungare all’interno le soglie in marmo. Da queste, si è generata una sottile “onda” marmorea che misura nelle sue sinuosità lo spazio interno. Al tempo stesso diventa seduta, piano d’appoggio e supporto, lungo l’intera parete.
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La cucina in vetro che sembra levigato dall’acqua, con la sua pavimentazione in lastre di pietra lavica smaltata, è rigorosa nelle forme e ricercata nei materiali. Visibile attraverso le due vetrate scorrevoli è una presenza discreta che rimette in gioco la spazialità del soggiorno. Le vetrate scorrevoli a tutt’altezza, nella loro combinazione aperte/chiuse, allungano e ridefiniscono, di volta in volta, lo spazio della zona giorno.
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La superficie in vetro bianco del tavolo da pranzo è “l’ombra” riportata della vetrata fissa centrale di separazione della cucina. Lo stesso materiale (vetro bianco laccato) assume nelle diverse posizioni geometriche (orizzontale/verticale) diverse sembianze.
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La pavimentazione in parquet di rovere, le sedie, i mobili su misura, la tinteggiatura di alcune pareti verticali e le lampade a sospensione declinano in maniera diversa con toni differenti i colori della sabbia. Le lampade a sospensione del soggiorno ricordano lanterne di marittima memoria e sono rese ancor più evidenti dalla discreta presenza di altri sistemi di illuminazione (cucina e incassi) e dei caloriferi. Questi diventano mensola, specchio e schienale.
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L’angolo del divano si articola su tre elementi: il colore verde che ricorda paesaggi sommersi, le pareti ortogonali differenziate nel colore (bianco/grigio) e il mobile a soffitto che cambia la misura verticale delle pareti. In questo modo, la percezione dell’angolo viene annullata. L’interno si articola attraverso una serie di scelte materiche e compositive che di volta in volta caratterizzano ogni singola stanza.
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La lama di luce a soffitto accompagna nella stanza matrimoniale, le porte decentrate lasciano intravedere gli ambienti e cambiano la percezione degli stessi, i bagni utilizzano i colori e il dispositivo decorativo delle piastrelle (down-up) come elemento caratterizzante.
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Una ristrutturazione alla ricerca, attraverso i colori, i materiali, l’uso di trasparenze e la definizione della sequenza di spazi, di un’atmosfera elegantemente marina.
© marcello mariana fotografia. Published on October 03, 2012.
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