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Maiolati (AN), Italia

Io Speriamo Che Me La Cavo

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Planimetria di progetto

Obbiettivo della progettazione è stato quello di ricercare la migliore risposta progettuale passando attraverso un’attenta valutazione dei requisiti prestazionali dell’opera e del contesto urbanistico in cui essa si inserisce.

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Plastico di studio

Al progetto, infatti, si richiede non solo il rispetto di diversi requisiti prestazionali specifici di una scuola, ma anche un’attenzione particolare all’inserimento nell’ambiente e al rispetto della natura circostante.

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Plastico di studio

La soluzione progettuale pertanto mira ad armonizzare da un lato le esigenze dell’Amministrazione Comunale, che intende dotarsi di un polo scolastico adeguato alle esigenze della cittadinanza, e dall’altro la necessità di realizzare un insediamento che s’inserisca nell’ambiente circostante con il minor impatto possibile.

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Modello

Introduzione

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Modello

Affrontando il tema del progetto di una scuola è impossibile trattenere il pensiero dal richiamare alla mente, anche per pochi istanti, l’immagine della scuola della nostra infanzia: le aule, il corridoio, il cortile.

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Modello

Cosa significa aula in una scuola contemporanea e cosa potrà significare in futuro? Le discipline aumentano, italiano e matematica non bastano più, le competenze si diversificano e le tecnologie accompagnano ormai quasi ogni forma di studio. Il binomio aula-professore si trasforma in un intricato sistema di relazioni in cui vivono esperienze di teatro e pittura, ma anche tecnologiche, conoscenza di culture multietniche e nuove lingue.

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Modello

Proviamo a fare ordine tra le aule. Per cominciare, dividiamole in due gruppi: aule “fisse” e aule “mobili”. Le “aule fisse” ospitano gli insegnamenti tradizionali che si basano principalmente sulla metodologia della lezione ex-cathedra; sono generalmente aule protette dall’intorno perché tutta l’attenzione è rivolta all’insegnante. Consideriamo ora le “aule mobili”, intendendo con queste le aule destinate ad essere usate con discontinuità, da utenti diversi per una stessa attività o dagli stessi utenti per attività che cambiano.

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Modello

L’aula di disegno, la biblioteca, i laboratori, sono “aule mobili” poiché possono essere usate da classi diverse e a diverse ore del giorno, per attività pomeridiane, corsi extrascolastici o corsi di specializzazione aperti al pubblico. A differenza dell’aula fissa, l’aula mobile acquista qualità dal suo essere in relazione diretta con l’esterno, con le altre aule. Ospita attività basate sullo scambio e la relazione tra i soggetti, attività collettive che, proprio dall’essere visivamente in connessione tra loro traggono forza e vitalità.

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Vista

Qual è il rapporto tra queste aule e lo spazio che le ospita?

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Vista

Il progetto pone al centro della nuova scuola le aule mobili, simbolo della scuola che è a venire, che nasce dall’incontro tra le discipline, che ospita la varietà e la sperimentazione, in cui l’insegnamento e l’apprendimento si fondano sull’interferenza reciproca.

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Vista

Il progetto

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profili

L’organizzazione dello spazio

La forma del lotto e le necessità funzionali e distributive (orientamento, esposizione, accessi) hanno determinato le scelte planovolumetriche ed architettoniche del progetto.

Lo schema planimetrico, scaturito dalle precedenti considerazioni, ha portato all’organizzazione dello spazio secondo segmenti paralleli legati da un connettivo trasversale che segue l’andamento naturale del terreno e con esso si confonde. I segmenti contengono le “aule fisse, mentre nel connettivo si trovano le attività didattiche, collettive e complementari, nonché gli spazi per la cucina e per la direzione didattica.

La parte comune ai segmenti è organizzata mediante un sistema a più corti, su ognuno delle quali si affacciano i vari ambienti. Tra i diversi padiglioni si crea un gioco ed un’alternanza di percorsi, giardini e porticati.

E’ questo lo spazio dedicato alle aule speciali e a tutti quelli spazi destinati ad un uso discontinuo e specializzato. Tale ambito costituisce il fulcro della nuova scuola, disposto in posizione baricentrica rispetto all’aggregazione è il vero cuore comune in cui meglio si concentra la vita del nuovo polo scolastico, aperto ad esigenze legate al mondo degli studenti, degli adulti e alla vita cittadina, pensato come un insieme di spazi trasparenti, che si guardano, in cui tutti i flussi si incontrano e si scambiano.

Si entra nel nuovo edificio dall’ingresso principale ubicato al piano terra, trovando immediatamente la direzione e gli uffici per l’amministrazione, la biblioteca e spazi di uso pubblico rivolti all’esterno. Seguendo l’ampio corridoio, a destra si diparte la scuola elementare, mentre a sinistra è ubicata la scuola media. Lungo questo percorso privilegiato è possibile raggiungere le “aule mobili” (attività didattiche, collettive e complementari). Scale a vista consentono di raggiungere le “aule fisse” ubicate ai piani superiori. Il corridoio in realtà connette vari atri, ognuno dei quali può essere utilizzato per accedere alla scuola. Lo spazio creato dalle scale vivacizza l’atrio. E’ uno spazio ricco di luce, giocoso e generoso, che permette un collegamento visivo tra l’atrio e i piani superiori.

Saliti al primo piano, un corridoio ricco di luce consente l’accesso alle aule destinate all’attività didattica di tipo tradizionale. Percorrendo lo stesso corridoio è possibile, attraverso la parete interamente vetrata, avere una vista dall’alto del complesso scolastico, che si presenta ricco di verde (giardini interni e tetto a giardino) e di colori (pareti gioiosamente colorate). Sensazioni analoghe è possibile ricevere percorrendo il corridoio del secondo piano, ed attraverso la fenditura tra lo stesso e la parete vetrata si ha un contatto visivo diretto con l’atrio al piano terra.

Il corridoio funziona da cerniera rispetto alle altre funzioni che costituiscono l’insieme del polo scolastico. Gli uffici amministrativi, l’auditorium, la palestra e la biblioteca a ovest, la cucina e mensa a est, sono tutti spazi frazionabili in sistemi autonomi.

La configurazione del progetto in corpi distinti consente di suddividere in parti l’impianto complessivo e procedere alla realizzazione per stralci successivi.

L’esigenza di flessibilità si pone nel senso più ampio del termine e viene affrontato secondo tre ordini:

­ flessibilità d’uso interno. Il progetto pone al centro della nuova scuola le aule mobili, concentra in uno stesso ambito una gamma di spazi diversificati per dimensione, qualità spaziale e attrezzature interne. La vicinanza tra questi spazi consente di “scegliere” la soluzione più adatta a seconda delle necessità, della variazione dei gruppi di lavoro, delle diverse ore del giorno. Alcune pareti sono mobili e permettono di modificare la dimensione delle aule, ma in generale non è l’aula che si trasforma in funzione del variare dell’utenza ma l’utenza che si posiziona nella gamma di possibilità (dimensionale e di attrezzatura) offerta alla scuola dalle aule mobili.

­ flessibilità d’uso esterno. Per la sua facilità ad essere suddivisa in parti il nuovo polo scolastico si presta a diverse combinazioni d’uso pomeridiano che consentono di compartimentare gli spazi e mantenere in sicurezza le parti non utilizzate. In questo senso l’organizzazione degli spazi e l’utilizzo di percorsi separati è stato pensato anche in funzione di attività extra scolastiche.

­ flessibilità d’uso nel tempo. La disposizione delle unità funzionali consente di modificare la posizione delle aule in funzione della necessità e di dilatare l’impianto edilizio, se nel tempo si ritenesse necessario.

Il contesto e lo spazio verde

L’impostazione progettuale ha inteso non solo organizzare un’area verde per la ricreazione all’aperto, ma soprattutto condividere ambiti in cui la presenza del verde non sia semplice “arredo”, ma parte integrante della composizione architettonica, capace di incidere persino sulla tipologia edilizia.

Tale spazio deve essere vissuto come un’estensione della scuola, un luogo dove si può leggere e riposare, consumare uno spuntino, far giocare i bambini, guardare il paesaggio.

Altro obiettivo non meno importante è l’integrazione della struttura con l’ambiente circostante; l’intervento si realizzerà utilizzando soluzioni innovative ma nel pieno rispetto della natura.

L’intero progetto mira a conservare il più possibile il naturale andamento del profilo del terreno, e, con l’inserimento dei tetti a giardino, è possibile ottenere un manto di verde che copre l’area senza soluzione di continuità.

Il complesso del nuovo polo scolastico è costituito da corpi distinti: i quattro edifici – i segmenti – che ospitano, uno, la palestra e l’auditorium e, gli altri, le aule per l’attività didattica tradizionale connesse con un volume nella parte Nord del lotto, che si integra e cuce i precedenti.

Questo ultimo è ubicato al limite di quella zona del lotto dove la pendenza inizia a diventare più ripida, ed in tal modo è possibile sistemare il terreno circostante in modo tale che il naturale pendio termini sul tetto, che, sistemato a “giardino a verde”, consente al complesso scolastico di confondersi nell’ambiente circostante. La sistemazione a verde, unita alla vivacità dei colori con cui si trattano le pareti dei segmenti, da vita ad un’esplosione di colori che confonde natura e costruito.

Inoltre l’ubicazione dei corpi, i tre blocchi per l’attività didattiche, il blocco per la palestra e l’auditorium nonché l’area per le attività comuni, consente di evitare, come espressamente richiesto dalla relazione geologica geotecnica allegata al bando, movimenti di terra che alterino in modo consistente il profilo topografico attuale.

Infatti, come è possibile dedurre dalle sezioni progettuali, i blocchi, essendo ubicati per la massima parte nella zona Sud del lotto, quella più pianeggiante, limitano i movimenti di terra solo alla parte terminale dei blocchi stessi, verso nord, mentre, la zona delle attività comuni, è disposta essenzialmente su curve di livello che rispettano l’andamento del terreno in sito.

La disposizione dei blocchi è stata individuata anche con riferimento all’orientamento ottimale degli edifici scolastici rispetto all’irraggiamento solare a ai venti.

I blocchi sono orientati secondo una direttrice nord-sud, che risulta essere un orientamento ottimale, tenuto conto che le aule, che sono gli ambienti che contemplano la permanenza prolungata degli scolari, aprono verso Est. Inoltre tale orientamento consente anche di evitare l’incidenza diretta dei venti dominanti che spirano in direzione sud-ovest.

Tale circostanza risulta essere favorevole anche nei confronti del raffrescamento, nei periodi più caldi, della parete vetrata presente lungo il lato ovest del blocco. Infatti, un sistema di aperture nella parte bassa della vetrata, consente l’ingresso di aria fresca che, defluendo verso l’alto, crea, in maniera naturale, un confort termo-igrometrico ottimale.

Pavilion

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