© Marco Clozza . Pubblicata il 06 Febbraio 2006.
Il progetto propone di rendere intelligibili le relazioni fra i vari spazi oggetto di concorso, attraverso soluzioni architettoniche e di arredo urbano mirate al potenziamento dellidentità storica della città. I luoghi di montagna impongono essenzialità e la sostenibilità dellintervento rappresenta la via per raggiungerla. Quindi le parole chiave della filosofia del progetto sono integrazione, identità, fruibilità che sintetizzano:
© Marco Clozza . Pubblicata il 06 Febbraio 2006.
- leconomicità delle opere, attraverso interventi mirati e puntuali;
© Marco Clozza . Pubblicata il 06 Febbraio 2006.
- lattenzione alla sacralità dei luoghi: la chiesa, il cimitero, il monumento Ai Caduti, la natura…, non imponendo architetture invasive e impattive.
© Marco Clozza . Pubblicata il 06 Febbraio 2006.
- lattenzione alla storia del luogo cercando di valorizzare gli elementi presenti sullarea di progetto non decontestualizzandoli. Questo significa che:
© Marco Clozza . Pubblicata il 06 Febbraio 2006.
in fase di progetto:
- attenzione alle risorse del luogo (il suolo, lenergia)
- scelta dei materiali del luogo
- riciclo dei materiali già in loco (es: porfido piazza )
- scelta della soluzione a minor impatto paesistico – ambientale
- riduzione dei movimenti di terra
in fase di cantiere:
- utilizzo di soluzioni innovative e prefabbricate per ridurre limpatto del cantiere e la durata della messa in opera.
- riduzione del trasporto di materiali
in fase di gestione:
- lintervento e i materiali devono essere durevoli
- manutenzione programmata e costi di gestione ridotti
L’attuale organizzazione della piazza non soddisfa le esigenze dei cittadini, i quali, oltre ad aver la possibilità di transitare con mezzi motorizzati nella zona centrale del paese, desidererebbero ripristinare, almeno in parte, la funzione della piazza come luogo di incontro, nel quale si può rispecchiare tutta la comunità. Lo spazio della piazza deve ritornare al cittadino, per incontrarsi, per sostare, per chiacchierare, per giocare, per guardare chi passa, per sentirsi parte integrante della città, sentirla propria, sentirsi parte integrante della scena urbana, e dell’attività culturale e politica che da linfa vitale alla città.
Occorre inoltre recuperare tutte le valenze simboliche, umane e religiose, che nella storia hanno dato significato e spessore all elemento architettonico sagrato come cerniera tra sacro e profano, tra chiesa e mondo, tra luogo della celebrazione e vita quotidiana. Le indicazioni del parroco sono state proprio quelle di creare un luogo mistagogico, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II a proposito del sagrato: «È questa unarea importante da prevedere in quanto capace di esprimere valori significativi: quello della soglia, dellaccoglienza e del rinvio; per questo, si può anche prevedere che sia dotato di elementi separatori che ne diano identità propria. Talvolta può essere anche luogo di celebrazione, il che richiede che il sagrato sia riservato ad uso esclusivamente pedonale. Deve tuttavia mantenere la sua funzione di tramite e di filtro (non di barriera) nel rapporto con il contesto urbano». Questi aspetti possono essere letti in chiave percettiva, diversificando la pavimentazione e contornando lo spazio proprio del sagrato con i lampioni di illuminazione in una rilettura moderna del colonnato di accesso.
«La cura del sagrato e della piazza ad esso eventualmente collegata è segno della disponibilità all’accoglienza che caratterizza la comunità cristiana. Risultano adatti anche per l’ambientazione e la conclusione delle riunioni pastorali più frequenti, oltre che per l’incontro e per il dialogo quotidiano».
Poiché il sagrato e la piazza viene utilizzato spesso anche per esporre informazioni di varia natura occorre studiare a tale scopo arredi mobili idonei. Nel sagrato, insomma, si possa riconoscere tanto lidentità ecclesiale, il farsi della comunità cristiana, quanto il suo rapporto col mondo nella vita quotidiana.
Al posto dellattuale gradonata che fa da cornice al lato sinistro della piazza, una attività commerciale come un bar potrebbe essere il motore della vivibilità che attualmente la piazza non garantisce.
La ricerca di una identità e omogeneità anche materica porta ad appropriarsi degli spazi e delle percezioni prospettiche anche dellesistente qualificandole e integrandole . Luso del legno della Val di Sole, il granito del gruppo dellAdamello e del porfido Trentino, in parte recuperato dallo smantellamento dellattuale piazza, garantiscono la risposta allesigenza di rispettare il luogo, di rendere meno invasivo, anche dal punto di vista percettivo, lintervento.
Le geometrie regolari della piazza nascono considerando lampliamento del cimitero nellarea che attualmente fa da cornice al monumento ai caduti. Nasce così un rettangolo di base chiuso da diversi episodi: da un lato il bar oppure pensando alla ricollocazione del centro di informazione turistica in questo nascente centro nevralgico del paese; di fronte il muro e il tetto verde dellampliamento al cimitero che separa la piazza dal cimitero; sui lati corti della piazza: la chiesa e il monumento posto su un basamento che ne aumenta la rilevanza.
Il Monumento ai Caduti, infatti, è stato pensato ricollocato nella nuova Piazza per rispetto della memoria storica che rappresenta: non più relegato in un angolo, ma come direttrice nellasse della chiesa.
Lambiente montano, le visuali, la valle sottostante non hanno perso di importanza racchiuse così da tutti questi elementi di cornice, nonostante che la transitabilità veicolare sia stata necessariamente garantita attraversando la piazza per la sua lunghezza, perché si è creato con lepisodio del corpo di accesso al cimitero, una sorta di trampolino sulla valle: un terrazzo a sbalzo sulla vallata. In questo elemento essenziale nelle forme, si sono garantiti contemporaneamente laccesso monumentale al cimitero e il suo ampliamento, il belvedere e una via diretta di accesso al cimitero in modo da evitare percorsi più snodati.
Lungo il perimetro, vi saranno delle aiuole con fiori, alberi mentre i fari per l’illuminazione seguiranno la geometria della pavimentazione. Saranno presenti cestini, panchine e lampioni in modo da valorizzare l’arredo e rendere fruibile la piazza in diversi modi e tempi.
Inoltre si è voluto lasciare alcuni posti auto temporanei impiegati prevalentemente dagli utenti della farmacia. Quindi tra il bar, la farmacia e il municipio si ha lesordio della piazza come luogo di attività civili e collettive, per proseguire nel sagrato, con tutte le valenze caratteriali citate in precedenza, per poi raggiungere il grande spazio centrale di relazione.
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