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Guia di Valdobbiadene (TV), Italia

“I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”

"La Cantina Bortolin Angelo"

MFA Architects — “I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”

CONCETTI GENERALI DEL PROGETTO/APPROCCIO AL TEMA Il progetto cerca di raggiungere un equilibrio fra il suo carattere rappresentativo e la sua volontà di integrarsi nel paesaggio, ricercando la sua essenza nelle relazioni tra le strutture primarie senza rinunciare alla dimensione concettuale e spaziale dell’archetipo costruttivo. Il muro, inteso come elemento originario e memoria di antichi segni che misurano i paesaggi agricoli, genera un nuovo spazio pubblico, evidenziando l’idea della trasformazione e del lavoro dell’uomo. Il basamento, risulta rafforzare il significato primario dell’attacco a terra dell’edificio, terra generatrice del paesaggio e dei suoi frutti. Concepito come un elemento dotato di una propria fisicità, il basamento permette di rivelare un altro ordine, sul cui sfondo si stagliano il nuovo e l’esistente. La struttura del fabbricato diventa un’opera capace di segnare la presenza e la missione della cantina ed il suo impatto iconografico, seppur legato all’ambiente, rende la costruzione un segno riconoscibile nel territorio. Dalla struttura stessa discende una morbida distinzione tra l’attività propria della cantina ed i flussi degli eno-visitatori. Per entrambe le funzioni infatti, si viene a creare uno spazio distinto ma non totalmente separato, opposto ma complementare al solido ventre ricostruito dalla collina che trasforma e gelosamente protegge il suo prezioso prodotto: uno spazio pulsante di attività legate alla conoscenza del vino, alla degustazione, ai suoi approfondimenti scientifici e conviviali. Si stabilisce così una nuova quota di riferimento, in cui si dispongono tutte le funzioni pubbliche, l’accoglienza clienti, lo spazio commerciale, la sala degustazioni e la foresteria.

MFA Architects — “I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”

ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE DELL’EDIFICIO Nell’edificio esistente si è scelto di riorganizzare il flusso produttivo, intervenendo in modo non invasivo, prerogativa prima, che prescinde da scelte compositive ed estetiche, ma che opera ai fini della snellezza del cantiere sia per i costi ma soprattutto per i tempi. Così si è perseguita l’opportunità di facilitare e ottimizzare il percorso tra produzione e vendita creando le migliori condizioni lavorative senza dimenticare il necessario dialogo tra interno ed esterno. Come auspicabile dal punto di vista tecnico, si è eliminato il dislivello di quota tra i pavimenti esistenti; questa operazione trova giustificazione nella possibilità di sbancare fino al livello -1 offrendo l’opportunità di avere un ampio magazzino del prodotto finito come unico spazio che dialoga in modo diretto con i flussi della produzione attraverso una scala ed un montacarichi opportunamente dimensionati. Al piano terra si viene a creare uno spazio a deposito per materiali di consumo nella struttura esistente, connesso ad un’area nuova di carico e scarico merce, non climatizzata, che funge anche come collegamento diretto e coperto all’amministrazione.

MFA Architects — “I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”

ASPETTI COSTRUTTIVI E SOSTENIBILITÀ Le zone «vivibili» sono disposte tutte a sud, le aree di produzione e di stoccaggio invece vengono protette, interrandole o coprendole dai terrapieni esistenti, riducendo cosi altamente i consumi. L’orientamento e le coperture inclinate del 35% del nuovo volume permettono di garantire un’ottimale ventilazione naturale dell’edificio riducendo così la necessità di ventilazione meccanica. Il sistema costruttivo è stato studiato in funzione delle tempistiche del cantiere, al fine di minimizzare l’interruzione del ciclo produttivo della cantina. Si è scelto dunque di servirsi di sistemi prefabbricati, in legno a secco per il volume fuori terra, in cemento armato con solai tipo predalles per il piano inferiore, ottimizzando le tempistiche di costruzione delle diverse fasi progettuali. Il nuovo volume verrà rivestito in rame pre-ossidato testa di moro, assicurando un assenza di manutenzione. Questa scelta non solo permetterà un’altissima durabilità, ma anche una gradevole variazione cromatica, una vibrazione continua nel tempo. Il basamento, al contrario, manterrà durezza e matericità attraverso l’uso di un rivestimento in pietra locale. Infine gli infissi in legno da esterni al naturale permettono all’edificio di fondersi ancor più al contesto rurale originario.

MFA Architects — “I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”

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PLASTICO

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