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Bergamo (BG), Italia

Riconversione insediamenti industriali dismessi. Bergamo

Riqualificazione e rifunzionalizzazione dell'ex Cementificio Guffanti, Albino (BG)

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vista di progetto

Il centro storico e abitato di Albino si sviluppa quasi interamente a nord-ovest della Val Seriana, mentre i territori che affacciano su entrambe le sponde del Fiume Serio si configurano prevalentemente come siti industriali o caratterizzati da usi non urbani. Questo fatto, comune a molti comuni limitrofi e dovuto evidentemente alla facilità di trasporto di merci e persone, ha in passato delineato in modo ben distinto due parti di Albino che poco o niente comunicavano tra loro. Messo in crisi il modello produttivo sulla base del quale erano state create, queste aree si sono gradualmente trasformate in siti di archeologia industriale, oppure hanno cambiato funzione, spesso senza coordinarsi però con lo sviluppo della città sul lato opposto della valle. L’ex Italcementi di Alzano Lombardo è un esempio vicino geograficamente e simbolicamente all’ex cementificio Guffanti di Albino, per il quale è stato recentemente approvato un progetto di riconversione in ‘fabbrica della cultura’. A proposito di tale iniziativa, nell’ambito di un incontro con i rappresentanti di Comune e Provincia lo storico dell’arte Philippe Daverio ha evidenziato il fatto che “l’epoca attuale sperimenta la transizione verso un nuovo cristianesimo produttivo: fabbriche chiuse e ormai prive di funzione economica diventano nuove scenografie, non più spazi dedicati all’industria ma siti per l’elaborazione e divulgazione della conoscenza”. Il sito dell’ex cementificio Guffanti (Italcementi poi), tre ettari di superficie aperta sulle sponde del fiume Serio a nord e protetta dalle pendici del monte Misma a nord, rappresenta un nodo strategico del territorio del Comune di Albino, come evidenziato dallo Schema 01, perché simbolo di queste strategie in corso, per la sua posizione privilegiata rispetto ai trasporti privati e collettivi (1km di distanza dall’uscita della Superstrada Seriate-Nembro-Cene, adiacente alla Pista ciclopedonale della Val Seriana e alla stazione di testa della linea ferrotranviaria Bergamo-Albino)e per la sua caratteristica di quinta scenica visibile da molte parti del centro cittadino.

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posizione strategica del sito ex Italcementi

ANALISI DEL CONTESTO SOCIALE ED ECONOMICO Dal 1996 l’Italcementi è un sito di archeologia industriale. La graduale modifica dei processi produttivi e della scala necessaria agli stessi (la impossibilità di ampliare il sito e la produzione è uno dei motivi che hanno portato alla chiusura dell’impianto) e la successiva crisi economica hanno reso antieconomico il mantenimento in vita del sito. La stessa crisi economica ha messo in crisi un altro impianto fondante dei piccoli comuni del bergamasco, ovvero la piccola industria e la fabbrica a carattere familiare. Il progetto mira a realizzare, a partire dalla crisi di queste due situazioni simili ma in qualche modo antitetiche, un nuovo modello produttivo che riporti in vita il sito esistente e nello stesso tempo giovi all’economia tradizionale locale. Il nuovo modello produttivo dello Spazio Condiviso di Albino mira a far convergere le diverse forze produttive esistenti sul territorio in un luogo di scambio e produzione, in cui siano presenti funzioni diverse e complementari: • La possibilità di prendere in locazione spazi produttivi a breve termine o attrezzature specializzate finalizzate a completare un certo tipo di lavoro, rendendo ad esempio possibile per un piccolo imprenditore di occuparsi di un lavoro che avrebbe rifiutato per la mancanza di spazi o attrezzature adeguate. • La possibilità per gli imprenditori di far convergere le proprie forze per portare avanti un tipo di lavoro fuori scala per una piccola impresa. • La possibilità di incontrarsi e condividere e far girare le idee, sulla base dell’idea che la condivisione genera sempre ricchezza e nuove potenzialità. Il nuovo mix funzionale dello spazio condiviso riconnette funzionalmente il sito alla città

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Un nuovo pattern produttivo: dallo stato di fatto alla potenzialità di innescare processi di riqualificazione economica su tutto il territorio

ANALISI DEL CONTESTO URBANO Insieme all’analisi del contesto socio-economico, fondamentale per le scelte progettuali è l’analisi del contesto urbano che circonda il sito di progetto. I temi ricorrenti riscontrati dall’osservazione dell’area si possono riassumere sostanzialmente in tre concetti, che conducono ad altrettanti principi progettuali.

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ideogramma

EPISODI LUNGO L’ASSE TRAVERSALE Il sito Italcementi si trova precisamente alla conclusione di Via Sant’Anna / Viale Stazione, ovvero l’unico asse trasversale che – attraversando il Serio – collega il centro storico di Albino con i territori a sud del fiume. Proprio lungo questo asse sono collocati gli episodi più caratteristici della città di Albino: • Piazza San Giuliano Martire con la chiesa omonima e il suo campanile che, visibile da più parti, funge da landmark, da punto di riferimento; • Via Giuseppe Mazzini, ovvero l’asse longitudinale sui cui lati cresce il centro storico; • Piazza Gian Battista Moroni, uno dei pochi spazi verdi pubblici attrezzati, e di incontro, di questo lato della città; • La Val Seriana con la pista ciclopedonale omonima; Alla base del progetto di riqualificazione c’è la forte volontà di integrare il sito dell’ ex Italcementi col resto della città, e quindi uno dei principi a cui si è fatto riferimento in termini di urban design è quello della naturale continuazione di questi episodi lungo l’asse trasversale con la creazione di uno spazio pubblico a chiusura dello stesso. In questo modo si conferma l’importanza del campanile di San Giuliano Martire come landmark e vista importante, ma in più si rafforza la funzione del villino liberty dall’altra parte del fiume come quinta scenica.

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episodi lungo l’asse trasversale: situazione esistente e di progetto

FRONTI STRADALI Ad un’analisi dei fronti stradali nei dintorni del sito, allontanandosi dal centro storico e avvicinandosi alle aree industriali, risulta evidente un progressivo peggioramento del rapporto fronte-strada, e quindi dell’esperienza di vivibilità del territorio. Un principio ispiratore del progetto è quello di eliminare la sensazione di alienazione tipica delle strade che circondano i siti industriali, e di ristabilire un rapporto tra il sito e la strada, specialmente laddove il sito si affaccia sulla Valle del Serio.

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analisi dei fronti stradali nei dintorni del sito

RICONNESSIONE ALLA VALLE DEL SERIO Pur sviluppandosi sulle rive del Fiume Serio, la città di Albino vive una sorprendente alienazione nei confronti delle bellezze naturali della valle, godute esclusivamente dai fruitori della pista ciclopedonale che attraversa la Val Seriana. Questo accade a Nord, dove la città da’ le spalle alla valle rivolgendole spesso il retro degli edifici, e un grande parcheggio nella parte più prossima al sito. Accade anche a Sud, dove capannoni industriali ed una strada esclusivamente veicolare fronteggiano l’intero lungo fiume. Ecco perché una delle strategie fondanti del progetto è quella di ristabilire un rapporto tra la città e la valle, creando episodi urbani che comunichino, invece di alzare un muro, con quest’ultima.

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sezione ideale e schematica che taglia trasversalmente Albino partendo dal centro storico e arrivando al sito dell’ex Italcementi, situazione esistente e di progetto

MASTERPLAN ILLUSTRATIVO Il masterplan illustrativo mostra a grandi linee le risposte alle questioni poste dalle analisi socio-economiche e del contesto urbano. I tre volumi perpendicolari che si aprono verso il fiume e il volume trasversale che vi si affaccia dal punto più alto vanno a creare il quartiere multi-funzionale ‘fabbrica’, mentre i due edifici liberty, recuperati e integrati nel parco urbano, vanno a creare il quartiere più distintamente ‘culturale’. Nessun edificio è costruito ex-novo, tutti i nuovi volumi vanno a recuperare o modificare volumi già esistenti. La pianta è trattata in modo da massimizzare il mantenimento degli alberi presenti. Un nuovo anello di percorso ciclopedonale circonda il sito e si collega al ramo esistente lungo il fiume, integrando così con forza il nuovo quartiere nel percorso naturalistico della Valle del Serio.

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masterplan illustrativo

GENESI SCHEMATICA DEL MASTERPLAN Schematicamente i tre diagrammi sulla destra costruiscono in tre passaggi successivi il concept di base che sottende al masterplan. • Il sito esistente si presenta come una giustapposizione di grandi volumi industriali dismessi, inclusi in un recinto completamente separato dal resto della maglia stradale e della città. In particolare il tratto di Via Pradalunga su cui è affacciato, adiacente alla valle ed alla pista ciclopedonale, è chiuso su entrambi i lati da alti muri. • Il concept di partenza è quello di sfondare questi recinti e far entrare – non solo simbolicamente – la valle e la città all’interno del sito. Gli edifici esistenti sono riqualificati e rifunzionalizzati con una logica razionale che li metta in collegamento l’uno all’altro. • La pista ciclopedonale si arricchisce di un nuovo anello panoramico che abbraccia il sito e si ricollega al tratto esistente all’altezza del Ponte Vecchio. Viale Stazione (di cui il villino liberty è rafforzato come quinta scenica) non termina più su un muro cieco ma su una nuova piazza che chiude gli episodi lungo l’asse trasversale integrando il nuovo sito nella maglia urbana della città di Albino.

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genesi schematica del masterplan

UN NUOVO FRONTE PER LA VAL SERIANA Il nuovo fronte che si apre sulla Val Seriana non è un fronte alieno alla città di Albino. La scelta è stata quella di conservare e reinterpretare le volumetrie esistenti e razionalizzarle. Sono quindi ancora ben riconoscibili la facciata del corpo di fabbrica più alto, con l’insegna Italcementi e la ciminiera a sudovest, parte integrante dell’identità del luogo dall’inizio del 900.

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prospetto lungo Via Pradalunga

Le facciate dei due edifici liberty sono mantenute intatte grazie ad interventi di restauro conservativo. Il fabbricato a quota più alta è trasformato in modo da mostrare all’esterno la maglia di pilastri riconoscibile nelle piante esistenti.

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sezione trasversale

RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL SITO Il mix funzionale scelto rispecchia il principio di ‘Spazio Condiviso’ alla base dell’idea di masterplan. Gli edifici ospitano attività diverse, ma compatibili o complementari tra loro, che massimizzano l’utillizzo dello spazio nelle diverse fasi della giornata.

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mix funzionale

Il cuore del progetto è il blocco di piccole fabbriche in affitto (F) collegato direttamente al capannone precedentemente adibito a deposito di materie prime (D), che diventa nel progetto ‘mercato di quartiere’, ovvero il luogo dove: • possono essere organizzati i mercati cittadini stagionali • può avere luogo lo scambio e la rivendita di materiali usati • possono essere scambiati beni e servizi prodotti all’interno del sito stesso • possono essere presi in locazione macchinari specializzati per portare a termine un particolare lavoro. I due mercati coperti ai lati del capannone, complementari al mercato di quartiere, possono diventare spazi espositivi temporanei grazie all’adiacenza all’edificio (E) adibito a studi artistici in affitto. La scelta è stata quella di non dare una specifica caratterizzazione produttiva né alle fabbriche né agli studi artistici, per sottolineare che l’idea fondante è quella di ‘Spazio Condiviso’, a prescindere dalla specifica produzione di beni/servizi, che si adatti alle esigenze della città di Albino, della quale diventa parte integrante. É sottinteso che le attività dovranno essere compatibili con la scala e la tipologia del progetto: potranno essere quelle di industria leggera, o produzione su piccola scala (ad esempio falegnameria, produzione di prodotti per l’arredamento, lavorazione del ferro, se si volesse mantenere – come auspicato – un filo di continuità con la tradizione di produzione di materiali per l’edilizia del sito). Questi due edifici (F) e (D), insieme agli altri due blocchi trasversali© ed (E), costituiscono il cuore produttivo in senso stretto del progetto.

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pianta piano terra

I due edifici liberty ed il ‘parco industriale’ ne costituiscono invece il cuore culturale. Il villino liberty viene adibito a ‘Casa della Valle del Serio’. Sul modello di una tipologia esistente in molte città europee, questo non è un museo, ma un luogo dove è possibile: • avere accesso ad un grande plastico in scala, che ripropone i cambiamenti in atto; • lasciare commenti e partecipare ad incontri, proiezioni o dibattiti sul futuro del territorio • informarsi sulla Valle del Serio, visionare e commentare gli interventi urbanistici e paesaggistici in atto nella valle; Si basa su un concetto largamente sperimentato, ovvero quello di rendere i cittadini parte integrante dei processi urbanistici in atto nel luogo dove vivono. La partecipazione pubblica è un concetto cruciale, che permette al cittadino di sentirsi parte integrante di quello che accade sul territorio e non destinatario di scelte provenienti dall’alto. È inoltre un’opportunità di crescita per il progettista, di conoscere i reali bisogni e desideri dei cittadini. Nella fattispecie un intervento come quello che si sta descrivendo, concepito alla scala di ‘masterplan’, si intende come processo, “work in progress”, predisposto a recepire input da diverse parti, e giungere in ultima istanza anche a soluzioni differenti. Nel parco industriale in cui il villino è collocato vengono riutilizzati e reinterpretati oggetti ormai in disuso nell’ex sito industriale, ed è presente il nuovo anello della pista ciclopedonale della Valle del Serio che, attraversando i paesaggi ad una quota più alta, gode di una vista spettacolare sulla valle.

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pianta primo piano

PIANIFICAZIONE TEMPORALEPHASING Un progetto di questa ampiezza non può realisticamente essere portato a compimento in tempi brevi, per questo motivo è importante considerare diverse configurazioni temporali consecutive, che possono essere di diversa durata, e che rappresentano le fasi di realizzazione del progetto. In ognuno di questi scenari gli edifici e le altre funzioni – nuove ed esistenti – devono convivere in modo da creare un organismo temporaneo ma funzionante, ed inoltre conforme ai parametri urbanistici dettati dal PGT. In una prima fase gli edifici storici possono essere riqualificati, ed iniziare a funzionare serviti dalla nuova strada, dal parcheggio a quota più alta e dal nuovo anello della pista ciclopedonale. in una seconda fase può essere portata a compimento la piazza, servita dalle nuove funzioni presenti nei primi due edifici. Il nuovo complesso multifunzionale viene servito da un’ulteriore parcheggio solo temporaneo, adiacente il capannone grande, in modo da rispettare gli standard urbanistici. La terza fase è il masterplan di progetto, con la realizzazione degli ultimi due blocchi di fabbriche / studi. Non si esclude che in una ulteriore fase successiva sia necessario e appropriato inerire dei blocchi residenziali, plausibilmente nell’’angolo a sudovest del sito.

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pianificazione temporale - Phasing

CONCLUSIONI “Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale (...) Tale processo lega quindi, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri” Il progetto di riuso dell’ex Italcementi di Albino è un’opportunità per dimostrare come una situazione di crisi possa essere trasformata da ragionamenti logici e lungimiranti in occasione di progresso e miglioramento. Il progetto detta delle linee guida strategiche e delle possibili soluzioni che comunque sono solo una delle tante configurazioni spaziali possibili di risposta a problemi esistenti, evidenziati dall’analisi, e potenzialmente migliorabili dalla consultazione pubblica. L’anima della proposta illustrata nelle pagine precedenti è la volontà di trasformare uno spazio di nessuno in un luogo di tutti, ricucito fisicamente e riconnesso economicamente alla città di Albino. In un discorso di più ampio respiro i requisiti di sostenibilità (auspicati dai principi guida del Piano di Governo del Territorio), che possono essere semplicisticamente tradotta nell’utilizzo di pannelli solari e fonti di energia rinnovabili (imprescindibili in un ragionamento a scala più ridotta), si scinde in diversi rami: sostenibilità ambientale, economica, sociale. L’idea di uno ‘spazio condiviso’ con un mix di funzioni (a gestione mista pubblica / privata) a supporto delle piccole imprese radicate sul territorio sembra una risposta congrua a questa domanda di sostenibilità economica e sociale, ed un punto di partenza per innescare un processo di riqualificazione diffuso e di sfruttamento delle tante potenzialità inutilizzate del territorio di Albino, e del Bergamasco in Generale.

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vista di progetto

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tavole di concorso

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